L’Ultima Cena e la Crocifissione: capolavori nell'arte sacra

Il Cenacolo di Taddeo Gaddi in Santa Croce

Il refettorio del complesso di Santa Croce a Firenze accoglie il visitatore con un’imponente parete affrescata, opera di **Taddeo Gaddi**, allievo di Giotto. Realizzato tra il 1334 e il 1366, questo affresco rappresenta un complesso programma iconografico che comprende sei scene distinte: la Crocifissione, l’Ultima cena, San Benedetto in solitudine, Gesù a cena dal Fariseo, San Francesco che riceve le stimmate e la storia di San Lodovico di Tolosa.La parte superiore dell'opera è dominata da una rappresentazione teologica della Crocifissione, concepita come un "Albero della Vita" da cui si diramano cartigli con messaggi di salvezza. Nel registro inferiore si trova la Caena Domini, dove Cristo annuncia il tradimento di uno degli Apostoli. Gaddi sceglie di isolare Giuda, rappresentato di schiena, per facilitarne l'immediata identificazione da parte dello spettatore.
Veduta d'insieme del grande affresco di Taddeo Gaddi nel refettorio di Santa Croce a Firenze
L'opera ha subito gravi danni durante l’alluvione di Firenze del 1966. Il restauro, eseguito tramite la tecnica dello "strappo", ha permesso di salvare questo tesoro trecentesco, ricollocandolo sulla parete originale.

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci a Milano

Custodito nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, il capolavoro di **Leonardo da Vinci** (1494-1498) segna una svolta nella storia dell'arte. Leonardo non si limitò a dipingere una scena religiosa, ma scelse di indagare i "moti dell’animo", rendendo gli apostoli figure umane cariche di emozioni.

Tecnica e conservazione

Leonardo scelse di non utilizzare la tradizionale tecnica dell'affresco, che imponeva tempi rapidi di esecuzione. Sperimentò invece una tecnica a tempera e olio su muro asciutto, che gli permetteva di tornare più volte sui dettagli e di curare le trasparenze e gli effetti di luce. Questa scelta, sebbene innovativa, si rivelò fatale per la conservazione dell'opera, a causa della sua fragilità e dell'umidità dell'ambiente.

La composizione prospettica

Il dipinto è celebre per la sua perfetta prospettiva, che trasforma la sala del refettorio in un prolungamento ideale dello spazio reale. Leonardo dispone i dodici apostoli in gruppi di tre, creando una narrazione dinamica attorno a Gesù.
Elemento Descrizione
Giuda Rappresentato in ombra, con la borsa dei trenta denari.
Prospettiva Linee convergenti che focalizzano l'attenzione su Cristo.
Stato d'animo Reazioni individuali alla frase "Uno di voi mi tradirà".
Schema prospettico e analisi dei gruppi di figure nel Cenacolo vinciano

Simbologia e curiosità

L'opera leonardesca è densa di riferimenti simbolici:
  • Pietro è raffigurato con un coltello, prefigurando l'aggressione nel Getsemani.
  • Giovanni, il discepolo prediletto, appare visibilmente turbato.
  • La saliera rovesciata presso Giuda è un simbolo tradizionale di tradimento.
Nel corso dei secoli, il Cenacolo ha superato numerosi pericoli, inclusi i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, durante i quali fu protetto da sacchi di sabbia. Recentemente, analisi neuroscientifiche hanno dimostrato come l'osservazione dell'opera generi un impatto emotivo profondo e positivo sui visitatori, confermando la validità universale del genio di Leonardo.

Federico Zeri giudica il restauro del Cenacolo di Leonardo

Altre rappresentazioni dell'Ultima Cena

L'iconografia dell'Ultima Cena ha ispirato numerosi artisti, lasciando testimonianze preziose anche in altre regioni. In Ticino, ad esempio, si possono osservare:
  • L'affresco nella Chiesa di Sant'Ambrogio a Ponte Capriasca, ispirato al modello di Leonardo.
  • Il Cenacolo di Bernardino Luini nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lugano.
  • Le antiche raffigurazioni trecentesche, come quella di Brione Verzasca, legate alla scuola giottesca.

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