Sant'Antimo: Storia, Culto e Diffusione del Nome

Introduzione al Santo

Il nome di Sant'Antimo è strettamente legato a una delle più affascinanti costruzioni di architettura romanica esistenti nella campagna toscana. Tuttavia, il culto di questo santo si estende ben oltre, con una forte presenza in Campania, dove è venerato come santo patrono di diverse località.

Il Culto di Sant'Antimo e Compagni Martiri

Il santo patrono di Sant'Antimo, comune situato in Campania, è Sant'Antimo e compagni, celebrato l'11 maggio. Questa commemorazione si riferisce a un gruppo di martiri, le cui vicende sono narrate in diverse fonti storiche e agiografiche.

La Vita e il Martirio di Sant'Antimo di Roma

Secondo gli Acta Sancti Anthimi, Sant'Antimo di Roma fu coinvolto in eventi legati alla persecuzione dei cristiani sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano. Faltonio Piniano, proconsole in Asia, fu colpito da una grave malattia. Sua moglie, Anicia Lucina, discendente dell'imperatore Gallieno, si rivolse ai cristiani imprigionati per chiedere aiuto. Tra questi vi era Antimo e altri martiri.

Piniano decise di liberare i prigionieri, nascondendoli nelle sue ville in Sabina e nel Piceno. Ad Antimo fu affidata una villa al XXII miglio della Via Salaria. Qui, continuò la sua opera di proselitismo, convertendo un sacerdote del dio Silvano e inducendolo a distruggere un suo idolo. A seguito di questa azione, Antimo fu denunciato al proconsole Prisco, che lo fece gettare nel Tevere con un sasso legato al collo. Nonostante ciò, il sacerdote sopravvisse e fu successivamente decapitato.

Dopo Antimo, il suo ruolo fu ereditato da Massimo, che fu anch'egli decapitato pochi giorni dopo, tra il 19 o il 20 ottobre, e sepolto in un oratorio al XXX miglio della Via Salaria. Presso questo oratorio, fu sorpreso a predicare Basso, che rifiutò di effettuare sacrifici in onore di Bacco e Cerere e fu massacrato nel mercato di Forum Novum. Una sorte simile toccò a Fabio, torturato e decapitato sulla Via Salaria.

illustrazione di un antico martire cristiano con una pietra legata al collo, pronto per essere gettato in un fiume

Diffusione del Culto e Reliquie

Sant'Antimo è particolarmente venerato a Cures Sabini, l'odierno Passo Corese (frazione di Fara in Sabina). A lui sono state dedicate numerose chiese. Alcune leggende lo citano come vescovo di Terni, Spoleto e Foligno. Durante il sinodo romano del 501, il vescovo di Cures si firmò come episcopus ecclesiae Sancti Anthimi.

A Montalcino, in provincia di Siena, sorge l'abbazia di Sant'Antimo, che secondo la tradizione avrebbe ospitato le spoglie del santo. Sant'Antimo è inoltre il patrono dell'omonimo comune della città metropolitana di Napoli, dove il maggiore luogo di culto cittadino è il Santuario di Sant'Antimo Prete e Martire.

Sant'Antimo di Nicomedia: Un'altra Figura di Rilievo

Esiste un'altra figura di santo con il nome Antimo, Sant'Antimo di Nicomedia, un vescovo e martire greco. Sulla sua vita e sul suo martirio le cronache riportano differenti versioni.

Secondo Eusebio di Cesarea, pochi giorni dopo il 24 febbraio 303, quando Diocleziano emanò il primo editto anticristiano, il palazzo imperiale di Nicomedia prese fuoco. L'incendio provocò diverse ritorsioni sui cristiani, molti dei quali furono annegati o arsi vivi. Eusebio non riporta l'anno e la data di nascita di Antimo.

La Passio attribuita a Simeone Metafraste, considerata poco attendibile dagli studiosi cattolici, descrive Antimo come oriundo di Nicomedia, divenuto vescovo e predicatore dedito al proselitismo e alla diffusione della pratica del martirio. Sorpreso a predicare in un villaggio da venti soldati, li avrebbe convinti a convertirsi al Cristianesimo e a essere battezzati.

Oltre due secoli dopo la sua morte, Giustiniano realizzò sul luogo della decapitazione descritto da Eusebio una grande basilica. La Chiesa cattolica festeggia Sant'Antimo di Nicomedia il 24 aprile, mentre la Chiesa ortodossa ne ricorda il martirio il 3 settembre. Queste date hanno antichi riferimenti, anche se il martirologio geronimiano fa risalire la morte al 27 aprile.

mappa antica della regione di Nicomedia e dintorni

Interpretazioni Agiografiche e Storiche

Ildefonso Schuster considera Sant'Antimo un santo locale, mentre Delehaye ipotizza una sua identificazione con Sant'Antimo di Nicomedia. Delehaye suggerisce che l'11 maggio possa essere la data dell'ingressus reliquiarum o del natalis basilicae del santo di Nicomedia a Cures. Questa tesi, tuttavia, non è ritenuta provata da Francesco Lanzoni.

