Il digiuno quaresimale, in preparazione della Pasqua, era in passato un obbligo religioso particolarmente sentito che, nel corso degli ultimi decenni, ha perso sempre più importanza. La stessa Chiesa, in riferimento a questo periodo di ristrettezze a tavola e di penitenza in generale, ha specificato che “il digiuno e l’astinenza rientrano in quelle forme di comportamento religioso che sono continuamente soggette alla mutazione degli usi e dei costumi”. Questo è quanto scritto in una nota redatta dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nel 1994, intitolata Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza. Non si tratta solamente di mettere in pratica o meno questi precetti, o di credere o meno, ma potresti scoprire che al giorno d’oggi non sono così lontani da quelli di un corretto comportamento alimentare.

Il Senso della Quaresima e l'Evoluzione delle Regole
La religione cattolica cristiana considera la Quaresima un periodo liturgico della durata di 40 giorni, che precede e termina con la Pasqua cristiana, importante solennità in cui si celebrano la Resurrezione di Gesù Cristo e il riscatto dei peccati dell'umanità. Si fa riferimento ai quaranta giorni che Gesù Cristo passò nel deserto, digiunando e combattendo le tentazioni di Satana. È un momento di penitenza e purificazione, anche a tavola, durante il quale limitare l’assunzione di cibo si associa a questa ricorrenza come azione di purificazione dai peccati in attesa della Resurrezione.
L'autorità ecclesiastica ha normato il digiuno e l'astinenza con regole che in tempi recenti hanno come punto di riferimento la Paenitemini, ovvero la costituzione apostolica di Papa Paolo VI redatta nel 1966 dopo il Concilio Vaticano II, il Codice di Diritto Canonico e la nota della CEI del 1994. Tutto ruota attorno al concetto di penitenza, strettamente legato, come si legge nei documenti, “alla richiesta di perdono per i peccati, dell’implorazione dell’aiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre”. Fino a qualche decennio fa si rispettavano restrizioni abbastanza rigide, ma le nuove disposizioni che dal XX secolo regolano questo momento di penitenza sono molto più permissive dal punto di vista degli alimenti
Digiuno e Astinenza: Cosa Prescrive la Chiesa Cattolica
Definizione di Digiuno e Astinenza
Nella Chiesa cattolica, il digiuno è una pratica di autodisciplina con finalità penitenziale. Nel contesto della Quaresima, si riferisce alla riduzione dell’assunzione di cibo e alla limitazione del numero di pasti. Il digiuno quaresimale consiste nel fare un unico pasto durante la giornata, in genere il pranzo, potendo però mangiare qualcosa al mattino e alla sera, sotto forma di due piccoli spuntini. Durante la giornata si possono però assumere bevande come acqua, tè, tisane.
L'astinenza, invece, si riferisce all'astensione dalla carne. Secondo quanto riportato nell’Antico Testamento, l’astinenza dalla carne è un modo simbolico per rinunciare a una forma di piacere. Il quarto dei Cinque precetti generali della Chiesa recita: «In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno».
Che cos'è la Quaresima?
Giorni Specifici di Osservanza
Secondo i dettami della Chiesa cattolica, i giorni stabiliti in cui non si mangia carne e si deve osservare il digiuno come segno di penitenza sono il Mercoledì delle Ceneri, che è il primo giorno di Quaresima, e il Venerdì Santo, l'ultimo venerdì prima di Pasqua. In questi giorni, le regole del digiuno consentono ai cattolici di consumare solo un pasto completo e due pasti più piccoli che, combinati, non corrispondono a un pasto normale.
Inoltre, i cattolici non possono mangiare carne in tutti i venerdì di Quaresima; in questi giorni è consentito consumare tre pasti completi ma senza carne. Nel rito ambrosiano, l'astinenza è indicata a partire dal primo venerdì di Quaresima. Quanto al Sabato Santo, l'astensione e il digiuno sono solo “consigliati”.
Chi è Tenuto all'Osservanza e Chi è Esonerato
- Il digiuno quaresimale è tenuto ad osservarlo chiunque abbia un'età compresa tra i 18 e i 59 anni, in buone condizioni di salute.
- La sola astinenza dalla carne si pratica a partire dai 14 anni in su.
