Nell'antica religione ebraica, il Sommo Sacerdote (in ebraico: כֹּהֵן גָּדוֹל, kohèn gadòl o kohen ha-gadol) rivestiva un ruolo di primaria importanza, essendo il capo della classe sacerdotale. Questo ufficio, le cui origini si collocano nella nascita della nazione israelita, perdurò fino alla distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme. Sebbene in tempi pre-esilici il capo sacerdote fosse spesso chiamato semplicemente "il sacerdote" (ebr.: ha-Kohen), il titolo di "Sommo Sacerdote" era riservato ad Aronne e ai suoi discendenti unti con olio santo, e in seguito ai sacerdoti principali del Primo e Secondo Tempio. Nella Bibbia ricorrono varie espressioni per designare questa figura, tra cui "il sacerdote, l'unto" o "il capo sacerdote", con il contesto che ne specificava il rango. Il suo ruolo principale era quello di mediatore tra il popolo e Dio, responsabile dell'esecuzione di una serie di rituali sacri, come spiegato dettagliatamente nel libro del Levitico.

Istituzione e Successione della Carica
Secondo la Tanakh, il primo Sommo Sacerdote fu Aronne, fratello di Mosè, nel XIII secolo a.C., nominato direttamente da Dio. La carica era intrinsecamente ereditaria e si trasmetteva dal padre al figlio maggiore, a meno che quest'ultimo non fosse deceduto o squalificato, come accadde ai due figli maggiori di Aronne che peccarono contro Geova. La successione doveva rimanere nell'ambito della sua famiglia; in assenza di figli, l'ufficio sacerdotale passava al fratello più prossimo in età, una prassi che sembra essere stata in vigore nel periodo asmoneo.
Sviluppi Storici della Successione
La natura ereditaria della carica subì tuttavia diverse modifiche nel corso della storia. Già nel X secolo a.C., il re Salomone depose il sacerdote legittimo Abiàtar e insediò al suo posto Zadoq, un discendente di Eleazaro (figlio di Aronne), dando inizio a una nuova dinastia. In epoca ellenistica (II-I secolo a.C.), la carica cessò di essere strettamente ereditaria e la nomina fu affidata al regnante di turno, che poteva essere straniero (come i Seleucidi) o ebreo (come i Maccabei). Erode il Grande, ad esempio, nominò almeno sei sommi sacerdoti, e in seguito i governatori romani si arrogarono il diritto di nomina. Dopo l'Esilio babilonese, la successione fu inizialmente in linea diretta padre-figlio, ma poi le autorità civili iniziarono a esercitare il diritto di nomina, con personaggi come Archelao, Quirinio, Agrippa I e Agrippa II. Occasionalmente, anche il popolo eleggeva candidati per l'ufficio sacro. Sebbene il Gran Sinedrio avesse il diritto di nominare o confermare il Sommo Sacerdote, il suo potere effettivo e la stima popolare andarono gradualmente deteriorandosi, specialmente durante il periodo del tardo Secondo Tempio, quando i sommi sacerdoti erano spesso sadducei, scatenando attriti con i Farisei.

Requisiti e Consacrazione
Il Sommo Sacerdote doveva soddisfare requisiti stringenti per poter svolgere il suo ministero. Doveva essere maschio, senza difetti fisici (un elenco dettagliato di tali imperfezioni si trova in Levitico 21:16-23), e avere almeno 20 anni. Era essenziale una legittimità di nascita, da cui l'importanza dei registri genealogici e la diffidenza verso chi avesse una madre catturata in guerra. Il Sommo Sacerdote doveva essere sposato con una vergine israelita e non gli era permesso sposare una vedova, astenendosi da contaminazioni rituali. Non poteva entrare in contatto con i corpi dei morti, neanche dei suoi parenti più stretti, né permettere che i suoi capelli si scompigliassero o strapparsi le vesti in segno di lutto, come stabilito in Levitico 21:10 e segg. L'incarico era generalmente vitalizio; Aaronne stesso servì fino alla sua morte all'età di 123 anni.
