L'icona della Madonna del Fileremo rappresenta, in assoluto, la rappresentazione più sacra a cui da secoli Dame e Cavalieri dell’Ordine di Malta sono devoti, configurandosi come il simbolo per eccellenza della spiritualità mariana dell’antico Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni. Questa sacra immagine, inoltre, potrebbe ben meritare l’appellativo di Santa protettrice dei viaggiatori, senza nulla togliere al “titolare” ufficiale, San Cristoforo. Per ammirare questo volto, da cui emana un senso di profonda sacralità, è necessario intraprendere un viaggio: un lungo tragitto fino al Museo Nazionale di Arte di Cetinje nel Montenegro, paese dove è conservata dalla Seconda Guerra Mondiale. La sua ricomparsa, alla fine del XX secolo, dopo essere stata data per dispersa, è stata accolta come il ritorno di una madre amatissima di cui non si avevano più notizie. La dimensione del viaggio e del pellegrinaggio è uno degli aspetti più affascinanti di questo piccolo capolavoro, la cui storia straordinaria ne fa una vera guida spirituale e un simbolo per le comunità.

Origini e Peripezie di un'Icona Millenaria
La storia della Theotokos Phileremou, la Madre di Dio del Fileremo, è straordinaria, a cominciare dal mistero delle sue origini. Un primo resoconto, riportato nel Calendario completo dei Santi russi e brevi notizie miracolose della Madre di Dio, afferma che, secondo la tradizione, la Hodigitria Filermskaia (colei che conduce) fu dipinta da San Luca e consacrata con la benedizione della Madre di Dio, per poi essere trasportata verso il 430 nella chiesa di Blacherne a Costantinopoli. Una descrizione del XVII secolo fa anch'essa riferimento all'Evangelista Luca come presunto esecutore, sebbene con riferimenti storici più imprecisi, indicando che l'icona sarebbe stata portata a Rodi da Gerusalemme «quando l’isola era ancora soggetta agli imperatori d’Oriente». Una terza versione, infine, compare in una Bolla Magistrale dell’Ordine degli Ospedalieri del 1497.
Dati più precisi, tuttavia, suggeriscono che l’immagine fu ospite del Monte Fileremo a Rodi tra il 1306 e il 1310. Persino all’interno della piccola isola mediterranea, le sue peregrinazioni furono costanti. Come testimonia Giacomo Bosio nel 1594, l’immagine veniva spostata all’interno delle mura ogni qualvolta si profilava un pericolo, come avvenne durante l'assedio turco di Rodi nel 1480.
Il Viaggio con i Cavalieri di Malta
L’invasione dell’isola da parte dell’esercito del sultano Solimano tra il 1522 e il 1523 portò alla perdita di Rodi da parte dei Cavalieri. L’esiliato Gran Maestro, Fra’ Philipe Villiers de l’Isle Adam, ottenne di portare con sé le più venerate e preziose reliquie dell’Ordine: la mano destra di San Giovanni Battista, un frammento della Vera Croce e, appunto, l’icona della Madonna del Fileremo. La sacra immagine giunse così in Italia, prima a Messina, quindi a Napoli, dove fu portata in processione durante la peste del 1523. I suoi viaggi non si fermarono: dopo un soggiorno a Nizza e Villafranca, l’icona fu portata a Malta nel 1530, ospitata nella Chiesa di San Lorenzo a Birgu, la “città vittoriosa” non lontana da Forte Sant’Angelo.
Qui, un’altra leggenda, riferita sempre da Giacomo Bosio, narra che durante il grande assedio del 1565, conclusosi con la vittoria dei Cavalieri, «fu veduta riposarsi sopra la miracolosa icona della Madonna di Fileremo, una bianchissima colomba; che vi rimase per molte ore; da ciò il popolo ricavò l’augurio che ben presto sarebbe stato liberato dall’assedio». Dopo un breve soggiorno nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria alla Valletta (1571-1578), l’icona fu collocata nella concattedrale di San Giovanni nella capitale maltese, dove rimase per più di due secoli, arricchita di gioie, abiti e arredi.

