Origini e storia del Santuario
Il Santuario di Maria Santissima del Rosario di Tagliavia, situato nel cuore del Corleonese, rappresenta un luogo di profonda devozione mariana con una storia secolare. Il culto trae origine dal ritrovamento miracoloso dell’immagine della Madonna, avvenuto nell’Ottocento all’interno del feudo Strasatto, oggi appartenente alla mensa Arcivescovile di Monreale. Secondo la tradizione, due fratelli pastori di Mistretta, i fratelli Lo Jacono, scoprirono casualmente il quadro raffigurante la Madonna del Rosario tra un ammasso di sassi mentre cercavano materiale per costruire un ovile. Insieme al ritrovamento, scaturì prodigiosamente una sorgente d'acqua, ritenuta miracolosa per la guarigione di uomini e animali.

La fama del luogo crebbe rapidamente, attirando l'attenzione di figure illustri come il Re Ferdinando I di Borbone. Si narra che il sovrano, dimorante presso il vicino Palazzo Reale della Ficuzza, guarì da un male al ginocchio grazie all'acqua miracolosa. In segno di gratitudine, il Re dispose con Decreto Reale dell'11 ottobre 1811 l'assegnazione di terreni al santuario, impegno successivamente ampliato con la donazione di ulteriori 35 salme di feudo dopo il ritorno sul trono del Regno delle Due Sicilie.
Evoluzione architettonica e gli "eremiti di Tagliavia"
Sul luogo del prodigio furono edificati, con il sostegno regio, la prima chiesa e il primo eremitaggio. Nel 1841, S.E. Mons. Balsamo, Arcivescovo di Monreale, concesse il permesso per la costruzione di un nuovo tempio, inaugurato solennemente il 1° maggio 1845, giorno della festa dell'Ascensione, tuttora ricorrenza della festa della Madonna di Tagliavia. Il santuario fu custodito fino al 1965 dagli eremiti, noti come “i monaci di Tagliavia”, distinti dall'abito bianco e dallo scapolare marrone.

La Chiesa della Madonna di Tagliavia a Vita
Parallelamente al santuario principale, nel comune di Vita è sorta un'importante chiesa dedicata alla Madonna di Tagliavia. Le sue origini risalgono al 1896, in seguito a un evento prodigioso in cui la Vergine chiese a Giuseppe Perricone Monaco l'erezione di una cappella; l'uomo, paralizzato al braccio da un anno, guarì miracolosamente dopo il sogno. L'attuale struttura della chiesa fu costruita nel 1933 grazie alla munificenza di Maria Perricone Triolo.
Caratteristiche artistiche
L'edificio si presenta con una solida fabbrica in pietrame e una facciata composta da due ordini architettonici sovrapposti, decorati con lesene e un timpano di tufo. L'interno, a navata unica, custodisce sull'altare maggiore un'immagine della Madonna del Rosario, tela del 1939 opera di G. Russo. Tra il 1962 e il 1964, l'interno è stato arricchito da affreschi del pittore Luigi Maniscalco, raffiguranti i misteri del Rosario e episodi della vita di Maria. A causa del sisma del 1968 e di infiltrazioni d'acqua, tra il 2005 e il 2006 sono stati eseguiti importanti restauri.

Accessibilità e viabilità: il problema della SP42
Attualmente, il Santuario di Tagliavia affronta critiche problematiche legate alla viabilità. La SP42, arteria fondamentale per raggiungere il luogo di culto dalla SS118, versa in uno stato di grave abbandono da oltre vent'anni. Nonostante il flusso costante di oltre 5.500-6.000 persone l'anno, tra fedeli, pellegrini della Magna Via Francigena e turisti, la strada manca di manutenzione ordinaria e straordinaria.
| Elemento | Dettagli rilevanti |
|---|---|
| Lunghezza SP42 | Circa 12 chilometri |
| Flusso annuale stimato | 5.500 - 6.000 persone |
| Criticità | Buche, assenza di sicurezza, mancanza di interventi |
La difficoltà di transito costringe i pellegrini provenienti dalla provincia di Palermo a percorsi alternativi notevolmente più lunghi. Il ripristino della viabilità non garantirebbe solo la sicurezza degli automobilisti, ma valorizzerebbe l'intero patrimonio culturale e religioso dell'entroterra siciliano, rilanciando il Santuario come nodo centrale dell'asse Marineo - Ficuzza - Corleone.