La Chiesa di Prato ha accolto il suo nuovo vescovo, Monsignor Giovanni Nerbini, che ha fatto il suo ingresso solenne in diocesi nel pomeriggio di sabato 7 settembre, vigilia della "Madonna della Fiera", come i pratesi chiamano la ricorrenza della Natività di Maria. La giornata è stata caratterizzata da una grande festa di popolo, con circa quattromila fedeli riuniti in piazza Duomo per partecipare alla solenne concelebrazione che ha sancito l'inizio del suo episcopato a Prato.
Monsignor Nerbini è il 26° vescovo da quando è stata istituita la diocesi nel 1653, unita in persona episcopi a quella di Pistoia, e il quarto vescovo residenziale dopo la separazione e la conseguente piena autonomia.

Le tappe della giornata di insediamento
La giornata del nuovo vescovo è iniziata puntuale alle ore 16:30 con l'arrivo al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, un importante punto di ingresso nella città per chi proviene da Firenze, come il vescovo Nerbini, originario di Fiesole. Ad accoglierlo erano presenti il predecessore Monsignor Franco Agostinelli, il vicario Monsignor Nedo Mannucci e il vice sindaco Luigi Biancalani.
Attorno alle ore 17, giunto nel centro storico, Monsignor Nerbini è stato salutato dal canto dei giovani delle parrocchie, degli oratori e dei gruppi scout. Circa trecento ragazzi e ragazze hanno accolto il vescovo srotolando uno striscione di benvenuto e lasciando volare in cielo numerosi palloncini colorati. Virginia, a nome dei presenti, ha espresso la vicinanza dei giovani al nuovo pastore, sottolineando come i posti vuoti nella piazza rappresentino tutti i coetanei che sperano di incontrare insieme a lui. Come simbolo del desiderio di incontro e testimonianza verso i lontani, i gruppi giovanili hanno donato a Monsignor Nerbini una rete da pesca, intesa "non per catturare, ma per avvolgere e coinvolgere chi non conosce la parola di Cristo".

L'accoglienza è proseguita su un palco allestito sotto il Castello dell'Imperatore, dove il sindaco Matteo Biffoni ha dato il benvenuto alla città. Il sindaco ha sottolineato l'unicità e la meraviglia della comunità pratese, una città che ha affrontato profondi cambiamenti e difficoltà con resilienza e generosità. Ha evidenziato come la Cintola della Madonna, simbolo religioso e cittadino, rappresenti un punto di riferimento per l'intera comunità, capace di unire le radici con la proiezione verso il futuro. Il sindaco ha inoltre ribadito l'importanza del dialogo profondo e fecondo tra la Diocesi e la società civile sui temi cruciali per la città: lavoro, inclusione sociale, ambiente, giovani e futuro.
Prima di dirigersi verso piazza Duomo per la celebrazione d'ingresso, Monsignor Nerbini si è fermato nella basilica di Santa Maria delle Carceri per rendere omaggio alla Madonna. Ad attenderlo c'era il parroco Monsignor Carlo Stancari. Il Vescovo ha deposto un fiore sotto l'immagine della Vergine e ha recitato una preghiera con i fedeli presenti, rivolgendo un particolare saluto ai malati, ai disabili e alle rappresentanze delle comunità cattoliche straniere residenti a Prato. Prima del suo arrivo, nella basilica è stato celebrato un matrimonio.

La solenne concelebrazione eucaristica
Come da programma, il Vescovo è entrato in piazza Duomo accolto da quattromila fedeli. Dopo essersi recato nell'oratorio della Misericordia, è partita la processione introitale con 170 sacerdoti. Alle 18 è iniziata la solenne concelebrazione eucaristica in piazza, con l'altare posizionato su un palco sul sagrato della cattedrale.
Ad attendere il vescovo eletto Nerbini e l'uscente Agostinelli c'erano il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo metropolita di Firenze, e otto vescovi toscani, tra ordinari ed emeriti. Hanno concelebrato: Monsignor Gastone Simoni (emerito di Prato), Monsignor Paolo Lojudice (arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino), Monsignor Paolo Giulietti (arcivescovo di Lucca), Monsignor Mario Meini (vescovo di Fiesole), Monsignor Fausto Tardelli (vescovo di Pistoia), Monsignor Rodolfo Cetoloni (vescovo di Grosseto), Monsignor Carlo Ciattini (vescovo di Massa Marittima-Piombino) e Monsignor Antonio Buoncristiani (emerito di Siena). Erano presenti anche venti sacerdoti da Fiesole, diocesi di provenienza di Monsignor Nerbini, oltre al clero pratese.
La messa solenne è iniziata, come previsto dal diritto canonico, con il rito introduttivo della presa in possesso della diocesi. Il cancelliere vescovile, canonico Daniele Scaccini, ha dato lettura della bolla papale di nomina di Monsignor Nerbini a vescovo di Prato. È seguito il momento più significativo del passaggio di testimone tra il nuovo vescovo e quello uscente: la consegna del pastorale da parte di Monsignor Agostinelli a Monsignor Nerbini, simbolo della guida della comunità.
In piazza erano rappresentate tutte le realtà della città e del territorio diocesano, con la presenza dei sindaci di Prato, Vaiano, Vernio, Cantagallo, e dei comuni pratesi facenti parte della diocesi di Pistoia: Montemurlo, Carmignano e Poggio a Caiano. Erano presenti anche rappresentanti dei comuni di Fiesole, Rignano sull’Arno e la presidente del consiglio comunale di Dicomano.