Dall'Epoca Napoleonica alla Ricomparsa nel XX Secolo
Nel 1798, Napoleone occupò Malta, costringendo i Cavalieri ad abbandonare l’isola e ordinando di prelevare dalle chiese e dai palazzi gli oggetti preziosi, inclusi i ricchi ornamenti della Madonna del Fileremo. Tuttavia, l’icona fu messa in salvo dal Gran Maestro Fra’ Ferdinand von Hompesch, insieme alle altre due reliquie. Giunse così a Trieste, per una breve sosta di un anno. Nel 1799, tramite il Balì Giulio Litta, fu consegnata allo zar Paolo I, nuovo Gran Maestro dell’Ordine.
Le peregrinazioni proseguirono: da Gàtchina l’icona fu trasportata nel Palazzo Imperiale d’Inverno di Pietroburgo, dove rimase fino al 1917. Allo scoppio della rivoluzione bolscevica, l’icona, insieme alle altre reliquie, giunse al Cremlino a Mosca, per poi tornare a Gàtchina. Successivamente, si spostò a Reval, in Estonia, e poi a Copenaghen, dove fu consegnata a Maria Feodorovna, la zarina madre rifugiata in Danimarca. Quest'ultima, nel 1928, prima di morire, l’affidò alle figlie, che la consegnarono al Sinodo dei Vescovi della Chiesa Russo-Ortodossa fuori di Russia. Per sicurezza, i Vescovi la custodirono prima a Berlino e poi la consegnarono al re Alessandro I di Jugoslavia, che la portò a Belgrado, nel Palazzo Reale di Dedinje. L’Ordine di Malta si attivò e nel 1942 il Gran Maestro Fra’ Ludovico Chigi Albani ebbe notizia che l’icona si trovasse forse nel convento di Ostrog, nel Montenegro.
Durante l’occupazione italiana di Rodi, il governo di Roma aveva chiesto alla Russia di riavere l’icona per ripristinare l’antico culto sul Monte Fileremo. Mosca, non riuscendo a rintracciare l’originale, inviò nel 1925 una copia realizzata probabilmente dallo zar Nicola I attorno al 1852. Questa venne così accolta nel ricostruito santuario del Monte Fileremo, affidata ai padri Francescani di Assisi. Un’altra copia, realizzata nel 1931 dall’italiano Carlo Cane su modello di quella russa e ornata da una cornice con l’iscrizione “Ave Maria”, andò nella Cattedrale di San Giovanni, sempre a Rodi. Anche le copie, come l'originale, erano destinate a peregrinare: quella “italiana” fu trasferita nella sala capitolare del Monte Fileremo, dove tuttora si trova, mentre quella “russa”, quando Rodi passò alla Grecia nel 1948, fu portata in Italia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Dalla fine del 2021, un mosaico raffigurante la Madonna del Fileremo adorna i Giardini Vaticani, nato da un’iniziativa dell’Ambasciata dell’Ordine di Malta nelle Filippine.
Per oltre mezzo secolo non si seppe nulla del destino dell’icona originale e delle reliquie. La storica Giovannella Ferraris di Celle intraprese una ricerca e nel 1988 pubblicò il libro Die Madonna vom Berg Philermos (La Madonna del Monte Fileremo). Tra il 12 e il 15 marzo del 2004, il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Fra’ Andrew Bertie, ha guidato un pellegrinaggio all’icona. Questa icona dalla storia straordinaria è tutt’oggi simbolo della spiritualità mariana dell’Ordine di Malta ed emblema delle sue vicende storiche. I membri dell’Ordine di Malta continuano a pregarla e ad invocarla quale loro protettrice, riferendosi a lei nei momenti più difficili.
