La Statuetta del Vignaiolo: Un Manufatto Fittile dalla Lomellina Romana

Introduzione al Manufatto

Il raffinato manufatto fittile, databile ai primi decenni del I secolo d. C., rappresenta un personaggio maschile a figura intera, reso in modo realistico, con una corta tunica dotata di cappuccio. Questa statuetta vuole essere la rappresentazione di una scena di vita quotidiana: il vignaiolo che, con abbigliamento da lavoro, ritorna dai campi tenendo in una mano la roncola, lo strumento utilizzato per cogliere l'uva, e nell'altra un grappolo d'uva.

Foto ravvicinata della statuetta del vignaiolo con dettagli della roncola e dell'uva

Contesto del Ritrovamento e Diffusione

Il manufatto è stato rinvenuto nel 1978 e proviene da una tomba della necropoli di Gropello Cairoli, nella località Marone, podere Panzarasa. Quest'area ha restituito numerose testimonianze archeologiche, evidenziando la ricchezza dei corredi funebri di età romana in Lomellina. Accanto a manufatti d'uso corrente, come piatti, bicchieri, coppe in ceramica, balsamari in vetro e ornamenti, si rinvengono spesso statuette fittili simili a questa.

Le terrecotte figurate, realizzate a stampo da matrice bivalve con ritocchi a stecca, sono peculiari della Lomellina. La loro diffusione è limitata al Piemonte, alla zona del Verbano e al Canton Ticino, dove si riscontrano esemplari identici. Il ristretto ambito di diffusione fa presumere l'esistenza di centri di produzione locale, attivi tra l'età augustea e la metà del I secolo d.C.

Tipologie e Significato delle Statuette Fittili

Il repertorio di statuine è molto vario, solitamente a figura intera, mentre il busto è raro. Generalmente sono rappresentati personaggi di genere (uomo, donna, giovane, anziano, la coppia, la madre con il figlio) intenti nelle occupazioni quotidiane, come la donna con l'olpe o con il cesto, oltre al vignaiolo. Si trovano anche figure divine o mitologiche (Venere, Minerva, Europa su toro, Eroti) e animali, come la colomba sacra a Venere.

Infografica che mostra le diverse tipologie di statuette fittili trovate nei corredi funebri romani

Non è sempre chiaro il significato di tali manufatti all'interno della tomba. Sicuramente costituivano per il defunto un legame simbolico con il mondo terreno in riferimento alla vita quotidiana o ai culti praticati.

Collocazione Attuale

Il Vignaiolo è esposto nel primo suggestivo ambiente del Castello Visconteo Sforzesco, la cosiddetta terza scuderia, attribuita a Leonardo da Vinci (1490). Questo spazio è scandito in tre navate da due file di colonne e coperto da volte a crociera.

Il Museo Archeologico San Lorenzo di Cremona

La collezione del Museo Archeologico San Lorenzo è composta da una ricchissima varietà di materiali provenienti in massima parte dalla città di Cremona e risalenti all'età romana. Essi restituiscono l'immagine di una città ricca e vivace, sempre aggiornata sulle mode e sui costumi provenienti da Roma. La bellezza degli edifici pubblici e privati, declamata da scrittori come Tacito, è testimoniata dai bellissimi pavimenti mosaicati e dagli intonaci dipinti che decoravano le pareti delle case.

La magnificenza degli edifici pubblici si ritrova in un imponente capitello ornato da coppie di leoni e nei frammenti di una splendida statua in terracotta che decorava il frontone di un tempio, considerata il pezzo più antico di Cremona romana.

Lo splendore di Cremona romana

Della collezione fanno ancora parte oggetti in bronzo per l'arredo domestico, vasellame da mensa in vetro e in terracotta, anfore provenienti da ogni parte dell'impero e pregevoli opere in marmo per la decorazione dei giardini privati. Non sono da trascurare i reperti riferibili all'ambito funerario della vita della colonia, tra i quali vanno annoverati gli ossi lavorati che rivestivano i letti funebri della necropoli di San Lorenzo, ritrovati in centinaia di frammenti.

Storia del Museo

Il primo nucleo della collezione del Museo Archeologico San Lorenzo ha iniziato a formarsi già nell'Ottocento, grazie a scavi o ritrovamenti casuali. Prima dell'apertura del Museo, la collezione era ospitata al piano terreno del Museo Civico "Ala Ponzone", allestito nella prestigiosa sede di palazzo Affaitati.

Nel 1993, i locali del Museo Civico, i cui muri erano intaccati da una grave umidità, furono sgomberati per una ristrutturazione. Tuttavia, un progetto più ambizioso aveva già preso piede: recuperare la splendida basilica romanica di San Lorenzo, che versava in condizioni di grave degrado, e costituire un museo archeologico interamente dedicato alla città. Questo progetto è stato portato a compimento nel 2009, anno dell'apertura del Museo Archeologico San Lorenzo.

La sezione archeologica, posta al piano terreno del Museo Civico "Ala Ponzone" prima dell'apertura del Museo Archeologico San Lorenzo, accoglieva materiali provenienti da scavi o ritrovamenti casuali effettuati a partire dall'Ottocento a Cremona e nel suo territorio. Nel corso degli anni, l'allestimento ha subito diverse risistemazioni a causa del continuo incremento dei materiali che affluivano nel Museo grazie a sempre nuove scoperte. I mosaici della collezione, sottoposti a restauro, sono stati trasportati nella ex basilica di San Lorenzo, temporaneamente adattata a laboratorio.

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