L'adorazione eucaristica rappresenta un momento centrale nella vita di fede, un'occasione privilegiata per incontrare Gesù Eucaristia, risorto e presente in mezzo a noi. Questo atto di fede assume una risonanza particolare quando è dedicato ai missionari sparsi nel mondo, offrendo sostegno spirituale e un rafforzamento dell'impegno missionario di ogni credente. Siamo chiamati a metterci in ascolto delle testimonianze di coloro che hanno dedicato la propria vita alla missione, affinché il loro esempio e la loro esperienza diventino per noi "vite che parlano" e ci diano coraggio per far sì che anche la nostra vita diventi una testimonianza viva del Vangelo.
Contesti e Temi dell'Adorazione Missionaria
L'adorazione eucaristica missionaria si articola in diversi contesti e con specifiche intenzioni, rispondendo alle esigenze della Chiesa e del mondo.
Adorazione per la Quaresima e i Missionari Martiri
Un momento significativo per l'adorazione eucaristica si presenta durante il tempo di Quaresima. In particolare, è stata proposta un'adorazione in occasione della 32a Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri 2024. Questa iniziativa mira a ringraziare Dio per il dono della vita di ciascuno e per le vite donate per gli altri.
Uno schema di Adorazione Eucaristica, realizzato a cura di padre Duccio Zeme della Comunità Missionaria di Villaregia, è stato specificamente pensato per la Quaresima con queste intenzioni. L'adorazione ci invita a contemplare il volto della misericordia divina, specialmente attraverso le figure di coloro che hanno testimoniato la fede fino al sacrificio supremo.

Adorazione per le Vocazioni e il Mese Missionario
L'adorazione eucaristica è anche un potente strumento di preghiera per le vocazioni missionarie. Esistono sussidi per l'adorazione eucaristica personale, come quello creato in occasione della giornata vocazionale della Provincia "Maria madre del Carmelo" delle suore Carmelitane missionarie di S., volti a suscitare e sostenere le vocazioni alla vita consacrata missionaria.
Inoltre, schemi di adorazione eucaristica sono stati elaborati per le comunità a conclusione del mese missionario, focalizzandosi su passaggi biblici come 1Ts 2,7-9.13, la seconda lettura della 31a domenica del tempo Ordinario. Questi momenti di preghiera comunitaria sono essenziali per rafforzare la consapevolezza missionaria di ogni fedele.
Il Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale
Diverse tracce di Adorazione eucaristica sono state predisposte sui contenuti del Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale. Il tema scelto in Italia per celebrare l'86ª Giornata Missionaria Mondiale è stato “Ho creduto, perciò ho parlato”, che richiama la seconda lettera ai Corinzi (2 Cor 4,13b). Tale tema sottolinea la profonda connessione tra la fede vissuta e l'annuncio del Vangelo.
Radici Teologiche e Mandato all'Evangelizzazione
L'adorazione eucaristica missionaria si fonda su solide radici teologiche che evidenziano l'importanza dell'annuncio di Cristo e della testimonianza di fede.
L'Urgenza di Annunciare Cristo
L’ansia di annunciare Cristo ci spinge a leggere la storia per scorgervi i problemi, le aspirazioni e le speranze dell’umanità, che Cristo deve sanare, purificare e riempire della sua presenza. Uno degli ostacoli allo slancio dell’evangelizzazione è la crisi di fede, non solo nel mondo occidentale, ma in gran parte dell’umanità che, pur avendo fame e sete di Dio, deve essere invitata e condotta al pane di vita e all’acqua viva.
L'esempio della Samaritana, che si reca al pozzo di Giacobbe e dialoga con Cristo, è emblematico. Incontra Gesù che le chiede da bere, ma poi le parla di un’acqua nuova capace di spegnere la sete per sempre. La donna, inizialmente a livello materiale, è lentamente condotta dal Signore a compiere un cammino di fede che la porta a riconoscerlo come il Messia. L’incontro con Cristo come Persona viva che colma la sete del cuore non può che portare al desiderio di condividere con altri la gioia di questa presenza e di farlo conoscere perché tutti la possano sperimentare.
La preoccupazione di evangelizzare non deve mai rimanere ai margini dell’attività ecclesiale e della vita personale del cristiano, ma caratterizzarla fortemente, nella consapevolezza di essere destinatari e, al tempo stesso, missionari del Vangelo. Per riportarci nell’Amore del Padre, Gesù non ha rifiutato di morire; questo è il prezzo pagato per ricrearci come “uomini nuovi”. È un fatto che con cuore sincero ognuno può riconoscere e annunciare ogni giorno con la propria vita.