La Spiritualità dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: Una Guida per la Comunità
Papa Francesco, incontrando i membri della Consulta dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, li ha esortati a «non dimenticare che lo scopo principale del vostro Ordine risiede nella crescita spirituale dei suoi membri» e che, accanto alle iniziative di solidarietà verso i cristiani di Terra Santa, non possono mancare «adeguati programmi formativi religiosi rivolti a ciascun cavaliere ed a ciascuna dama, affinché consolidi il proprio imprescindibile rapporto con il Signore Gesù, soprattutto nella preghiera, nella meditazione delle Sacre Scritture e nell’approfondimento della dottrina della Chiesa».
Questo invito papale ha spinto il cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine, a scrivere un agile volumetto di 88 pagine dal titolo: E tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Per una spiritualità dell’Ordine del Santo Sepolcro. Pubblicato in italiano dalla Libreria Editrice Vaticana, e previsto in altre lingue nel 2021, il libro vuole essere un sostegno per i 30 mila cavalieri e dame nel vivere quotidianamente la loro spiritualità alla luce della vita, della morte e della resurrezione di Cristo. Nel suo libro, il cardinale Filoni riflette sul progetto di vita, le convinzioni, i valori e le scelte proprie di un cavaliere e di una dama. Egli spiega nell’introduzione che «è l’Ordine stesso a dare primaria importanza alla vocazione alla santità dei suoi membri» e aspira a essere «strumento di sviluppo e di approfondimento per il progresso spirituale di ognuno nell’ambiente in cui la fede è praticata e vissuta nei suoi contenuti».
La guida spirituale del Gran Maestro mette simbolicamente nelle mani dei membri dell’Ordine cavalleresco, che «non è semplicemente onorifico» ma «un’entità attiva e vitale con responsabilità ed impegni affidati dai Pontefici», quell’unguento con il quale Maria di Betania unge i piedi di Gesù e poi li asciuga con i propri capelli. L'episodio evangelico è raffigurato nel dettaglio di un mosaico di padre Marko Ivan Rupnik nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico, scelto come immagine di copertina del libro. La proposta per chi aderisce all’Ordine è di «continuare la stessa opera di Maria di Betania, ossia di ungere anche noi il ‘Corpo di Cristo’, che è la Chiesa nella quale Gesù ora vive». La Chiesa nella sua realtà universale e locale, «ma, in particolare come membri dell’Ordine, alla Chiesa Madre di tutte le Chiese, quella di Gerusalemme con i suoi fedeli, i pellegrini, i rifugiati, i poveri che Gesù ha lasciato a noi».
Cavalieri per il Santo Sepolcro - Pietre Vive - Puntata del 30/09/2023
Il Fondamento Spirituale e l'Impegno per la Terra Santa
La spiritualità dell'Ordine nasce dall'amore che Gesù ha avuto per la sua terra, per Gerusalemme, e dallo sviluppo dei pellegrinaggi nel corso dei secoli. Avere a cuore questa terra significa non solo prendersi cura della Chiesa e delle comunità cristiane, ma anche delle relazioni all’interno di essa. In Terra Santa, dove convivono musulmani ed ebrei, l'educazione crea le condizioni di una coabitazione rispettosa e pacifica, sull'esempio di Gesù. I Pontefici, ristrutturando l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro in un momento in cui la Terra Santa riprendeva un ruolo significativo, hanno affidato all'Ordine l'impegno di una sollecitudine particolare per la Chiesa in Terra Santa. Per questo motivo, l'Ordine ha preso a cuore la vita stessa del Patriarcato latino di Gerusalemme, sostenendo la formazione di ragazzi e giovani nelle scuole e università, le necessità dei più poveri e le opere sociali, attraverso il contributo dei propri membri.