Cerimonia di Insediamento e Unzione
L'inizio del suo ministero era sancito da una unzione solenne sul capo con sacro olio d'unzione, presumibilmente a opera di un profeta di corte, almeno per il periodo monarchico. La prima consacrazione fu celebrata da Mosè per Aronne e i suoi figli, con una cerimonia che si estendeva per un'intera settimana (Esodo 28-29; Levitico 8). Questa includeva rituali di purificazione, sacrifici, il "riempimento delle mani" (simbolo dell'investitura di potere) e l'aspersione del sangue. La Bibbia specifica che ogni nuovo Sommo Sacerdote doveva essere "unto", anche se non sempre è menzionata un'unzione letterale con olio, ma l'investitura con specifici abiti sacri era considerata sufficiente per un "merubbeh begadim" (sacerdote investito). La consacrazione poteva avvenire solo di giorno, e non era possibile nominare due sommi sacerdoti contemporaneamente.
Le Vestimenta Sacre
Il Sommo Sacerdote indossava vesti particolarmente sontuose e simboliche, che lo distinguevano dagli altri sacerdoti e ne sottolineavano l'autorità spirituale. La Torà descrive in dettaglio questi paramenti in Esodo 28, Esodo 39 e Levitico 8. In totale, il Sommo Sacerdote indossava otto indumenti sacri (bigdei kodesh), oltre a quelli di lino bianco comuni a tutti i sacerdoti.
- Tunica Sacerdotale (ebraico: כֻּתֹּנֶת, ketonet): fatta di lino puro finemente intessuto a quadri, copriva l'intero corpo dal collo ai piedi, con maniche lunghe.
- Mutande di Lino: indossate sotto la tunica, "dai fianchi alle cosce", per coprire la carne nuda.
- Fascia: di lino fine ritorto, tessuta con filo turchino, porpora e scarlatto, avvolta intorno al corpo.
- Turbante: di lino fine, sulla cui parte anteriore era fissata una lamina d'oro puro con l'incisione "La santità appartiene a Geova" (chiamata "il santo segno di dedicazione").
- Manto Turchino senza Maniche (ebraico: meʽìl): indossato sopra la tunica di lino, era più corto e presentava lungo l'orlatura campanelli d'oro alternati a melagrane di filo turchino, porpora e scarlatto. I campanelli segnalavano la sua presenza nel santuario.
- Efod: un indumento simile a un grembiule, con una parte anteriore e una posteriore, ricamato con lino fine ritorto, lana tinta di porpora rossiccia, fibre scarlatte e filamenti d'oro. Aveva due spalline decorate con due onici incastonate in oro, su ciascuna delle quali erano incisi i nomi di sei figli di Israele.
- Pettorale del Giudizio (ebraico: hoshèn): il capo più prezioso, fatto dello stesso materiale dell'efod, di forma quadrata (circa 22 cm per lato) quando ripiegato, formando una tasca. Era ornato con dodici pietre preziose (rubino, topazio, smeraldo, ecc.), disposte su quattro file, ciascuna incisa con il nome di una delle dodici tribù di Israele.
- Urim e Tummim: questi oggetti venivano posti da Mosè "nel pettorale". Non è nota la loro esatta natura, ma si ritiene fossero delle sorti usate per consultare la volontà di Dio e ottenere risposte "sì" o "no" a domande importanti (Numeri 27:21; Esodo 28:30).
Durante il servizio nel Tempio, il Sommo Sacerdote, come tutti i sacerdoti, officiava a piedi nudi e doveva immergersi nella vasca rituale (mikveh) prima della vestizione e lavarsi mani e piedi prima di eseguire qualsiasi atto sacro. Era considerato idoneo a officiare solo quando indossava gli abiti sacerdotali, i quali si riteneva favorissero l'espiazione del peccato.
Gli Abiti in Bisso per lo Yom Kippur
Per il Giorno dell'Espiazione (Yom Kippur), il Sommo Sacerdote indossava una serie di abiti in bisso (bigdei ha-bad), semplici capi di lino bianco senza ricami, composti da sottoveste, tunica, cintura e turbante. In quel giorno, egli cambiava i suoi paramenti sacri quattro volte, iniziando con gli abiti dorati ma cambiandosi nelle vesti di lino per i due momenti in cui entrava nel Santo dei Santi (la prima volta per offrire il sangue di espiazione e l'incenso, la seconda per recuperare il turibolo), e poi indossando nuovamente gli abiti dorati. Si immergeva nella vasca rituale prima di ogni cambio di indumenti, lavandosi mani e piedi.
Ruolo e Responsabilità del Sommo Sacerdote
Il Sommo Sacerdote era investito di responsabilità uniche e di grande serietà, evidenziate dal fatto che i suoi peccati potevano ricadere sull'intero popolo (Levitico 4:3).
