L'Istituto delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri

L'Istituto delle Suore Francescane di S. Filippa Mareri nasce per ispirazione della Santa e viene riconosciuto da Papa Gregorio IX nel 1231. Dopo circa sette secoli di vita claustrale, e in seguito a un profondo discernimento, nel 1929, su richiesta dell’allora vescovo di Rieti Massimo Rinaldi, le suore si sono gradualmente aperte alla vita attiva, facendosi presenti con il loro servizio in Umbria, Abruzzo, Lazio, Campania e Albania.

Le Origini e la Fondatrice: Santa Filippa Mareri

La Vita e la Vocazione di Filippa Mareri

Filippa Mareri, nata nel 1190 vicino a Rieti (Cicolano) dalla nobile famiglia dei Mareri, fu attratta dalla bellezza di Cristo conosciuto attraverso la Parola e i poveri. Spinta dall’esempio di San Francesco, decise di consacrarsi al Signore, rifiutando il matrimonio che la famiglia le stava preparando. Insieme con alcune compagne, Filippa fuggì da casa per rifugiarsi in una grotta, nota come la “Grotta di S. Filippa”, dove visse la sua consacrazione per circa due anni, tra il 1227 e il 1228.

dipinto di Santa Filippa Mareri e le sue compagne nella grotta

La Fondazione del Monastero e la Regola

Il 18 settembre 1228, vinta la resistenza del fratello Tommaso, Filippa ottenne dai suoi fratelli Tommaso e Gentile la donazione del castello di loro proprietà, che lei trasformò in monastero. La fondazione si colloca nel contesto del profondo rinnovamento religioso che si verificò agli inizi del XII secolo. La comunità, guidata da Filippa, poneva al centro della sua vita il culto e la lode a Dio e l’aiuto materiale e spirituale ai poveri, sotto la cura spirituale del Beato Ruggero da Todi. La Chiesa del monastero, in origine la Chiesa di S. Pietro de Molito con la Villa di Casardita, venne consacrata nel 1231 dal Vescovo di Rieti Rinaldo. Nello stesso anno, il 21 luglio 1231, Papa Gregorio IX accolse il Monastero sotto la sua protezione con una bolla, classificando l'antico monastero come appartenente all’Ordine di S. Chiara.

La Morte e il Culto di Santa Filippa

Santa Filippa morì il 16 febbraio 1236. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi, dove da subito si cominciarono a registrare grazie e favori celesti per sua intercessione. Il 6 ottobre 1706, durante la ricognizione dei resti mortali della Santa, fu ritrovato il suo cuore incorrotto, a testimonianza della grande carità che caratterizzò tutta la vita di Filippa.

reliquiario del cuore incorrotto di Santa Filippa Mareri

Dal Monastero Claustrale alla Vita Attiva

La Trasformazione della Comunità

Le forti radici contemplative hanno segnato profondamente la storia e il modo di vivere delle suore. Dopo secoli di vita claustrale, come menzionato, ai tempi dell’episcopato del venerabile Massimo Rinaldi (Vescovo di Rieti), la comunità è passata alla vita attiva. Questo percorso ha trasformato definitivamente il monastero in congregazione di suore, con l’apertura di altre case oggi diffuse tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Campania e con una fiorente missione in Albania.

Il Carisma e l'Apostolato

Le Suore Francescane di Santa Filippa Mareri sono chiamate oggi a vivere il Santo Vangelo lasciandosi conformare a Cristo piccolo, povero, umile e crocifisso, seguendo uno stile di vita semplice e fraterno all’insegna dell’essenzialità, ovunque la Chiesa le chiami ad operare. Il loro vivere assume così una dimensione “minoritica” che si concretizza nel partecipare a quel Gesù povero, rimanendo povere tra i poveri, condividendo la loro condizione di povertà e ponendosi al loro servizio. Le loro radici contemplative segnano profondamente la storia e il modo di vivere l'apostolato.

foto delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri in servizio

La Casa Madre e il Santuario di Borgo San Pietro

La Sommersione del Vecchio Monastero

All’inizio del 1920 la Società Terni avviò un programma di bonifica nella zona di Rieti e, in particolare, la Valle del Salto entrò nei progetti di massimo sfruttamento delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica. I lavori furono definiti e attuati con sorprendente rapidità, e in breve tempo fu sommersa una vasta zona di terreni, compreso il vecchio monastero, dando vita al Lago del Salto. Le acque del lago artificiale sommersero interamente l’antico monastero medievale.