L'Impegno dell'Ordine per la Terra Santa e le sue Comunità
L’attuale momento di profonda crisi, in particolare per la Chiesa in Terra Santa che vive dei pellegrinaggi, della visita ai luoghi sacri e dei contatti con le comunità, ha richiesto un approccio diverso per mantenere vive queste comunità. Non solo con i criteri ordinari di aiuto, ma anche con raccolte straordinarie per sostenere situazioni aggravate dalla pandemia. Per coloro che erano abituati a recarsi in Terra Santa per momenti spirituali personali di preghiera e conoscenza, l'impossibilità di viaggiare ha portato alla ricerca di contatti diretti, anche attraverso canali digitali, con il Patriarcato latino di Gerusalemme, in attesa di poter riprendere appieno la vita dei pellegrinaggi e delle visite. Il libretto del Cardinale Filoni, in questo senso, contribuisce a formare e aiutare a non perdere i valori spirituali, morali, etici ed ecclesiologici dell'Ordine e della cristianità in generale.
La Situazione dei Cristiani in Medio Oriente e il Dialogo Interreligioso
Papa Francesco ha parlato di “martirio bianco” dei cristiani nei paesi democratici del Medio Oriente, dove la libertà di religione è limitata. La situazione odierna deve essere valutata caso per caso nei vari Paesi. Il Grande Medio Oriente ha vissuto momenti terribili, come in Iraq con l’ISIS, e conosce ancora difficoltà drammatiche in Siria e in Libano, sovraccaricato da migrazioni. Anche la stessa Terra Santa, con la sua divisione tra ebrei e comunità musulmane, presenta serie e gravi difficoltà. Tuttavia, Papa Francesco ha compiuto un passo straordinario recandosi ad Abu Dhabi e firmando la dichiarazione sulla Fratellanza umana, prospettando la possibilità di un salto di qualità nelle relazioni tra il mondo cristiano, musulmano, ebreo e altre minoranze. Superare le contrapposizioni che hanno prodotto divisioni e guerre è fondamentale per una vera convivenza, che era l'auspicio di Gesù. È possibile «detergere le lacrime di Cristo» attraverso una convivenza fondata sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza di una fraternità che accomuna. Il Papa ha fatto un grande passo e si spera che produca frutti.
L'Iraq, in particolare, è una terra straordinaria, con una Chiesa ricchissima che si è spinta nell'evangelizzazione fino alla Cina. Il Medio Oriente, e l'Iraq in questo caso, è stato una cerniera di unione tra un Medio Oriente occidentale e una grande Asia. La visita del Papa mira ad aiutare comunità cristiane e musulmane afflitte da guerra, attentati e persecuzioni, ma anche a indicare una prospettiva di dialogo. Il documento di Abu Dhabi è un passo importante. La Chiesa e il popolo iracheno meritano attenzione per la loro antichissima cultura e storia cristiana, e per affrontare la grande scissione tra sciiti e sunniti che ancora travaglia il mondo musulmano, promuovendo una parola di convivenza e rispetto.
Struttura e Governance dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro
La vita dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro si realizza nelle sue articolazioni territoriali, denominate Luogotenenze e/o Delegazioni Magistrali, all'interno delle quali i candidati vengono formati. Le norme dello Statuto e del Regolamento Generale dell’Ordine, relative a Luogotenenze e Luogotenenti, si intendono egualmente applicabili alle Delegazioni Magistrali, salvo espressa previsione contraria.
Il Cardinale Gran Maestro: Autorità Suprema e Funzioni
Il Cardinale Gran Maestro è l’autorità suprema dell’Ordine. Egli regge e governa l’Ordine, assistito dal Gran Magistero e dalla sua Presidenza, secondo le norme del Diritto Canonico, dello Stato della Città del Vaticano, dello Statuto e del Regolamento Generale. Può delegare per iscritto le proprie facoltà a Membri dell’Ordine e rappresenta l’Ordine presso la Santa Sede e tutte le autorità ecclesiastiche e civili a livello internazionale, nazionale e locale.
