La Storia della Beata Vergine del Rosario di Pompei e le Opere di Bartolo Longo

La Madonna del Rosario di Pompei, un'opera attribuita alla scuola di Luca Giordano risalente al XVII secolo, rappresenta un esempio significativo di come un dipinto, pur non eccelso per valore artistico, possa acquisire un fortissimo significato simbolico. Questa immagine è oggi una delle opere più venerate in Italia.

L'opera giunse a Pompei nel 1875, quando il fondatore del Santuario, Bartolo Longo, desideroso di introdurre il culto della Madonna del Rosario, la ricevette in dono da una suora, Maria Concetta de Litala. Prima dell'inizio dei lavori di costruzione del santuario, iniziati per volontà di Bartolo Longo nel 1876, la Madonna fu sottoposta a un restauro, poiché versava in uno stato di conservazione precario. Successivamente, fu esposta in una piccola chiesetta di Pompei, dove si narra abbia compiuto diversi miracoli, tra cui la guarigione di bambini affetti da malattie incurabili. La devozione nei confronti di questo dipinto crebbe esponenzialmente.

Una volta completato il santuario nel 1901, l'opera fu collocata sull'altare maggiore, impreziosita da una ricca cornice. Da allora, centinaia di migliaia di pellegrini si recano a Pompei per venerarla. Ogni anno, l'8 maggio e la prima domenica di ottobre, alle ore 12, si celebra il rito della Supplica alla Madonna di Pompei, recitando un testo scritto dallo stesso Bartolo Longo, intitolato "Atto d'amore alla Vergine". Questo evento viene spesso trasmesso in diretta televisiva.

Descrizione: Dipinto della Madonna del Rosario di Pompei con il Bambino, Santa Caterina da Siena e San Domenico, attribuito alla scuola di Luca Giordano.

Caratteristiche del Dipinto e Significato Spirituale

Il dipinto raffigura al centro la Madonna con il Bambino, posti su un piedistallo. Entrambi porgono un rosario rispettivamente a santa Caterina da Siena e a san Domenico. Come accennato, il valore artistico dell'opera in sé non è considerato eccezionale: l'impostazione è tradizionale, i volti poco naturalistici, lo studio delle luci non è ben calibrato e lo scorcio prospettico del piedistallo risulta incerto e poco realistico.

Nonostante ciò, la Madonna del Rosario di Pompei è celebrata il 7 ottobre e l'8 maggio con la recita della Supplica solenne. Il culto verso la Vergine è molto antico, risalente all'istituzione dell'ordine dei Domenicani nel XIII secolo, che ne furono i principali propagatori. La vittoria della flotta cristiana sui turchi a Lepanto nel 1571 fu attribuita alla protezione della Vergine del Rosario. A seguito di questo evento, Papa Pio V istituì nel 1572 la festa del Santo Rosario. Successivamente, nel 1913, la festa fu spostata al 7 ottobre.

Il culto del Rosario ricevette un'ulteriore spinta dopo le apparizioni di Lourdes nel 1858, dove la Vergine raccomandò la pratica di questa devozione.

Bartolo Longo: Dall'Anticlericalismo alla Devozione Mariana

Il vero apostolo della devozione alla Vergine di Pompei fu il beato Bartolo Longo (1841-1926), inizialmente un avvocato anticlericale. Durante i suoi studi all'Università di Napoli, fu influenzato dall'ambiente anticlericale dell'epoca, partecipando a manifestazioni contro il clero. In un periodo di dubbi sulla religione, si avvicinò allo spiritismo, allora molto diffuso a Napoli, arrivando a celebrarne i riti.

La sua vita subì una svolta radicale dopo una notte di incubi. Su consiglio dell'amico Vincenzo Pepe, si rivolse a padre Radente, un domenicano, che lo accompagnò fino all'aggregazione al Terz'Ordine di San Domenico. Una volta laureato, Bartolo Longo si dedicò alle opere di assistenza, facendo voto di castità.

In questo periodo conobbe la contessa Marianna Farnararo De Fusco, rimasta vedova a 27 anni con cinque figli. Necessitando di un amministratore per i suoi beni e di un precettore per i figli, coinvolse Bartolo, che si trasferì presso la sua residenza. Sebbene la loro vicinanza desse adito a pettegolezzi, i due si sposarono solo per mettere a tacere le voci, continuando a vivere come amici.

