Padre Gabriele Amorth: Insegnamenti sulla Liberazione Diabolica

Padre Gabriele Amorth (1925-2016) è stato uno dei sacerdoti esorcisti più conosciuti a livello mondiale. La sua stretta collaboratrice, Angela Musolesi, ha offerto un "ritratto" inedito e sconosciuto di Don Gabriele Amorth, raccontato “senza censure”.

La Figura di Padre Gabriele Amorth e le sue Inchieste sul Diavolo

Don Marcello Stanzione, massimo esperto italiano di angelologia, nel libro “Inchieste sul diavolo” (Mimep Docete), ha raccolto interviste esclusive ad esorcisti e collaboratori. Una di queste è dedicata ad Angela Musolesi, nata nel 1954, che per molti anni ha assistito Don Gabriele Amorth durante gli esorcismi.

Musolesi ha riportato fatti sconosciuti sul più noto degli esorcisti. Don Amorth provava spregio e ribrezzo per il diavolo, e lo chiamava “cretino”. Più volte, come spiega la sua collaboratrice, ha associato all’esorcismo anche preghiere di liberazione.

Preghiere di Liberazione e Esorcismi: L'Approccio di Don Amorth

L'Efficacia delle Preghiere di Liberazione

«Don Amorth - evidenzia la collaboratrice - faceva gli esorcismi con molta potenza, e poi sovente praticava nella stessa seduta anche la preghiera di liberazione, nelle sue diverse formule. Non si limitava quindi all’esorcismo.» Egli ha sempre asserito di aver notato che si guarisce di più con le preghiere di liberazione che con l’esorcismo, e lo stesso sosteneva padre Matteo La Grua. Musolesi stessa, pur non avendo mai praticato un esorcismo, ma solo preghiere di liberazione, ha confermato questa considerazione, avendo talora visto guarigioni attraverso di esse.

Una preghiera di liberazione che spesso utilizzava, o che i fedeli stessi recitavano, è la seguente:

  • Fondi il (la) Signore, plasmalo (la), riempilo (la) di te, usalo (la).
  • Caccia via da lui (lei) i malefici, le stregonerie, la magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, i riti satanici, i culti satanici, le consacrazioni a satana.
  • Ordino e comando, con la forza di Dio Onnipotente, nel nome di Gesù Cristo Salvatore, per intercessione della Vergine Immacolata, col potere che ho dalla Chiesa, benché indegno, a tutti gli Spiriti immondi, a tutte le presenze che molestano (nome), di lasciarlo (la) immediatamente, di lasciarlo (la) definitivamente e di andare nell’inferno eterno, incatenati da San Michele Arcangelo, da San Gabriele, da San Raffaele, dai nostri Angeli Custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine Santissima Immacolata.

La Durata degli Incontri di Liberazione

«Gli incontri di liberazione di don Amorth di solito duravano poco meno di un’ora, ma non c’era un tempo stabilito. Dipendeva da una serie di fattori.» Musolesi ricorda una frase che l’esorcista ripeteva spesso: «“Una preghiera di liberazione o un esorcismo non ha mai fatto del male a nessuno”.»

Per quanto riguarda la certezza dell'avvenuta liberazione di una persona, Don Amorth rispondeva: «“Io attendo un anno, prima di dire che una persona è libera”.»

La Vendetta del Demonio: Un Luogo Comune Smentito

La collaboratrice dell’esorcista smentisce il luogo comune secondo cui il Demonio si vendicherebbe su chi pratica esorcismi o preghiere di liberazione. «Si vendica? No, è una menzogna! Don Amorth a novantuno anni faceva ancora sei, sette esorcismi al giorno. Nemmeno un sacerdote giovane li fa con tanto vigore, stando a quanto affermano le “vittime”! »

La Devozione Mariana e i Tempi della Liberazione

L'Amore di Don Amorth per Maria Santissima

«Ricordo che don Amorth - continua Musolesi - aveva una devozione intensa a Maria Santissima, in particolare alla Madonna di Fatima e di Medjugorje, come risulta dalle innumerevoli foto che gli hanno scattato nella stanza dove praticava gli esorcismi.» A Maria Santissima aveva dedicato tutta la sua vita, avendo diretto per decenni una rivista mariana.

I Tempi della Liberazione da Infiussi Diabolici

Il tempo necessario affinché una persona possa liberarsi dagli influssi e dai disturbi diabolici può essere molto vario. Padre Gabriele Amorth affermava: «“Mi è capitato il caso di una ragazza di 14 anni, colpita da pochi giorni, che sembrava furiosa: calciava, mordeva, graffiava. È bastato un solo quarto d’ora di esorcismo per liberarla completamente. (…) Ma i casi così sono rarissimi, oppure si verificano se l’intervento malefico è molto leggero”» (Gabriele Amorth, Un esorcista racconta, Ed. Dehoniane, Bologna 2007, pag. 51 e 52).

