Ernesto Buonaiuti e il suo "Gesù il Cristo": un'analisi controversa

Ernesto Buonaiuti (Roma, 1881-1946) è stato uno dei maggiori esponenti del modernismo cattolico. Professore di storia del cristianesimo all'università di Roma, storico insigne e direttore di diverse riviste teologiche, Buonaiuti venne ordinato sacerdote nel 1903. Tuttavia, la sua carriera ecclesiastica e accademica subì una brusca interruzione nel 1926, quando fu colpito da scomunica ed esonerato dall'insegnamento. Successivamente, fu destituito per non aver prestato giuramento al regime fascista.

L'opera più controversa di Buonaiuti è il saggio “Gesù il Cristo”, che fu iscritto nell’Indice dei libri proibiti come eretico da papa Pio X.

Ritratto di Ernesto Buonaiuti

Un'analisi profonda della figura di Gesù

“Gesù il Cristo” si presenta come un emozionante e appassionato excursus sulla vita di Gesù, inserita nel contesto storico in cui egli visse. L'autore apre la sua narrazione con le parole profetiche di Malachia, celebrando il "sole di giustizia" che si annuncia per gli uomini con la venuta di Cristo. Buonaiuti colloca la nascita di Gesù nel periodo successivo al regno di Erode il Grande e durante la dominazione romana, sottolineando la sua umanità.

In questa prospettiva, Gesù appare come un uomo tra gli uomini, la cui venuta avviene in un contesto di eventi storici luttuosi, violenti e iniqui. La sua missione è quella di divulgare parole di pace, giustizia, mitezza e speranza. Con una prosa forbita, immaginosa e inebriante, Buonaiuti ripercorre l'intera vicenda umana dell'"artigiano trentenne, venuto da Nazareth", descrivendo il suo anelito spirituale, la sua ansia missionaria, i suoi dialoghi amichevoli e le discussioni infervorate, i luoghi attraversati, i desideri e le delusioni.

Illustrazione della Palestina nel I secolo d.C.

Le ragioni della controversia

La domanda che sorge spontanea è: perché un libriccino così ispirato e intenso ha provocato reazioni tanto feroci all'interno del Vaticano? La tesi del libro che più poteva sembrare pericolosa per l'establishment ecclesiastico era la distinzione tra il Cristo della fede e il Gesù della storia. Buonaiuti sosteneva che i Vangeli canonici, pur narrando la vita di Gesù, nulla potevano o dovevano affermare della sua divinità in termini storici.

«Alla saturazione della iniquità politica non soccorre che un rimedio salutare: contrapporre al male che dilaga, la speranza inerme e la rinuncia consapevole», scriveva Buonaiuti, proponendo una visione della fede come forza di resistenza morale e spirituale di fronte alle avversità storiche e politiche.

“Gesù il Cristo” è quindi riconosciuto come l'opera più controversa di Ernesto Buonaiuti, sacerdote, teologo e antifascista italiano. Buonaiuti fu uno tra i dodici accademici che rifiutarono di dichiarare fedeltà al regime fascista dopo i Patti Lateranensi del 1929, dovendo subire, in seguito, la scomunica e l’allontanamento dall’insegnamento. Come esponente del modernismo teologico, Buonaiuti in questo libro espone le sue convinzioni filosofiche, distinguendo tra il Cristo della fede e il Gesù storico.

La Vita Completa di Gesù: Ciò che Nessuno ti ha Detto

La sua visione di Gesù, profondamente religiosa, distingue appunto tra il Cristo della fede e il Gesù storico, un approccio che all'epoca fu considerato eretico dalla gerarchia ecclesiastica.

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