Il saluto del Vescovo uscente e i suggerimenti
Monsignor Agostinelli, nel suo saluto, ha pronunciato parole di benvenuto e di consegna del pastorale a Monsignor Nerbini, sottolineando come questo sia il simbolo della continuità della Chiesa. Ha descritto la Chiesa pratese come viva, reattiva e dotata di un laicato operoso e vivace, pur conoscendone pregi e limiti. Il vescovo uscente ha offerto tre suggerimenti al suo successore:
- Essere un pastore che "si sporca le mani" e torna in mezzo alla gente, senza pretese e con desiderio di camminare.
- Avere premura dei sacerdoti e dei religiosi, considerandoli la famiglia del vescovo.
- Praticare una pastorale della disponibilità verso i giovani, le famiglie e le istituzioni, per offrire le risposte attese.
Monsignor Agostinelli ha concluso augurando che la Madonna leghi a sé il nuovo vescovo in questa città, ricca di cinque santuari.
Alberto Toccafondi, vice presidente del consiglio pastorale diocesano, ha portato i saluti della comunità ecclesiale pratese, esprimendo gioia per l'ingresso alla vigilia della Madonna della Cintola. Ha ricordato le peculiarità della diocesi e della città, evidenziando come i tempi attuali, segnati da precarietà e mancanza di lavoro, ledano la dignità delle persone. Ha affermato l'appartenenza a una Chiesa "in uscita e accogliente", che si fa voce delle speranze di tutti.
L'omelia del nuovo Vescovo: "Camminare in mezzo"
Nella sua prima omelia da vescovo di Prato, Monsignor Nerbini ha ribadito la sua promessa di "camminare in mezzo" al suo popolo. Ha annunciato l'intenzione di "tracciare insieme l'itinerario che come Chiesa dovremo percorrere", mettendosi in ascolto di tutti, "piccoli compresi", come segno di rispetto e attenzione per le persone e le loro storie. Ha sottolineato la ricerca dei segni che lo Spirito semina ovunque.
Monsignor Nerbini ha espresso particolare attenzione alla difesa dell'ambiente, tema caro a Papa Francesco, e ha promesso di avere a cuore i problemi del lavoro, il benessere delle famiglie e la possibilità per le giovani coppie di progettare il proprio futuro.

Dopo la benedizione apostolica impartita insieme al cardinale Betori e a Monsignor Agostinelli, Monsignor Nerbini ha firmato la bolla pontificia di nomina nella cappella del Sacro Cingolo nel Duomo, la reliquia mariana simbolo religioso e civile della città.
L'8 settembre, giorno della Natività di Maria e festa della città conosciuta come "Madonna della Fiera", Monsignor Nerbini presiederà in cattedrale il suo primo pontificale da vescovo di Prato. Questa data è uno dei cinque giorni dell'anno in cui il Sacro Cingolo mariano viene mostrato ai fedeli.
Contesto storico e pastorale della Diocesi di Prato
La Diocesi di Prato, istituita nel 1653, ha una storia legata a quella di Pistoia, dalla quale si è poi separata acquisendo piena autonomia. La figura del vescovo è centrale nella guida spirituale e sociale della comunità, come dimostrano le parole e i gesti vissuti durante l'insediamento del nuovo pastore.
Il sindaco Matteo Biffoni ha evidenziato come Prato sia una città che ha saputo affrontare il cambiamento e le difficoltà, mantenendo una forte identità e capacità di reazione. La Cintola della Madonna, con la sua apertura riservata ai rappresentanti della società civile e della Diocesi, simboleggia il rapporto peculiare tra la Chiesa e la città, un dialogo fondamentale per affrontare le sfide future.

Riflessioni pastorali da altre Diocesi
Il testo include anche riflessioni pastorali da altre diocesi, che offrono spunti di riflessione sulla comunicazione, sulla fede e sulla vita ecclesiale. L'arcivescovo Ivan Maffeis di Perugia ha sottolineato l'importanza di "parlare con il cuore", basando la comunicazione sull'umiltà nell'ascoltare e sulla parresia nel parlare, in un'epoca di grandi cambiamenti.
Il vescovo Francesco Antonio Soddu di Terni-Narni-Amelia ha evidenziato il legame tra la terra e l'Eucaristia, e l'importanza della genuinità dei prodotti agricoli, invitando a difendere il lavoro e la salute delle persone. Ha inoltre richiamato alla conversione e alla fiducia in Dio, sottolineando come la fede generi carità e come la gioia del Vangelo liberi da tristezza, vuoto interiore e isolamento.
Monsignor Maffeis ha ulteriormente approfondito il concetto di "camminare insieme" e di fraternità, evidenziando come la vita cristiana sia impensabile senza questa dimensione e come una Chiesa divisa sia inefficace. Ha richiamato l'esempio di San Sebastiano, patrono della Polizia Locale, sottolineando la necessità di investire nell'amore come unico mezzo per vincere il timore, e di agire secondo la volontà di Dio.
Eventi e iniziative recenti
Il testo menziona anche diverse iniziative e celebrazioni, tra cui la 72ª giornata regionale del Ringraziamento della Coldiretti Umbria, la solenne celebrazione della prima festa regionale della Polizia Locale dell’Umbria, e la maratona di lettura "Economy of Francesco" a sostegno delle donne iraniane e afghane. Quest'ultima iniziativa, ispirata al racconto de "Le Mille e una Notte", mira a sensibilizzare sull'importanza della narrazione come strumento di lotta per la libertà e i diritti fondamentali.

Ingresso in Diocesi del vescovo Pietro Maria Fragnelli - Incontro con disabili, ammalati e giovani
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