Inverigo, un paese situato nel cuore della Brianza, è stato teatro di significativi eventi di devozione mariana, culminati nell'accoglienza di una statua itinerante della Madonna di Fatima. Questo ha rafforzato il profondo legame del territorio con la fede, già testimoniato dalla presenza del Santuario di Santa Maria della Noce, un importante luogo di culto con una ricca storia e un patrimonio artistico di grande valore.
L'Accoglienza della Madonna Pellegrina a Inverigo
La comunità di Inverigo ha manifestato una profonda devozione in occasione dell'arrivo della Madonna Pellegrina di Fatima. Centinaia e centinaia di persone, giunte già dall'orario di pranzo o nel primo pomeriggio, hanno atteso per oltre tre ore sotto un sole estivo per salutare l'effige, atterrata in elicottero sul giardino della Fondazione Don Gnocchi. L'evento ha suscitato viva emozione, con i fedeli che hanno rivolto non solo gli occhi ma anche i telefoni verso la statua, desiderosi di portare a casa un ricordo di questo importante appuntamento per il paese. L'accoglienza, avvenuta "ieri", ha visto numerosi appuntamenti di preghiera prolungarsi per "questi giorni", fino alla ripartenza prevista per il sabato pomeriggio.

La "Peregrinatio Mariae": Un Percorso di Fede
La Peregrinatio Mariae della statua della Madonna di Fatima rappresenta un cammino spirituale che attraversa diverse località, offrendo ai fedeli momenti di preghiera e riflessione. La mostra associata a questa peregrinazione invita a uno sguardo sugli avvenimenti del XX secolo alla luce del Messaggio di Fatima, ponendolo come punto centrale della libertà religiosa e come avvenimento di grazia e misericordia. Questo percorso mira a condurre alla scoperta del desiderio più autentico del cuore umano: l'incontro con una Presenza che risponde ed è la Via, la Verità e la Vita. Guidando in un cammino tra la risposta di libertà dell'uomo e il mistero divino, sollecita continuamente a esprimere un giudizio e a prendere posizione. Lo sguardo fisso dei tre pastorelli aiuta a comprendere la prossimità umana e la certezza dell'avvenimento nella storia concreta di ogni persona.
Le Tappe del Viaggio
La statua della Madonna di Fatima di Città della Pieve ha compiuto un viaggio itinerante attraverso diverse comunità, ognuna delle quali l'ha accolta con grande devozione:
- Lunedì 5 maggio 2025 - Primo Giorno: Monteleone d'Orvieto
La comunità di Monteleone d'Orvieto ha accolto la statua presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo alle ore 16:00. L'arrivo ha visto la partecipazione di numerosi fedeli locali e visitatori, uniti in un momento di preghiera e riflessione, in un'atmosfera di raccoglimento e spiritualità, sottolineando la profonda venerazione per la Vergine di Fatima. - Martedì 6 maggio 2025 - Secondo Giorno: Pozzuolo
La statua è giunta alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo e Maria delle Grazie poco dopo le ore 16:00, accompagnata da Don Giordano e dai volontari. Ad accoglierla, all'esterno, il parroco Don Marco Merlini, la banda Giacomo Puccini e i fedeli. All'interno della chiesa, gremita di gente, un applauso sincero e spontaneo ha salutato l'ingresso della Madonna. - Mercoledì 7 maggio 2025 - Terzo Giorno: Piana
Alle ore 16:00, la statua della Madonna di Fatima è stata accolta nella chiesa di Santa Maria in Piana, già gremita di fedeli, con il suono festoso delle campane. Ad attenderla il parroco Don Marco Merlini. - Giovedì 8 maggio 2025 - Quarto Giorno: Sant'Arcangelo
Poco dopo le ore 16:00, la statua è arrivata presso la chiesa di San Michele Arcangelo a Sant'Arcangelo di Magione. Ad attendere l'arrivo Don Leonardo Romizi e molti fedeli del posto, che hanno accompagnato l'entrata in chiesa con un canto in onore della Madonna. - Venerdì 9 maggio 2025 - Quinto Giorno: Castel del Piano
Intorno alle 16:30, la statua della Madonna di Fatima è giunta nella grande chiesa di San Pio da Pietrelcina, accolta dai fedeli e da Don Francesco Buono, parroco della Parrocchia, e accompagnata da Don Giordano e dai volontari. - Sabato 10 maggio 2025 - Sesto Giorno: Perugia
Alle ore 17:00 si è tenuta una processione che ha percorso Corso Vannucci per arrivare fino alla Cattedrale di San Lorenzo (Duomo di Perugia). Molti fedeli hanno partecipato, inclusi quelli da Città della Pieve, e la statua è stata accompagnata dai volontari e trasportata a spalla dai confratelli della Confraternita del Sant'Anello di Perugia. - Lunedì 12 maggio 2025 - Ottavo Giorno: Piazze (Cetona)
La statua della Madonna di Fatima è stata accolta presso la chiesa di Santa Maria Immacolata, ricevuta dal parroco Don Tonino Savina e da numerosi fedeli, in un bellissimo allestimento.
Al termine delle cerimonie, è stato recitato il Santo Rosario e alle ore 21:00 si è celebrata la Santa Messa presieduta dall'Arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, Sua Eccellenza Ivan Maffeis, con la partecipazione dei parroci coinvolti nella Peregrinatio Mariae. Molti fedeli hanno partecipato con viva emozione al sempre suggestivo rito dell'ascesa della statua. Le cerimonie sono state trasmesse dall'emittente televisiva MariaVision.
Le Apparizioni della Madonna a FATIMA
Il Santuario di Santa Maria della Noce: Gioiello di Inverigo
Il Santuario di Santa Maria della Noce, ancora oggi un importante luogo di devozione, si erge sulle colline del paese di Inverigo, nel cuore della Brianza. La sua costruzione risale al XVI secolo e, nel corso dei secoli, è diventato un punto di riferimento spirituale e artistico per l'intera regione.
Origini e la Leggenda dell'Apparizione
Il Santuario nacque per volontà della popolazione del paese allo scopo di ringraziare la Madonna, a seguito della sua apparizione a due fanciulli che si erano persi nel bosco. Secondo la tradizione, la figura divina apparve in un giorno imprecisato del 1501, al di sopra delle fronde di un albero di noce, recando tra le braccia il Bambin Gesù, per portare in salvo i due malcapitati. Questa leggenda, che racconta di due bambini stanchi e affamati soccorsi dalla Vergine Maria con del pane, è il fondamento della devozione verso la Madonna del Pane. Nel 1519, per commemorare tale evento e in segno di ringraziamento, si diede inizio alla costruzione di una piccola chiesa in pietra. Inizialmente, si trattava di una cappella di dimensioni modeste, situata a fondo valle, lontana dall'abitato che si trovava più in alto, sulla collina. Fu solo grazie all'intervento di Carlo Borromeo che la piccola edicola si trasformò in un grande santuario mariano.
Architettura e la sua Evoluzione
Giungendo davanti all'ingresso dell'odierno edificio si può osservare una balaustra marmorea che ne delimita il sagrato, una "recinzione" voluta da Carlo Borromeo per dividere lo spazio sacro da quello destinato al mercato della piazza circostante. L'austera facciata della chiesa, dai tratti classicheggianti, è un rimando all'arte rinascimentale: quattro giganti lesene di ordine ionico, poste su un alto basamento, scandiscono la facciata, terminante con una struttura a timpano triangolare. La stessa composizione, formata da timpano privo di fregio e sorretto da colonne ioniche, è riproposta in scala ridotta a racchiudere un portale ligneo intagliato.
Una volta varcata la soglia, ci si trova in un ambiente che accoglie e "abbraccia" il pellegrino, grazie anche alla pianta centrale dell'edificio. Volgendo lo sguardo verso l'alto, è possibile osservare la cupola archiacuta, terminante con una lanterna finestrata. Alla base della cupola si trovano i quattro evangelisti, mentre le volte sono dipinte con un motivo a cassettoni che imitano un soffitto ad intaglio ligneo. Lo spazio interno è scandito da quattro colonne doriche giganti che si innalzano fino all'imposta delle volte. Il progetto per il nuovo santuario, approvato da Borromeo nel 1582 dopo essere tornato a Inverigo, proveniva dalla scuola di Pellegrino Pellegrini detto il Tibaldi, architetto di fiducia di Borromeo e figura significativa nell'arte dell'area milanese. Nonostante le iniziali scarsità di denaro, negli anni '60 del XVII secolo il santuario era ormai pronto.

