La storia delle istituzioni religiose ad Agrigento è ricca di dettagli affascinanti, con particolare riferimento al Collegio di Maria e al Monastero di Santo Spirito. Questi luoghi non solo testimoniano la devozione religiosa, ma anche l'evoluzione sociale e architettonica della città nel corso dei secoli.
Il Collegio di Maria: Origini e Sviluppo
Il Collegio di Maria a Favara, nella provincia di Agrigento, ha una storia che si intreccia con la generosità di nobili e le decisioni ecclesiastiche. Dopo la donazione di un palazzo da parte della marchesa, iniziarono i lavori di adeguamento. I fondi stanziati, pari a 200 onze annue, furono depositati presso il banco di Palermo. Tuttavia, a causa del fallimento di quest'ultimo e della lentezza dei lavori, il vescovo Francesco Ramírez, appartenente all'Ordine domenicano, decise di destinare il palazzo a un conservatorio per donne, discostandosi dall'intenzione originaria.
Nel 1734, l'edificio, sebbene ancora incompleto e ampliato in gran parte, risultava già adibito a collegio di Maria per volere del vescovo Lorenzo Gioeni. Ancora oggi è possibile osservare, sotto l'intonaco, due cantoni in tufo calcareo grigio sul lato ovest del collegio. Molti ambienti del pianterreno e del primo piano, attualmente utilizzati come scuola, insieme a una parte della corte interna con archi e colonne, furono realizzati tra il 1795 e il 1796. La facciata esterna, in stile neoclassico, presenta un pregevole portale d'ingresso ligneo, finemente decorato e delimitato da una cornice lapidea in marmo. Sopra il portale si trova una finestra centrale di forma rettangolare.

Il Monastero di Santo Spirito: Un Gioiello Medievale
Il Monastero di Santo Spirito, conosciuto localmente come "Bataranni" (grande abbazia), è un complesso architettonico medievale situato nel cuore storico di Agrigento. Fondato nel 1299 dalla marchesa Rosalia Prefoglio, nota anche come Marchisia Prefoglio, moglie di Federico I di Chiaramonte, il monastero era originariamente dedicato alla Beata Vergine Maria e allo Spirito Santo. La marchesa, devota alle monache benedettine dell'ordine cistercense, donò loro la struttura negli ultimi anni della sua vita.
Le monache benedettine risiedettero nel monastero fino al 1866, anno in cui un decreto reale, a seguito dell'unificazione d'Italia, le obbligò a lasciarne l'edificio. La struttura venne successivamente trasformata in orfanotrofio e poi in mensa per i poveri. Nel 1916, lo Stato affidò l'edificio al comune di Agrigento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu utilizzato come deposito di armi militari. Dopo il conflitto, divenne un Museo Civico per preservarne l'integrità storica.

Esplorazione del Monastero di Santo Spirito
Il Monastero di Santo Spirito è un edificio a due piani, costruito con materiali locali come arenaria calcarea e malta mista. All'ingresso, un lungo corridoio esterno conduce alla vista del chiostro sulla sinistra. Il chiostro vanta un giardino con una fontana del XIV secolo al centro e due archi che sorreggono la parete della chiesa adiacente.
Il Piano Terra
Al piano terra si trovano tre stanze principali: la cappella, la sala capitolare e il refettorio.
- La Cappella: Ancora in fase di restauro, è di forma quadrata con soffitto a volta a crociera. Il portale, come tutti i portali esterni, è in stile Chiaramontano, una fusione di elementi artistici anglo-francesi-normanni, normanni e gotico-svevi.
- La Sala Capitolare: Anch'essa quadrata, presenta due grandi finestre bifore e un soffitto ornato da grandi archi ogivali. Sul retro della stanza si trova una cripta, scoperta durante il restauro del 1989, ritenuta il luogo di sepoltura di Isabella, pronipote della fondatrice del monastero. La sua storia aggiunge un tocco commovente all'importanza storica della stanza.
- Il Refettorio: Una spaziosa stanza rettangolare con finestre monofore e una grande finestra bifore all'estremità opposta. Un tempo sala da pranzo per le monache, oggi ospita occasionalmente mostre temporanee.
I Piani Superiori
Salendo al primo piano, si incontrano quattro stanze:
- Il Dormitorio: Simile nella forma al refettorio, è rettangolare con finestre monofore su un lato e strette finestre a feritoia sull'altro. Il soffitto, risalente al XVII secolo, presenta capriate in legno e pannelli a cassettoni.
- La Sala del Marmo: Una semplice stanza quadrata che custodisce un significativo crocifisso in marmo del XV secolo, raffigurante Cristo con Maria Maddalena e San Giovanni Battista sul fronte e simboli della resurrezione di Cristo sul retro.
- La Sala del Soffitto a Cassettoni: Prende il nome dal suo soffitto in legno a cassettoni e contiene un interessante affresco raffigurante San Francesco d'Assisi, Papa Celestino V e Sant'Antonio di Padova, insieme a rudimentali oggetti e ornamenti di periodi arabi e greco-ellenistici.
- La Stanza della Madre Superiora (o Stanza della Torre): Strutturalmente simile alla sala capitolare e alla cappella al piano terra, presenta una forma quadrata, colonne che sorreggono un soffitto a volta a crociera e una grande finestra a feritoia che si affaccia sull'ingresso del monastero.
Il Secondo Piano
Al secondo e ultimo piano si trovano la Sezione Etno-Antropologica Antonino De Gubernatis e la stanza cartografica e toponomastica, che offrono approfondimenti sulla vita siciliana tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Il museo etnografico espone oggetti domestici e agricoli, strumenti per la lavorazione del legno, attrezzi agricoli, strumenti di misurazione, strumenti musicali popolari, abbigliamento, ornamenti religiosi, giocattoli e oggetti di uso quotidiano.

Arte e Arredi: Le Opere nella Chiesa
La chiesa annessa al Collegio di Maria, eretta da Suor Maria Antonia Lauricella di Agrigento e ultimata il 6 settembre 1788, custodisce diverse opere d'arte di pregio.
- Nel 1782, Donna Antonia Tomasi Roano, principessa di Lampedusa, donò l'immagine di cera di Maria SS. Assunta, vestita con manto e ornamenti.
- Nella cappella si trova un crocifisso, dono di Don Giovanni e Donna Camilla Celestri di Licata.
- Nel 1791 fu sistemata la grande tela di "Sant’Antonio Abate", opera del Provenzani.
- Sempre nello stesso anno, giunse da Napoli la statua dell’"Immacolata Concezione", dono dei Padri Conventuali Francesco e Angelo Biondi.
- Presso l'altare si ammirano: il quadro "Madonna della Provvidenza" con Santa Rita e Sant’Antonio Abate di Domenico Provenzani, una "Natività" di autore ignoto, una "SS. Trinità" di Frà Felice da Sambuca, e un'altra "Madonna con stellario" attribuita al Provenzani.
- Sulla volta sono visibili alcuni quadri ad olio del pittore palmese Filippo Montalto.

Eventi e Mostre
Il Monastero di Santo Spirito è un luogo vivo, che ospita frequentemente concerti ed eventi musicali nell'ampio ex dormitorio, organizzati dall'amministrazione comunale. Occasionalmente, il refettorio diventa sede di mostre temporanee, arricchendo ulteriormente l'offerta culturale del sito storico.