Lanzoni ritiene che la lettura di Delehaye possa essere fondata per quanto riguarda Massimo, Fabio e Basso, poiché nel loro caso, pur essendo ricordati congiuntamente a Sant'Antimo nel martirologio romano, non si conosce il luogo della loro sepoltura. Un San Massimo martire veniva venerato il 19 o 20 ottobre nell'antica Forconio, con feste analoghe celebrate in altre località.

Le spoglie di Diocleziano, Fiorenzo e Sisinnio, un tempo conservate nel monastero di San Fiorenzo di Osimo, furono traslate nel 1437 nel Duomo di San Leopardo in Osimo. Diocleziano e Fiorenzo sono citati nel martirologio geronimiano il 16 maggio. Di Faltonio Piniano non si hanno ulteriori notizie, mentre sua moglie è spesso citata negli atti dei martiri dei Santi Processo e Martiniano e di San Marcello papa.

Etimologia e Diffusione del Nome Antimo

Il nome Antimo deriva dal greco Ἄνθιμος (Anthimos), passato in latino come Anthimus. È basato sulla parola greca ἄνθος (anthos), che significa "fiore", e quindi il nome significa "simile a un fiore" o "fiorente".

Il culto di Sant'Antimo è particolarmente vivo in Campania, dove è patrono di Sant'Antimo, comune della città metropolitana di Napoli.

Patronati e Comuni in Campania

Il culto di Sant'Antimo è diffuso in diverse province della Campania, dove il santo è patrono di numerosi comuni. Di seguito un elenco parziale:

  • Provincia di Avellino: Avellino, Ariano Irpino, Monteforte Irpino, Mercogliano, Solofra, Atripalda, Cervinara, Grottaminarda, Mirabella Eclano, Montella, Avella, Serino, Lioni, Montemiletto, Forino, Mugnano del Cardinale, Calitri, Baiano, San Martino Valle Caudina, Sant'Angelo dei Lombardi, Nusco, Altavilla Irpina, Volturara Irpina, Bisaccia, Frigento, Aiello del Sabato, Montecalvo Irpino, Sperone, Pratola Serra, Gesualdo, Rotondi, Lauro, Caposele, Montefalcione, Fontanarosa, Bagnoli Irpino, Manocalzati, Sturno, Flumeri, Montemarano.
  • Provincia di Benevento: Benevento, Montesarchio, Sant'Agata de' Goti, San Giorgio del Sannio, Airola, Telese Terme, Apice, Guardia Sanframondi, San Bartolomeo in Galdo, Morcone, Sant'Angelo a Cupolo, Cusano Mutri, Cerreto Sannita, Moiano, Paduli, San Salvatore Telesino, Solopaca, Limatola, Faicchio, San Nicola Manfredi, San Marco dei Cavoti, Foglianise, Torrecuso, Ceppaloni, San Leucio del Sannio, Pietrelcina, San Giorgio La Molara, Vitulano, Amorosi, Dugenta, Apollosa, Ponte, Colle Sannita, Calvi, Baselice, Pago Veiano, Castelvenere, Circello, Frasso Telesino, San Lorenzello.
  • Provincia di Caserta: Caserta, Aversa, Marcianise, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere, Mondragone, Orta di Atella, Castel Volturno, Sessa Aurunca, San Nicola la Strada, Casal di Principe, Capua, Trentola Ducenta, San Felice a Cancello, Lusciano, Sant'Arpino, Santa Maria a Vico, Casagiove, Teverola, San Marcellino, San Cipriano d'Aversa, Teano, San Prisco, Villa Literno, Piedimonte Matese, Parete, Macerata Campania, Gricignano di Aversa, Casaluce, Capodrise, Frignano, Casapulla, Carinola, Cesa, Succivo, Cellole, Portico di Caserta, Alife, Recale, Sparanise.
  • Provincia di Napoli: Napoli, Giugliano in Campania, Torre del Greco, Pozzuoli, Casoria, Castellammare di Stabia, Afragola, Marano di Napoli, Acerra, Ercolano, Portici, Casalnuovo di Napoli, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata, Quarto, Pomigliano d'Arco, Melito di Napoli, Caivano, Arzano, Somma Vesuviana, Mugnano di Napoli, Nola, Sant'Antimo, Villaricca, Marigliano, Frattamaggiore, Gragnano, Sant'Anastasia, San Giuseppe Vesuviano, Bacoli, Boscoreale, Pompei, Qualiano, Ottaviano, Volla, Poggiomarino, Cardito, Vico Equense, Sant'Antonio Abate, Cercola.
  • Provincia di Salerno: Salerno, Cava de' Tirreni, Battipaglia, Scafati, Nocera Inferiore, Eboli, Pagani, Angri, Sarno, Pontecagnano Faiano, Nocera Superiore, Capaccio Paestum, Mercato San Severino, Agropoli, Baronissi, Campagna, Castel San Giorgio, Fisciano, Bellizzi, Sala Consilina, Montecorvino Rovella, Giffoni Valle Piana, Pellezzano, Siano, San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno, Montecorvino Pugliano, Roccapiemonte, Sant'Egidio del Monte Albino, Vallo della Lucania, Vietri sul Mare, Teggiano, Castellabate, Roccadaspide, Camerota, Sapri, Altavilla Silentina, Olevano sul Tusciano, San Cipriano Picentino, Montesano sulla Marcellana.

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