L'Importanza dell'Adorazione Eucaristica Secondo i Santi e la Teologia Cattolica

L'adorazione eucaristica rappresenta un pilastro fondamentale della spiritualità cattolica, radicata nell'istituzione stessa del sacramento dell'Eucaristia e approfondita dagli insegnamenti di numerosi santi e teologi. Essa è un atto di culto che riconosce la Presenza reale di Gesù Cristo nell'Ostia consacrata, invitando i fedeli a un'intima relazione di fede e amore con il Signore.

L'Eucaristia: Fondamento del Culto Cristiano

La notte prima di morire, Gesù prese il pane e dichiarò che era il suo corpo, e dopo il pasto prese una coppa di vino e dichiarò che era il suo sangue per il perdono dei peccati, comandando: “Fate questo in memoria di me”. I cattolici credono che l'Eucaristia sia un sacramento, una liturgia sacra e un sacrificio, non nuovo, ma sacramentale. La celebrazione di questa liturgia è un culto.

Il culto è la benedizione, la lode, l'adorazione, la glorificazione e il ringraziamento offerti per la gloria del Padre onnipotente, del Figlio e dello Spirito Santo. È preghiera, religione, servizio e “comunione” con Dio. L'adorazione è richiesta dai primi quattro comandamenti di Dio: solo Dio può essere adorato. Infatti, adoriamo Dio con Gesù Cristo e lo Spirito Santo, un unico Dio nella Trinità divina.

La parola Eucaristia significa ringraziamento, uno degli aspetti del culto e della religione. Il termine "culto" (worship) deriva da due parole dell'antico inglese, worthy (degno) e ship (servizio), indicando rispetto, riverenza, amore e servizio verso qualcuno. Adoriamo Dio perché Egli ci ha creati per adorarlo, facendoci a sua immagine e somiglianza.

iconografia dell'Ultima Cena

La Teologia dell'Adorazione Eucaristica: Gli Insegnamenti di San Tommaso d'Aquino

San Tommaso d'Aquino ha descritto l'adorazione come servitium (servizio), che è anche chiamata la virtù di religione. Il miglior studio di questa virtù si trova nella IIa IIa della sua Summa Theologica (q. 80-100).

La teologia sottolinea che esistono due tipi di virtù: quella naturale e quella soprannaturale. Le virtù teologali (amore, fede e speranza) richiedono la grazia di Dio e sono necessarie per la salvezza. La virtù di religione non è una virtù teologale, ma l'Aquinate la considera la prima virtù morale, appartenente alla virtù della giustizia e legata all'amore/carità.

Una delle sfaccettature della religione è la devozione, definita come la prontezza nel servizio di Dio. È attraverso la devozione che l'intera persona si offre consacrata a Dio. La devozione è causata in primo luogo dall'amore, ispirato dalla meditazione e dalla contemplazione delle perfezioni di Dio e della sua bontà verso di noi, e dalla considerazione della nostra miseria e dipendenza.

L'adorazione è servizio a Dio. Non adoriamo Dio perché ne abbia bisogno, ma perché siamo noi ad avere bisogno di Dio e di adorare. La preghiera non mira a far cambiare idea a Dio, ma a far cambiare la nostra mente e la nostra volontà, affinché “sia fatta la tua volontà”. Poiché siamo corpo e spirito, dobbiamo adorare Dio con il corpo e con l'anima; gesti, parole e posture sono un aiuto per esprimere la religione e il culto.

L'Aquinate sottolinea che la preghiera e la contemplazione sono essenziali, poiché sono atti dell'anima, del nostro spirito, che ci trasformano spiritualmente. Anche la preghiera vocale ha valore, coinvolgendo sia il corpo che l'anima.

San Pier Giuliano Eymard: L'Apostolo dell'Eucaristia e la Sua Spiritualità

San Pier Giuliano Eymard (1811-1868) fondò la Congregazione del Santissimo Sacramento a Parigi, in Francia, l'8 maggio 1856. Papa Giovanni XXIII lo ha definito l'Apostolo dell'Eucaristia.

Nella spiritualità di Eymard, la virtù di religione è fondamentale. Egli vedeva l'adorazione di Gesù Cristo nell'Eucaristia nei suoi tre aspetti di celebrazione, sacramento (Comunione) e preghiera, sottolineando una connessione necessaria tra l'adorazione e l'amore per Dio. La spiritualità di Eymard tocca le virtù, la preghiera e la contemplazione del Santissimo Sacramento esposto solennemente o nel tabernacolo.

La missione della sua Congregazione è rispondere alle esigenze degli uomini partendo dalle ricchezze dell'amore di Dio manifestate nell'Eucaristia. Vivendo del pane dato per la vita del mondo, i suoi discepoli annunciano nell'azione di grazie la Pasqua di Cristo e accolgono il Signore Gesù nella sua presenza eucaristica con una preghiera prolungata di adorazione e di contemplazione.