- Sono esenti dal digiuno e dall'astinenza: i bambini, gli adulti con malattie fisiche e mentali, le donne incinte e quelle che allattano. L’USCCB (Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti) sottolinea che “dovrebbe prevalere il buon senso” e che nessuno dovrebbe mettere a rischio la propria salute per digiunare. Il Diritto Canonico prevede che per i bambini piccoli che non digiunano, i genitori debbano comunque comunicare il significato e la penitenza.
Alimenti Ammessi e Proibiti: Il Perché delle Regole
Perché la Carne è Proibita
Privarsi della carne rientra nelle consuetudini in quanto considerata un alimento sinonimo di abbondanza e di celebrazioni. Tommaso d’Aquino, nella sua Summa Theologiae, scriveva che mangiare carne rossa portava piacere, e quindi eliminarla sarebbe una dimostrazione di maggior sacrificio. Questo piacere deriverebbe anche dalle carni bianche, come quelle di pollo, che è escluso dai cibi ammessi perché è un animale a sangue caldo, a differenza dei pesci. Lo stesso termine Carnevale, quando eccessi a tavola (e non solo) sono consentiti, deriverebbe dal latino “carnem levare”, cioè togliere la carne, cominciando dal giorno dopo il Martedì Grasso, ovvero il Mercoledì delle Ceneri.

Perché il Pesce è Concesso
In passato, vigeva la distinzione tra i cosiddetti “giorni di grasso” (in cui era protagonista la carne, compreso il pollame e i suoi derivati come latticini e uova) e “giorni di magro”, dove compariva il pesce. Quest’ultimo rientrava all’interno di pietanze povere, facilmente reperibili, ma comunque nutrienti. L’astinenza dal cibarsi di carne risale all'antichità: si praticava perché si riteneva che il suo consumo stimolasse le passioni, sia per un motivo di natura penitenziale.
Altri Alimenti e Consigli di Sobrietà
Le nuove disposizioni della Chiesa, pur essendo più permissive, evocano sobrietà: niente ingredienti costosi o ricercati, porzioni generose e preparazioni elaborate (vale anche per le bevande). Si dovrebbero evitare quei comportamenti che ledono non solo il singolo, ma anche la società, come il consumo sovrabbondante di cibo che porta allo spreco e il bere e il fumare in eccesso, come si legge nel documento della CEI del 1994. In linea di massima, i cristiani praticanti seguono un'alimentazione leggera, a base soprattutto di cibi semplici e poco elaborati, con anche momenti di astinenza e di digiuno.
- Nei giorni stabiliti non si mangia la carne rossa e bianca.
- Uova e latticini non sono proibiti, ma si consumano con moderazione (fino all'inizio del XX secolo erano richiesti espressamente di privarsene).
- Il pesce è ammesso, a patto che non sia economico e cucinato in maniera poco elaborata.
- Via libera a verdure, cereali e legumi, sempre in piatti non ricercati, ma semplici.
- Sono vietate quelle bevande, così come quei cibi, che si considerano ricercati e costosi.
Friggere in Quaresima: La Tradizione e le Possibilità Attuali
Il Contesto Storico e il Divieto della Frittura con Strutto
La questione della frittura in Quaresima ha radici profonde nelle tradizioni popolari. In lingua perugina si dice “Per quarantasei giornate nun se fòn più le frittate”. La spiegazione si richiama alla diffusa abitudine di friggere usando non l’olio, ma lo strutto. Ed essendo questo un grasso animale, si violava l’obbligo dell’astensione dalle carni nel periodo quaresimale. Da qui derivava il divieto. Addirittura esisteva nelle campagne la diffusa abitudine di incartare la padella di frittura e attaccarla al chiodo in cucina.

Le Fritture Oggi: Olio Vegetale e Pesce
Alla luce delle attuali interpretazioni e della disponibilità di oli vegetali, la situazione è cambiata. Dato che si serve pesce anziché carne, la frittura di pesce è un’ottima opzione per i venerdì di Quaresima. Poiché la Quaresima è una stagione radicata nella penitenza, un pasto modesto nella tua parrocchia è probabilmente un’opzione migliore di un sontuoso banchetto di pesce in un ristorante di lusso. Questo significa che, purché si utilizzi un grasso vegetale (olio) e si frigga pesce o altri alimenti consentiti, la frittura non è di per sé proibita.
