Il Periodo Pre-Quaresimale e l'Evoluzione della Quaresima

L'anno liturgico affianca la comunità cristiana e i singoli fedeli nella celebrazione del Mistero di Cristo. Dopo essere iniziato con la prima domenica di Avvento lo scorso 27 novembre 2022 e proseguito con il tempo di Natale fino alla celebrazione del Battesimo del Signore, esso continua con il periodo definito Tempo Ordinario, denominato anche "tempo fra l’anno". Questa denominazione non indica un tempo inferiore rispetto ad altri periodi, ma vuole indicare una celebrazione-contemplazione del mistero di Cristo non incentrata su un particolare evento, ma nella sua globalità.

La Liturgia della Parola nel Tempo Ordinario

La Liturgia della Parola delle domeniche del Tempo Ordinario ha come centro di riferimento il brano del Vangelo. In relazione a questo testo, viene scelta la prima lettura dall’Antico Testamento. La seconda domenica del Tempo Ordinario ha come brano del Vangelo un testo di Giovanni che fa riferimento alla manifestazione di Gesù come Messia. Dalla terza domenica in poi, viene letto, con lettura semicontinua, un brano del Vangelo sinottico che caratterizza l’anno in corso. La prima lettura propone un brano dell’Antico Testamento, scelto in riferimento al testo del Vangelo, mentre la seconda lettura, dal Nuovo Testamento, è una lettura semicontinua delle lettere di Paolo e di Giacomo.

In questo anno liturgico, la seconda lettura delle prime domeniche è presa dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. È da notare che il brano proposto non ha un preciso riferimento con le altre due letture. Nei giorni feriali delle settimane del Tempo Ordinario, la Liturgia della Parola è costruita secondo un particolare schema. Il brano del Vangelo è preso dai tre evangelisti sinottici proposti in quest’ordine: Marco (settimane 1-9), Matteo (settimane 10-21) e Luca (settimane 22-34).

La prima lettura, invece, corrisponde, nella mente di chi ha strutturato la Liturgia della Parola, all’obiettivo di far ascoltare in due anni i brani più significativi sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. I due anni sono definiti Anno I (dispari) e Anno II (pari). Nel corrente anno, lo schema è quello proposto per l’anno dispari. Per la celebrazione liturgica della Messa è in uso un proprio Lezionario feriale. Nell’alternanza tra i due Testamenti, in alcune settimane si ascolteranno prima brani dalla lettera agli Ebrei (per quattro settimane) e poi si passerà al libro della Genesi dai capitoli 1-11 (per due settimane). Nella settima settimana, nei primi giorni fino al Mercoledì delle Ceneri, saranno proclamati brani dal libro del Siracide.

Per una migliore comprensione dei brani proposti nella prima lettura dei giorni feriali del Tempo Ordinario, e non solo, è opportuno cercare il contesto dal quale sono stati presi. Una visione prima della Messa o una lettura in ambito personale o familiare sarebbe senz’altro utile. Un altro suggerimento è leggere un'introduzione al libro dal quale i brani sono tratti.

Calendario liturgico cattolico con evidenziato il tempo ordinario

Le Antiche Preparazioni alla Quaresima: Le Domeniche di Settuagesima e Le Quattro Tempora

Nel corso del VI secolo, la settimana che precede la prima domenica di Quaresima fu annessa alla Quaresima stessa. Verso la fine dello stesso secolo e gli inizi del VII, vennero aggiunte due altre domeniche, la Settuagesima e la Sessagesima, formando il Tempo di Settuagesima. Questo periodo, che comprendeva queste tre domeniche, è stato abolito nel Rito Romano (forma ordinaria), per cui la Quaresima inizia oggi direttamente con il Mercoledì delle Ceneri.

Le Quattro Tempora

All’inizio di ogni stagione o al chiudersi di quella precedente, la Chiesa da secoli ha seguito l’usanza di offrire a Dio le primizie e con esse anche le primizie del nostro cuore: digiuno ed elemosina. L’istituzione di queste celebrazioni di digiuno, offerta, ringraziamento e preghiera è attribuita a papa Callisto I (III sec.) che circoscrisse i tradizionali digiuni settimanali (ogni mercoledì, venerdì e sabato) alle sole ferie della mietitura (all’inizio dell’estate), della vendemmia (all’inizio dell’autunno, la settimana prima dell’equinozio) e della raccolta delle olive (nella settimana prima del solstizio d’inverno).

