Il "Sud globale" è un crocevia di tematiche dominanti quali il ristagno economico, l'autoritarismo, i cambiamenti climatici, la lotta alla povertà e l'esigenza di azioni concrete per il cambiamento. Queste realtà costituiscono una contro-narrazione rispetto al focus mediatico occidentale e toccano profondamente Paesi spesso etichettati come "in via di sviluppo" che, in realtà, lo sviluppo lo intravvedono assai lontano o non lo registrano affatto. Fattori economici, politici, sociali e ambientali tengono lontani giustizia, diritti e benessere da gran parte di Africa, Asia e America Latina, dove l'indigenza dilaga e i conflitti abbondano. È difficile trovare adeguate strutture di cura, altrettanto difficile disporre di una scuola e di un'università al passo coi tempi, per non parlare dei problemi della casa, delle infrastrutture per la mobilità e degli impianti produttivi.
In questo contesto, le "risorse umane" non mancherebbero, trattandosi di Paesi con popolazioni giovanissime. Tradizioni e culture locali, unite alle diverse forme di spiritualità e alle comunità religiose, mettono in luce possibili elementi e opportunità di crescita, nonostante gli ostacoli legati alla politica e al neocolonialismo. In queste regioni, non mancano solidarietà e generosità, quotidianamente raccontate dai missionari che dedicano la loro vita a seminare pace, fraternità, dialogo e iniziative concrete.
Il Contesto Socio-Economico dell'America Latina: Povertà e Disuguaglianza
L'America Latina è il continente con il più elevato tasso di disuguaglianza sociale, caratterizzato da una forbice notevole tra cittadini ricchi e cittadini poveri. Proprio in questi contesti diseguali, i settori di popolazione più vulnerabili - generalmente le donne, i bambini, le minoranze etniche e religiose, i sieropositivi - faticano a soddisfare i loro diritti sociali, politici ed economici. Purtroppo il 45% di bambini, bambine e adolescenti in questo continente vive la povertà infantile, ovvero la privazione del diritto alla salute, all'educazione, all'informazione, alla nutrizione adeguata, all'accesso a fonti di acqua potabile e sistemi sanitari di base, a un'abitazione sicura e dignitosa. Esistono, quindi, aspetti della povertà infantile che vanno al di là dei parametri generalmente utilizzati per la misurazione della povertà, come l'insicurezza, l'abuso fisico, la mancanza di prospettive e l'alfabetizzazione.
Di fronte a queste problematiche, diverse iniziative offrono supporto. Il Centro Casa de los niños a Cochabamba, ad esempio, accoglie bambini che vivono in una situazione di esclusione sociale, emarginazione e povertà. Allo stesso modo, i Centri educativi gestiti dall'associazione ASA a Quito accolgono bambini in età compresa tra uno e tre anni, cercando di migliorare il livello nutrizionale ed educativo per uno sviluppo integrale della persona. Il Progetto Casabierta dell'associazione ASA si occupa di bambini e ragazzi che vivono situazioni di marginalità e delle loro famiglie, rispondendo alle esigenze di tantissimi bambini e adolescenti nella periferia di Quito che versano in grave disagio sociale.

Radici Storiche della Presenza Missionaria in Sud America
La presenza europea in America Latina affonda le sue radici fin dagli inizi del colonialismo. Sulla scia delle missioni evangelizzatrici, a partire dal 1550, essa si inserisce nel più ampio fenomeno della colonizzazione religiosa e del nascente relativismo culturale.
Primi Contatti e il Dibattito sulla Natura degli Indigeni
Il dibattito sulla natura degli indigeni e sulla legittimità della conquista coinvolse anche i calvinisti, attraverso la testimonianza del teologo Jean de Léry. Ugonotto rifugiato a Ginevra, egli si fece paladino del concetto di "buon selvaggio" dopo aver guidato nel 1556 una spedizione nella baia di Guanabara (Rio de Janeiro, Brasile), dove fondò l'effimera colonia Nouvelle Genève, soggiornandovi nel 1557-1558.
Secolarizzazione Europea e Nascita di Nuove Congregazioni Missionarie
Per inquadrare storicamente il fenomeno, è necessario considerare il contesto europeo del tempo. La secolarizzazione imperante in Europa, promossa dai Lumi e dalla Rivoluzione francese, aveva portato a una progressiva svincolatezza della politica dalla religione. In questo scenario, l'evangelizzazione in territori lontani presentava nuove sfide. In ambito cattolico, sorsero congregazioni missionarie come i Missionari del Sacro Cuore di Picpus (fondati nel 1800) e i Missionari del Sacro Cuore di Daniele Comboni, che sviluppò un protocollo di formazione di missionari indigeni per la penetrazione in Africa.
