La parola tabernacolo significa letteralmente "tenda". Nell’Antico Testamento, la "tenda" accompagnò il popolo d’Israele nei suoi spostamenti durante i 40 anni nel deserto ed era il luogo dove si conservava l’Arca dell’Alleanza. Le forme dei luoghi di conservazione cambiarono durante i secoli. Nel XVI secolo, divenne usuale conservare il Santissimo in una custodia situata sull’altare maggiore.
Il Concilio Vaticano II, ripristinando nella celebrazione eucaristica la dinamica pasquale, che vede la presenza di Cristo trascinare l'assemblea nella Sua Pasqua, separò il momento contemplativo e individuale dal momento liturgico-assembleare. Per questo si raccomanda vivamente che il luogo in cui si conserva la Santissima Eucaristia sia situato in una cappella adatta alla preghiera privata e all’adorazione dei fedeli.
Il Tabernacolo Eucaristico: Esempio di Simbolismo Moderno

Un esempio di tale custodia è un tabernacolo incastonato in una cornice di pietra serena con bassorilievi, forgiato in bronzo e strutturato con un’apertura a due ante. Questa apertura dà accesso a una nicchia a due livelli. Nella parte inferiore, chiusa da una porta in bronzo dorato, è custodita l'eucaristia. Questa porta reca al centro il simbolo del pane e dei pesci e agli angoli quattro rubini. Nella parte superiore della nicchia, si trova un prezioso evangeliario in bronzo dorato, con rifiniture in smalti e medaglioni recanti nella parte frontale, ai quattro angoli, i profeti e al centro la crocifissione; nella parte posteriore, ai quattro angoli, gli evangelisti e al centro la discesa agli inferi.
Il Tabernacolo di Mosè: Struttura e Rivelazione Divina
Il Signore parlò a Mosè, dicendo: «Di' ai figli d'Israele che mi facciano un'offerta. Accetterete l'offerta da ogni uomo che sarà disposto a farmela di cuore. Questa è l'offerta che accetterete da loro: oro, argento e rame; stoffe di colore violaceo, porporino, scarlatto; lino fino e pelo di capra; pelli di montone tinte di rosso, pelli di delfino e legno d'acacia; olio per il candelabro, aromi per l'olio dell'unzione e per l'incenso aromatico; pietre d'ònice e pietre da incastonare per l'efod e il pettorale. Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro. Me lo farete in tutto e per tutto secondo il modello del tabernacolo e secondo il modello di tutti i suoi arredi, che io sto per mostrarti» (Esodo 25:2-9).
Il tabernacolo di Mosè era composto da tre sezioni principali: un cortile esterno, il luogo santo e il luogo santissimo (o santo dei santi). La sua funzione era quella di dimora di Dio, un tempio viaggiante che accompagnò il popolo nel deserto. L'intera struttura poteva essere smontata e trasportata. Quando il popolo si soffermava in un’area per un periodo prolungato, il tabernacolo veniva rimontato e collocato al centro del campo. Ogni famiglia doveva piantare la propria tenda con l’entrata rivolta verso il tabernacolo, simboleggiando la centralità di Dio nella loro vita.
La struttura del tabernacolo rappresenta la progressione attraverso tre livelli di santità, dal mondo caduto alla presenza di Dio. Non a caso l’entrata era posta a est, la direzione da cui Adamo ed Eva erano stati scacciati dal Giardino dell'Eden.

Il Cortile Esterno: Sacrificio e Purificazione
Il cortile esterno era un recinto rettangolare di 45 metri di lunghezza e 22,5 metri di larghezza, delimitato da 60 colonne di legno d’acacia poggiate su basi di rame e sormontate da capitelli d’argento. L’altezza di ogni pilastro era di 2,25 metri. Ad oriente si trovava la porta d'ingresso, che misurava 9 metri di larghezza. Il recinto è figura di Cristo e, allo stesso tempo, della Sua Chiesa. Data la sua altezza, dall’esterno non si scorgeva nulla di ciò che avveniva all’interno; era necessario entrare per capire. Solo quando si entra a far parte del corpo della Chiesa si comprende il completo significato dell’opera di Dio e si contribuisce ad essa. La fede del credente nel sacrificio di Cristo Gesù lo riscatta dal giudizio (la base di rame) che incombeva su di lui a causa del peccato. La porta di accesso al piano di salvezza di Dio è Cristo Gesù.
Nei colori con i quali sono intessuti sia la porta sia tutti i veli del Tabernacolo che gli abiti del Sommo Sacerdote riconosciamo quattro punti essenziali del ministero del Messia: il violaceo ci indica la natura celeste dell’intera opera di redenzione; il porpora la natura regale del Messia.
