L'Altare Piramidale Megalitico di Monte San Martino: Un Enigma Preistorico negli Appennini

Nelle suggestive propaggini dell'Appennino, in una zona ricca di reperti megalitici, si trova un sito archeologico di notevole interesse: un grande monolito dalla caratteristica struttura piramidale. Gli archeologi stimano che quest'area fosse abitata a partire da venticinquemila anni fa da insediamenti umani Cro-Magnon di ceppo ligure. Queste popolazioni, giunte dal centro dell'Africa del nord quando era ancora ricoperta da grandi foreste, stavano colonizzando le parti dell'Europa libere dalle nevi delle grandi glaciazioni, lasciando a testimonianza dei loro culti e del loro passaggio monumenti megalitici di ogni genere. Probabilmente, la piramide del Monte S.Martino appartiene a questa cultura itinerante.

Caratteristiche e Lavorazione del Monolito

Il monolito presenta quattro lati e un'altezza di circa dieci metri, con i lati della base stimati mediamente di circa undici metri ciascuno. Pur appartenendo alle opere della cultura megalitica, questo masso non rientrerebbe nella catalogazione delle piramidi europee se non per il fatto che la sua forma è in parte artificiale, ricavata a seguito di un preciso lavoro di modellamento della pietra. Ciò costituisce un'evidente prova del significato culturale che gli antichi costruttori attribuivano alla forma della piramide e della loro intenzione di realizzare una struttura corrispondente. Si ipotizza che per la sua realizzazione sia stato utilizzato un masso che già in origine presentava una forma adatta, e che l'intervento umano sia stato solamente parziale. La lavorazione dei megaliti, spesso con l'utilizzo di massi grezzi spaccati con strumenti litici o tecniche più raffinate come l'uso di filo elicoidale, potrebbe aver preceduto la scoperta dei metalli, spostando la datazione di tali opere molto indietro nel tempo. Non va dimenticato che in tutti i continenti ci sono segni di estrema antichità.

Ricostruzione artistica dell'altare piramidale megalitico con le coppelle visibili

Simbolismo e Sacralità: Le Coppelle e le Stelle

Il masso è ricoperto da varie coppelle, piccoli incavi sulla superficie, che gli attribuiscono il ruolo di sito sacro per i suoi antichi edificatori. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che queste coppelle possano essere disposte secondo una precisa carta stellare che illustrava il cielo di 15000 anni a.C., testimoniando lo stato di avanzata cultura di questi popoli. Sulla parete ad Est del monolito, in particolare, si distinguono nettamente tre coppelle che, secondo alcuni, rappresentano le stelle della cintura della costellazione di Orione. Questa specifica posizione si ritrova abbastanza raramente raffigurata sui massi della cultura megalitica, e un raro esempio in Italia è il "Masso di Fornelli" in Piemonte, che, con un simbolo trilite di coppelle, è anch'esso deputato ad esprimere la grande spiritualità del luogo. La presenza di queste coppelle rafforza ulteriormente il ruolo di sacralità rivestito dalla piramide preistorica. È interessante notare come nella zona siano rimasti ancora vivi antichi culti dell'"Antica Religione", e le leggende medievali del luogo parlino sovente di streghe e di maghi, riflettendo la presenza di sciamani che hanno operato e che tuttora sono presenti nel tessuto sociale di quelle zone piacentine.

Confronto tra Leggende Locali e Ipotesi Archeologiche

La presenza del masso piramidale, che si mostra alieno rispetto al paesaggio circostante, è spesso spiegata dagli anziani del luogo con un racconto frettoloso: circa una trentina di anni fa sarebbe caduto, franando dalla vicina montagna e mantenendo la stessa posizione che aveva sul fianco della stessa. Tuttavia, questa è una narrazione inverosimile, poiché la distanza dalla parete della montagna di S.Martino è troppo lontana per aver fatto giungere il pesante masso nella posizione che occupa tuttora. È molto più probabile che la cultura cristiana attuale abbia dimenticato le proprie antiche radici, cercando una spiegazione "razionale", per quanto puerile, a un evento altrimenti inspiegabile.

Fenomeni simili si sono verificati altrove: gli abitanti dell'Isola di Tenerife, nelle Canarie, e quelli della valle dell'Alcantara, in Sicilia, per lungo tempo hanno giustificato la presenza delle grandi piramidi ereditate dalla storia vicino alle loro case, considerandole semplicemente ammassi di sassi tolti dai contadini dai loro campi per coltivarli, prima delle indagini archeologiche. Tuttavia, si può ipotizzare che il racconto degli anziani del piacentino, che insistono nel dire che il masso si trova nell'esatta posizione che occupava sulla montagna, non sia altro che la memoria tramandata nel tempo di un masso trasportato espressamente dalla montagna per farlo troneggiare nella grande pianura oggi occupata dai vigneti.

Mappa che indica la posizione dei siti megalitici nell'Appennino ligure-piacentino

Un Complesso Cultuale Più Vasto

Il masso piramidale non è l'unico reperto di interesse in quest'area. La prospezione satellitare ha rivelato la presenza di altri numerosi monoliti semisepolti nel terreno circostante. Ciò suggerisce che potrebbe benissimo trattarsi di un grande luogo di culto dell'antichità, realizzato dagli uomini del tempo e oggi ancora non completamente indagato. La cultura Cro-Magnon, sorprendentemente diffusa in tutto il mondo, solleva interrogativi sull'esistenza di una zona di irradiazione originaria del megalitismo e sulla possibilità di lunghi viaggi per mare in epoca preistorica, ipotesi che, sebbene spesso negata, non manca di indizi contrari.

tags: #altare #piramidale #megalitico #di #monte #san