Il Ruolo dei Missionari nell'America Coloniale
Nel XVII e XVIII secolo, numerosi missionari, tra cui molti di origine svizzera che entrarono nell'ordine dei Gesuiti, si stabilirono nell'America indiana. Essi si adoperarono per la colonizzazione religiosa e agricola, promuovendo la cristianizzazione e la creazione di insediamenti stabili per la popolazione indigena. Parallelamente, si opposero allo sfruttamento degli indigeni nelle regioni sotto dominazione spagnola (Messico, Ecuador, Perù, Cile, Paraguay) e in Amazzonia. Tra questi, Padre Martin Schmid, originario di Baar, si spinse fino in Argentina.
Le "Riduzioni" Gesuitiche: Un Modello Socio-Comunitario Unico
Una delle esperienze più significative della presenza missionaria, in particolare gesuita, in Sud America fu la creazione delle cosiddette "Riduzioni" in Paraguay e nelle aree limitrofe (Argentina, Brasile). Tra il XVII e il XVIII secolo, i Gesuiti fondarono circa 30 di queste comunità, che fungevano da centri di evangelizzazione, ma anche da esperimenti sociali unici nel loro genere.
Organizzazione e Vita nelle Riduzioni
Le Riduzioni erano concepite come città e villaggi autosufficienti, dove gli indigeni Guaraní venivano riuniti per essere cristianizzati e per sviluppare nuove competenze. La vita quotidiana era scandita da ritmi precisi, con un forte accento sull'educazione, sulla religione cristiana e sul lavoro comunitario. Vennero promossi l'agricoltura, l'allevamento, l'artigianato (produzione di cappelli, scarpe, strumenti musicali, lavorazione dei metalli e della pietra) e le arti. Le comunità disponevano di vere e proprie scuole, ospedali, laboratori di stampa e persino organici musicali, dimostrando una notevole fioritura artistica e culturale.

Obiettivi e Valori delle Riduzioni
L'obiettivo primario era la conversione al cristianesimo, ma i Gesuiti si sforzarono anche di proteggere gli indigeni dallo sfruttamento dei coloni spagnoli e portoghesi, garantendo loro una relativa sicurezza e dignità. Il modello si basava sulla fraternità, la reciprocità e la comunione, cercando di trasformare le popolazioni nomadi in sedentarie e da cacciatori-pescatori in agricoltori. La terra era considerata proprietà comune, e il lavoro era organizzato secondo le necessità della comunità.
Sfide e Declino delle Riduzioni
Nonostante il successo iniziale e la durata di quasi un secolo e mezzo, le Riduzioni affrontarono numerose sfide. Le pressioni politiche delle corone spagnola e portoghese, le guerre e le invasioni (in particolare da parte dei "paulisti" brasiliani) portarono alla loro distruzione e dispersione. Nel 1758, con il trattato di Madrid, le terre delle missioni furono divise tra Spagna e Portogallo, e nel 1767 i Gesuiti furono espulsi dai territori spagnoli, segnando la fine di questo esperimento sociale.
Gesuiti in Brasile
La Presenza Europea Oltre la Missione: Commercio, Emigrazione e Sviluppo in Sud America
La presenza europea in America Latina non si limitò all'attività missionaria. L'epoca coloniale vide anche un significativo impegno commerciale e una crescente ondata migratoria.
Fattori Commerciali e Finanziari
Dalla seconda metà del XVII secolo, la politica di espansione olandese nei Caraibi e nel Sud America richiese ufficiali e soldati mercenari. La rete finanziaria e commerciale internazionale degli Ugonotti europei trovò terreno fertile. Commercianti e banchieri si stabilirono nella regione, molti diventando proprietari di piantagioni. Nel XVIII secolo, le società europee operarono attivamente nei mercati delle colonie francesi, in particolare nelle Antille.
L'Emigrazione di Coloni Agricoli
Con la formazione dei nuovi Stati indipendenti, si aprì la strada all'immigrazione straniera per favorire lo sviluppo economico. Il Brasile, ad esempio, incoraggiò l'immigrazione di lavoratori liberi per sostituire la manodopera degli schiavi. I coloni europei si insediarono nelle province meridionali, spesso con il sostegno dei cantoni d'origine. A partire dal 1880, l'Argentina divenne la meta principale di un flusso migratorio senza precedenti, attratta da azioni propagandistiche e diplomatiche.
In Europa, le ricorrenti crisi agricole, le disuguaglianze di sviluppo e la miseria della classe contadina spinsero migliaia di persone ad emigrare. L'emigrazione di massa divenne un fenomeno socialmente rilevante, a volte con esiti drammatici, come dimostra il caso della città di Nova Friburgo in Brasile (fondata e fallita nel 1819).