L'Altare degli Olocausti
L'altare dei sacrifici, o degli olocausti, era posto davanti all’entrata del cortile esterno. Era fatto di legno d'acacia rivestito di rame e ai quattro angoli aveva dei corni. Qui venivano eseguiti i sacrifici previsti dalla legge di Mosè. Colui che offriva il sacrificio, o il sacerdote in sua vece, poneva le mani sul capo dell’animale per consacrarlo come offerta a Dio al posto suo. L'animale veniva poi bruciato sull'altare, interamente in caso di olocausto, o in parte. Ogni sacrificio era un simbolo e una prefigurazione del futuro sacrificio espiatorio di Gesù Cristo. I nostri peccati sono simbolicamente trasferiti su Gesù Cristo, come quelli del popolo d’Israele venivano trasferiti sull’animale.
Una volta l'anno, il Sommo Sacerdote prendeva il sangue di un'offerta sacrificale ed entrava nel Santo dei Santi. Allora egli aspergeva questo sangue dell'offerta sacrificale sul coperchio esattamente per sette volte. Il sangue del sacrificio versato sul coperchio mostra il giusto giudizio dei peccati da parte di Dio e la Sua misericordia verso l'umanità. Attraverso il sangue che veniva asperso in questo modo, Dio incontrava gli Israeliti e dava loro la benedizione della remissione dei peccati. I sacrifici animali erano sempre figura del sacrificio di Gesù; potevano solo coprire i peccati, e la vittima diventava il tramite per l'espiazione.
Il Lavacro di Rame
Il lavacro, fatto interamente di rame, era anch’esso situato nel cortile esterno, tra l’altare dei sacrifici e l’entrata della tenda di convegno. Veniva utilizzato dai sacerdoti per lavare via il sangue del sacrificio prima di accedere al luogo santo. Da un punto di vista spirituale, questo rituale rappresentava la purificazione dal sangue, dalla sporcizia e dalle impurità dei peccati del mondo. Come i sacerdoti dell’Antico Testamento, anche noi, per poter stare alla presenza di Dio, dobbiamo prima essere purificati. Lo facciamo seguendo il comandamento di essere battezzati per immersione nell’acqua. Ciò è a simbolo del potere di Dio di purificarci oltre le nostre capacità.
Il Luogo Santo: La Luce, il Nutrimento e la Preghiera
Si accedeva al Luogo Santo attraverso una tenda. Qui si trovavano tre oggetti significativi: il candelabro, la tavola dei pani e l'altare dei profumi.
Il Candelabro (Menorah)
Il candelabro, o menorah, era fatto d’oro puro e composto da sette bracci (tre per lato più quello centrale). Ogni braccio culminava in una coppa, all’interno della quale veniva bruciato dell’olio di oliva puro, che nell’Antico Testamento è spesso collegato allo Spirito Santo. La simbologia dietro la menorah è molteplice. Può rappresentare la saggezza, la luce di Cristo che illumina la nostra vita, come anche la luce dello Spirito, che ci guida per tornare alla presenza di Dio.

La Tavola dei Pani di Presentazione
Il secondo dei tre oggetti del luogo santo è il tavolo dei pani. Era fatto di legno d’acacia ricoperto d’oro puro. Ogni settimana, il sacerdote cuoceva 12 pagnotte di pane non lievitato, che poneva poi sul tavolo dei pani nel giorno del riposo (sabato). Il pane simboleggiava le dodici tribù d’Israele e la sua alleanza con il Signore. Il pane vecchio veniva poi spezzato e consumato dal sacerdote in un atto di comunione fra la divinità e il popolo d’Israele. Allo stesso modo, tale rito era un ulteriore modo per essere riconciliati con Dio. Gesù Cristo stesso, durante l’ultima cena, prese del pane e lo spezzò affinché i discepoli potessero ricordarsi del Suo sacrificio.
L'Altare dei Profumi
L’altare dei profumi era posto nel luogo santo davanti al velo che separava questo dal Santo dei Santi. Era fatto di legno d’acacia e ricoperto d’oro. Il sacerdote prendeva dei carboni dall’altare delle offerte e bruciava sali e profumi sull’altare dei profumi, ogni mattina e ogni sera. La combustione dell’incenso serale segnava la conclusione del servizio sacrificale quotidiano. Mentre il sacerdote bruciava l’incenso, offriva la benedizione sacerdotale. L’altare degli incensi rappresentava il luogo delle preghiere nel tabernacolo, un simbolo delle preghiere che salgono a Dio.
Il Luogo Santissimo: La Presenza Divina e l'Espiazione
Il Luogo Santissimo era il cuore del tabernacolo, il luogo dove dimorava la presenza più intensa di Dio.