Nell’indire l’Anno della fede, è stato scritto che Cristo “oggi come allora, ci invia per le strade del mondo per proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli della terra”. Questa proclamazione “non è per la Chiesa un contributo facoltativo: è il dovere che le incombe per mandato del Signore Gesù, affinché gli uomini possano credere ed essere salvati. Sì, questo messaggio è necessario. È unico. È insostituibile”. Il mandato di predicare il Vangelo deve coinvolgere tutta l’attività della Chiesa particolare, tutti i suoi settori, in breve, tutto il suo essere e il suo operare. Il nostro cuore è chiamato ad orizzonti infiniti. Cristo ci invia, lo Spirito ci sostiene nell’annunciare il suo amore sulle strade del mondo, per portarlo a tutti con la fede e la testimonianza credibile nel Signore.
“Guai a me se non annuncio il Vangelo!”, diceva l’apostolo Paolo. Questa parola risuona con forza per ogni cristiano e per ogni comunità cristiana in tutti i Continenti. Anche per le Chiese nei territori di missione, spesso giovani e di recente fondazione, la missionarietà è diventata una dimensione connaturale. Tanti sacerdoti, religiosi e religiose, laici e persino intere famiglie, lasciano i propri Paesi e comunità locali per recarsi presso altre Chiese e testimoniare e annunciare il Nome di Cristo, nel quale l’umanità trova la salvezza.
Vatican Magazine: "La missione, cuore della Chiesa", 27-10-2017
La Testimonianza e la Santità del Missionario
L’impegno missionario è modellato sull’esempio di Cristo venuto a donare la Vita per noi. La fede in Dio, in questo disegno di amore realizzato in Cristo, è anzitutto un dono e un mistero da accogliere nel cuore e nella vita e di cui ringraziare sempre il Signore. Ma la fede è un dono che ci è dato perché sia condiviso; è un talento ricevuto perché porti frutto; è una luce che non deve rimanere nascosta, ma illuminare tutta la casa. Il modo migliore per essere grati al Signore è lasciare che, attraverso di noi, il dono della fede venga condiviso, si faccia grande, mostrando tutta la sua bellezza.
Nel venticinquesimo anniversario dalla conclusione del Concilio Vaticano II, la lettera enciclica di Giovanni Paolo II “Redemptoris Missio” (R. Mi.) si proponeva di rinnovare l’impegno missionario e la Chiesa stessa. Essa ricordava che “la fede si rafforza donandola!” (R. Mi. 2). Inoltre, l’enciclica sottolinea che “la chiamata alla missione deriva di per sé dalla chiamata alla santità. Ogni missionario è autenticamente tale solo se si impegna nella via della santità”. Il missionario deve essere “un contemplativo in azione” (R. Mi. n. 90). Egli trova risposta ai problemi nella luce della parola di Dio e nella preghiera personale e comunitaria. “La caratteristica di ogni vita missionaria autentica è la gioia interiore che viene dalla fede” (R. Mi. 28).
Il Concilio Vaticano II ha riaffermato con forza il ruolo dei laici come testimoni della fede e missionari del Vangelo di Cristo. “La prima forma di evangelizzazione è la testimonianza. L’uomo crede più ai testimoni che ai maestri, più all’esperienza che alla dottrina, più alla vita e ai fatti che alle teorie”.

Il Vangelo e la Missione
Gesù percorre le strade della Palestina annunciando la lieta notizia. Egli ha chiamato a sé i Dodici affinché condividano con lui l’intimità dei giorni, ascoltino la sua predicazione, vedano le sue opere, imparino a conoscerlo e ad amarlo. Il mandato ricevuto dagli Apostoli si estenderà poi ai loro successori, a tutti i credenti e ai battezzati in Cristo.
I discepoli scopriranno che, nella vocazione cristiana di ciascuno, si racchiude il dovere di trasmettere la fede e tutti i benefici ricevuti da Dio. Anche noi comprendiamo così che non ci è lecito trattenere egoisticamente per noi i doni e i talenti che il Signore ci ha affidato: sono beni che di loro natura sono destinati ad estendersi, espandersi e crescere di generazione in generazione.
Vangelo - Lc 10,21-24
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».
In un altro passaggio, Gesù invia i suoi discepoli con il mandato: “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.” (cfr. Lc 10,1-9).
Questi insegnamenti evangelici ci invitano a prendere coscienza della nostra qualità di "missionari di Cristo", ricordando che “la messe è abbondante ma gli operai sono pochi”, e a riflettere sul dovere che hanno tutti i cristiani, senza eccezione, di essere operai della "messe".