Tutto dipende dal permesso di Dio: farsi prendere dalla fretta per ottenere la liberazione, continuando a vivere in abitudini peccaminose, non porta a nessun risultato. L’esperienza degli esorcisti porta a credere che quanto più il Male è radicato nella vita di una persona, tanto più tempo ci vorrà per estirparlo.

Può succedere che il processo di liberazione richieda tempi assai lunghi, a volte anche anni. Ciò potrebbe capitare perché Dio, ad esempio, vuole portare il “demonopatico” ad amarlo di un amore vero e sincero, confermandolo in una condotta di vita autenticamente cristiana. Le vittime di mali malefici, sotto la guida del sacerdote esorcista, compiono un vero e proprio cammino di conversione dove i benefici spirituali superano di gran lunga i disagi e i mali connessi al disturbo diabolico. Molte persone si sono avvicinate di più al Signore dopo essere state vittime di mali malefici.

Raffigurazione della Vergine Maria che schiaccia la testa del serpente

Cause Comuni di Ritardo nella Liberazione

Riportiamo un elenco sommario delle cause più frequenti per le quali una vittima di mali malefici potrebbe non riuscire a liberarsi:

  • Peccati gravi non confessati o confessati male, come ad esempio l’aborto (che costituisce uno dei peccati più gravi di fronte a Dio). E inoltre una mancanza di pentimento o di riparazione nei confronti di questi stessi peccati.

    «“Altre volte (l’impedimento può essere causato - n.d.a.) da gravi colpe del passato sulle quali non c’è stato sufficiente pentimento o riparazione, anche se si tratta di colpe confessate (ad esempio, peccati di aborto). … Tolto l’impedimento si nota subito il vantaggio”» (G. Amorth, Nuovi racconti di un esorcista, Ed. Dehoniane 2002, pag. 119 e 120).

  • Mancato perdono (sincero e di cuore) delle persone che ci hanno fatto del male. Invidie e gelosie radicate profondamente nella persona.

    «“Generalmente un elemento su cui possono nascere sospetti, specie se non si notano progressi, è di indagare se c’è qualche impedimento alla grazia. Il più delle volte il discorso da approfondire è quello del perdono. Forse l’amore ai nemici è il precetto più difficile del Vangelo. Perdonare di cuore, non avere risentimenti, pregare per chi ci ha fatto del male, saper compiere il primo passo verso la riconciliazione etc., sono sforzi duri”» (G. Amorth, Nuovi racconti di un esorcista, Ed. Dehoniane, Bologna 2002, pag. 119).

  • Partecipazione a pratiche occulte e sedute spiritiche. Frequentazione di maghi, cartomanti, cartomanti, pseudo guaritori. È necessario rinnegare tutto ciò troncando immediatamente ogni pratica di questo genere mediante una buona Confessione Sacramentale. In questo caso si sono rivelate molto efficaci anche le preghiere di rinuncia a Satana e a tutte le sue seduzioni.

  • Indossare o avere in casa o nell’auto oggetti di superstizione, come corni, amuleti, occhietti contro il malocchio, ferri di cavallo, ecc. Bisogna liberarsi di tutti questi oggetti apportatori di negatività.

  • Mancata distruzione di tutti quegli oggetti che hanno a che fare con l’occulto, come libri di magia o di new age, oggetti magici o scaramantici, amuleti, statuette divinatorie, piramidi, pentacoli, tarocchi.

  • Utilizzare false preghiere o mettere in atto pratiche superstiziose suggerite da persone di dubbia moralità. Spesso gli operatori dell’occulto mescolano formule magiche, invocazioni e vere e proprie maledizioni con parti di preghiere tradizionali.

  • Abitare con familiari profondamente atei e/o che bestemmiano.

    «“È molto importante che tutti i membri della famiglia collaborino con una vita cristiana, con la preghiera, la fedeltà alla Confessione e alla Messa. In alcuni casi la liberazione viene ritardata perché anche un solo membro della famiglia non è praticante; quando anche quello ritorna alle pratiche della religione avviene la liberazione”» (Gabriele Amorth, L’esorcista della Scala Santa, Ed. il Crocifisso, Roma 2002, pag. 42).

  • Mancanza di una vita autenticamente cristiana. Inosservanza dei Comandamenti e delle pratiche religiose da seguire: preghiere quotidiane, messa almeno nei giorni di precetto, santo rosario, lettura giornaliera della Parola di Dio, ecc.