Il Servizio del Giorno dell'Espiazione (Yom Kippur)
Il compito principale e più sacro del Sommo Sacerdote era quello di svolgere il servizio nel Giorno dell'Espiazione, il decimo giorno del settimo mese di ogni anno (Levitico 16:29). Era l'unico autorizzato a entrare nel Santo dei Santi (la camera più interna del Tempio di Gerusalemme), e vi entrava solo una volta all'anno in questa occasione, per offrire un sacrificio in espiazione dei peccati di tutto il popolo. Durante il suo ingresso, nessun altro sacerdote poteva essere nella tenda di adunanza (Levitico 16:17).
Il rituale del Giorno dell'Espiazione, dettagliatamente descritto in Levitico 16, prevedeva i seguenti passaggi:
- Il Sommo Sacerdote si lavava il corpo e indossava gli abiti di lino bianco.
- Prendeva un toro per un sacrificio per il peccato e un montone per un olocausto per sé stesso e la sua famiglia.
- Dalla comunità dei figli d'Israele prendeva due capri per un sacrificio per il peccato e un montone per un olocausto.
- Offriva il suo toro come sacrificio per il peccato, facendo espiazione per sé e per la sua casa.
- Prendeva i due capri e tirava a sorte per determinare quale fosse per il Signore e quale per Azazel.
- Il capro destinato al Signore veniva offerto come sacrificio per il peccato.
- Il capro destinato ad Azazel veniva presentato vivo davanti al Signore per fare l'espiazione e poi mandato via nel deserto da un uomo incaricato.
- Dopo aver sgozzato il toro per il peccato suo, prendeva un turibolo con carboni accesi e incenso aromatico, portandoli di là dalla cortina nel Santo dei Santi, affinché la nuvola dell'incenso coprisse il propiziatorio e non morisse.
- Prendeva del sangue del toro, lo aspergeva con il dito sette volte verso oriente e davanti al propiziatorio.
- Sgozzava il capro del sacrificio per il peccato del popolo, portandone il sangue di là dalla cortina e aspergendolo come aveva fatto con il sangue del toro, per fare espiazione per il santuario, la tenda di convegno e l'altare, a causa delle impurità e dei peccati d'Israele.
- Infine, usciva per offrire il suo olocausto e quello del popolo, e faceva bruciare sull'altare il grasso del sacrificio per il peccato.
- Si lavava e indossava nuovamente i paramenti, mentre l'uomo che aveva condotto il capro ad Azazel e colui che aveva bruciato le carni degli animali sacrificati fuori dall'accampamento si purificavano.
Questa cerimonia era una legge perenne per purificare il popolo da tutti i suoi peccati davanti al Signore.
Funzioni Quotidiane e Speciali
Oltre allo Yom Kippur, il Sommo Sacerdote era incaricato del tamid, il sacrificio offerto ogni mattina e sera a Dio nel tempio. Gli era affidata la custodia degli Urim e Tummim per consultare Geova in questioni di importanza nazionale (Numeri 27:21). Offriva sacrifici per i peccati dei sacerdoti o del popolo, e presiedeva i sacrifici dopo la propria consacrazione o quella di un altro sacerdote. Inoltre, il Sommo Sacerdote aveva il privilegio di partecipare "a suo piacere" a qualsiasi rito sacerdotale in qualsiasi momento, a differenza degli altri sacerdoti che servivano a rotazione.
Guida Religiosa e Giudiziaria
Il Sommo Sacerdote fungeva anche da guida della nazione nell'istruzione religiosa. Insieme alle autorità secolari (come Giosuè, i giudici e il re), costituiva il tribunale supremo della nazione (Deuteronomio 17:9, 12). Il Sinedrio, istituito in seguito, era presieduto dal Sommo Sacerdote. Doveva istruire e guidare il popolo nella Legge, chiarirne e applicarne le prescrizioni, amministrando la giustizia e impartendo la benedizione sacerdotale. La morte del Sommo Sacerdote era un evento significativo che significava la liberazione di tutti coloro confinati nelle città di rifugio per omicidio involontario.