La contessa possedeva proprietà a Pompei, e Bartolo Longo, in qualità di amministratore, vi si recava frequentemente. Durante queste visite, constatò l'ignoranza religiosa della popolazione locale e si dedicò all'insegnamento del catechismo e alla pratica della recita del Rosario.

Un giorno, suor Maria Concetta de Litala donò a Bartolo una vecchia e trascurata tela raffigurante la Madonna del Rosario. Dopo averla restaurata, Bartolo la portò a Pompei, dove fu esposta in una piccola cappella il 13 febbraio 1876. La crescente affluenza di pellegrini, attratti dalle grazie e dai miracoli attribuiti alla Madonna, rese necessaria la costruzione di un tempio più grande, i cui lavori iniziarono il 9 maggio 1876 e si conclusero nel 1887.

Di Buon Mattino (TV2000) - Sarà Santo Bartolo Longo, fondatore del santuario di Pompei

Le Opere Sociali di Bartolo Longo

Le Opere Sociali realizzate da Bartolo Longo hanno accolto, preparato alla vita e al lavoro migliaia di ragazzi e ragazze. Fin dal 1886, il Fondatore del Santuario di Pompei avviò un vasto progetto di carità rivolto agli afflitti, agli emarginati e ai poveri. La sua opera mirava a offrire accoglienza, educazione e amore ai bambini e ai ragazzi orfani o abbandonati, che mancavano di un punto di riferimento familiare.

Successivamente, ampliò la sua azione benefica ai casi più difficili, come i figli e le figlie di detenuti. Accanto agli asili, agli oratori per il catechismo e alle "Case operaie", Bartolo Longo costruì tre Istituti per ospitare i minori disagiati del suo tempo:

  • Nel 1887 nacque l'Orfanotrofio Femminile, affidato alle Suore Domenicane "Figlie del Santo Rosario di Pompei". L'orientamento educativo si basava sui principi evangelici della pedagogia cristiana.
  • Nel 1892 fondò l'Ospizio per i figli dei carcerati, affidandone la direzione ai Fratelli delle Scuole Cristiane.

Evoluzione delle Opere nel Tempo

Negli anni '60, l'allora Vescovo di Pompei, Monsignor Aurelio Signora, unificò l'Orfanotrofio e l'Ospizio Sacro Cuore per accogliere senza discriminazioni i figli e le figlie dei carcerati. Nel 1966, l'Istituto Bartolo Longo fu diviso: i maschi della Scuola Elementare furono trasferiti nell'Istituto "Assunta Ponzo".

Negli anni '80, i quattro Istituti di Pompei ospitavano circa 600 alunni. Con l'evoluzione degli scenari sociali e le nuove normative regionali che limitavano il numero di ospiti a 40 per struttura, si rese necessaria una riorganizzazione. Nel settembre 1994, l'Orfanotrofio Femminile fu ristrutturato e rinominato Centro Educativo "Beata Vergine del Rosario", articolato in quattro comunità autonome. Anche gli altri Istituti cambiarono denominazione, diventando Centri Educativi.

Dal 2000, in linea con la legge quadro n. 328 del 2000, che promuoveva il sistema integrato di interventi e servizi sociali e la chiusura degli Istituti a favore di comunità di tipo familiare, le strutture del Santuario si sono evolute. Nel 2000 nacque la Comunità di tipo familiare "Giardino del Sorriso". Nel 2003, dal gesto d'amore verso una ragazza madre, nacque "Casa Emanuel" per gestanti, madri e bambini. Successivamente, l'Orfanotrofio e l'Ospizio furono trasformati in Centri Diurni semiresidenziali.

Nel 2013 è stato inaugurato il Centro per il Bambino e la Famiglia "Giovanni Paolo II".

Storia dell'Edificio dell'Orfanotrofio Femminile

Nel novembre 1886, l'Avv. Bartolo Longo istituì due Asili infantili e costruì accanto al Santuario delle sale destinate ad accogliere le prime orfanelle. Nel 1887, fu costruito un piano superiore per l'Orfanotrofio Femminile. La prima sala, capace di 15 fanciulle, fu inaugurata nella festa del Rosario.

Con l'aumento delle ricoverate, l'edificio fu ampliato progressivamente. Nel 1889, grazie a una generosa donazione, fu costruita una seconda camerata, chiamata "Sala Gerardo Compagna" in memoria del figlio del donatore. Nello stesso anno fu inaugurato l'Osservatorio Meteorologico Vulcanologico.

