La Spilla: Un Viaggio Attraverso la Storia e il Significato

La spilla è un accessorio-gioiello che attraversa i secoli senza perdere fascino e significato. Ornamento prezioso, simbolo di eleganza e status, la spilla ha accompagnato la storia dell’uomo ben prima che la moda, come la intendiamo oggi, esistesse.

Le Origini Antiche della Spilla

Le prime spille della storia non avevano nulla a che vedere con l’idea raffinata che oggi associamo a questo gioiello. Nell'antichità, si trattava semplicemente di oggetti realizzati con materiali poveri come spine di piante o frammenti di selce, utilizzati per tenere insieme rudimentali pezzi di tessuto o pelli. Con il perfezionamento delle tecniche orafe, la spilla si trasforma in un vero e proprio ornamento.

Già in epoca antica e medievale esisteva, prevalentemente in Scozia, una tipologia di spilla ad anello chiamata penannular, usata per fissare i plaid di uomini e donne. Queste spille celtiche risalgono al Periodo Medievale in Irlanda e nella Bretagna e apparivano come uno spillo lungo attaccato ad un anello aperto, sul quale lo spillo si muoveva: passando attraverso l’apertura, lo spillo non lasciava buchi permanenti sull’abbigliamento.

Anche nell’antica Roma la spilla acquisiva valore simbolico. Non era più solo un modo per chiudere una toga o un mantello, ma diventava espressione di ricchezza e prestigio. I romani, per conferire un senso di ostentata ricchezza, adornavano gli abiti con gioielli vari, tra cui le spille, che servivano a fermare la toga sulle spalle.

In Oriente, nel frattempo, l’arte della gioielleria raggiungeva livelli di straordinaria raffinatezza. Gli abiti si arricchivano di ornamenti preziosi, tra cui spille lavorate a rilievo e decorate a smalto con pietre preziose. È durante l’epoca bizantina che la spilla tocca il suo apice estetico.

Raffigurazione di antiche spille romane

L'Epoca Bizantina e il Rinascimento

L'epoca bizantina vide la spilla raggiungere il suo massimo splendore. Tecniche evolute, come sbalzo, cesello e filigrana, venivano impiegate per creare fogli di metallo sottili, impreziositi da pietre dal taglio cabochon. I soggetti rappresentati nei gioielli seguivano due filoni stilistici: uno stile classico ereditato dalla cultura greco-romana e uno stile più astratto proveniente dall’Asia.

Una testimonianza dell'opulenza della gioielleria bizantina è presente nei mosaici della Chiesa di San Vitale. L'imperatore Giustiniano arrivò a regolamentare l’uso dei gioielli attraverso il celebre Codex Iustinianus, stabilendo quali materiali e ornamenti potessero essere indossati e da chi. Ad esempio, i tessuti purpurei potevano essere indossati solo dall'Imperatore e dalla sua famiglia. Nei magnifici mosaici di Ravenna, Teodora, moglie di Giustiniano, è rappresentata con tre grandi spille in oro, rubini e smeraldi che ornano il colletto del suo abito.

Nel Rinascimento, se da un lato fiorivano le arti, dall'altro si imponevano severe restrizioni sul lusso. Le Leggi Suntuarie limitavano l’uso di gioielli, riservandoli a nobili e sovrani. Nel '400, se da un lato ci fu una svolta culturale e artistica, dall'altro, per quanto concerne il lusso e l'abbigliamento, ci fu un blocco drastico. A causa delle Leggi Suntuarie (che avevano il compito di reprimere e regolare il lusso), lo sfoggio dei gioielli era riservato solo ai sovrani e ai nobili che prediligevano galloni, frappe, frange e spille in madreperla o metallo, arricchite da pietre preziose incastonate, indossate più che sugli abiti, tra i capelli.

La Spilla dal Settecento a Oggi

Un simbolo di quest’epoca è la spilla donata dal Principe Alberto alla Regina Vittoria, con un grande zaffiro circondato da diamanti. La regina Vittoria era una grande estimatrice delle spille, tanto da farne un segno distintivo del suo stile, un'usanza che Elisabetta II ha senza dubbio ereditato. Per la regina Vittoria le spille erano un accessorio indispensabile al punto che le indossava anche in periodi di lutto.

Con i “ruggenti” anni ’20 nacque il vero e proprio design delle spille da abito. Gabrielle Chanel inventò la bigiotteria creando gioielli e ornamenti semi-preziosi. La stilista non amava il lusso sfarzoso delle signore dell’epoca e per questo creò una linea di monili più “economici”, tra cui numerose spille che Chanel utilizzava su giacche in tweed, maglie in jersey e sui cappelli da lei tanto amati; rivoluzionò dunque anche l’idea della spilla stessa, che prima si portava solo sui capispalla.

Diana Vreeland, la leggendaria editor di Vogue, amava collezionarle e indossarle in posti inusuali come cinture e cappelli. Tra le sue preferite vi erano quelle di Jean Schlumberger.