L'Impatto Economico e Finanziario
Nel XIX e XX secolo, le relazioni economiche tra Europa e America Latina si evolsero da scambi commerciali a un crescente interesse finanziario e industriale. Nonostante il ruolo modesto nelle bilance commerciali europee, i Paesi latinoamericani rivestirono una certa importanza per le industrie di punta, offrendo sbocchi commerciali alternativi. Nel XX secolo, macchine e prodotti chimici sostituirono i tessuti come principali esportazioni, mentre le importazioni si concentrarono su prodotti agricoli.
A partire dal XX secolo, l'esportazione di capitali crebbe notevolmente. Multinazionali avviarono produzioni locali. Gli investimenti diretti in America Latina raggiunsero cifre considerevoli, in particolare nei settori chimico e delle macchine. Le grandi banche fornirono crediti e finanziamenti, contribuendo allo sviluppo economico della regione.
Relazioni Politiche e Cooperazione allo Sviluppo
Sul piano politico, le relazioni tra Europa e America Latina sono state storicamente dettate da interessi commerciali, finanziari e legati all'emigrazione. A partire dagli anni '60, si è aggiunta la cooperazione allo sviluppo. Nel XIX secolo, le relazioni diplomatiche si concentrarono sulla promozione delle esportazioni e sulla tutela dei diritti civili e religiosi dei coloni. La rete di consolati si estese, e vennero stipulati trattati commerciali e di amicizia. La cooperazione allo sviluppo, sia attraverso organizzazioni private che aiuti pubblici, ha riguardato la cooperazione tecnica (formazione professionale, progetti agricoli e forestali) e il finanziamento di progetti. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) è stata istituita nel 1960.
Il Ruolo Contemporaneo dei Missionari: Dal Paternalismo al Dialogo Interculturale
La figura del missionario in Sud America è complessa e sfaccettata, evolvendosi dal paternalismo iniziale verso un approccio di reciprocità e interculturalità. L'atteggiamento benevolo dei missionari verso le culture indigene, un tempo considerato un segno di superiorità culturale, è stato gradualmente sostituito da un riconoscimento della pari dignità di ogni cultura. Figure come Padre José Auletta, con decenni di lavoro tra gli indigeni argentini, sottolineano l'importanza dell'ascolto reciproco e dell'arricchimento culturale.
Sfide Attuali: Terra, Risorse e Diritti Indigeni
Oggi, molte comunità indigene in Argentina e in altri paesi latinoamericani affrontano sfide legate alla restituzione o al riconoscimento giuridico delle proprie terre, minacciate dall'espansione dell'agrobusiness e dalle società estrattive (come quelle del litio). La legge 26.160 in Argentina, che prevede la sospensione degli sfratti e un'indagine catastale sui territori indigeni, rappresenta un passo importante, ma la lotta per i diritti territoriali continua.
Eredità e Riflessioni sull'Esperienza Missionaria
L'esperienza missionaria in Sud America, pur con le sue complessità e le ombre del colonialismo, ha lasciato un'eredità significativa. Le Riduzioni gesuitiche, ad esempio, rappresentano un modello di organizzazione comunitaria e di valorizzazione della cultura indigena che continua a suscitare dibattito. Sebbene il modello teocratico delle Riduzioni sia oggi improponibile, i suoi valori di comunione, reciprocità e rispetto per la cultura locale rimangono attuali. I Gesuiti dimostrarono l'importanza di immergersi nella lingua e nella cultura dei popoli indigeni, evitando l'urbanizzazione forzata e promuovendo lo sviluppo basato sull'identità culturale.

Globalizzazione, Missione e Migrazioni: Un Incontro Continentale
Dal 1° al 5 marzo, nella sede centrale della Direzione Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) a Brasilia, si è svolto l’Incontro dei Direttori Nazionali delle POM del Continente Americano e del Caribe. L'evento ha avuto come tema di studio tre argomenti molto delicati: Missione, Globalizzazione e Migrazioni. Il Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie del Brasile e Rappresentante dei Direttori delle POM dell'America Latina e del Caribe, p. Daniele Lagni, ha sottolineato l'importanza dell'evento, a cui hanno partecipato anche i membri del Consiglio Missionario Nazionale (COMINA), il Segretario Generale della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), il Presidente della Commissione Episcopale di Azione Missionaria e Cooperazione Interecclesiale della CNBB, alcuni Vescovi membri della stessa Commissione e missiologi.