In ultimo furono aggiunte anche le Tempora di primavera (nella prima settimana di Quaresima), e Papa Gelasio (V secolo) stabilì che in questi giorni si facessero anche le ordinazioni dei sacerdoti. Perciò il mercoledì e il venerdì si faceva la statio con la lettura comunitaria di testi sacri e la celebrazione eucaristica; nella notte tra il sabato e la domenica si celebrava una lunga veglia seguita all’alba dalla Santa Messa con le ordinazioni sacerdotali. Quando le vigilie e l’Eucaristia furono anticipate durante la giornata del sabato, fu necessario celebrare una Santa Messa.

Si vennero così a creare le celebrazioni e i digiuni delle Quattro Tempora con due intenzioni particolari: offrire a Dio le primizie di ogni stagione e chiedere il dono di ministri secondo la Sua volontà. Oggi, nelle nostre società sempre meno legate al lavoro agricolo e al contatto con la terra e le sue stagioni, la celebrazione delle Quattro Tempora è sconosciuta a molti. Tuttavia, anche oggi la forma ordinaria del Rito Romano prevede che l’inizio delle quattro stagioni possa essere ricordato il mercoledì, il venerdì e il sabato dopo la III domenica di Avvento (Inverno), dopo la III domenica di Quaresima (Primavera), dopo la domenica della Santissima Trinità (Estate) e dopo la III domenica di settembre (Autunno).

La Chiesa, infatti, suggerisce che «La tradizione delle «Quattro Tempora», originariamente legata alla santificazione del tempo nelle quattro stagioni, può essere opportunamente ravvivata con momenti di preghiera e di riflessione» con l'offerta votiva, segno e primizia della stagione.

Rappresentazione storica delle Quattro Tempora con scene di digiuno e preghiera

La Quaresima: Definizione, Origini ed Evoluzione

La Quaresima è il periodo di quaranta giorni che prepara alla celebrazione della Pasqua. Nel Rito Romano, essa inizia con il Mercoledì delle Ceneri, mentre nel Rito Ambrosiano, con la domenica successiva. I primi accenni diretti a un periodo pre-pasquale risalgono al principio del IV secolo in Oriente e alla fine dello stesso in Occidente. Una prassi penitenziale preparatoria alla Pasqua col digiuno, però, aveva cominciato ad affermarsi fin dalla metà del II secolo.

L'etimologia latina quadragesima dies sottolinea il quarantesimo giorno di preparazione in vista della principale festa dell'intero anno liturgico, che è appunto la Pasqua della Resurrezione del Signore. La Didaché prescrive un digiuno prima del Battesimo, da effettuarsi da parte del battezzando, del ministro e da "altri che sono in grado di farlo", auspicando che i membri della comunità digiunino con coloro che stanno per essere battezzati.

Evoluzione Storica

A Roma, la domenica e il venerdì prima di Pasqua erano detti De Passione, e il mercoledì e il venerdì della stessa settimana erano giorni aliturgici. Nel V secolo, il racconto della passione veniva letto la domenica, il mercoledì e il venerdì. Nel corso del IV secolo, si organizzò una preparazione pasquale di tre settimane. La terza domenica prima di Pasqua (escludendo la Pasqua stessa) era detta Dominica in mediana, una denominazione tipicamente romana.

L'allungamento del periodo preparatorio da tre a sei settimane iniziò un po' prima del 384. Le sei settimane avevano carattere prevalentemente ascetico, per l'introduzione della prassi della riconciliazione dei penitenti il Giovedì Santo, dopo quaranta giorni - da qui il nome di Quadragesima - di preparazione, come testimoniato da Pietro di Alessandria († 311). I penitenti iniziavano la loro preparazione la prima domenica di queste sei settimane. Nelle testimonianze più antiche si nota un uso abbastanza frequente del Vangelo secondo Matteo, che veniva letto seguendo grosso modo l'ordine dei capitoli.

Inizialmente, la celebrazione avveniva solo nei giorni di domenica, mercoledì, venerdì e sabato. Successivamente, venne introdotta la celebrazione del lunedì e del martedì. Con Gregorio II (715-731), si iniziò a celebrare anche il giovedì. Verso la fine del V secolo, ebbe inizio la celebrazione del mercoledì e del venerdì precedenti la Quaresima (che fino ad allora iniziava con la prima domenica) come se ne facessero parte.

