La parola «Pasqua» deriva dall’ebraico «Pesach» (פסח), che significa «passare oltre» o «saltare», e in greco e latino è stata resa come «Pascha». Il termine compare per la prima volta nel Libro dell’Esodo, descrivendo l’evento in cui Dio, colpendo i primogeniti d'Egitto, «passò oltre» le case degli Israeliti contrassegnate dal sangue di un agnello.

Le radici bibliche e la festa di Pesach
La Pasqua ebraica, o Pesach, è una festività che celebra la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egiziana e l’esodo verso la Terra Promessa. Questa ricorrenza nasce dalla fusione di due tradizioni arcaiche: quella dei pastori nomadi, che offrivano un agnello al dio-luna per propiziare la transumanza, e quella dei contadini sedentari, che celebravano la festa dei pani azzimi durante la mietitura dell'orzo primaverile.
Con l’uscita dall’Egitto, la festa assunse un profondo significato storico e commemorativo:
- L'agnello: simbolo di riscatto e nutrimento per il viaggio verso la libertà.
- Il pane azzimo: segno della fretta della partenza e dell'afflizione sofferta durante la schiavitù.
- Le erbe amare: memoria della durezza dell'oppressione.

Il rituale del Seder
Il momento culminante di Pesach è il Seder (parola che significa «ordine»), una cena rituale celebrata la notte tra il 14 e il 15 del mese di Nisan. Durante questa cena, il capofamiglia narra l’Esodo attraverso l’Haggadah, coinvolgendo attivamente i bambini. La tavola è imbandita secondo una precisa disposizione simbolica: oltre all'agnello e agli azzimi, si consuma il charoset, un impasto dolce che ricorda la malta usata dagli schiavi ebrei, e si bevono quattro bicchieri di vino, in memoria delle quattro promesse di liberazione fatte da Dio a Mosè.
La Pasqua cristiana: dalla morte alla risurrezione
La celebrazione cristiana della Pasqua trae origine dalla Pesach ebraica, poiché l'Ultima Cena di Gesù fu una cena pasquale. Per i cristiani, il significato si è spostato dalla memoria della liberazione nazionale al mistero della Risurrezione di Cristo.
| Aspetto | Pasqua Ebraica (Pesach) | Pasqua Cristiana |
|---|---|---|
| Evento centrale | Liberazione dall'Egitto | Risurrezione di Gesù |
| Simbolo | Agnello pasquale | Cristo (Agnello di Dio) |
| Datazione | 14 di Nisan (plenilunio) | Domenica dopo il plenilunio di primavera |
Pesach: la pasqua ebraica. prof. Luca Vergani
La divergenza delle date
Inizialmente, le comunità cristiane celebravano la Pasqua il 14 di Nisan, in concomitanza con la festa ebraica. Tuttavia, nel 325 d.C., il Concilio di Nicea stabilì che la Pasqua dovesse essere celebrata la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Questa scelta ebbe lo scopo di distinguere chiaramente la festività cristiana e di svincolarla dalle fluttuazioni del calendario lunisolare ebraico, focalizzandosi sul giorno del Signore (la domenica).
Il valore pedagogico della memoria
Il Seder ha un alto valore educativo: interrogati dai più piccoli sul perché questa notte sia «diversa da tutte le altre», gli adulti trasmettono la storia della schiavitù e della liberazione. Il richiamo alla responsabilità personale è forte: l'ebreo è invitato a sentirsi partecipe in prima persona di quell'esodo. Come ricordato dalla mistica ebraica, l'osservanza dei precetti deve portare alla consapevolezza che la vera libertà è quella dello spirito, una conquista eterna contro ogni forma di schiavitù, inclusa quella del peccato.