La Pentecoste: Fede, Amore e Vita nello Spirito Santo

Il significato profondo della Pentecoste

Nel giorno di Pentecoste, quando l’opera della salvezza si compie e inizia il tempo in cui essa verrà testimoniata nelle parole e nel vissuto della Chiesa, si mostra con ogni evidenza che la fede è una questione di amore e di vita. Nient’altro.

I segni portentosi, che nel genere letterario delle manifestazioni di Dio vogliono indicare che è accaduto qualcosa di straordinario (cioè che chi era presente ha compreso come straordinario), indicano l’azione di Dio su quelli che erano tutti insieme: gli undici apostoli, Maria, le discepole, i fratelli e le sorelle di Gesù. Questi sono i nominati nel primo capitolo del libro degli Atti, cui dobbiamo aggiungere almeno Mattia, chiamato a ricostituire il numero dei dodici al posto di Giuda, e forse qualche altro, visto che Luca ci parla di un nucleo originario di 120 discepoli.

rappresentazione della Pentecoste con discepoli e Maria

L'Amore nel Vangelo di Giovanni: Abitarsi Reciprocamente

Dell’amore ci parlano i pochi versetti del Vangelo di Giovanni. Amare è abitarsi reciprocamente. Chi ama si fa spazio per l’amato e allo stesso tempo chiede di essere ospitato. Così Dio, nel quale tutto vive, entra nel cuore di quelli che ama, perché in questa intimità, ciascuno di noi possa ascoltarlo, imparare e ricordare le sue parole, osservarle e viverle.

La Lettera ai Romani: La Vita nello Spirito contro la Carne

Proprio di questa relazione tra amore e vita ci parla il brano della lettera ai Romani, tratto dallo straordinario capitolo ottavo, quasi un inno alla vita cristiana animata dallo Spirito. Ciascuno di noi sa di essere dominato dalla carne (così comincia Paolo in questo brano), cioè ciascuno di noi sa bene quali ferite, quali debolezze, quali paure, quali incapacità e quali distorsioni lo spingono lontano dalla parola ascoltata e da Dio.

Dobbiamo sapere, però, che per quanto difficile e a volte molto doloroso, la carne non ha dominio su di noi, perché noi siamo già possesso dello Spirito ed è lui il motore della nostra vita, il dominatore di tutto ciò che si agita in noi. La carne resta, a volte arriviamo a sperimentare la potenza della morte in quello che ci accade, ma lo Spirito è più forte: se anche fossimo morti per il peccato, lo Spirito che ci abita ci fa vivi perché ci restituisce la giustizia perduta e così, liberamente, possiamo scegliere le opere dello Spirito, cioè tutte quelle opere che danno vita a noi e ad altri.

Questo Spirito però non è quello degli schiavi, ma dei figli, cioè delle persone libere e adulte che possono disporre dei doni e dell’eredità paterna che consiste in Cristo stesso. Lo Spirito ci fa vivere come Cristo, partecipi delle sue sofferenze e della sua resurrezione, ci insegna tutto e fa sì che la parola di lui divenga la nostra stessa carne.

illustrazione dello Spirito Santo come fuoco o colomba

Il Segreto della Vita Cristiana: Seguire lo Spirito

Il segreto della vita cristiana consiste dunque nell’imparare ad ascoltare e seguire lo Spirito di Dio che dimora in noi e che impedisce alla carne di dominarci. Può darsi che non lo ascolteremo sempre, può darsi che ci confonderemo, ma - Gesù è stato chiaro - lo Spirito rimarrà per sempre e quindi, possiamo sperarlo con forza e sensatamente, finirà per piegare ciò che ci insegna la morte per rinnovarci continuamente e fino a donarci la pienezza della vita che in fondo altro non è che avere la libertà di amare fino alla fine, come Gesù.

La Nuova Condizione Umana: Oltre la Paura

Finiscono oggi i 50 giorni della Pasqua, dell’unico giorno. Ed è anche interessante che gli apostoli hanno avuto talmente paura di ciò che poteva accadere che si sono chiusi ed il termine greco che viene usato non vuol dire semplicemente chiudersi a chiave, ma a sbarre; cioè mettere qualche cosa per bloccare la porta.

Cristo dice loro: “Non temete”, perché l’unica forza per non avere più paura non è farsi coraggio, ma avere una vita nuova, una vita tale che non sperimenta più la paura perché si vive la vita del Figlio. Avviene una nuova condizione dell’uomo, non è più la carne; ciò che è carne è carne. Ora Cristo ha soffiato sugli apostoli e ciò che nasce dallo Spirito è Spirito, è la vita del Padre.

L'episodio evangelico lo conferma: "La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo»."

Questa nuova condizione è anche richiamata dalla domanda di Cristo a Pietro, tre volte gli chiede se lo ama, sottolineando l'importanza dell'amore come fondamento della vita nello Spirito.

Don Luigi Maria Epicoco - La necessità della Pentecoste

Lo Spirito Santo e la Relazione Trinitaria nella Vita Cristiana

La relazione con lo Spirito Santo è centrale all'interno della vita cristiana. La Trinità è imprescindibile e la Chiesa stessa è una comunità che ci innesta nella Trinità. La relazione con la Trinità coinvolge una partecipazione d'amore profonda, perché lo Spirito penetra ogni aspetto della nostra esistenza, essendo l'artefice stesso dell'incarnazione del Verbo.

La fede, in quest'ottica, non è un puro moralismo o una forma di volontarismo. Se vivere la fede non è gustoso, si rischia di cadere nella manipolazione o di ridurre Dio a una teoria. La vera fede è una partecipazione d'amore che trasforma. Se non ci si sente figli, non si percepiscono gli altri come fratelli e viceversa, bloccando una vera relazione e una partecipazione d'amore.

In questo contesto, la rivelazione è l'amore, e l'amore realizzato è la bellezza. È stato affermato che non sono le muse a ispirare gli artisti, ma lo Spirito Santo, sottolineando la fonte divina di ogni vera creatività e armonia. Il giorno di Pentecoste è senz'altro un momento privilegiato per recuperare l'antica tradizione della Veglia di preghiera, un tempo per rafforzare questa nostra relazione di figli rispetto al Padre, mediata dallo Spirito Santo.

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