Spilla d'epoca creata da Cartier

Tra le spille indimenticabili del XX secolo ricordiamo i capolavori di Cartier, tra cui la più costosa al mondo, ufficialmente conosciuta come “a Belle Epoque Diamond Devant-De-Corsage Brooch by Cartier” (17,6 milioni di dollari), creata nel 1912. Un’altra storica brooch di Cartier è quella indossata da Uma Thurman al Met Gala di New York nel 2016, una spilla vintage Cartier del 1948.

Da non dimenticare le opere d’arte create da Jean Schlumberger per Tiffany & Co, indossate da numerose icone di stile. La maison francese Van Cleef & Arpels ha creato spille altrettanto preziose e apprezzate da donne indimenticabili come Grace Kelly, Farah Pahlavi, Elizabeth Taylor ed Eva Perón.

I Cammei: Un Gioiello di Fascino Millenario

I cammei sono tra le spille più famose, grazie anche all’usanza introdotta nel Cinquecento dalla regina Elisabetta di donarne uno sotto forma di pendente o spilla. Da allora anche la zona del Nord Europa poté conoscere questo meraviglioso manufatto artigianale. Fu però a Roma e Firenze che l’arte del cammeo trovò particolare espressione, con le due città che divennero le mete preferite dei migliori artisti dell’incisione.

Il termine “cammeo” deriva dalla parola araba “gama'il” (bocciolo di fiore), da cui si è arrivati all’odierno cammeo attraverso l’antico nome francese “camaheu”. Una spilla a cammeo è un gioiello realizzato attraverso l’incisione di una pietra stratificata o di una conchiglia con livelli multipli. La creazione di un cammeo è infatti un’arte antica, che si esprime principalmente attraverso l’intaglio a mano su conchiglia o pietra dura, utilizzando gli strati di colore naturale del materiale per scolpire figure in rilievo.

Forse il primo cammeo della storia può essere fatto risalire all'Antico Egitto, più precisamente ai cartigli dei faraoni. Questi ultimi apparivano spesso come anelli a sigillo con inciso il nome del sovrano, simboleggiando l’identità e l’autorità reale e fungendo da amuleti protettivi.

In epoca romana, i cammei conobbero una grande popolarità e si trasformarono in vere e proprie opere d’arte, minuziosamente scolpite su agata, onice e sardonica. Il cammeo veniva utilizzato come “firma”: il sigillo del “pater familias” veniva spesso apposto come firma sui documenti, quindi il suo anello diventava un simbolo sia di autorità che di appartenenza.

Esempi di cammei antichi e moderni

Il cammeo più iconico dell'epoca romana è la Gemma Augustea, un capolavoro che celebra l’imperatore Augusto e simboleggia il potere e lo status divino della famiglia imperiale. Altri cammei famosi sono il “Cammeo dei Gonzaga” e il “Vaso di Portland”.

Durante il Rinascimento si assiste a una rinascita dell’arte dell’intaglio del cammeo, in particolare con l’utilizzo di conchiglie. Durante l’epoca napoleonica, i cammei conobbero una nuova età dell’oro, alimentata dalla riscoperta di Pompei e dalla passione di Napoleone per l’arte classica. L’imperatrice Giuseppina indossava cammei di conchiglia realizzati dal gioielliere di corte imperiale.

Durante l’epoca vittoriana, il cammeo divenne un gioiello molto amato, simbolo di femminilità, eleganza e oggetto da tramandare. Spesso presentava profili femminili idealizzati, divinità o motivi floreali ed era tipicamente intagliato su conchiglia. Erano comuni anche i cammei da lutto in onice o in giaietto, indossati in memoria di persone care scomparse. La regina Vittoria, grande ammiratrice, contribuì a farli diventare un vero e proprio punto di riferimento della moda in tutta Europa.

Le Spille dei Millennials e il Loro Ritorno in Voga

Oggi le nuove generazioni hanno riportato in auge la spilla, proclamandola accessorio must-have. Dai cappotti alle borse, le spille sono appuntate dappertutto. I millennials prediligono quelle con il logo in evidenza, soprattutto Chanel, Gucci e Yves Saint Laurent.

La spilla da balia di Dior o Alexander McQueen hanno forti richiami punk mentre i cammei di Gucci, i simboli iconici di Versace o il Pianeta di Vivienne Westwood ricordano un allure di inizio ‘900. Prada trasforma la spilla in un accessorio pop e colorato.

Dopo anni in cui sembrava scomparsa dai radar della moda, la spilla torna prepotentemente alla ribalta. Le passerelle degli ultimi anni la propongono come must-have, amata anche dai più giovani per la sua capacità di personalizzare qualsiasi look. Tra le creazioni più amate c’è l’Amorino, un gioiello versatile che può essere indossato sia come spilla che come ciondolo. Accanto all’Amorino, la collezione si arricchisce con le Spille Barocco, anch’esse utilizzabili sia come spille che come ciondoli e disponibili in argento e oro.

La spilla è un monile unico e intramontabile. Dopo anni di assenza, in cui è stata considerata “out-of-fashion” fa la sua ricomparsa sulle passerelle, riaffermandosi come accessorio must-have, apprezzato soprattutto dai millennials.