Il Cardinale Gran Maestro ha il potere di delegare ai Gran Priori delle rispettive Luogotenenze, per delega implicita, di celebrare la Cerimonia d’Investitura dei nuovi Membri nell’Ordine. I Gran Priori di Luogotenenza, a loro volta, possono subdelegare tale facoltà ad altra autorità ecclesiastica appartenente all’Ordine. Egli può anche costituire nuove Sezioni e Delegazioni Locali, definendone la giurisdizione territoriale, o modificare quelle preesistenti, su proposta congiunta del Luogotenente e del Gran Priore di Luogotenenza. Rilascia il Diploma delle ammissioni nell’Ordine legittimamente effettuate con potere straordinario dal Patriarca Gran Priore.
Il Cardinale Gran Maestro esercita il potere di promuovere Membri dell’Ordine a gradi superiori, previo esame della Commissione Nomine e sentito il Governatore Generale, di regola su proposta del Luogotenente. Può ammettere persone meritevoli nell’Ordine in qualunque grado e promuovere Membri a gradi superiori per mezzo di decreti motu proprio. Inoltre, previa consultazione con la Presidenza del Gran Magistero, può conferire, alla conclusione dell’espletamento dell’Ufficio, il titolo d’Onore della carica precedentemente ricoperta dai Dignitari dell’Ordine che se ne siano resi meritevoli, un conferimento non automatico.
Tra le onorificenze speciali, il Cardinale Gran Maestro può conferire la Palma dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Palma di Gerusalemme), in tre gradi (oro, argento e bronzo), ai Membri che abbiano acquisito importanti e particolari benemerenze verso l’Ordine o la Terra Santa. Egli, o il Patriarca Latino di Gerusalemme, può conferire la Conchiglia del Pellegrino come riconoscimento a Cavalieri e Dame che abbiano compiuto un pio Pellegrinaggio in Terra Santa. Infine, come Ordine Premiale, può conferire la Croce al Merito del Santo Sepolcro di Gerusalemme nei suoi vari gradi a persone non appartenenti all’Ordine, di specchiata condotta morale e particolarmente benemerite nei confronti dell’Ordine o della Terra Santa. Il conferimento della Croce al Merito non comporta l’ingresso nell’Ordine.
Altri Dignitari e Organi di Governo
- Il Patriarca Latino di Gerusalemme: È ex officio Gran Priore dell’Ordine e il più alto dignitario ecclesiastico dopo il Cardinale Gran Maestro.
- L’Assessore: Un Prelato nominato dal Cardinale Gran Maestro con l’approvazione del Romano Pontefice.
- I Vice Governatori Generali: Hanno la responsabilità di coadiuvare il Governatore Generale nella gestione e amministrazione generale dell’Ordine, potendo essere loro affidati compiti di coordinamento e supervisione delle attività dei raggruppamenti regionali o speciali di Luogotenenze.
- Il Cancelliere: È il Segretario del Gran Magistero, della sua Presidenza e della Consulta; si assicura che tutti gli atti siano raccolti, disposti e conservati negli archivi. Collabora con il Governatore Generale, valuta ed elabora le proposte di ammissione e promozione all’Ordine e verifica le pratiche relative al conferimento delle Distinzioni speciali.
Il Gran Magistero e le Commissioni
Il Gran Magistero è l’organo centrale di Governo che assiste direttamente l’impegno dell’Ordine per i Luoghi e le Istituzioni cattoliche in Terra Santa. Nessun trasferimento di somme di denaro dell’Ordine destinate alla Terra Santa può essere effettuato direttamente o tramite Istituzioni terze, ma soltanto attraverso il Gran Magistero. Ogni attività di sostegno che usi logo e nome dell'Ordine, accanto alle attività ordinarie, può essere autorizzata esclusivamente dal Governatore Generale. I Membri del Gran Magistero, alla fine del mandato, possono essere insigniti del titolo d’Onore della carica precedentemente ricoperta, un conferimento non automatico.
