Lo scontro tra Carlo Calenda ed Elena Basile: le polemiche sul conflitto in Ucraina

Durante la trasmissione "Lo stato delle cose", condotta da Massimo Giletti su Rai 3, si è acceso un duro confronto tra il leader di Azione, Carlo Calenda, e l'ex diplomatica Elena Basile. Al centro del dibattito, le posizioni riguardanti il riarmo, il conflitto in Ucraina e il ruolo della leadership di Volodymyr Zelensky.

Dibattito televisivo in studio tra due ospiti con il conduttore che funge da moderatore

Il fulcro della polemica: l'esperienza diretta sul campo

La tensione tra i due è esplosa quando Calenda ha incalzato l'ex diplomatica chiedendole se avesse mai visitato l'Ucraina. Di fronte alla risposta negativa di Basile, il leader di Azione ha ribattuto con fermezza: «E allora come mai parla sempre, continuamente di quello che gli ucraini fanno, che non fanno per conto loro? Perché non va a vedere i ragazzi ucraini che vanno a difendere il proprio paese?». Calenda ha poi esteso un invito provocatorio alla sua interlocutrice: «Ambasciatrice, andiamo insieme, andiamo. Vuole che ce l'accompagno io in Ucraina?».

Calenda ha rivendicato la propria esperienza personale, affermando di aver portato suo figlio in Ucraina, persino sotto i bombardamenti a Odessa, per testimoniare la realtà vissuta dalla popolazione locale. «Si vergogni. Vada in Ucraina, parlate con gli ucraini. Rispettateli», ha aggiunto il politico, rimproverando a Basile di parlare del conflitto senza una conoscenza diretta del territorio.

La posizione di Elena Basile

Dal canto suo, Elena Basile ha sostenuto di basare le proprie analisi sullo studio e sulla lettura, pur riconoscendo di non essere stata nel paese. L'ex diplomatica ha spostato l'attenzione sulla leadership ucraina, definendo Zelensky un leader autoritario che avrebbe ostacolato le elezioni. «Oggi se ci fossero le elezioni, Zelensky sarebbe cacciato», ha affermato Basile, lamentando l'assenza di partiti di opposizione.

Basile ha inoltre sollevato il tema della resistenza, sostenendo che molti giovani ucraini cercherebbero di sottrarsi al conflitto: «I ragazzi si stanno rompendo le gambe per non andare in guerra, si nascondono».

Mappa dell'Europa orientale con evidenziata l'area di conflitto ucraina

La replica di Calenda sulle elezioni in tempo di guerra

Il leader di Azione ha respinto fermamente le critiche riguardanti la sospensione delle consultazioni elettorali in Ucraina. Calenda ha paragonato la situazione attuale a quella del Regno Unito durante la Seconda Guerra Mondiale, sottolineando l'impossibilità logistica e democratica di votare nei territori invasi o sotto occupazione: «Ma finché c'è il paese invaso ma come fai a far votare nei territori invasi? Ma che dice? Dice delle enormità storiche ambasciatrice».

Il dibattito prosegue sui social

Dopo la puntata, lo scontro è proseguito sui social network. Calenda ha rilanciato un video del confronto su X, commentando: «La Basile sproloquia su cosa pensano gli ucraini da tre anni. Stasera abbiamo scoperto che non è mai stata in Ucraina». La replica dell'ex diplomatica non si è fatta attendere, definendo gli attacchi ricevuti come parte di una «macchina del fango» contro chi, a suo dire, esprime posizioni di dissenso.

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