Lo Scautismo Cattolico e l'Organizzazione delle Squadriglie

Lo scautismo, nato in Inghilterra nei primi anni del ventesimo secolo per opera di Baden-Powell, si diffuse rapidamente in molti paesi. Raggiunse anche nazioni di antica tradizione cattolica, dove, accanto a iniziative di scautismo non confessionali o multiconfessionali, sorsero importanti realtà di scautismo cattolico ufficiale. Tra i fondatori dello scautismo cattolico si annoverano padre Jacques Sevin (francese), il professor Jean Corbisier (belga) e il conte Mario di Carpegna (italiano), i quali promossero rispettivamente le associazioni cattoliche "Scout de France", "Baden Powell Belgian Boy Scouts" e l'Associazione Scautistica Cattolica Italiana (A.S.C.I.). Dal loro impegno nacque anche l’"International Office of Catholic Scouts". Sevin, Corbisier e Carpegna riuscirono ad adattare al contesto latino e cattolico dei loro paesi, senza modificarlo, un metodo educativo nato in un contesto anglosassone e protestante. Baden Powell dichiarò: “Il nostro programma ha quattro obiettivi: l’educazione del carattere, l’abilità manuale, la salute fisica e il servizio degli altri”.

Foto storica dei fondatori dello scautismo cattolico

La Federazione dello Scautismo Europeo (FSE) e l'UIGSE-FSE

Il 1° novembre 1956 a Colonia, in Germania, si incontrarono una cinquantina di giovani capi tedeschi e francesi; erano cattolici, protestanti e ortodossi. Dopo tre giorni di dibattito, è stato redatto un documento in dieci articoli, lo statuto federale. Il primo articolo dice: “Viene fondata la Federazione dello scautismo europeo. È un’associazione scout internazionale, composta da sezioni nazionali”. Come emblema ufficiale, la Federazione ha adottato una croce di Malta con otto punte e un giglio dorato. Questa scelta non fu fatta per caso: era il giorno di Ognissanti, quando la Chiesa proclama solennemente le otto beatitudini a tutto il mondo.

Dal 1° novembre 1956 in poi, si svolge un appuntamento annuale chiamato Consiglio federale, che dura ancora oggi. Al Consiglio federale dell'anno successivo fu redatto un secondo testo, intitolato il “Direttorio religioso”, che sviluppò il primo articolo degli Statuti federali e fissò le regole della vita religiosa nelle unità. Il Direttorio religioso del 1957 afferma nel suo primo articolo: “L’organizzazione chiamata Federazione dello scautismo europeo riconosce il valore integrale della fede cristiana”. Per i giovani riuniti a Colonia, la stella polare indicata dal giglio della bussola era Cristo. Questi giovani capi osarono anche aggiungere qualcosa di nuovo e importante al testo della Promessa: la fedeltà all’Europa. Trenta anni prima che fosse adottata dall’Unione Europea, la bandiera a dodici stelle dorate galleggiava su tutti i campi della FSE. Le prime Guide e scout d’Europa videro in essa anche un simbolo cristiano: le dodici stelle della corona di Maria Vergine, come descritta nel libro dell’Apocalisse.

Sviluppo e Espansione della FSE

Nei suoi primi anni, la Federazione includeva gruppi di scout da Germania, Francia, Inghilterra e Belgio. La FSE, sebbene piccola, sviluppò numerosi scambi internazionali: il suo spirito europeo e i contatti europei che implementava nelle sue unità sono ciò che distingueva lo scautismo europeo dalle altre associazioni di scautismo esistenti all’epoca. Si svolsero numerose visite reciproche, incontri, attività di gemellaggio e campi internazionali. Nella rivista francese Passat si leggeva: “Il campo estivo è soprattutto un’opportunità per conoscere meglio l’Europa e i nostri fratelli scout”.

La FSE organizzava "campi federali" o "Jamborees". Nel 1959, il primo campo federale si tenne a Wasserfal, in Germania, con circa 150 partecipanti tedeschi, francesi e belgi. L’anno seguente, un secondo campo federale fu tenuto a Saint-Loup de Naud, vicino a Provins, nella regione di Parigi, con 200 partecipanti tedeschi, francesi e belgi, oltre agli inglesi che si erano recentemente uniti alla FSE. Nel 1962, un terzo campo federale a Botassart in Belgio riunì 250 scout. Nel 1964, un quarto campo ebbe luogo a Marburg (Germania), con la partecipazione di 400 scout.

