Armida Barelli, nata a Milano il 1° dicembre 1882 in una famiglia borghese, intraprese un percorso di vita che la rese una figura centrale nel panorama del laicato cattolico italiano del XX secolo. Dopo aver completato i suoi studi in un collegio svizzero, tornò a Milano dove si dedicò con passione all'assistenza di ragazzi abbandonati e poveri. In questo periodo, iniziò una collaborazione con Rita Tonoli, che in seguito avrebbe fondato un istituto dedicato all'assistenza di questi giovani, e che la mise in contatto con padre Agostino Gemelli, figura chiave nella sua vita spirituale e apostolica.

La Nascita della Gioventù Femminile Cattolica e l'Azione Cattolica
Nel 1918, di fronte alla crescente propaganda marxista, il cardinale Ferrari vide l'urgenza di una formazione specifica per le giovani donne, affinché potessero testimoniare la loro fede battesimale. In questo contesto, Armida Barelli fondò la Gioventù Femminile Cattolica Milanese. L'esperienza positiva di Milano non tardò a essere riconosciuta a livello nazionale: Papa Benedetto XV le affidò lo stesso incarico per tutte le diocesi italiane. Nel 1918, Armida Barelli intraprese il suo primo viaggio attraverso la penisola, chiamando a raccolta le giovani, che risposero con grande entusiasmo.
La sua instancabile opera permise alla Gioventù Femminile di radicarsi in tutto il territorio nazionale, divenendo rapidamente il ramo più numeroso dell'Azione Cattolica per numero di aderenti. Armida Barelli, che si faceva chiamare "sorella maggiore", collaborò attivamente anche alla fondazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che sorse a Milano nel 1921. Assunse l'incarico di "cassiera", lanciando la giornata universitaria per la raccolta fondi, e fu anche amministratrice della casa editrice Vita e Pensiero, strettamente legata all'ateneo milanese.

La Fondazione di Istituti Religiosi e l'Opera della Regalità
Nel 1919, insieme a padre Gemelli, Armida Barelli fondò l'Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo. Questo sodalizio, di ispirazione francescana, rappresentò una novità nel panorama religioso, proponendo un modello di consacrazione laicale che permetteva alle donne di rimanere attive nel mondo. L'istituto, inizialmente composto da dodici membri, crebbe fino a contare circa 2400 consacrate nel 1951.
Con padre Gemelli, nel 1929, promosse anche l'Opera della Regalità, con l'obiettivo di avvicinare il laicato cattolico alla vita liturgica e alla devozione al Sacro Cuore di Gesù. Questo impegno rifletteva la sua profonda spiritualità, incentrata sulla regalità di Cristo e sull'amore serafico. La sua spiritualità, fondamentalmente francescana, si arricchì di altri elementi, nutrendosi della spiritualità battesimale comune a tutti i fedeli. Questo permise la nascita di vocazioni religiose di vario tipo all'interno della Gioventù Femminile e la valorizzazione del matrimonio come autentica vocazione.
L'Università Cattolica del Sacro Cuore: Una Sfida e un Miracolo
La fondazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore fu un'impresa audace, segnata da notevoli difficoltà economiche. La cronaca della ricerca della sede milanese, un antico convento delle Umiliate in via Sant'Agnese, narra di una vera e propria corsa contro il tempo per reperire il milione necessario all'acquisto. Di fronte all'impossibilità umana di ottenere il prestito bancario necessario, Armida Barelli si rivolse con fede al Sacro Cuore, promettendo di intitolare l'Università a Lui se il miracolo si fosse compiuto. La provvidenza intervenne attraverso il conte Lombardo, che, colpito dalla determinazione e dalla fede di Armida, decise di finanziare l'acquisto.
L'Università Cattolica del Sacro Cuore venne inaugurata a Milano nel 1921 con le prime due facoltà: Scienze Sociali e Filosofia. Padre Agostino Gemelli, presentando l'ateneo, scrisse che esso era "uscito dal Suo Cuore, così come Egli l'ha voluta". L'istituzione rappresentò un pilastro per la formazione dei cattolici italiani e un luogo di ricerca e dibattito culturale.

Un Impegno Costante per la Dignità della Donna e la Società
Armida Barelli si impegnò profondamente per l'affermazione dei diritti delle donne e per lo sviluppo di politiche volte alla loro formazione e al loro inserimento nella vita sociale e lavorativa. Dal 1920 al 1950, nonostante l'ostilità del regime fascista, girò l'Italia promuovendo la Gioventù Femminile, che arrivò a contare 1.500.000 iscritte, organizzando convegni, pellegrinaggi e settimane sociali. Nel 1946, fu in prima linea nella battaglia per il diritto di voto alle donne, sostenendo la Democrazia Cristiana e scoraggiando l'astensionismo nelle prime elezioni repubblicane.
Nel 1946, Papa Pio XII la nominò Vice Presidente Generale dell'Azione Cattolica, incarico che mantenne per un triennio. Le sue fondazioni, tese a valorizzare e promuovere la personalità della donna, si estesero anche a livello internazionale, in paesi come il Venezuela, l'Australia, la Bulgaria, gli Stati Uniti d'America e la Cina, dove nel 1922 sostenne l'Istituto Benedetto XV per le ragazze vocate alla vita religiosa.
Gli Ultimi Anni e il Riconoscimento della Santità
Nell'estate del 1949, Armida Barelli iniziò a soffrire di paralisi bulbare progressiva, una malattia incurabile che la condusse alla morte il 15 agosto 1952, giorno dell'Assunta, a Marzio, dove ogni anno si ritirava in ritiro spirituale. La sua vita terrena fu guidata da una profonda fiducia nella Provvidenza divina e da un amore ardente per il Sacro Cuore di Gesù.
Il 20 febbraio 2021, Papa Francesco ha riconosciuto un miracolo avvenuto per sua intercessione, aprendo la strada alla sua beatificazione. Il miracolo riguarda la guarigione di Alice Maggini, una donna di 65 anni che, nel 1989, fu investita da un camion riportando gravi lesioni neurologiche, ma che si riprese inspiegabilmente. La beatificazione di Armida Barelli, avvenuta il 30 aprile 2022 a Milano, ha permesso di riscoprire la sua opera e l'importanza che ha avuto nella storia della Chiesa e del Paese, non solo sotto l'aspetto spirituale, ma anche sociale.
Il Prof. Ernesto Preziosi racconta la vita della beata Armida Barelli
La figura di Armida Barelli continua a essere un esempio di fede operosa, di impegno sociale e di dedizione alla Chiesa, un modello per chi desidera mettere la propria vita al servizio degli altri e della diffusione del Vangelo, incarnando la sua spiritualità come "ardente missionaria della Regalità di Cristo".
tags: #francescane #missionarie #del #sacro #cuore #fondata