Il Contesto Storico-Musicale e la Genesi di un Capolavoro
Per i musicisti, soprattutto di area austro-tedesca, nati dopo la metà del secolo, il rapporto con l'eredità del classicismo viennese dovette porsi in termini drammatici. Mentre il rimpianto per l'irrecuperabilmente perduto fu un tratto assai più tipico dei lavori tardi di Brahms, i musicisti successivi dovettero immaginare da subito vie nuove per fare musica senza soccombere sotto il peso della tradizione, confrontandosi al contempo con il fenomeno, per molti versi abnorme, della musica di Richard Wagner.
La soluzione messa a punto da Arnold Schönberg, nato nel 1874, fu radicale, eppure, atonalità e dodecafonia furono esiti ai quali Schönberg pervenne al culmine di un lungo e complesso percorso. Tra le tappe iniziali di questo tragitto occupa un posto di assoluto rilievo il sestetto per archi Verklärte Nacht (Notte trasfigurata), ultimato il primo di dicembre del 1899, o forse già composto nel mese di settembre.
Nato come composizione da camera per sestetto d'archi, fu poi tramutato anche in un poema sinfonico con una grandiosa orchestrazione, riveduta infine nel 1943. La sua prima esecuzione, risalente al 18 marzo 1902, ebbe luogo a Vienna nella Sala piccola del Musikverein, protagonisti i componenti del Quartetto Rosé con l’aggiunta di Franz Jelinek e Franz Schmidt come seconda viola e secondo violoncello; assai contrastato l'esito. Per la prima edizione a stampa si dovette attendere il 1905 (Berlino, Verlag Dreililien).
L'Ispirazione Poetica: Richard Dehmel e "Zwei Menschen"

Il titolo del capolavoro schönberghiano, "Verklärte Nacht" che in italiano si è soliti rendere con 'Notte trasfigurata', è il medesimo della poesia di Richard Dehmel (1863-1920) dalla quale Schönberg trasse ispirazione per il suo pezzo. La poesia di Dehmel è intitolata "Zwei Menschen", ovvero "Due esseri umani", e apparve nella raccolta poetica dehmeliana Weib und Welt (Donna e mondo, Berlino 1896). Il testo è notturno, di carattere tra liberty e pre-espressionistico: un uomo e una donna camminano affiancati in un parco deserto, al chiaro di luna, tormentati da dubbi, sensi di colpa, incertezza amletica.
In questo scenario, la donna confessa all'uomo che le cammina accanto di portare in grembo un bambino che proviene da un uomo diverso da lui. A questo passo estremo l'ha condotta il suo desiderio di vita e di felicità. Ma adesso che ha incontrato lui, la vita si vendica. L'uomo replica alla donna che il bambino che ha concepito e che le cresce in grembo non deve essere un peso per la sua anima: il calore che accompagna i due esseri in cammino l'uno accanto all'altra trasfigurerà il bambino estraneo ("Die wird das fremde Kind verklären"), farà in modo che possa essere sentito da entrambi come il frutto del loro amore.
L'uomo prosegue: «Tu hai portato in me lo splendore, / tu hai trasformato anche me in un bambino». Poi l'abbraccia, il loro respiro si fonde nell'aria: la notte è finalmente chiara, limpida e piena di stelle. Il verso iniziale, "Due esseri umani camminano attraverso la profonda, chiara notte", che al principio suona quasi minaccioso e foriero di sventura, ritorna ciclicamente alla fine, identico, come clausola dal suono commosso e dall'aura nobile. La poesia che la ispirò, celata nella musica schönberghiana, traspare come linea più pittorica che narrativa.
Caratteristiche Musicali: Tra Tradizione e Innovazione

