Madonna del Tindari: Storia, Leggende e Celebrazioni

Patti - Il 7 e 8 Settembre si festeggia la Madonna del Tindari. Un appuntamento importante per migliaia di pellegrini che raggiungono il Santuario provenienti non solo dalla provincia di Messina, ma da tutta la Sicilia. Sono tantissimi quelli che, per devozione nei confronti della Madonna Nera, raggiungono il Santuario a piedi.

La Festa e la Devozione alla Madonna del Tindari

Le celebrazioni in onore della Madonna del Tindari, precedute dalla novena di preparazione, culminano, come da tradizione, nella solenne processione della sera del 7 settembre e nel Pontificale del giorno 8, durante il quale avviene l'offerta della lampada votiva.

L'Origine del Culto e la Sacra Immagine

Circa l'origine del culto alla Madonna del Tindari, rimontando esso a tempi molto remoti, non si trovano notizie storiche ben definite e criticamente accertate. L'origine della devozione alla Madonna Bruna sembra infatti risalire al periodo della persecuzione iconoclasta. La statua bizantina della Madonna fu portata in Sicilia presumibilmente durante le persecuzioni iconoclaste dell’ottavo secolo, nel periodo di regno dell’imperatore bizantino Leone III l’Isaurico (717 d.C. - 741 d.C.).

Secondo la tradizione, una nave di ritorno dall'Oriente, tra le altre cose, portava nascosta nella stiva un'Immagine della Madonna perché fosse sottratta alla persecuzione iconoclasta. Quando si calmò la tempesta, i marinai decisero di riprendere il viaggio: levarono l'ancora, inalberarono le vele, cominciarono a remare, ma non riuscirono a spostare la nave. Pare che la statua della Madonna Nera fosse custodita all’interno di una nave di ritorno dall’Oriente intorno all’VIII-IX secolo. L’imbarcazione si rifugiò nella baia di Tindari, vicino ai laghetti di Marinello, per sfuggire ad una tempesta ma quando il mare tornò calmo non riuscì a partire. Per alleggerire il carico, furono scaricate alcune casse, e in una c’era la Madonna. La nave riuscì a partire. Sono sconosciuti i luoghi di provenienza e di destinazione dell'Immagine sacra. I marinai della baia di Tindari si diedero subito da fare per tirare in secco la cassa galleggiante sulla distesa del mare. Fu aperta la cassa e, con grande stupore e soddisfazione di tutti, in essa fu trovata la preziosa Immagine della Vergine.

La tradizione che fa arrivare la statua della Madonna a Tindari all'epoca degli iconoclasti, probabilmente verso la fine del secolo VIII o nei primi decenni del secolo IX, trova motivo di credibilità nel fatto che Tindari fu sotto la dominazione dei Bizantini per circa tre secoli (535-836). La statua, di cui si ignora l'autore, probabilmente è stata scolpita in Oriente tra il quinto e il sesto secolo. La Madonna è rappresentata seduta, mentre regge in grembo il Figlio divino, che tiene la destra sollevata, benedicente. Sebbene la statua della Madonna di Tindari sia ornata dalla frase: “Nigra sum sed formosa“, che significa “sono nera ma bella”.

Statua della Madonna Nera del Tindari in trono col Bambino

Le Leggende e i Miracoli della Madonna Nera

A proposito di questa ricorrenza religiosa, tanto attesa quanto sentita in tutta la Sicilia, si tramandano famose leggende legate alla Madonna Nera del Tindari. Fra le tante leggende riportate sull’antico santuario della Madonna Nera del Tindari, un’antica storia narra di un miracolo.

Si narra che una siciliana con la sua bambina venne ad adorare la Madonna Nera del Tindari, trovata casualmente dai pescatori del posto. Alla vista della Madonna Nera rimase alquanto delusa. Spontaneamente la contadina esclamò: “Hàju vinutu di luntana via, ppi vidiri a una cchiù brutta di mia!” (Sono venuta da lontano per vedere una più brutta di me!). Pronunciate quelle parole, la donna si accorse di non aver più in braccio la sua bambina. Disperata s’accorse che la bambina si dibatteva tra le onde del mare proprio di sotto al Santuario. Stravolta corse verso le onde per afferrarla. E più correva e più le onde si ritiravano lasciando la spiaggia, finché la povera donna non riuscì ad afferrare la piccola e tornare sulla terraferma.

Ma sulla Madonna Nera circola anche un’altra leggenda simile. Una signora, avendo la bambina gravemente ammalata, si rivolge alla Madonna del Tindari facendo voto per la guarigione della figlia. Ottenuta la grazia si reca al Tindari per ringraziare la Madonna, ma vistala bruna in faccia resta delusa ed esclama: “Sono partita da lontano per vedere una più brutta di me…” e parte in cerca della sua bella Madonna Miracolosa. La madre torna a pregare: “Se siete voi la miracolosa Vergine che per la prima volta mi avete salvato la figlia, salvatela per la seconda volta”. Un marinaio che era corso a prendere la bambina la restituisce sana e salva alla madre.

Illustrazione del miracolo della bambina salvata dalla Madonna di Tindari sulla spiaggia di Marinello

Tindari: Storia, Natura e Cultura

Tìndari, località sita sul golfo di Patti (ME), venne fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C. Il colle del Tindari, così suggestivo, santificato dalla presenza della Madonna, divenne così il sacro, mistico colle di Maria.

Andare a Tindari significa scoprire la Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello, istituita nel 1998. La riserva si estende per circa 400 ettari e fu istituita per proteggere la zona lagunare che si trova ai piedi del promontorio. Il promontorio del Tindari si trova all'interno della Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello, che insieme ai laghi di Ganzirri costituiscono gli ultimi esempi di ambiente salmastro costiero presenti nella Sicilia nord orientale.

Ma imperdibile è anche il bellissimo teatro greco, un'occasione per immergersi nella storia antica della Sicilia.

Panoramica del Santuario di Tindari e dei Laghetti di Marinello

Teatro Greco Tindari - In volo sul Teatro greco e sul Santuario del Tindari con vista mozzafiato

Sapori di Tindari: La Cucina Locale

Visitare Tindari offre anche l'occasione di fermarsi a gustare le specialità della cucina locale. Tra i piatti da non perdere, figurano le immancabili braciolettine di pescespada, il falsomagro di carne o le deliziose sarde a beccafico.

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