Il Significato della Pentecoste e della Sua Vigilia
Lo spazio gioioso dei cinquanta giorni pasquali si corona con la domenica di Pentecoste che celebra l’effusione dello Spirito, dono del Risorto, e la nascita della Chiesa. Il Tempo di Pasqua trova il suo sigillo in questa solennità. La Veglia di Pentecoste è un tempo privilegiato per riscoprirsi Chiesa radunata, in ascolto e in preghiera, capace di invocare insieme: “Vieni, Spirito Santo”. Entrati nella vigilia di Pentecoste, sull’esempio degli apostoli e dei discepoli che con Maria, Madre di Gesù, perseveravano nella preghiera nell’attesa dello Spirito promesso dal Signore, la comunità è invitata ad ascoltare con cuore disponibile la parola di Dio. Si medita sulle opere realizzate da Dio per il suo popolo e si prega affinché lo Spirito Santo, che il Padre ha inviato ai credenti come anticipazione, porti a compimento la sua opera nel mondo.

Lo Spirito Santo: Vento, Fuoco e Alito di Vita
Lo Spirito Santo è la più inafferrabile delle Persone della Santissima Trinità, talmente inafferrabile da non avere nemmeno un nome capace di definirlo. Nello stesso tempo è forza, energia, alito di vita. È colui che anima la creazione fin dalle origini, aleggiando sulle acque di una terra informe e deserta (Gen 1,2), e trasforma la creatura in una persona, fatta a immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gen 1,26). Lo Spirito Santo, infatti, è il respiro di Dio comunicato all’uomo, che abita dentro di lui e lo rende capace di amare e di rivolgersi a Dio chiamandolo con il dolce nome di Padre.
Il Vento: Simbolo di Forza e Presenza Divina
La nostra esperienza del vento richiama l'idea del movimento, del dinamismo, della forza. Il vento soffia, sposta, solleva, scompiglia i capelli, fa cadere le foglie dagli alberi. Esso non è, però, soltanto un simbolo di energia, ma evoca in noi altri tipi di sensazioni: il vento è ristoro nella calura, accarezza le fronde, fa cantare il mare. Anche la Scrittura conosce questa duplice dimensione del vento come segno della presenza di Dio, ma anche della sua azione potente a favore degli uomini. Israele, in fuga dall'Egitto, sperimenta l'aiuto di JHWH che, durante la notte, risospinge il mare con un forte vento d'Oriente e lo rende asciutto, permettendo così al popolo di fuggire (cfr. Es 14,21-22). Ed è sempre il vento che rivela la presenza del Dio trascendente, una presenza ora forte e dirompente, altre volte silenziosa e impercettibile. Lo Spirito è vento e fuoco, gioia e bellezza e così si vuole celebrarlo.

Il Fuoco: Manifestazione della Presenza di Dio
Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?". Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: "Mosè, Mosè!". Questo evento prefigura l'apparizione delle lingue come di fuoco che, dividendo si posarono su ciascuno dei presenti il giorno di Pentecoste, colmandoli di Spirito Santo.

L'Alito di Vita: Creatore e Rinnovatore
In quei giorni, la mano del Signore fu sopra il profeta Ezechiele e il Signore lo portò fuori in spirito e lo depose nella pianura che era piena di ossa, facendolo passare accanto ad esse da ogni parte. Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite. Il Signore gli disse: «Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annuncia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete. Saprete che io sono il Signore». Il profeta profetizzò come gli era stato ordinato; mentre profetizzava, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardò, ed ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell'uomo, e annuncia allo spirito: Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Il profeta profetizzò come gli era stato comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: «Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la casa d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annuncia loro: Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò».

Le Radici Bibliche della Pentecoste: Un Percorso attraverso la Storia della Salvezza
La Veglia di Pentecoste è una celebrazione prolungata che, come la Veglia Pasquale, ripercorre le tappe fondamentali della storia della salvezza, culminando nell'effusione dello Spirito. Attraverso letture dall'Antico e Nuovo Testamento, si rivela la continuità dell'opera divina.
Dagli Atti degli Apostoli: L'Effusione dello Spirito
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Il Re dei Re - Pentecoste
Le Letture dell'Antico Testamento: Premesse e Profezie
Le prime quattro letture della Veglia sono tratte dall'Antico Testamento e sono "luoghi" di rivelazione dello Spirito Santo, ciascuno con una specifica orazione che ne esprime il significato.
La Confusione delle Lingue e l'Unità dello Spirito (Genesi 11,1-9)
Tutta la terra aveva un'unica lingua e uniche parole. Emigrando dall'oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un'unica lingua; questo è l'inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. La si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra. Questa lettura, seguita da un Salmo responsoriale (Salmo 33,10-15) e un'orazione, introduce il tema della divisione e della ricomposizione nell'unità dello Spirito.
- Orazione:
Venga su di noi, o Padre, il tuo santo Spirito, e con la sua potenza abbatta le barriere che dividono i popoli: sulla terra si formi una sola famiglia e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