Nel 1962, Perig Géraud-Keraod e sua moglie Lizig si unirono all’associazione francese FSE. In pochi anni hanno trasmesso al movimento uno spirito specifico e un dinamismo vivente, un’anima, rimanendo commissari generali dell’associazione francese per quasi 25 anni ed essendo anche responsabili della FSE a livello europeo. Grazie alla loro azione e nonostante le difficoltà esterne, la FSE conobbe un notevole sviluppo in Francia e in tutta Europa. Nel 1986, quando la coppia lasciò le sue funzioni, la FSE contava oltre 50.000 membri. Perig Géraud-Keraod (1915-1997), scout da giovane e attivo nella resistenza durante la seconda guerra mondiale, diede un nuovo impulso all’associazione francese e all’intera FSE, volendo rilanciare lo scautismo cattolico di padre Sevin, integrando in esso uno spirito e una dimensione europei.

Grazie all’azione della coppia, il Direttorio religioso fu rivisto nel marzo del 1963. In essa fu integrata gran parte della Carta dello scautismo cattolico, promulgata dalla Santa Sede il 13 giugno 1962. In quel momento furono anche definiti il cerimoniale e l’uniforme, e si tennero i primi campi di addestramento per capi e per squadriglie. Questa coppia iniziò anche un’enorme opera di riflessione sui principi dello scautismo, portando nel giugno 1965 alla redazione e alla firma da parte delle associazioni federate della «Carta dei principi naturali e cristiani dello scautismo europeo».

L'UIGSE-FSE e l'espansione nell'Europa orientale

Nel 1974 fu fondata l’associazione canadese. Nel 1976 un’associazione cattolica ricominciò in Germania. Al fine di prendere in considerazione questi nuovi sviluppi e in previsione del futuro, la FSE ha regolato la propria organizzazione su basi più appropriate. Con i nuovi statuti federali, il nome ufficiale è diventato quello che è ancora valido al giorno d’oggi: “Union Internationale des Guides et Scouts d’Europe - Fédération du Scoutisme Européen” (UIGSE-FSE). Nel 1977 furono fondate l’associazione protestante tedesca e l’associazione svizzera, poi le associazioni spagnola e portoghese nel 1978. Il 12 marzo 1980, il Consiglio d’Europa ha concesso all’UIGSE-FSE lo status consultivo in seno alla Conferenza delle organizzazioni non governative internazionali.

Il 9 novembre 1989, durante la riunione del Consiglio federale a Roma, arrivò la notizia della caduta del muro di Berlino. Da quel momento in poi, lo sviluppo dell'UIGSE-FSE iniziò a estendersi oltre la vecchia “cortina di ferro”. Nonostante 50 anni di comunismo avessero lavorato per sradicare la fede, l’UIGSE-FSE ha ricevuto richieste di informazioni e aiuto da molti paesi in cui le persone volevano conoscere lo scautismo cristiano per l’evangelizzazione e l’apostolato con i giovani. È stato il caso dell’Ungheria nel 1990, della Romania nel 1991 e della Lituania nel 1992. In Polonia, l’associazione scout cattolica ZAWISZA, fondata clandestinamente nel 1982, è entrata a far parte dell’UIGSE-FSE nel 1995. Negli anni seguenti, sono comparsi nuovi insediamenti in Albania, Bulgaria, Bielorussia, Lettonia, Repubblica Ceca e Ucraina.

L'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI)

L'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI) è un’associazione giovanile educativa che si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attività extra-scolastiche, alla formazione della persona secondo i principi e il metodo dello scautismo, adattato ai ragazzi e alle ragazze nella realtà sociale italiana di oggi. L’AGESCI è nata nel 1974, come iniziativa educativa liberamente promossa da credenti, dall’unificazione di due preesistenti associazioni, l’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani), maschile, e l’AGI (Associazione Guide Italiane), femminile. Nell’azione educativa l’Associazione realizza il suo impegno politico, al di fuori di ogni legame o influenza di partito, tenendo conto dell’operato degli altri ambienti educativi.

