Chiesa della Santa Famiglia dei Padri Canossiani: Storia e Architettura

La Chiesa della Santa Famiglia dei Padri Canossiani è un edificio religioso situato in una zona periferica di Matera, in un'area in rapida espansione.

Origini e Fondazione della Parrocchia

La nascita della nuova parrocchia, inizialmente denominata Sacra Famiglia, risale al 29 dicembre 1991, come attestato dal decreto di S. E. Mons. Ennio Appignanesi. La sua istituzione si rese necessaria a causa del rapido aumento della popolazione nel territorio servito dalla vicina parrocchia di Maria Madre della Chiesa. Per far fronte a questa crescita, l'intero territorio venne diviso in due parrocchie: Maria Madre della Chiesa e Santa Famiglia, con via Gravina a fungere da linea di demarcazione.

Don Gino Galante fu incaricato della cura pastorale della Santa Famiglia, pur mantenendo il suo ruolo di vicario parrocchiale di Maria Madre della Chiesa. La nuova parrocchia, tuttavia, non disponeva di una sede propria, il che rendeva l'esercizio dell'attività pastorale estremamente difficoltoso. Dopo una serie di ricerche condotte da don Gino, venne individuato un locale sito in via Taranto. Il 2 ottobre 1994 ebbe ufficialmente inizio l'attività pastorale della nuova parrocchia della "Sacra Famiglia di Nazareth".

Successivamente, il nome della parrocchia fu modificato in "Santa Famiglia di Nazareth". Questa nuova denominazione fu scelta "a ricordo perenne" della visita di Papa Giovanni Paolo II nella città di Matera il 27 aprile 1991, per sottolineare il forte apprezzamento del Santo Padre per il senso della famiglia nella regione e, in particolare, tra i materani. Inoltre, la nuova denominazione era più in linea con la terminologia liturgica del Messale Romano, che per la festa celebrata la domenica durante l'Ottava di Natale utilizza appunto il termine "Santa Famiglia".

Nonostante la nuova sede, la parrocchia continuava a incontrare limitazioni operative. La sede era insufficiente per svolgere appieno le attività pastorali. Per celebrazioni con una maggiore affluenza di fedeli, come matrimoni e funerali, si rendeva necessario "chiedere ospitalità" alla vicina parrocchia di Maria Madre della Chiesa, che prontamente offriva la sua collaborazione. Questa cooperazione fu ulteriormente rafforzata da un'originale sperimentazione di unità pastorale tra le due chiese, promossa da S. E. Mons.

Il 6 settembre 1999 si tenne la prima riunione del Consiglio pastorale, durante la quale si iniziò l'organizzazione di un pellegrinaggio a Roma in vista del Giubileo dell'anno 2000. Il 5 settembre 2002, nel corso di una seduta del Consiglio pastorale, don Gino Galante annunciò la nomina di don Cosimo Roberti come nuovo parroco. Dopo diverse sospensioni e rallentamenti dei lavori, il 7 dicembre 2004, durante una solenne concelebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons., avvenne un importante evento per la comunità.

Nel 2013, nel cortile interno della chiesa, venne eretta un'edicola mariana, completa di altare, recante l'icona della B. V. Santa Maddalena di Canossa.

Pianta della chiesa della Santa Famiglia dei Padri Canossiani a Matera, con indicazione dei corpi di fabbrica e della torre campanaria.

Architettura e Struttura della Chiesa

La Chiesa della Santa Famiglia è una costruzione recente, caratterizzata da un impianto architettonico moderno. L'edificio è situato su un lotto stretto e lungo e si compone di due corpi di fabbrica disposti uno di seguito all'altro.

La corte aperta, situata tra i due fabbricati, conduce alle aule catechistiche, agli alloggi dei parroci, al salone parrocchiale, alla sacrestia e alla cappella feriale. Sulla corte affaccia anche la torre campanaria, alta 22 metri, visibile dalla via Mattei, l'asse stradale principale della zona.

Il paramento murario esterno della chiesa è realizzato in Carparo di Gallipoli e mattoni a vista. L'aula liturgica, invece, presenta una forma cilindrica ed è intonacata di colore bianco.

Il prospetto principale è impreziosito da un pronao, diviso dall'ingresso. Una sorta di taglio nello spessore murario permette di intravedere il cielo dalla soglia, creando un suggestivo effetto visivo.

Dettaglio del prospetto della chiesa della Santa Famiglia, con enfasi sul pronao e sul taglio murario che rivela il cielo.

Interno e Disposizione Liturgica

La chiesa è costituita da tre cilindri concentrici. L'ultimo cilindro, il più alto e intonacato di bianco, ospita l'aula liturgica. Nonostante la sua forma circolare, l'impianto ecclesiologico è direzionale, descritto come un "anello aperto" verso il presbiterio.

L'illuminazione zenitale del presbiterio, ottenuta tramite un lucernario non visibile dall'aula, accentua il carattere escatologico del cammino spirituale, il cui inizio è segnato dalla soglia, dalla grande porta e dal vestibolo arioso.

Dalla sacrestia, il percorso processionale utilizza il deambulatorio per risalire il corridoio centrale dell'aula verso il presbiterio. Ai lati del vestibolo si trovano i confessionali; quello di destra ospita il presepe.