    «“Altre volte (l’impedimento alla liberazione - n.d.a.) può essere dato da una vita non conforme alla legge di Dio. Mi è capitato spesso di persone sposate che solo dopo molto tempo hanno rivelato di vivere in una situazione matrimoniale non in regola”» (G. Amorth, Nuovi racconti di un esorcista, Ed. Dehoniane 2002, pag. 119).

Bisogna abbandonarsi con fiducia tra le braccia del Signore, Egli ha stabilito un tempo per tutto e saprà concedere la liberazione quando sarà più opportuno. Non resta che rimettersi con fiducia filiale alla Sua santa volontà.

Casi Esemplari di Liberazione

Non esistono mai due casi uguali, ma vi sono situazioni che si ripetono con una certa somiglianza.

La Liberazione di Se Stessi

Cristo ha dato il potere a tutti i credenti in lui: «Nel mio nome scacceranno i demoni» (Marco 16,27), non solo per liberare gli altri, ma anche per liberare se stessi. Vivere abitualmente in grazia di Dio, pregare, accostarsi spesso ai sacramenti, ricorrere all'intercessione della Vergine Maria, degli angeli, dei santi, è il più sicuro rimedio preventivo. Talvolta, però, questo non basta.

È possibile che il demonio si accanisca particolarmente con qualcuno, senza sua colpa; ed è possibile che il Signore permetta, a scopo di purificazione e di apostolato di quell’anima, che gli attacchi del demonio abbiano successo. È il caso biblico di Giobbe; è il caso di tanti santi e di tante anime buone, per le quali il Signore permette tali prove, così come permette per tutti le prove di ogni forma di sofferenza.

Il più delle volte, tali anime superano queste prove e se ne liberano completamente, senza bisogno di preghiere di liberazione e tanto meno di esorcismi. Le preghiere di liberazione se le fanno da sé. Bastano i mezzi comuni di grazia e l'uso dei tre grandi mezzi, a cui occorre un ricorso speciale, indicati da Gesù in occasione della difficile liberazione di quel giovane che nove apostoli non riuscirono a liberare: al padre del ragazzo chiede tanta fede; agli apostoli, Gesù dice che, per liberare da certi demoni, ci vuole preghiera e digiuno.

Esempi Storici

  • San Giovanni Bosco: Si legge nella vita di San Giovanni Bosco che, particolarmente per due anni, il santo è stato tormentato in modo straordinario dal demonio. Non sappiamo esattamente come si è liberato, ma è certo che ha fatto tutto da sé, nel senso che non ha avuto bisogno che altri facessero su di lui preghiere di liberazione e tanto meno esorcismi.

  • San Giovanni Calabria: Negli ultimi anni di vita, Don Giovanni Calabria ha vissuto dei periodi in cui il Signore ha permesso che venisse sottoposto alla possessione diabolica vera e propria. Ne è stato chiaro lo scopo, di purificazione e di espiazione. Leggendo i documenti ufficiali del processo canonico, risulta chiaro come quel santo sacerdote si è liberato da sé, con la sua fede, la sua umiltà, le sue preghiere. Non ha avuto bisogno di preghiere di liberazione e tanto meno di esorcismi.

Questi sono esempi consolanti e indicativi per tutti, anche se non per tutti basta questo.

Liberazione con l'Aiuto di una Suora: Il Caso di Gloria

Una suora italiana, missionaria in Brasile, insegnava in un Istituto di Marília, San Paolo. Una delle sue alunne, Gloria, diligente, educata e servizievole, cambiò improvvisamente dopo le vacanze, apparendo assente e mancando alle lezioni.

La suora, insospettita, scoprì che Gloria portava con sé un piccolo fazzoletto dai colori vivacissimi (rosso, verde e giallo) che sembrava avere un'influenza maligna. Questo fazzoletto, che tentava di sfuggire dalle mani della suora, fu poi gettato nel fuoco dopo l'invocazione alla Madonna.

In seguito, Gloria non riusciva più a ritenere nessun cibo e deperiva giorno dopo giorno. La ragazza confessò che durante le vacanze una donna le aveva imperativamente detto di sposare suo figlio e di conservare il fazzoletto, pena la morte e l'insuccesso negli studi. Aveva anche tagliato una ciocca dei suoi lunghi capelli.

La suora accompagnò Gloria a confessarsi e, ispezionando il suo guanciale, trovarono una ciocca di capelli e un altro fazzoletto identico a quello bruciato. Tutti gli oggetti furono bruciati con grande difficoltà, invocando la Madonna.

In seguito, la ragazza si riprese del tutto: mangiava, dormiva, andava bene negli studi; si sentiva serena e libera. Sr. Maria Teresa ha concluso il suo racconto dicendo che prima non aveva mai creduto alle fatture, ma dopo questo evento, la sua convinzione cambiò.