Nelle sue corrispondenze, Eymard sottolinea spesso l'importanza della nostra umanità nel rapporto con Gesù e con Dio, incoraggiando una conversazione intima con Dio e la contemplazione, che considera ancora più importante delle preghiere vocali. È pensare a Dio, dedicargli tempo e attenzione in silenzio per capire e cambiare il nostro atteggiamento.

ritratto di San Pier Giuliano Eymard

La Presenza Reale di Gesù nell'Eucaristia: Il Fondamento dell'Adorazione

L'adorazione eucaristica è l'adorazione della Presenza reale e divina di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nell'Eucaristia. Gesù, nella cena di Pasqua, disse del pane: “Questo è il mio corpo” e del vino: “Questo è il calice del mio sangue”, aggiungendo: “Fate questo in memoria di me”. Questo mandato agli apostoli ha istituito l'Eucaristia e il sacerdozio ministeriale.

Ogni volta che il sacerdote pronuncia le parole della consacrazione, è Gesù Cristo che rende presente il suo corpo e il suo sangue, la sua Persona divina. Essendo Gesù Cristo Dio e vero uomo, ed essendo presente nell'Eucaristia, Egli deve essere adorato. Nell'Eucaristia adoriamo Dio in Gesù Cristo, che è Uno e Trino, uno con il Padre e lo Spirito Santo. Come insegna il Concilio di Trento, Gesù Cristo è veramente, realmente e sostanzialmente presente nell'Eucaristia.

La Chiesa crede e confessa che “nel sacramento dell’Eucaristia, dopo la consacrazione del pane e del vino, è veramente, realmente e sostanzialmente presente nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e uomo, sotto l’apparenza di quelle cose sensibili” (Trento 1551). Questa divina presenza reale del Signore è il primo fondamento della devozione e del culto al Santissimo Sacramento. La pietà eucaristica non è fondata sul puro sentimento, ma proprio sulla fede, sulla fede pura del Mysterium fidei.

L'Eucaristia è il più grande tesoro della Chiesa offerto a tutti affinché possano ricevere abbondanti grazie e benedizioni, poiché "racchiude stabilmente il suo stesso Autore". Adorare è entrare in relazione intima con il Signore presente nel Santissimo Sacramento, riconoscendo la sua misericordia e la sua maestà. Il cristiano che adora Cristo riconosce che Egli è Dio, e il cattolico che lo adora davanti al Santissimo Sacramento testimonia la sua Presenza reale, vera e sostanziale nell'Eucaristia. Questo culto di adorazione è sempre rivolto alla Santa Trinità.

Papa Benedetto XVI in Sacramentum Caritatis ricorda, citando S. Agostino: “Nessuno mangi questa carne senza prima adorarla … peccheremmo se non la adorassimo” (SC 66). L'adorazione non è qualcosa di facoltativo o un lusso, ma una priorità e un dolce obbligo d'amore. È lo stupore di chi sa che Dio è qui.

Modalità e Frutti dell'Adorazione Eucaristica

Il significato profondo dell'adorazione si manifesta in diversi aspetti:

  1. Stare di fronte: Adorare significa mettersi davanti al Signore, in silenzio, per ascoltare dalla sua bocca e rispondergli con la nostra voce. È un atto di umiltà, come il contadino di Ars che "guarda Lui e Lui guarda me". Significa portare ogni aspetto della nostra vita davanti a Lui, lasciando che il "pulviscolo della settimana" si depositi, per poter essere semplicemente una persona davanti al Signore. L'adorazione è un dialogo in cui noi ascoltiamo e il Signore parla, permettendo a Gesù di "trafiggerci il cuore" e di giudicarci, per farci conoscere le vie della vita. Non è un'evasione dalla realtà, ma un bisogno di stare con il Signore per pensare e meditare.
  2. Mettere Dio al primo posto: "Io sono il Signore tuo Dio, l'unico: adorerai soltanto me". L'adorazione è il contrario dell'idolatria, che consiste nel mettere al posto di Dio qualcos'altro che viene innalzato a essere come Dio. Significa impostare la vita secondo il progetto di Dio, non lasciandosi condizionare dalla moda o dalla cultura del tempo, ma conoscendo il Vangelo.
  3. Amare teneramente: Adorare significa anche amare teneramente e con grande trasporto Gesù, avendo grande passione e profonda ammirazione per Lui. È il frutto spirituale dell'adorazione, l'estasi dell'amore, riconoscendo che il Signore Gesù è presente in mezzo a noi e offrendogli il nostro amore sconfinato.

COME FARE L'ADORAZIONE EUCARISTICA

La contemplazione richiede il silenzio per "sentire" le parole o le idee che Gesù Cristo vuole farci conoscere. Non richiede tecniche complicate; l'amore è la via reale che apre la porta dal cuore al cuore silenzioso. Entrando in preghiera davanti al Santissimo Sacramento, ci si mette in ginocchio e ci si inchina profondamente in segno di adorazione, facendo il segno della croce e iniziando con un atto di fede nella reale presenza di Cristo nell'Eucaristia.