A sinistra del presbiterio è collocata la custodia del Santissimo Sacramento, mentre a destra si trova il fonte battesimale. La mensa è posizionata al centro, la sede del celebrante alle sue spalle, e l'ambone si trova alla sinistra dei fedeli, a cavallo dei gradini.

Il vestibolo è sormontato da un soppalco che conduce alle rampe e, infine, alla torre campanaria in acciaio Corten.

La Famiglia Canossiana: Origini e Vocazione Laicale

La Famiglia Carismatica Canossiana affonda le sue radici nell'opera di Santa Maddalena di Canossa. Nata a Verona, Santa Maddalena di Canossa, mossa dallo Spirito Santo e animata da una forte sensibilità per le vocazioni laicali, istituì nel 1823 le Terziarie Esterne. Queste laiche, pur vivendo in famiglia, erano chiamate a incarnare la dimensione laicale della spiritualità della fondatrice.

Il piccolo germe dei Fratelli e Sorelle Laici Canossiani, una delle attuali espressioni della Famiglia Laicale Canossiana, ebbe origine a Verona, città natale di Maddalena, dal più ampio tronco del Laicato Canossiano, già nel 1978. Oggi questa realtà è presente in numerose diocesi italiane e in Polonia.

La Vocazione Laicale Canossiana

I laici canossiani sono chiamati a vivere l'amore tenero e paziente del Padre, rivelato in Cristo crocifisso, modello e sorgente indicato da Santa Maddalena. La loro vocazione si esprime in modo particolare nella famiglia, nell'ambiente di lavoro e nella Chiesa locale, in comunione con l'intera Famiglia Canossiana.

In questi ambiti, l'attenzione si concentra prevalentemente sui piccoli, sugli ultimi e su coloro che affrontano maggiori difficoltà. Il contatto vivo con Cristo è considerato l'aiuto decisivo per rimanere sulla retta via, e la preghiera diventa un mezzo essenziale per attingere costantemente forza da Cristo.

L'Opera dei Fratelli e Sorelle Laici Canossiani

I Fratelli e Sorelle Laici Canossiani costituiscono un'associazione riconosciuta, con un decreto di erezione da parte del Vescovo di Verona, che ha altresì approvato la Traccia di vita, lo Statuto e i documenti formativi.

Dopo alcuni anni dall'inizio della loro esperienza, è emersa l'esigenza di tradurre la spiritualità in azioni concrete di carità. Di conseguenza, nel 1994, nella diocesi di Verona, è nata un'esperienza specifica: l'opera "Famiglia Canossiana Nuova Primavera-onlus", condivisa attivamente con le Madri e i Padri Canossiani.

Il Quotidiano Canossiano

Sin dai primi anni del 1800, quando Maddalena accolse e iniziò a istruire le ragazze del quartiere S. Zeno a Verona, ella delineò per tutti i suoi figli e figlie un "modo" per collaborare con il Signore nella costruzione del Suo Regno. Sulla base di questo insegnamento, i Fratelli e Sorelle Laici Canossiani portano avanti, nelle loro comunità parrocchiali di appartenenza, un cammino di fede personale.

1. LA COSCIENZA NEL PENSIERO DI SAN J.H. NEWMAN - Catechesi Quaresimale (don Angelo Farina)

Contesto Storico e Sviluppo della Congregazione

Nel 1844, la chiesa di Santa Lucia fu demolita per far posto alla nuova stazione ferroviaria. A seguito di ciò, la comunità dei sacerdoti si separò dalle suore e si trasferì presso l'ex convento francescano di San Giobbe.

La congregazione conobbe un notevole sviluppo tra il 1923 e il 1927, periodo durante il quale vennero aperte le prime filiali.

Un riferimento storico importante riguarda l'Oratorio Maschile di Lavis, attivo dal 1° ottobre 1971.

Il Cardinale Giuseppe Sarto, futuro Papa Pio X, nutriva un profondo affetto per i Canossiani. Nel 1897, incaricò il P. Antonio Voltolina, gesuita, di raccogliere e riformare le antiche Regole dell'Istituto secondo le esigenze dei tempi moderni. Il Cardinale Sarto approvò le regole riformate con la sua autorità pastorale e continuò a sostenere l'Opera dei Canossiani anche dopo la sua elezione al soglio pontificio.

Casa di Accoglienza "Cima Loreto"

La Casa di Accoglienza dei Padri Canossiani di "Cima Loreto" si trova a 3 km dal centro abitato di Faller di Sovramonte (BL), a un'altitudine di 900 metri, su un pianoro immerso tra i boschi e i prati del Monte Avena.

L'ospitalità offerta a Cima Loreto mira a fornire ai ragazzi, ai giovani e alle famiglie un ambiente ideale per periodi di distensione, formazione, fraternità e spiritualità, nel pieno rispetto e nella contemplazione della natura circostante.

È possibile contattare i Padri di Fonzaso con un ragionevole anticipo per la celebrazione della Santa Messa.

La struttura è situata in prossimità di servizi: entro 200 metri si trova la chiesa, tra 1 e 5 km si estende una zona abitata, mentre tra 5 e 10 km si trovano fermate dell'autobus, un supermercato e una farmacia.

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