L'Alleanza sul Monte Sinai (Esodo 19,3-8a.16-20b)
In quei giorni, Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: "Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa". Queste parole dirai agli Israeliti». Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell'accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall'accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce. Questa lettura è accompagnata da un Salmo responsoriale (Salmo 19,8-12 o Daniele 3,52-56) e un'orazione.
- Orazione:
O Dio dell'alleanza antica e nuova, che ti sei rivelato sulla santa montagna e nel fuoco della Pentecoste, accendi in noi la fiamma del tuo amore, perché la Chiesa, radunata da tutti i popoli, accolga con gioia la legge eterna del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

La Restaurazione d'Israele (Ezechiele 37,1-14)
La visione delle ossa inaridite, a cui viene infuso lo spirito per rivivere, simboleggia la restaurazione e la nuova vita del popolo di Dio. Il Salmo 107,2-9 o un canto di lode segue questa lettura, con l'orazione specifica.
- Orazione:
Esulti sempre il tuo popolo, o Dio, per la rinnovata giovinezza nello Spirito Santo, e come ora si allieta per la dignità filiale ritrovata, così attenda nella speranza il giorno glorioso della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
La Profezia dell'Effusione dello Spirito (Gioele 3,1-5)
In questa lettura si ascolta la promessa profetica: «Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo». Questa profezia, centralissima per il significato della Pentecoste, è seguita dal Salmo 104,1-2.24-25.27-30 o da un canto di lode e da un'orazione.
- Orazione:
Compi, o Signore, la tua promessa su di noi, perché lo Spirito Santo con la sua venuta ci renda davanti al mondo testimoni del Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

La Celebrazione Liturgica della Veglia di Pentecoste
Il Messale Romano offre uno schema dettagliato della veglia e le orazioni da dirsi dopo le singole letture. La Terza edizione italiana del Messale specifica in modo puntuale lo svolgimento di questa celebrazione prolungata, anche prevedendo l'inserimento dei Vespri. Accanto alla possibilità della Messa vespertina, è disponibile anche uno schema di celebrazione non eucaristica, realizzato dall'Ufficio Liturgico in sinergia con il Servizio per l’Ecumenismo. Questo sussidio può essere utilizzato così com'è oppure adattato liberamente secondo le esigenze delle comunità. La Veglia di preghiera potrà trovare opportuno contesto anche nella celebrazione comunitaria della Liturgia delle ore, valorizzando i Primi Vespri della solennità di Pentecoste, con la possibilità di arricchirne la struttura.
Struttura della Veglia
Il lezionario prevede sei letture: quattro tratte dall'Antico Testamento, un brano dal Nuovo Testamento (dalla Lettera ai Romani) e uno dal Vangelo di Giovanni. Tramite l'ascolto e la contemplazione della Parola, le letture diventano un luogo dove si manifesta lo Spirito Santo. I primi quattro "luoghi" hanno inizio con una lettura dall’Antico Testamento. Ogni lettura può essere seguita da un momento di riflessione, in cui si legge un breve commento o si lascia spazio a riflessioni preparate in precedenza o spontanee. Le persone presenti possono lasciar risuonare la Parola letta, per esempio ripetendo una frase che le ha particolarmente colpite o condividendo una riflessione personale sulla Parola ascoltata. Può seguire il salmo responsoriale previsto (cantato o recitato, assieme o a due cori) o un canto/una preghiera di lode. Ciascuno dei quattro "luoghi" può essere concluso con una preghiera. Per mantenere il carattere della celebrazione vigiliare, si può omettere non più di una lettura tratta dall’Antico Testamento (e quindi un solo "luogo"). I "luoghi" quinto e sesto, dedicati all'Epistola e al Vangelo, hanno uno svolgimento differente.
Elementi Caratteristici della Celebrazione
Altri elementi, inoltre, possono arricchire la celebrazione, prendendo spunto da schemi di Veglia diocesani, come un solenne inizio con incensazione del cero Pasquale e un testo prolungato di annuncio della Pentecoste. Anche il rito dell’aspersione richiama il Battesimo nello Spirito. Durante la liturgia della Parola si dà il giusto valore alla sequenza Veni Sancte Spiritus, un'accorata invocazione allo Spirito riconosciuto come consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolce sollievo, luce beatissima. Nella preghiera eucaristica si faccia la menzione della solennità e si ricorra alla formula solenne della benedizione.
Il Re dei Re - Pentecoste
Lo Spirito Santo: Promessa e Speranza per la Creazione e i Credenti
Fratelli, sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili per i credenti, guidando la loro speranza.
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