Status, Onore e Controversie
Il Sommo Sacerdote doveva mantenere un elevato grado di onore e dignità. Non gli era permesso mescolarsi con la gente comune o essere visto in luoghi pubblici svestito, sebbene potesse invitare altri a bagnarsi con lui. Non poteva partecipare a banchetti pubblici, e anche nel visitare i sofferenti per offrire condoglianze, la sua dignità doveva essere rispettata secondo l'etichetta. Non poteva seguire il feretro di un parente né lasciare il Tempio o la sua casa durante il lutto. Aveva una casa adiacente al Tempio e un'altra a Gerusalemme, e il suo onore richiedeva che trascorresse la maggior parte del tempo nel Santuario.
Ogni Sommo Sacerdote aveva un "mishneh" (un secondo) chiamato Segan (סגן) o "memunneh", che stava alla sua destra e poteva officiare in sua vece in caso di impedimento. C'era anche un altro assistente, il "Catholicos". Il Sommo Sacerdote era soggetto alla giurisdizione dei tribunali per trasgressioni che comportavano la flagellazione, e se accusato di un reato capitale veniva processato dal Gran Sinedrio.
Nonostante l'alta riverenza in cui era tenuto, come testimoniato anche dall'Ecclesiastico (Siracide 1), la figura del Sommo Sacerdote non fu immune da critiche. La letteratura rabbinica cita la derisione dei sommi sacerdoti durante il periodo del tardo Secondo Tempio, un atteggiamento probabilmente accresciuto dal fatto che molti di essi, dal periodo asmoneo in poi, erano primariamente Sadducei, il che portava a frequenti litigi con i Farisei. I sacerdoti d'Israele furono spesso indegni, infedeli e corrotti, e i profeti denunciarono spesso la loro ignavia e i loro vizi. Tuttavia, vi furono anche nobili esempi di virtù e zelo, e figure come Geremia, Ezechiele ed Esdra furono sacerdoti e grandi riformatori.

La Fine del Sacerdozio Aronitico
Dopo la distruzione del Tempio nell'anno 70 d.C., il servizio sacerdotale e con esso la carica del Sommo Sacerdote cessarono. I sacerdoti lasciarono Gerusalemme e si dispersero in varie città. In seguito, anche il Sinedrio cessò di riunirsi e non fu più nominato un Sommo Sacerdote. La fine dell'economia mosaica e la distruzione del Tempio tolsero al sacerdozio israelitico ogni ragion d'essere. Il Giudaismo da allora non ebbe più sacerdoti che offrissero sacrifici, bensì solo rabbini ("maestro mio") che dirigono il culto (preghiere e letture sacre) nelle sinagoghe.
Il Sacerdozio di Melchisedec
Prima dell'istituzione del sacerdozio aronitico, la Bibbia menziona Melchisedec, "sacerdote dell'Iddio Altissimo" e re di Salem (Gerusalemme). Abraamo, di ritorno da una vittoria militare, incontrò questo sacerdote-re, riconoscendone l'autorità divina attraverso la decima e ricevendo la sua benedizione. La Bibbia non specifica gli antenati di Melchisedec, né la sua nascita o la sua morte, indicando che non ebbe predecessori né successori. Questa figura serve da importante precedente biblico per un sacerdozio non ereditario e di ordine superiore.
Il Significato Cristologico: Gesù Sommo Sacerdote
Comprendere il ruolo del Sommo Sacerdote nell'Antico Testamento permette di apprezzare meglio il significato di Cristo. La Bibbia ci dice che quando Cristo ascese al cielo, divenne il Sommo Sacerdote di tutti coloro che si rivolgono a lui per fede (Ebrei 10:10; Ebrei 10:12). L'autore della Lettera agli Ebrei è categorico nel riconoscere che, per il cristiano, l'unico Sommo Sacerdote è Gesù. A differenza dei sacerdoti dell'Antico Testamento che offrivano ripetutamente gli stessi sacrifici, Gesù offrì sé stesso come unico e perfetto sacrificio per i peccati una volta per sempre, sedendosi alla destra di Dio.
Gesù, come Sommo Sacerdote, intercede per i credenti davanti al Padre, affrontando l'accusatore e affermando la copertura del suo sangue. Questo ministero immutabile si manifesta anche nella benedizione, richiamando quella impartita dal Sommo Sacerdote dell'Antico Testamento al popolo. Con Gesù Sommo Sacerdote, tutti i credenti sono dichiarati sacerdoti, responsabilizzati a continuare la missione del Maestro e a testimoniare della vera luce, superando la necessità di intermediari umani.
Levitico 1-16 Yom Kippur nel Levitico: significato del capitolo 16
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