Durante l'adorazione, si è invitati a scendere nel proprio cuore, a chiudere gli occhi e offrire a Gesù ciò che si è e ciò che si vive, parlandogli come a un amico, anche con le proprie distrazioni e preoccupazioni. È un tempo per essere presente alla sua Presenza, guardare Gesù e sapere che Lui ci guarda con amore, dimorando nel suo amore. Non è il momento di pronunciare lunghe preghiere o leggere un libro, ma di rimanere vicino al proprio cuore e lasciare che la presenza di Dio invada, con un sospiro d'amore o una breve parola come “Abba”, “Gesù”, “Spirito Santo”.

Il tempo che si passa con il Signore non si misura in minuti ma in grazie, benedizioni, protezione, frutti, maggior intimità e conoscenza di Dio. L'anima che si espone al "sole dell'Eucaristia" cattura una vita divina che la nutre, diventando essa stessa "eucaristia", secondo l'espressione del poeta Patrice de La Tour du Pin. Questo divenire eucaristico è simile a quanto espresso da San Paolo: “Tutti riflettiamo la gloria del Signore, e siamo trasfigurati a sua immagine con una gloria sempre maggiore, dall’azione del Signore che è Spirito” (2 Cor 3, 18).

Gesù continua a precederci, dandoci la grazia di rispondere alla sua chiamata e di trascorrere del tempo nella sua presenza sacramentale. Egli rivelò a diversi mistici la sua sete di essere amato al Santissimo Sacramento, desiderando trovare adoratori in spirito e verità per diffondere il suo amore infinito. Ci si unisce alla preghiera di Gesù e si disseta adorandolo nell'Ostia, lasciandosi amare da Lui e riconoscendolo presente negli altri, specialmente nei più piccoli, sull’esempio dei beati Carlo di Foucauld e Madre Teresa. Si può prendere a casa propria Maria, il primo tabernacolo, unendo la propria adorazione alle sue, dal Presepe al Calvario. Più si adora, più aumenta la fede e si diventa un ringraziamento.

La Dimensione Ecclesiale e Missionaria dell'Adorazione

Karl Rahner, SJ, ci ricorda che, poiché siamo creati a immagine di Dio e a partire dalla nostra umanità, possiamo conoscere Dio, e dalla divinità di Dio conosciamo la nostra umanità. L'adorazione, pur potendo essere un atto individuale, ha anche una fondamentale dimensione comunitaria. La maggior parte dei teologi e degli storici della religione propende per la tesi che il culto sia offerto da un gruppo, sebbene non si possa negare che anche l'individuo possa compiere atti cultuali. Tuttavia, il culto di gruppo è più importante perché siamo un popolo e un corpo in Cristo.

Tra tutti i battezzati esiste un vincolo di comunione, e tra tutti i santi un rapporto di carità comunionale, che fa della Chiesa una comunione profonda. La Chiesa è una realtà in comunicazione profonda tra il cielo e la terra, tra noi e la Chiesa nel cielo (i santi) e coloro che nel Purgatorio attendono la purificazione. Questa circolarità stupenda di comunione è un organismo le cui parti sono associate e rapportate tra loro dalla stessa linfa vitale: la carità e l'amore di Dio, lo Spirito Santo.

Quando si prega dinanzi all'Eucaristia, vivere questo momento nella piena consapevolezza dell'identità della Chiesa come comunione dei santi significa dare un contributo decisivo per la sua vita, la sua missione e il suo apostolato. La preghiera vissuta davanti a Gesù Eucaristia non arricchisce soltanto la vita personale, ma arricchisce anche la vita di tutta la Chiesa, diffondendo l'amore di Dio attraverso l'intero organismo ecclesiale.

È importante dare al dialogo con Gesù una dimensione ecclesiale esplicita, affinché i benefici della preghiera davanti a Gesù Sacramentato si estendano sull'intera vita della Chiesa e che l'oggetto del dialogo riguardi i problemi specifici della sua missione. Così facendo, l'adorazione eucaristica e la contemplazione diventano un'ora missionaria e di apostolato fecondo, dove l'azione dello Spirito Santo si manifesta pienamente.

I temi di interesse ecclesiale vivo su cui dovrebbe incentrarsi l'incontro con il Signore includono la preghiera per l'unità della Chiesa. Gesù stesso, nella sua "preghiera sacerdotale" (Gv 17,1), invita i suoi discepoli a pregare e operare perché tutti i cristiani siano una cosa sola. Togliere la "polvere dell'umanità, delle nostre fragilità, delle nostre debolezze, dei nostri peccati" e far sì che la Chiesa risplenda di perenne giovinezza è possibile solo se abbiamo come punto di riferimento il volto di Gesù: "ciò che Egli ci ha detto, ciò che Egli ci ha dato".

foto di comunità in adorazione eucaristica

tags: #importanza #adorazione #eucaristica #spiegata #dai #santi