Esempi di preparazioni che possono includere fritture adatte alla Quaresima sono: il baccalà fritto a Napoli, o la frittata di scammaro, sempre a Napoli, con un sughetto di pomodoro e olive per gli spaghetti, che, pur essendo una "frittata", è priva di carne e si allinea ai principi di sobrietà.
Consigli Alimentari e Ricette Quaresimali
Nei giorni di digiuno quaresimale è importante consumare un pasto completo, che apporti tutti i principali gruppi nutrizionali, ossia carboidrati, proteine e grassi, più una quota di vitamine e sali minerali. Attenzione, però, a non esagerare e consumare un pasto troppo calorico, altrimenti viene meno il principio della restrizione calorica. La Quaresima invita a un'alimentazione leggera, a base soprattutto di cibi semplici e poco elaborati.
Lunga è la lista di primi piatti e altre pietanze adatte alla Quaresima:
- La polenta e aringa del trevigiano è nata per essere mangiata durante la Quaresima.
- È quaresimale anche il cappon magro ligure, che si fa con pane abbrustolito, verdure, pesce intervallati da salse fatte anche con le uova.
- Il baccalà, pesce povero e saporitissimo, si prepara in tanti modi diversi: alla vicentina, alla cappuccina (in Friuli), al sugo o fritto a Napoli.
- A Napoli si fa la frittata di scammaro, con un sughetto pomodoro e olive per gli spaghetti.
- Pellegrino Artusi consigliava per la Quaresima spaghetti conditi con ingredienti poveri seguendo la regola del periodo quaresimale e cioè noci, zucchero, spezie e pangrattato.
- Per la Quaresima sono nati anche dei dolci, come i Quaresimali.
- Tra le idee da portare a tavola, una pasta con asparagi come i
fusilloni con crema di asparagi , primo piatto vegetariano e ricetta antispreco. - Un'opzione gastronomica è il risotto ai carciofi, semplice da preparare saltando i cuori di carciofi in padella con olio, spicchio d'aglio ed erbe aromatiche.
- Un altro suggerimento è il risotto cime di rapa e acciughe, un mix di gusti e ingredienti originari del Sud Italia.
- La polenta con funghi, che si realizza cuocendo la farina di mais nell’acqua bollente mentre a parte si cuoceranno in una padella i funghi, unendo poi aglio e timo e qualche altro ingrediente a scelta.
- La pasta ricotta e noci, caratterizzata da una salsa cremosa, è un primo molto semplice nella sua preparazione.
- La zuppa di cavolo nero è un toccasana per il palato e amica della salute, grazie all’apporto di calcio e proteine, adatta anche per la Domenica delle Palme.
- Per il Giovedì Santo, che rappresenta simbolicamente nella religione Cattolica l'Ultima Cena di Gesù Cristo, è tradizionale la zuppa di cozze.
Durata della Quaresima e Fine del Digiuno
La durata della Quaresima corrisponde a circa quaranta giorni, in memoria dei quaranta giorni che Gesù passò digiunando nel deserto. Nel rito romano, il calcolo esatto arriva a quarantaquattro giorni. Alla fine del quinto secolo, la Quaresima iniziava di domenica (1º giorno), durava cinque settimane complete (5x7=35 giorni) e si concludeva il giovedì della settimana santa, per un totale di quaranta giorni esatti.
La Quaresima termina il Giovedì Santo, ma il digiuno quaresimale e gli impegni personali di solito continuano fino a Pasqua. Il documento papale Paschalis Solemnitatis lo raccomanda affinché “con cuore sollevato e accogliente siamo pronti a celebrare le gioie della domenica di risurrezione”. Le domeniche di Quaresima non sono “giorni prescritti di digiuno e astinenza”, quindi è una decisione personale mantenere il proprio sacrificio in modo continuativo.
Altre Norme Quaresimali: Bevande e Moderazione
Liquidi
Durante la Quaresima si applicano le normali regole del digiuno prima di ricevere la Comunione (astensione dal cibo un’ora prima della Messa). A parte questo, non ci sono regole specifiche sui liquidi, quindi caffè, tè e soda vanno bene. Un frullato che costituisce un pasto probabilmente conterà come cibo.
Alcol
La Chiesa non pone limiti specifici all’alcol. La discrezione personale è la cosa migliore. In un contesto di sobrietà e rinuncia, molti fedeli scelgono di astenersi dagli alcolici, sebbene non sia un precetto obbligatorio.