Carattere e Spiritualità della Quaresima

Il duplice carattere della Quaresima - il quale, soprattutto mediante il ricordo o la preparazione al battesimo e mediante la penitenza, invita i fedeli all'ascolto più frequente della Parola di Dio e alla preghiera e li dispone così a celebrare il mistero pasquale - è posto in maggior evidenza sia nella liturgia che nella catechesi liturgica. Inoltre, è stata resa più abbondante la selezione dei testi biblici.

Il senso autentico della Quaresima si coglie nella luce del Mistero Pasquale, che viene celebrato nel solenne Triduo Pasquale e dei Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana che in esso hanno la loro più propria collocazione. Le pratiche quaresimali includono l'astinenza dalle carni (magro) il venerdì, che al principio era segno di povertà, essendo nell'antichità il pesce più economico della carne, e la carità, poiché la Quaresima è tempo di più forte impegno di carità verso i fratelli.

Immagine simbolica della Quaresima con elementi di digiuno, preghiera e elemosina

Le Peculiarità della Quaresima nel Rito Ambrosiano

Il Rito Ambrosiano non ha mai conosciuto il Mercoledì delle Ceneri come inizio del tempo quaresimale: in quel giorno, nelle diocesi ambrosiane, si è ancora in pieno carnevale. Il periodo conservato nelle diocesi ambrosiane è calcolato utilizzando il metodo pre-medioevale di quaranta giorni che partono dalla sesta Domenica prima di Pasqua fino al Triduo Pasquale escluso, che inizia appunto con i vespri del Giovedì Santo. I fedeli ricevono le Ceneri il primo lunedì di Quaresima, che è il giorno proprio delle ceneri, ma per ragioni pastorali possono essere amministrate al termine della Messa della I domenica.

Un altro elemento vigiliare si ritrova nella domenica, nella lettura di annuncio della Risurrezione. I giorni feriali quaresimali hanno un forte carattere penitenziale. La quinta settimana, invece, in vista della Settimana Autentica, introduce al tema della Passione. La prima lettura dei giorni feriali, tratta sempre brani presi dai libri storici dell'Antico Testamento e presenta varie figure di giusto sofferente, come anticipazione profetica di Cristo. La veglia in Traditione Symboli porta con sé i tratti antichi della passione della Chiesa nel consegnare il dono della fede ai catecumeni e alle giovani generazioni. È compito e missione dei discepoli di Gesù trasmettere quanto hanno ricevuto ed è compito e missione che richiede passione e dedizione.

I Venerdì Aliturgici

Una delle particolarità del rito ambrosiano in questo tempo è quella dei cosiddetti venerdì aliturgici, cioè senza liturgia eucaristica. La proibizione di celebrare la Santa Messa e di distribuire la Santa Comunione nei venerdì di Quaresima fa parte dell'estrema accentuazione del carattere penitenziale della Quaresima: si arriva alla coscienza dolorosa della propria indegnità e all'esperienza, che sa di morte, della perdita del Dio vivo.

In questi giorni, nelle chiese, sull'altare maggiore, si colloca una grande croce di legno, con il sudario bianco sul patibolo, simbolo del Calvario e segno di lutto e di abbandono. La liturgia eucaristica in Quaresima era celebrata al calar del sole; poiché di venerdì la preghiera vespertina si prolungava con una veglia composta di salmi, letture e orazioni che, di fatto, terminavano con una celebrazione eucaristica quando ormai spuntava l'aurora del sabato, il venerdì restava privo della celebrazione della Messa.

Nei Vespri della prima domenica di Quaresima si canta ancora l'Alleluia; ciò perché fino al tempo di San Carlo Borromeo la liturgia di quella domenica si svolgeva in paramenti bianchi, quasi a chiusura del tempo di Natale. I venerdì di Quaresima sono di magro, e il venerdì che segue la I Domenica di Quaresima è anche di digiuno. Sono vietate le celebrazioni di qualsiasi festa e solennità, ad eccezione delle solennità di San Giuseppe (19 marzo) e dell'Annunciazione del Signore (25 marzo), che sono celebrate anche se cadono di venerdì. Non sono celebrate le memorie dei Santi.

tags: #si #svolge #quattro #settimane #prima #della