Organizzazione e Struttura dell'AGESCI

L’AGESCI ha un’organizzazione verticale suddivisa in quattro livelli, ognuna di queste strutture ha compiti e composizioni differenti:

  • Livello Nazionale: È il riferimento per tutti gli associati, assicurando il collegamento tra le Regioni attraverso una moltitudine di strutture. I rappresentanti legali dell’Associazione sono il Presidente e la Presidente.
  • Livello Regionale
  • Livello di Zona: Raccoglie, all’interno di una cornice territoriale che cambia in base alle esigenze individuate dal livello regionale, più Gruppi (generalmente da un minimo di sei a un massimo di venti). Compito precipuo della Zona è quello di promuovere la crescita e la formazione delle Comunità Capi, diffondere lo scautismo e creare collegamento con le autorità locali, altre associazioni, enti e le diocesi.
  • Livello di Gruppo: È la struttura che più di ogni altra è a contatto con gli educandi dopo l’unità (ulteriore suddivisione del gruppo) e che più di ogni altra svolge l’azione educativa. Essa è composta dai capi e dagli adulti in servizio educativo che formano la “comunità capi” e che, su mandato dell’associazione, hanno la responsabilità diretta dei ragazzi cui fanno servizio. I componenti della Comunità Capi devono aderire a un Patto Associativo e compiere un iter di formazione che li porta a ottenere un brevetto riconosciuto a livello nazionale e internazionale.

Gli associati si dividono in due categorie: i soci giovani, coloro che vivono la propria personale esperienza di crescita, e i soci adulti, coloro che svolgono l’azione educativa. Affiliata all’AGESCI è la Südtiroler Pfadfinderschaft, associazione scout cattolica di lingua tedesca operante nella provincia autonoma di Bolzano.

Le Branche e il Metodo Educativo

L’Associazione utilizza un metodo educativo ispirato dall’esperienza e dagli scritti di Robert Baden-Powell. Il metodo scout fonda la sua forza sul valore dell’"imparare facendo", attraverso un’esperienza concreta di vita all’aria aperta, di vita comunitaria, di sfida con se stessi. La proposta educativa si attua e si concretizza attraverso le attività e le occasioni proposte nelle tre Branche:

  1. Branca L/C (Lupetti/e e Coccinelle, 8-11/12 anni): Ha come elemento centrale della proposta educativa il gioco e l’ambiente fantastico. Per i Lupetti/e l’ambiente è quello della Giungla, adattato da B.-P. dal Libro della Giungla di Rudyard Kipling. Tutto ruota intorno al gioco, alla capacità di seguire regole, saper perdere e vincere, giocare di squadra e al clima di famiglia felice. I bambini prendono impegni concordati con i capi che assumono nomi peculiari dell’ambientazione (es. Akela, Bagheera per i capi branco; Arcanda, Mi, Scibà per i capi cerchio). Patrono della Branca Lupetti è San Francesco.
  2. Branca E/G (Esploratori e Guide, 11/12-16 anni): Ha come elemento centrale della proposta educativa l’avventura. Il Reparto è formato da squadriglie (6-8 componenti dello stesso sesso), che sono il primo luogo di crescita dei ragazzi. Le squadriglie prendono nomi di animali (secondo la tradizione espressa da Baden-Powell in Scautismo per ragazzi). Al loro interno non si parla di gerarchia ma di verticalità: il più grande aiuta il più piccolo nel “trapasso delle nozioni” (competenze, tecniche, abitudini, regole comportamentali vengono trasferite senza insegnamento nozionistico), vivendo lo scautismo con spirito di servizio. È la squadriglia, quindi, il nucleo fondamentale del reparto, all’interno della quale i ragazzi vivono la maggior parte delle attività: uscite (solitamente con pernottamento e a cadenza mensile), campi invernali ed estivi, imprese, missioni. Il Consiglio della Legge è l’assemblea plenaria del Reparto, mentre il Consiglio Capi (formato dai capi reparto, i capi squadriglia e dall’assistente ecclesiastico) è l’organo di gestione della vita del reparto. È compito dei Capi Reparto garantire un clima di Impresa permanente. La Branca E/G ha come patrono San Giorgio.
  3. Branca R/S (Rover e Scolte, 16-20/21 anni): Si differenzia per la presenza di due momenti distinti: il Noviziato (solitamente di un anno) e il Clan/Fuoco (circa 4 anni, che si concluderà con la Partenza scout). Il Clan/Fuoco è un’esperienza profondamente comunitaria, partecipativa e presente, incentrata su Comunità, Strada, Servizio e Fede.

Ogni unità può essere mista (maschi e femmine), monosessuale o parallela. Le unità miste sono dirette da due Capi brevettati, una donna e un uomo (diarchia). Inoltre, esistono vari Settori (es. nautico, pace e intercultura, espressione, protezione civile, Lourdes) che coordinano le attività e le proposte educative specifiche.