Le riunioni del Gran Magistero generalmente si svolgono in italiano con traduzione simultanea in inglese e francese. Ogni Membro ha diritto a un voto e può intervenire. In casi straordinari, una decisione può essere adottata al di fuori di una riunione qualora ogni Membro acconsenta per iscritto. Le mozioni, proposte per un intervento o presa di posizione, devono essere presentate per iscritto al Governatore Generale prima della riunione, o in casi eccezionali d’urgenza, durante la riunione stessa.
Le riunioni della Presidenza del Gran Magistero sono convocate dal Governatore Generale ogni qualvolta questi lo ritenga necessario o ne venga fatta richiesta dalla maggioranza dei suoi Membri, e sono presiedute dal Governatore Generale, che ne decide l’ordine del giorno. La Presidenza esamina le disposizioni locali specifiche integrative dello Statuto e del Regolamento Generale dell’Ordine, presentate dai Luogotenenti di concerto con la Commissione Giuridica, per la successiva approvazione del Cardinale Gran Maestro.
La Consulta è convocata dal Cardinale Gran Maestro di regola almeno una volta ogni quattro anni, o ogni volta che lo ritenga opportuno. Egli ne approva l’ordine del giorno proposto dalla Presidenza del Gran Magistero e ne presiede le riunioni plenarie. Durante i lavori della Consulta possono essere previste suddivisioni in Gruppi di Lavoro per aree geografico-linguistiche.
Le Commissioni dell'Ordine includono:
- Commissione Spirituale: i cui componenti sono nominati dal Cardinale Gran Maestro, sentito il Governatore Generale, con il Cerimoniere e Assistente Spirituale dell’Ordine come Presidente ex officio.
- Commissione Economica: Ha il compito di consigliare e assistere il Cardinale Gran Maestro e la Presidenza del Gran Magistero nel controllo dell’amministrazione economica, inclusi acquisizioni, proprietà, gestione dei fondi di riserva, patrimonio mobiliare, alienazione dei beni e valutazione dei rischi. Esamina anche il bilancio preventivo annuale e i rendiconti economici.
- Commissione per la Terra Santa: Prende in esame aiuti a progetti riguardanti Enti non dipendenti dal Patriarcato Latino di Gerusalemme. I suoi tre componenti sono nominati dal Cardinale Gran Maestro, sentito il Governatore Generale, e il Presidente è individuato tra i Membri del Gran Magistero.
- Commissione Nomine: Esamina, evade e sottopone all’approvazione del Cardinale Gran Maestro le domande di ammissione e le proposte di promozione nell’Ordine.
- Commissioni temporanee: I cui componenti sono nominati dal Cardinale Gran Maestro, sentito il Governatore Generale.
Il Cardinale Gran Maestro, sentita la Presidenza del Gran Magistero, può costituire Comitati per lo studio di determinate questioni e nominare Consultori, membri dell’Ordine, per ognuno degli organi di Governo, i quali rimangono in carica finché persisterà l’esigenza della loro nomina.
Articolazioni Territoriali: Luogotenenze e Delegazioni Magistrali
I Luogotenenti sono nominati per un periodo di quattro anni e possono essere riconfermati una sola volta. Il Governatore Generale avvia una consultazione per conoscere le attese dei Membri e individuare candidati, coinvolgendo il Gran Priore di Luogotenenza e il Consiglio di Luogotenenza. Al termine, il Luogotenente compilerà una "terna" di nomi da proporre al Cardinale Gran Maestro. I Luogotenenti fanno riferimento per la loro attività al Governatore Generale ed eventualmente al Vice Governatore Generale competente per area geografica. Hanno la responsabilità di selezionare i candidati per l’ammissione all’Ordine in stretta collaborazione con il Gran Priore di Luogotenenza, sentito il parere delle competenti autorità ecclesiastiche, valutando l’idoneità dei candidati e individuando persone con i requisiti per l’ammissione.
In caso di mancata osservanza degli obblighi da parte di un Membro, è prevista una procedura di comunicazione scritta progressiva, che può portare alla trasmissione della pratica al Cardinale Gran Maestro per i provvedimenti di competenza.