Tipi Specifici di Spille e il Loro Significato

Spille da Lutto

Come tutti i gioielli realizzati per occasioni di lutto, anche le spille da lutto venivano indossate in occasione di una commemorazione di un caro scomparso. Sebbene i gioielli da lutto fossero già comparsi nel XVI secolo, le spille da lutto furono perfezionate nei dettagli durante il loro periodo di maggior popolarità, ovvero nel XVIII e XIX secolo. Durante l’epoca Georgiana venivano distribuite a parenti e amici secondo precise disposizioni e nel tardo XVIII secolo divennero degli accessori in voga: erano a forma di navetta oppure a forma ovale, con una base dipinta in color seppia con scene di dolore, montata su avorio e ricoperta da vetro e spesso contenevano capelli o piccolissime perline, che rappresentavano le lacrime.

Spille "En Tremblant"

En tremblant è un termine francese che significa tremare e definisce un tipo di spilla, spesso un mazzo floreale, dove il centro del fiore è applicato ad un meccanismo che gli permette di muoversi, se indossato. Queste spille venivano realizzate con diamanti “rosa cut” ovvero con taglio rosa, che risale al 1500, o con taglio old-mine-cut ora conosciuto come triplo taglio brillante, entrambi di moda nel XVIII e XIX secolo, prima dell’arrivo dell’elettricità.

Spille Gran Tour

Per comprenderne meglio le caratteristiche, dobbiamo entrare, per un attimo, nello spirito del XIX secolo: allora era tradizione partire in viaggio e il Gran Tour era la vacanza standard europea per la classe borghese medio alta. Le spille Gran Tour presentavano, generalmente, due diverse lavorazioni di mosaico a intarsio: pietra dura e mosaico a tessera in vetro. Il mosaico a pietra dura indica la tecnica di intarsio che prevedeva il taglio esatto e la incastonatura di tanti diversi tasselli in pietre preziose come malachite, lapislazzuli, avventurina e turchese per realizzare delle scene e dei motivi su uno sfondo, generalmente, nero.

Spille "Luckenbooth"

Il termine gaelico “luckenbooth” indicava originariamente i banchi di vendita permanente situati vicino alla Cattedrale di St. Giles, ad Edimburgo. Fino al XIX secolo, i piccoli ornamenti a forma di cuore - di solito in argento e paste vitree oppure in metalli più vili - furono indossati quasi esclusivamente dalla gente comune. I caratteristici monili a forma di cuore venivano donati alle promesse spose o alle persone care come pegno d’amore e di amicizia, ma erano anche considerati dei portafortuna utili a proteggere chi li indossava dalle influenze malvagie. Si credeva inoltre che, se appuntati sugli indumenti, fossero dei potenti talismani per proteggere i bambini dal malocchio (the evil eye), dagli spiriti maligni e dalle fate.

Esempio di spilla Luckenbooth

Spille da Giacca

Tra le maggiori estimatrici della spilla da giacca c’è sempre stata la regina Elisabetta II. Ne sfoggiava sempre una sui suoi tailleur colorati: tra quelle regalatele e quelle che rappresentavano un messaggio simbolico, non di rado ha indossato una spilla a fiore, come le rose di corallo e diamanti dell’Ordine della Liberazione Francese, i boccioli dei cardi, emblema della Scozia e il cestino di fiori, una spilla di pietre preziose portata dalla regina in occasione della prima foto con il figlio Carlo appena nato. Come tendenza spille eleganti per questo Autunno Inverno 2022/2023, la spilla con fiore per giacca sembra essere un must, sia realizzata con pietre preziose, sia in tessuto.

Spille per Capelli (Spilloni)

Non solo abiti e vestiti: c’è anche la spilla per capelli, detta spillone. Un complemento versatile che, oltre a fermare le lunghe chiome delle donne, poteva essere sfruttato per tenere chiusi scialli, mantelli e baveri.

Il Significato della Spilla

Direttamente estratto dal vocabolario, il significato di spilla è: "oggetto di gioielleria o bigiotteria fornito di spillo per essere appuntato sugli indumenti come ornamento o come fermaglio". Per arrivare a tale definizione, questo piccolo prodotto dell’ingegno umano ha attraversato molte epoche storiche.

La moda d’indossare spille si estese alla civiltà greca e romana e nei secoli successivi, fintanto che diventarono anche un vero e proprio vessillo: qualcosa che, appuntato addosso, lanciava un messaggio immediato e comprensibile. D'altra parte la storia del costume e della moda dimostra come indumenti e accessori siano anche veri e propri mezzi di comunicazione.

Attualmente, le spille sono di solito di materiali metallici semplici o preziosi, come argento, oro o bronzo, decorate con smalti o pietre preziose. La spilla oggi è un accessorio adoperato soprattutto come abbellimento, gioiello o bijoux che adorna cappelli, sciarpe, cappotti, magliette e così via.

tags: #spille #vecchie #compostela