Illustrazione di una squadriglia scout in attività all'aperto

Il Ruolo della Squadriglia nello Scautismo Cattolico Italiano

Nel contesto dello scautismo cattolico in Italia, sia nell'AGESCI che nell'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici (FSE), la squadriglia (o "pattuglia") è l'elemento chiave della metodologia educativa per gli Esploratori e le Guide (Branca E/G). Queste piccole unità di 6-8 ragazzi o ragazze dello stesso sesso rappresentano il primo luogo di crescita e autoeducazione.

All'interno della squadriglia, i ragazzi vivono un percorso di sviluppo basato sulla "verticalità", dove i membri più anziani trasmettono competenze e conoscenze ai più giovani. Questo "trapasso delle nozioni" non è un semplice insegnamento, ma un'esperienza vissuta che sviluppa lo spirito di servizio e la responsabilità individuale e di gruppo. Le squadriglie, che spesso prendono nomi di animali secondo la tradizione di Baden-Powell, sono il nucleo attorno al quale si svolgono le principali attività del reparto: uscite mensili con pernottamento, campi estivi e invernali, imprese e missioni che offrono continue sfide e opportunità di crescita.

I Capi Squadriglia, in quanto membri più esperti della comunità, partecipano attivamente al Consiglio Capi del Reparto, un organo di gestione dove, insieme ai Capi Reparto e all'Assistente Ecclesiastico, prendono decisioni, programmano e verificano l'andamento delle attività. Questo meccanismo responsabilizza i giovani leader e li rende protagonisti attivi del loro percorso scout e di quello dei loro compagni.

La Squadriglia nell'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici

Anche nell'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici, ogni Reparto è formato da due o più squadriglie di ragazze o ragazzi. Il loro cammino è incentrato sullo "spirito di banda" e sull' "spirito di avventura", responsabilizzando i giovani e incoraggiandoli a vivere appieno l'esperienza. I ragazzi novizi sono ammessi dalla Corte d'Onore e, superate le prove, pronunciano la Promessa diventando Scout a tutti gli effetti. Analogamente, le Scolte Semplici si riuniscono in un'”equipe” per un cammino che le porta a prendere coscienza delle scelte richieste nella Carta di Fuoco, per poi divenire Scolte Viandanti e proseguire il loro percorso fondato su Comunità, Strada, Servizio e Fede.

Rapporti tra le Associazioni Scout Cattoliche

Le forti trasformazioni e contraddizioni sociali della fine degli anni '60, inclusi gli effetti del Concilio Vaticano II e del '68, si ripercossero pesantemente sullo scautismo, creando dibattiti e, in alcuni casi, spaccature. In questo contesto nacque l'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici, da un gruppo di capi che proponeva una programmazione secondo l'impostazione del tradizionale Scautismo Cattolico, riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa Cattolica e apartitica. La sua diffusione, seppur a macchia di leopardo, fu supportata in diverse realtà da vescovi.

Nel corso degli anni, l’associazione aveva calamitato le correnti contrarie allo scioglimento dell’ASCI. Tuttavia, nei primi anni ’80, un gruppo di capi che riteneva essenziale il recupero integrale dell’eredità ASCI si distaccò fondando l'ASGE (Associazione Scouts e Guide d’Europa), che nel 1997 riprese la denominazione Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI).

Nonostante le iniziali divergenze e la diffusione del "Dossier Scouts d'Europe" da parte dell'AGESCI, si sono intrapresi percorsi di dialogo. A seguito del riconoscimento della FSE nella diocesi di Roma il 6 marzo 1986, si riunì per la prima volta la Commissione Paritetica di AGESCI ed FSE, voluta dalla CEI per un confronto su strutture, metodo, ruolo nella Chiesa e nel mondo attuale, con lo scopo di giungere a una riconciliazione. Nel 2000, in occasione del Giubileo, due importanti eventi sigillarono la rappacificazione delle due associazioni: il passaggio della Croce dell’Anno Santo a Castel d’Elia (VT) tra rappresentanze di Rover e Scolte di AGESCI e FSE, e l’invito della CICS e CICG agli Scouts d’Europa a una veglia di preghiera durante la Giornata Mondiale della Gioventù.

L’impegno dell’associazione italiana (AGESCI) all’interno dell’Unione si manifesta anche nella partecipazione attiva all’organizzazione di eventi comuni, come la collaborazione attiva all'Eurojam del 2003 in Polonia e la partecipazione di 1300 Rover, Scolte e Capi al primo Euromoot Federale nel 2007 tra Slovacchia e Polonia, oltre al forte sostegno dato alla nascita e sviluppo delle associazioni nazionali di Ungheria e Romania.

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