Un Tesoro d'Arte: Le Opere Pittoriche
Il Santuario di Santa Maria della Noce accoglie al suo interno una serie di dipinti di grandi artisti riconosciuti, a testimonianza dell'importanza che nei secoli esso aveva assunto:
- Nella cappella laterale di sinistra, un prezioso dipinto celebra il santo arcivescovo di Milano Carlo Borromeo. Una cornice di stucco bianco racchiude la tela raffigurante San Carlo in Gloria, datata 1618. L'opera è assegnata alla mano di Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, un importante pittore della Controriforma in Lombardia. Si tratta dell'unica prova pittorica del maestro per il territorio della Brianza, attestante l'importanza raggiunta dal santuario in epoca borromaica. La composizione vede al centro della tela la figura di San Carlo benedicente, dallo sguardo severo e austero, vestito con piviale e mitria dorati, circondato da una gloria di angioletti recanti oggetti sacri, tra cui un crocefisso, il calice e il cappello arcivescovile. Un angioletto offre allo spettatore una Bibbia aperta, rivelando l'attenzione del pittore per i dettagli, dal segnalibro alle ombreggiature.
- Subito a fianco, al di sopra di una porta di accesso al santuario, si può ammirare una tela raffigurante un San Gerolamo scrivente, attribuito a Jusepe de Ribera e alla sua cerchia. L'uomo è raffigurato in età avanzata mentre scrive la Vulgata, con il corpo nudo coperto da un semplice drappo, e uno stilo nella mano destra.
- A destra dell'altare è posta una tela di medie dimensioni caratterizzata da un forte gioco chiaroscurale: si tratta dell'Orazione nell’orto, eseguita da Antonio Campi nel 1577.
- Un dipinto dai colori brillanti e smaltati raffigurante La Visitazione della Santa Vergine a Santa Elisabetta è posto subito all’ingresso. Realizzato dal pittore Francesco Crivelli e commissionato dall'omonima famiglia Crivelli (il cui stemma è ancora visibile all’interno della maestosa cornice dorata) in un periodo di tempo che va dal 1530 al 1560.
- Altra opera conservata nel santuario è il grande dipinto raffigurante l’Assunzione della Vergine di Gian Domenico Caresana. La Madonna è ritratta mentre ascende al cielo in un turbinio di nuvole e angeli; ai suoi piedi i dodici apostoli (tra cui Pietro e Paolo) sono spaventati alla vista del sepolcro vuoto.
- Il dipinto raffigurante Cristo e la Cananea rimane il più enigmatico; sconosciuto è ancora il suo esecutore, anche se l’ipotesi più accreditata è quella di Paolo Cazzaniga, copista e pittore di casa Borromeo.
- Nell'abside, sopra la porta della sacrestia, è presente uno strappo di affresco di una Madonna del Latte con Bambino, che si pensa possa essere la rappresentazione più antica della Madonna del Pane.