Il Velo
Il velo che separava il luogo santo dal santo dei santi era decorato con dei cherubini e serviva a nascondere la presenza di Dio da chiunque si trovasse all’interno del tabernacolo. Era cucito con tessuti di colore blu, viola e rosso, gli stessi presenti sulle tende di ingresso e i paramenti del sommo sacerdote. Solo il sommo sacerdote poteva entrare in questo luogo, una volta all'anno, nel Giorno dell'Espiazione, con timore e tremore e vestito di una tunica di lino bianca. La santità di questo luogo era tale che Dio aveva detto a Mosè: "Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo santo" (Esodo 3:5). La Parola di Dio dice: "Tu sei troppo puro di occhi per guardare il male" (Abacuc 1:13), quindi la Sua presenza non può essere contaminata da alcuna traccia di peccato o imperfezione.
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L'Arca dell'Alleanza e il Suo Contenuto
L’Arca dell’Alleanza era un contenitore costruito con legno di acacia e coperto in oro, sia internamente che esternamente, situato all’interno del santo dei santi. La sua duplice natura, legno e oro, è figura di Cristo, che è sia umano che divino. Essa aveva due funzioni principali: era vista come il trono del Signore, il quale stava seduto tra i due cherubini del propiziatorio, e come deposito dell’alleanza (da cui il nome). Al suo interno erano custoditi tre elementi, ognuno con un profondo significato simbolico:
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Le Tavole della Legge: Rappresentavano ciò che esige un Dio santo e giusto. La Legge porta alla conoscenza del peccato, ma non salva. Gesù Cristo ha adempiuto la Legge perfettamente, "inchiodandola alla croce" (Colossesi 2:14), offrendo così riposo da essa. Il suo essere stato riposto nel cuore dell'arca indica che Cristo serbava, conservava e osservava la Legge in modo eccellente.
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Il Vaso con la Manna: Simbolo della provvidenza divina e del nutrimento spirituale. La manna era il "pane disceso dal cielo" che sostenne Israele nel deserto. È una prefigurazione di Cristo stesso, il "pane vivo disceso dal cielo" (Giovanni 6:51), che è il segreto di una completa soddisfazione dell’anima e viene chiamato nell'Apocalisse "la manna nascosta" (Apocalisse 2:17).
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Il Bastone di Aronne Germogliato: Questo bastone, privo di vita, fiorì e portò frutto quando fu posto davanti a Dio (Numeri 17). Simboleggia la risurrezione e la vita che viene dalla morte, prefigurando Cristo, che è la risurrezione e la vita (Giovanni 11:25), la via, la verità e la vita (Giovanni 14:6).
Il Propiziatorio (Kapporet)
Il contenitore dell'Arca era coperto da una lastra d'oro massiccio, chiamata propiziatorio o "seggio della misericordia", alla cui sommità erano situati due cherubini. Questa "copertura" era il luogo di espiazione, dove si realizzava la remissione completa del peccato attraverso il sangue asperso dal Sommo Sacerdote. Il propiziatorio simboleggia la pura grazia di Dio e il riposo di Dio, trovato nella Persona e nell’opera del Signore Gesù Cristo. La sua permanenza sopra l'Arca, fissata dagli anelli e dalle stanghe che non dovevano essere rimosse (Esodo 25:15), garantiva un ministero permanente e una grazia costante a favore del popolo. È lì, sul propiziatorio, che Dio incontra l'uomo nella Sua misericordia, diventando un Trono della Grazia accessibile a noi tramite Cristo Gesù.
Insegnamenti Spirituali dal Tabernacolo Mosaico
Esaminando i dettagli del Tabernacolo di Mosè, emergono insegnamenti spirituali profondi:
- L'Offerta di Cuore: Dio accetta solo offerte fatte di buon cuore, sottolineando l'importanza dell'intenzione e della disposizione interiore più che del dono materiale.
- Il Corpo come Tempio di Dio: Come allora al popolo Ebreo, anche oggi a noi è richiesto di offrire noi stessi - attraverso adorazione, obbedienza, e fedeltà - per diventare "il Tempio di Dio".
- Conformità alla Parola Divina: È fondamentale che ogni cosa sia fatta conforme alla Parola di Dio, mettendola in pratica nella vita quotidiana.
- Centralità e Ordine Divino: L'ordine nella disposizione del campo e la posizione centrale del Tabernacolo rispetto al popolo indicano che Dio deve essere al centro di ogni cosa nella nostra vita.
- Entrare per Comprendere: Il recinto del Tabernacolo, con la sua altezza, suggeriva che per comprendere l'opera di Dio è necessario "entrare", simboleggiando l'adesione alla Chiesa e alla fede.
- La Via alla Presenza di Dio: Ogni elemento del Tabernacolo, dalle porte all'altare, dai veli all'Arca, conduce a Cristo Gesù. Lui è la "porta" e la "via" che permette all'umanità di tornare alla presenza di Dio, purificata e redenta.
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