È necessario rilanciare con coraggio la missione “ad gentes”, partendo dall’annuncio di Cristo, Redentore di ogni umana creatura. Questo comporta il suscitare una corale presa di coscienza missionaria intorno alla Mensa del Corpo e del Sangue di Cristo. Raccolta intorno all’altare, la Chiesa comprende meglio la sua origine e il suo mandato missionario.
Esempi di Vite Donate: La Testimonianza di Don Leo Commissari
La storia di Don Leo Commissari offre un esempio concreto e potente di vita missionaria, segnata dalla dedizione ai più poveri e dal sacrificio.
Vita e Missione di Don Leo Commissari
Don Leo Commissari nasce a Mordano, Diocesi di Imola (BO), nel 1942. La sua famiglia vive una profonda esperienza di fede, e la scelta di suo fratello maggiore, Filippo, di partire nel 1956 per Hong Kong come missionario del PIME, influenzerà anche Leo, facendo maturare in lui la vocazione missionaria. Don Leo si recherà in Brasile nel 1970, vivendo una prima esperienza a Salvador de Bahia, nel Nord del Paese, per circa 7 anni. Successivamente si sposterà a São Bernardo do Campo (Stato di San Paolo), dove opererà dal 1978 al 1998, anno in cui verrà ucciso nella favela dell'Oleoduto, luogo che aveva scelto per vivere e condividere la quotidianità dei più emarginati. Insieme ad altri due sacerdoti fidei donum e 5 suore, Don Leo aveva dato vita al Progetto Chiese Sorelle Imola - Santo Andrè.
Le Parole di Don Leo: L'Incarnazione tra i Poveri
Le riflessioni di Don Leo mostrano la profondità del suo impegno:
- “La favela è il luogo del rifiuto, è l'ultimo posto dove una persona può incontrare uno spazio per vivere.”
- “Questa è la prima volta che noi passiamo il Natale nella favela. Ci siamo venuti per condividere la condizione dei poveri, dei più poveri. In questo Natale ci si è manifestata la verità di questa scelta. Se Gesù nascesse oggi in questa città sarebbe venuto a nascere proprio qui, in una baracca, forse la più malmessa.”
- “Sarebbe stato accolto da questa gente, anch'essa rifiutata dalla città e costretta a vivere in una precarietà quasi totale. Il Natale di quest'anno ci ha mostrato ancor più chiaramente il significato dell'Incarnazione come segno della infinita Misericordia del Signore per i più piccoli.”
- “Ed è proprio in mezzo a questi piccoli che la Chiesa rinasce con tutto il suo slancio, la freschezza e la vitalità di una realtà nuova e di liberazione. La Chiesa diventa la vera e unica speranza dei poveri. Noi sentiamo, nella contemplazione del Signore che nasce nella povertà estrema di Betlemme, che condividere la vita di questi poveri vuol dire diventare anche noi poveri come loro.”

Risorse e Schemi per l'Adorazione Eucaristica Missionaria
Per sostenere la preghiera e la riflessione, sono disponibili diverse risorse e schemi di adorazione eucaristica incentrati sulla missione.
Schemi Tematici e Provenienze
- Adorazioni eucaristiche sono state realizzate dai Centri Missionari dell’Emilia Romagna con la collaborazione di missionari e istituti della Regione, con un focus sulle missioni in Perù, Corno d’Africa e Brasile.
- L'adorazione eucaristica per le vocazioni con testi del ven. rappresenta un'ulteriore risorsa.
- Schemi di adorazione eucaristica sono stati curati da suor Silvia Tarantelli delle “Suore Orsoline F.M.I.” e sono disponibili sul sito www.missioitalia.it. Questi includono schemi diversi, indicati come 2°, 3° e 4° schema, per offrire varietà e approfondimento.
- In appendice ad alcune tracce di adorazione, è possibile trovare uno schema di preghiera sul tema del XXV Congresso Eucaristico Nazionale.
Momenti liturgici come l'ESPOSIZIONE del Santissimo Sacramento, la BENEDIZIONE col Santissimo Sacramento e la REPOSIZIONE del Santissimo Sacramento, sono parti integranti di queste adorazioni, scandendo i tempi della preghiera e della contemplazione.
Vengono inoltre proposti schemi per una processione del Santissimo Sacramento e ore di Adorazione Eucaristica comunitaria, come quella per la XIVª Domenica del Tempo Ordinario (Lc 10,1-9), che sottolinea come “La missione suppone un invio, e di questo il missionario deve essere fortemente consapevole.”
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