Il Contributo della Famiglia Crivelli e il Viale dei Cipressi
Nel 1671 il marchese Giovan Battista Crivelli, creato Cavaliere e Commissario generale dell’Ordine dell’Immacolata Concezione da papa Urbano VIII, sancì che ogni venerdì dovesse essere celebrata una messa nel santuario in presenza di 15 persone scelte tra le più povere di Inverigo, a cui al termine della liturgia sarebbe spettata un'elemosina di 6 soldi. A tal fine, Crivelli lasciò una rendita annua di 300 lire, di cui 50 destinate al sacerdote, 234 ai poveri e 16 alla manutenzione del servizio liturgico, con il compito del cappellano di verificare una effettiva rotazione dei beneficiari. Una lapide, che recita "Io. Baptista Cribellus I. C. Col. militaris religionis Immaculatae Conceptionis B.V.M. eques et comissarius generalis ab Urbano Octavo constitutus ad perennem praeclarissimae militiae memoriam singulis sextis feriis hebdomadarium missae sacrificium in ecclesia ista perpetuo offerri praesentibus XV. pauperibus illisq. peracto sacrificio praefinitam stipem erogari mandavit iniucnto haeredibus onere publicis tabulis scriptis a Thoma Surcio med. notario anno M. DC. LXXI", commemora questa iniziativa.
Sopra la lapide, una tela raffigura Crivelli con l'abito bianco e azzurro da cavaliere dell’Ordine dell’Immacolata Concezione, insieme con la Madonna. Nel quadro è ben visibile anche il Viale dei Cipressi di Inverigo, fatto realizzare dallo stesso Crivelli come voto augurale affinché i nipoti Enea e Flaminio potessero tornare incolumi dai loro viaggi all’estero. Nel 1939, la tela venne restaurata dal pittore Vitaliano Rossi che, non potendo immaginare come fosse il Viale dei Cipressi prima, lo dipinse ex novo, facendo riferimento al viale com'era in quel momento. Giovan Battista Crivelli, laureatosi in Giurisprudenza e insignito di benefici ecclesiastici, nel suo testamento del 1671, impegnò il nipote Flaminio a realizzare nel santuario una lapide in marmo nero e un quadro che lo raffigurasse.

Il Campanile e l'Antico Mercato
Curiosamente, il campanile del santuario è molto più antico della chiesa stessa: si tratta di una torre già esistente in epoca medievale, utilizzata per proteggere il territorio e garantire segnalazioni e comunicazioni con Cantù, Mariano, Erba e Lecco. Il Santuario di Santa Maria della Noce si trova in Piazza Mercato, un luogo che un tempo ospitava numerosi piccoli negozi e un’osteria risalente ai tempi del seminario. Per secoli vi si commerciò il rame, e fino al secondo dopoguerra, fu il mercato di bachi da seta più importante di tutta la Brianza. I due portici attuali risalgono al XIX secolo, ma un porticato esisteva sin dal Cinquecento, quando le pietre monolitiche sulla piazza erano usate dagli stagnari per ricoprire di stagno i manufatti in rame.

Informazioni per i Visitatori
Per coloro che desiderano visitare il Santuario di Santa Maria della Noce a Inverigo, è possibile raggiungerlo comodamente. La stazione ferroviaria è molto vicina: uscendo, si prende la stradina in salita e subito dopo a destra per una scalinata. Se si preferisce l'autobus, la linea C145 ferma in Piazza Foscolo; da qui, lasciando via Meda sulla destra, ci si dirige verso il Monumento ai Caduti e poi a sinistra in via XXV Aprile, per raggiungere la piazza del santuario.