Orari Messe e Informazioni Parrocchia Santa Maria in Progno

L'Antico Santuario della Madonna del Carmine, parte integrante della Parrocchia di Santa Maria in Progno, si erge ad Arbizzano-Santa Maria, nella suggestiva regione del Veneto. Questo luogo di culto è rinomato per la sua atmosfera serena e meditativa, offrendo uno spazio ideale per coloro che ricercano un momento di profondo raccoglimento spirituale. Recentemente oggetto di un accurato restauro, il santuario ha preservato il suo inestimabile carattere storico, presentando oggi un ambiente accogliente e ospitale per la comunità locale e i visitatori.

La sua posizione, situata in fondo a una tranquilla strada chiusa, è ulteriormente valorizzata dalla presenza di un ampio parcheggio, che ne facilita notevolmente l'accesso. Ci teniamo a precisare che, con rammarico, non ci è possibile fornire dati specifici riguardo agli orari delle confessioni o di altre cerimonie religiose, poiché le informazioni in nostro possesso potrebbero non essere aggiornate.

Vista esterna dell'Antico Santuario della Madonna del Carmine ad Arbizzano-Santa Maria, Veneto.

La Parola di Dio e l'Amicizia con Gesù

Il cammino della vita spirituale è profondamente legato all'amicizia con Gesù, una condizione essenziale per ricevere la vera vita, come illustrato nel racconto evangelico di Lazzaro. La narrazione sottolinea come l'amicizia e il discepolato siano costantemente minacciati dal nemico più temibile: la morte. Le sorelle di Lazzaro manifestano la loro ferma convinzione che la presenza di Gesù avrebbe potuto scongiurare la morte, ma al contempo esprimono un rammarico sottile, quasi un dubbio, sulla sufficienza della sua amicizia nel vincere la morte stessa.

Esse sono chiamate a sperimentare una forma di amicizia rinnovata con Gesù, abbracciando la fede e riconoscendo la gloria di Dio che in Lui si manifesta. La domanda retorica: "Non ti ho detto che se credi vedrai la gloria di Dio?" invita a una profonda riflessione. La vera amicizia e il discepolato autentico scaturiscono da questa nuova e intima conoscenza del mistero della sua persona. Vivere questa conoscenza e questo amore significa già partecipare alla vita che trascende la morte.

Illustrazione simbolica di Lazzaro che risorge dalla tomba, rappresentando la vittoria sulla morte.

Il Mistero della Vita Oltre la Morte

La morte rappresenta un'esperienza universale, avvolta da interrogativi e timori che si acuiscono nell'attesa. Il racconto evangelico prepara i discepoli ad affrontare la "terribile ora" di Gesù, invitandoli a uno sguardo profondo sul mistero della vita che va oltre la morte. La narrazione si sviluppa con un ritmo misurato e suggestivo, articolandosi attraverso quattro dialoghi distinti, ognuno dei quali illumina aspetti differenti del volto di Gesù di fronte alla morte.

Primo Dialogo: I Discepoli e l'Incomprensione

Il primo dialogo si svolge con i discepoli, i quali dimostrano una comprensione limitata del linguaggio e delle azioni del Maestro. Essi manifestano preoccupazione per la sorte di Gesù e reagiscono con perplessità alla sua descrizione della morte di Lazzaro come un semplice "sonno". La loro incapacità di comprendere viene ulteriormente evidenziata dalla domanda retorica di Gesù riguardo alla malattia di Lazzaro: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa venga glorificato."

Secondo Dialogo: Marta e la Fede nella Risurrezione

Nel secondo dialogo, il discorso diventa più esplicito. Gesù incontra Marta e dialoga con lei, che esclama: "Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!" Questo momento segna il cuore del racconto giovanneo. Gesù si rivela come la "risurrezione e la vita", affermando che ogni uomo, attraverso la fede in Lui, "non morirà in eterno". Gesù è la risurrezione e la vita, sia per Lazzaro che per ogni essere umano. Questa è la fede cristologica a cui Marta è chiamata a rispondere.

Raffigurazione di Gesù che parla con Marta e Maria, consolando il loro dolore.

Terzo Dialogo: Maria e la Compassione di Gesù

Il terzo dialogo si sviluppa con Maria, e il tono, già carico di commozione, si intensifica. Un'ondata di profonda umanità pervade i presenti. Gesù chiede che Maria venga chiamata in segreto, desiderando parlarle. La notizia giunge a Maria come un raggio di luce nel suo dolore: "Il Maestro è qui e ti chiama." A differenza dell'incontro con Marta, quello con Maria è inizialmente silenzioso. Gesù "si commosse profondamente, si turbò... e scoppiò in pianto", manifestando una straordinaria sintonia con il dolore umano. Maria conserva nel suo cuore l'immagine del volto umano del Maestro.

Quarto Dialogo: Gesù e Lazzaro, il Grido di Vita

Infine, il quarto dialogo è quello tra Gesù e Lazzaro. Il racconto della resurrezione dell'amico si svolge rapidamente. Gesù, con un grido forte e imperativo: "Lazzaro, vieni fuori!", esprime il suo potere sovrano sulla morte. Questo comando solenne scaturisce da un contesto di preghiera, in cui Gesù rende lode al Padre per il segno che sta per compiere, affinché il mondo creda nella sua missione. L'ultima parola autorevole appartiene a Lui.

Adorazione Eucaristica e Confessioni

Per coloro che desiderano un momento di profonda spiritualità, ogni giovedì dalle ore 8:00 alle 11:00, presso i Padri Monfortani, è possibile partecipare all'Adorazione Eucaristica e ricevere il sacramento della Confessione.

La simbologia della Resurrezione di Lazzaro - Giotto - Simboli nell'Arte

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