La Ricostruzione e il Nuovo Monastero

Solamente la Cappella di Santa Filippa venne interamente recuperata, grazie all’intervento del sovrintendente alle belle arti dell’Aquila, che obbligò la Società Terni a finanziare il lavoro di esportazione degli affreschi e lo smontaggio dell’intera struttura della Cappella, pietra per pietra. Questa fu poi trasferita all’interno del nuovo monastero, dove le strutture che la compongono sono state rimontate e gli affreschi ricollegati secondo il ciclo originario. Il nuovo monastero in Borgo San Pietro è la Casa Generalizia e Casa Madre dell’Istituto delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri.

foto aerea del Monastero di Borgo San Pietro con vista sul Lago del Salto

Accoglienza e Servizi dell'Istituto

Direttamente affacciato sul Lago del Salto e immerso nel verde degli Appennini laziali, il convento è disponibile all’accoglienza di singoli e gruppi in cerca di un ambiente sereno e distensivo, per ritemprare il corpo e nutrire lo spirito. È possibile vivere momenti di silenzio, preghiera e riflessione, approfondendo la propria esperienza di fede, in un clima accogliente e familiare, alla scoperta di luoghi cari a San Francesco d’Assisi e a Santa Filippa Mareri.

L’attività della comunità di Santa Maria degli Angeli, iniziata nel 1993, è caratterizzata in particolare dall’accoglienza per giovani desiderosi di iniziare un cammino di fede attraverso percorsi di: ascolto della Parola, discernimento vocazionale, cura e crescita umana e spirituale, anche in collaborazione con i frati minori della Porziuncola. Inoltre, si propongono esperienze di missione, servizio e accoglienza di gruppi desiderosi di vivere pellegrinaggi nei luoghi significativi di S. Francesco d’Assisi e S. Chiara.

All’interno della struttura è presente un ampio teatro, messo a disposizione per manifestazioni culturali e spirituali volte alla promozione umana della persona.

Il Patrimonio Storico e Culturale dell'Istituto

La Cappella di Santa Filippa

Al centro della cappella, sull’altare, si venera il Corpo della Santa, racchiuso in un’elegante urna dorata, costruita subito dopo la ricognizione dei suoi resti mortali, avvenuta nel 1706. Vicino all’altare, in un reliquario d’argento della stessa epoca, si venera il suo Cuore incorrotto.

interno della Cappella di Santa Filippa con l'urna e il reliquario

L'Archivio Storico

I documenti più antichi custoditi nell’archivio sono materiale pergamenaceo databile a partire dagli ultimi decenni del XII secolo. In particolare, una serie di privilegi pontifici permette di classificare l’antico monastero fondato da Filippa Mareri. Accanto alle fonti documentarie ecclesiastiche (emesse dalla curia papale e vescovile di Rieti), fra le pergamene c’è molto materiale di natura civile: lasciti testamentari, donazioni, atti di compravendita, censi, che testimoniano la funzione di archivio svolta dal monastero per il territorio locale, oltre a documentare il patrocinio sul piano spirituale.

La Biblioteca e il Museo

Il Patrimonio custodito nella piccola biblioteca dell’Istituto è formato da libri, periodici e fondi speciali disponibili nella sala di lettura e direttamente accessibili all’utenza. Il Museo offre uno spaccato di vita monastica di varie epoche con l’esposizione di reperti decorativi, arredi, lavori artigianali, oggetti di vita quotidiana in uso dalle religiose del tempo, ricettari e attrezzi di farmacia. Il museo accoglie anche opere d'arte, tra cui alcune di Giorgio de Chirico.

foto degli oggetti esposti nel museo dell'Istituto

La Guida della Comunità e la Missione Attuale

La guida della comunità delle eredi di Filippa è attualmente affidata a Suor Anatolia, nativa di Corvaro, che mantiene così la tradizione di una religiosa della zona alla direzione. Dopo il capitolo intermedio celebrato tre anni fa, che aveva sancito la fusione tra due istituti, il percorso ha condotto al rinnovo delle costituzioni e al capitolo generale elettivo svoltosi recentemente a Borgo San Pietro, sotto la guida di padre Carmine Ranieri (cappuccino del convento di Leonessa e vicario episcopale per la vita consacrata in diocesi). Il capitolo è culminato con la Messa presieduta dal vescovo monsignor Domenico Pompili e con l'elezione della nuova madre generale, Suor Anatolia, al primo scrutinio. A seguito, le religiose si sono recate in processione fino alla cappella che custodisce le spoglie di Santa Filippa, dove, dopo aver cantato il Te Deum di ringraziamento, il vescovo ha affidato all’intercessione della fondatrice l’impegno di Suor Anatolia.

La missione dell'Istituto si estende in diverse regioni italiane e in Albania, terra da cui provengono diverse giovani che, in anni recenti, hanno preso il velo tra le seguaci di Santa Filippa.

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