Nel 1891, il numero delle orfanelle crebbe ulteriormente, rendendo necessario occupare le sale degli Asili e delle Scuole femminili. Bartolo Longo fu quindi costretto a edificare nuove sale per le Scuole femminili e gli Asili infantili, inaugurate nel 1892, anno in cui aprirono anche la grande cucina e il gran refettorio delle Orfanelle.

Fu costruita una sala per uso di Infermeria, che venne presto occupata dalle orfanelle. Successivamente, fu edificata una nuova e più ampia infermeria, inaugurata nel 1893, nello stesso giorno in cui fu inaugurato il provvisorio Ospizio Educativo Bartolo Longo per i figli dei carcerati.

Nel 1894, fu inaugurato un nuovo braccio dell'Orfanotrofio Femminile. L'edificio si ampliò rapidamente, offrendo conforto a fanciulle bisognose e sventurate.

Scopo dell'Istituzione

All'interno del Santuario di Pompei, sorge l'Orfanotrofio femminile, fondato da Bartolo Longo e dalla Contessa Marianna De Fusco. L'istituzione, che prende il nome dalla Vergine del Rosario di Pompei, accoglie gratuitamente bambine orfane di entrambi i genitori, povere e abbandonate, dall'età di quattro o sei anni, provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero.

L'origine dell'Orfanotrofio risale all'8 maggio 1887, giorno dell'ingresso trionfale della Vergine del Rosario nel suo tempio. In memoria di questo evento, i Fondatori vollero erigere un monumento alla Carità accanto al monumento della Fede, testimoniando la carità cristiana ispirata dalla Vergine.

L'intento era quello di raccogliere attorno al trono della Madonna una schiera di fanciulle innocenti e infelici, offrendo loro protezione e salvezza. Queste fanciulle, considerate la corte eletta della Regina delle Vittorie, avrebbero onorato la Vergine con saluti angelici e preghiere.

Apertura a Nuove Emergenze Sociali

Le Opere annesse al Santuario di Pompei confermano la validità del carisma del Beato Bartolo Longo, il cui messaggio si rivolge all'umanità nel suo dolore. Il suo pensiero è stato fondamentale per l'apertura a nuove emergenze sociali, come i figli dei divorziati, definiti "orfani bianchi", vittime dell'egoismo genitoriale. Il Santuario, interpretando il pensiero del Fondatore, ha accolto questa categoria di emarginati, che rappresentavano circa il 30% degli ospiti negli Istituti nel 1987.

Bartolo Longo, dal cielo, continua a vegliare e proteggere le sue Istituzioni, come aveva promesso ai suoi associati.

Le Opere di Beneficenza: Espressione di Pace Universale

Le Opere di beneficenza del Santuario di Pompei, tra cui l'Orfanotrofio femminile, sono espressione di concordia e pace universale. L'Orfanotrofio accoglie orfanelle di ogni nazione, senza distinzione di provenienza, purché bambine, orfane di entrambi i genitori e abbandonate.

L'istituzione deve la sua origine e il suo sviluppo alla carità universale e alla fratellanza dei popoli, che hanno inviato il loro obolo da tutto il mondo. In meno di 15 anni dall'inaugurazione, l'Orfanotrofio ha salvato 360 orfanelle, garantendo loro vitto e alloggio grazie a offerte spontanee provenienti da ogni angolo del globo. Questo sostegno costante ha permesso alle bambine di non rimanere mai a digiuno.

Una caratteristica speciale dell'Orfanotrofio pompeiano è la possibilità per le orfanelle di diventare figlie di famiglie agiate, trasformandosi da diseredate a eredi e da rifiuto della società a oggetto di tenerezza e amore.

Le Prime Orfanelle e l'Eredità di Bartolo Longo

La catena delle Opere Pompeiane, volute dai coniugi Longo, ha cento anelli, con il primo datato 8 maggio 1887, data di inizio dell'opera salvatrice per le anime innocenti abbandonate. Bartolo Longo intendeva raccogliere attorno alla Madonna una schiera di fanciulle innocenti e infelici, offrendo loro protezione.

Descrizione: Foto d'archivio delle prime orfanelle dell'Istituto Bartolo Longo di Pompei.

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