Un Caso di Liberazione da Possessione Diabolica

Nel 1987, due sacerdoti, non esorcisti ma uomini di preghiera, acconsentirono a benedire un ragazzo di undici anni su richiesta dei genitori. Sebbene il bambino apparisse calmo e ubbidiente, appena iniziarono le preghiere comuni, iniziò a smaniare, sputare bava, bestemmiare e pronunciare minacce.

Per due ore, i sacerdoti continuarono a pregare, usando segni di croce, benedizioni con acqua santa, candele benedette e incenso. Decisero di sospendere e riprendere dopo quindici giorni. Alla seconda seduta, il bambino si infuriò immediatamente con l'inizio delle preghiere, la sua rabbia crescendo all'invocazione della Madonna, San Francesco, San Benedetto e San Michele Arcangelo.

Il demonio diventò furibondo e, gridando aiuto e invocando altri demoni come Lucifero, infine gridò: «La Madonna no! forse la vedeva arrivare; l'uccello bianco no! forse vedeva lo Spirito Santo; l'uccello no! l'uccello è arrivato! E il più grande.» Con quest'ultimo grido, il fanciullo sobbalzò, ricadendo a terra privo di forze. Seguì un silenzio assoluto: era tutto finito. I sacerdoti e le persone presenti piansero di gioia.

Nei giorni seguenti, il ragazzo, dallo stato di posseduto, passò a quello di veggente, un passaggio pericoloso e delicato che accade spesso, un tranello del demonio per ritornare. Ma in questo caso, durò poco.

Il diavolo e l'esorcista - don Gabriele Amorth intervistato da don Giusto Truglia - (c) Telenova

L'Eredità Mariologica di Don Amorth e la Consacrazione dell'Italia

Don Amorth è ricordato anche come un appassionato e stimato mariologo, alla direzione del mensile paolino Madre di Dio. Fu un fautore instancabile della necessità della consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria, in risposta alle richieste della Madonna a Fatima.

Per portare avanti la causa della Consacrazione, Don Amorth, negli anni Cinquanta, allora giovane ed entusiasta, tra i più attivi sostenitori dell'iniziativa, non esitò a sobbarcarsi un compito quasi immane. Dovette scontrarsi con la noncuranza, lo scetticismo e l'ostilità aperta, diffusa anche tra le gerarchie ecclesiastiche.

Questo capitolo, praticamente sconosciuto ai più, permette anche di rileggere un periodo storico cruciale per l'Italia e per il mondo, quello che va dal dopoguerra fino agli anni Sessanta e Settanta, e di incontrare grandi personalità, come quella del cardinale Lercaro e del cardinale Siri.

A distanza di circa un decennio dalla Consacrazione, Don Amorth, come riferisce Gaeta, si chiedeva, a parte se e quali effetti avesse avuto quell'evento solenne e potente, quanto fossero cambiati gli italiani e il loro rapporto con la fede. Il panorama appariva desolante. Però è indubbio che, nonostante le difficoltà, le distorsioni, le delusioni, l'Italia non è caduta nelle spire di dittature comuniste, come ad un certo punto si temeva, né il mondo ha conosciuto la tragedia di nuovi conflitti mondiali (anche se, come avverte spesso Papa Francesco, si sta vivendo probabilmente una Terza guerra mondiale "a pezzi"). La protezione tanto invocata, dunque, è stata concessa.

La Consacrazione avvenne a Catania sessanta anni fa, preceduta da una peregrinatio della Madonna di Fatima durata cinque mesi, che percorse in lungo e in largo la penisola, facendo accorrere milioni di fedeli e suscitando conversioni e anche qualche miracolo. Fu una stagione unica per la vita della Chiesa e del nostro Paese.

Conflitti e Riconoscimenti

La parte conclusiva del saggio di Saverio Gaeta si occupa di un altro forte impegno della vita di Don Amorth. A causa di alcune prese di posizione riguardanti Medjugorje, si scontrò nuovamente con alcuni ambienti ecclesiali.

Per ricordare le due ricorrenze, i sessanta anni dalla Consacrazione e i tre anni dalla scomparsa di uno dei suoi più strenui sostenitori, il 16 settembre, nella parrocchia Santa Maria Regina degli Apostoli, a Roma, è stata celebrata una Santa Messa, presieduta dal Superiore provinciale della Società San Paolo d'Italia, Don Eustachio Imperato. Alla Messa è seguita una tavola rotonda per ricordare Don Amorth, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Saverio Gaeta e Don Gino Valeretto, sacerdote paolino e delegato dell'Istituto Maria SS. (Fonte: Saverio Gaeta, L'eredità segreta di don Amorth).

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