L’Incontro è stato aperto con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Nunzio Apostolico in Brasile, Sua Ecc. Mons. Lorenzo Baldisseri. Il tema di studio su Missione, Globalizzazione e Migrazioni è stato illustrato da p. Paulo Suess, Missiologo e Presidente dell'Associazione Internazionale dei Missiologi; da sr. Rosita Milesi, del Servizio di Migrazione della CNBB (Scai); e dal p. Cláudio Ambrozio, Missionario Scalabriniano.

Nuovi Modelli di Carità e Solidarietà: L'Esperienza di "Italia Solidale"
In ogni persona vi è un'energia di vita ordinata, unica, irripetibile, bisognosa di libertà, di forza, di gioia, d'amore e di pace. Si tratta di forze che troviamo dentro di noi e ogni persona vive bene se le rispetta e le fa rispettare. Il potenziale di ogni persona è immenso, e la missione di ognuno è esprimere questo meraviglioso potenziale secondo la Creazione sacra, non secondo quello che si pensa, il mondo vuole o gli altri dicono. La carità ai sofferenti, i gemellaggi, le relazioni vere fondate su questi contenuti nelle comunità e le adozioni sono tutti strumenti affinché ogni persona possa ritornare all'esperienza di sé in tutta la dignità, libertà e indipendenza di Creazione.
Tutti siamo missionari, perché tutti abbiamo bisogno di vivere pienamente questa Creazione e di testimoniare questa dignità, libertà e indipendenza agli altri che soffrono. Per questo, non c'è distinzione tra Italia, Africa, India e Sud America; tutti portano avanti la stessa missione, perché tutti abbiamo bisogno di ritrovare la nostra persona attraverso la carità ai fratelli. I poveri di tutti i continenti sono uniti, sono tutti missionari e stanno già vivendo questa immensità.
Nell'esperienza promossa da Padre Angelo e "Italia Solidale", i libri e i documenti di Padre Angelo sono tradotti in 35 lingue. Le famiglie che desiderano ritrovare la propria vita e vere relazioni leggono personalmente un capitolo del libro su cui meditano, pregano e amano. Poi si incontrano settimanalmente in comunità formate da 5 famiglie dove leggono lo stesso capitolo e si sostengono reciprocamente senza tante parole, per vedere e risolvere concretamente tutte le difficoltà personali, familiari, sociali, culturali e materiali che incontrano nella loro vita quotidiana.
- 40 comunità, cioè 200 famiglie, formano una missione.
- Nel mondo, ci sono 144 missioni: 89 in Africa, 35 in India e 20 in Sud America.
Queste missioni non sono state formate secondo un progetto "dall'alto" deciso da Padre Angelo o dai volontari di Italia Solidale, ma si sono sviluppate grazie alla testimonianza di Spirito degli stessi poveri che si aiutano tra loro sperimentando tutta la pienezza delle proprie energie personali. Questo è il modo per uscire dai mali che incontrano e vivere una vera esperienza di solidarietà che non parte "dall'alto" e nemmeno "dal basso", ma parte "da dentro" ogni persona. Ritrovando il valore della propria vita, le famiglie hanno a cuore non solo i propri bambini, ma anche tutti i bambini e le famiglie sofferenti nel mondo, vicini e lontani.
Ogni anno, ogni missione forma nuove comunità, per donare questi contenuti a nuove famiglie che gioiosamente scelgono di partecipare prima di tutto non per ricevere un contributo economico o materiale, ma consapevoli che si tratta di qualcosa di molto più ampio e che punta a ritrovare il valore della propria vita. Oltre a questa esperienza di formare nuove comunità, i poveri sperimentano la carità di far fare le adozioni: le comunità del mondo si adottano tra loro attraverso l'adozione intercontinentale e interstatale e ogni famiglia trova, tra i propri amici, una persona semplice e di cuore che voglia attivare un'adozione interfamiliare. Così inizia la relazione con una famiglia di un altro continente di cui si salva un bambino.
Tra il 2016 e il 2020, i poveri del mondo hanno realizzato 23.000 adozioni interfamiliari e 10.000 adozioni intercontinentali e interstatali, nello scambio eucaristico mondiale dei gemellaggi che collega tutto il mondo nella carità e che smonta ogni schema tradizionale di aiuto umanitario. Africani che salvano indiani, sudamericani che salvano africani e viceversa... in un circolo di carità che smonta il cardine degli aiuti unidirezionali fondati sul denaro e sui beni materiali che provengono dal nord al sud del mondo, ma apre una grande rete di carità fondata sull'amore, sulla partecipazione in Spirito nella relazione di gemellaggio e, solo dopo, concreta nel contributo dell'adozione a distanza, tra tutti i poveri ricchi di vita nel mondo, oltre ogni confine e logica. Così, ogni famiglia riceve due adozioni: una dal sud del mondo e una dall'Italia.
Gesuiti in Brasile
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