Verklärte Nacht è il primo grande capolavoro di Arnold Schönberg, composto nel 1899, e appartiene alla sua prima fase creativa. Mostra quanto questo artista avesse raggiunto una impressionante perizia nel creare straordinari capolavori tardo-romantici con un linguaggio ancora ai confini della tonalità, sebbene già scosso da fremiti sismici nell'armonia e soprattutto nella timbrica. Questo lavoro fa tesoro della lezione wagneriana, specie nella configurazione dei motivi e nel modo in cui essi, di sezione in sezione, vengono posti in mutua relazione, a disegnare una rete di rimandi, di ritorni, di epifanie e di corresponsioni che, pur nel contesto di un'organizzazione formale ferreamente elaborata in senso classico, finisce per funzionare allo stesso modo del reticolato dei Leitmotive in Wagner e dar senso, dunque, al rapporto col testo poetico di partenza.
L'opera si distingue per l'impiego temerario degli archi, nell'uso dei vibrati, dei tremoli, del suonare su corde implicanti forzature e angosciosi effetti, e nell'aura di crisi e di civiltà malata che tutto lo avvolge. L'equilibrio miracoloso con il quale Schönberg, pur partendo da una fonte di ispirazione extramusicale, sa sottrarsi alle lusinghe della musica a programma per inverare, nella sua composizione, un ideale di prosa musicale derivante recta via da Brahms, per fare, insomma, musica assoluta. In Verklärte Nacht tutto sa di autentico: per quanto il cammino intrapreso da Schönberg con il suo sestetto sia destinato a portare molto lontano, la via è tracciata da subito con una chiarezza di intenzioni che lascia senza fiato. L'esito è uno studio che non si potrebbe desiderare più completo, più analitico, più ricco di implicazioni e di spunti per riflessioni ulteriori.
La Monografia di Alessandro Maria Carnelli: Una Lente Analitica

Nel 2013, presso l'editore XY.IT di Arona, è uscita la prima monografia dedicata interamente a questa straordinaria partitura: "Il labirinto e l'intrico dei viottoli. Verklärte Nacht di Arnold Schönberg". L'autore della monografia è Alessandro Maria Carnelli, musicologo e direttore d'orchestra. Il libro, di recente rilanciato in seguito alla pubblicazione, nel 2016, per l'etichetta 'Brilliant Classics' (95288), di un prezioso CD, 'Towards Verklärte Nacht', contenente una splendida esecuzione del sestetto e altre composizioni che illuminano il contesto.
Il libro di Carnelli realizza esemplarmente il genere della monografia dedicata a una singola composizione, che nella letteratura musicologica italiana ha avuto, purtroppo, molto moderato successo. Tra i maggiori pregi del libro vi è la chiarezza dell'esposizione, che resta sovranamente chiara anche nelle sezioni di taglio più scopertamente tecnico. Il libro si fa leggere con profitto anche dai non addetti ai lavori, purché si sia in grado di orientarsi nella lettura di una partitura. All'estrema lucidità del dettato giova il carattere della scrittura di Carnelli, che si presenta spoglia, austera, pudica, a tratti persino secca, come se la passione per un'opera amata profondamente avesse avuto bisogno di essere disciplinata con ogni possibile rigore, depurata da ogni scoria sentimentale, per non mancare alle esigenze di esattezza.
Di Verklärte Nacht, nel libro, si indagano la genesi, il contesto e i modelli, gli aspetti stilistici e formali, il rapporto col testo poetico dal quale procede, la ricezione. L'esito è uno studio che non si potrebbe desiderare più completo, più analitico, più ricco di implicazioni e di spunti per riflessioni ulteriori. La metafora del labirinto, dell'intrico dei viottoli, è particolarmente significativa proprio in relazione al sestetto, che del tragitto di Schönberg rappresenta lo straordinario punto di partenza. Carnelli evoca questo aforisma a più riprese in relazione al processo di composizione del sestetto, e che potrebbe servire da motto per l'intero tragitto creativo di Schönberg. Se il problema consisteva nel conciliare l'eredità formale classica con le dirompenti novità linguistiche wagneriane, Verklärte Nacht è la stupefacente quadratura del cerchio, soprattutto a tener conto del fatto che il suo venticinquenne autore era, all'epoca della composizione, non molto più che un esordiente e sostanzialmente autodidatta.
Spunti Critici e Ulteriori Paralleli
Accanto al Tristan, più volte chiamato in causa da Carnelli, sarebbe ragionevole approfondire un motivo, quello della presenza, in Verklärte Nacht, del Parsifal, che ha goduto di una certa fortuna negli studi, anche per la centralità, nel Parsifal, del tema della Verklärung. Al pur ricco regesto di possibili paralleli stilato da Carnelli si potrebbe suggerire l'aggiunta dell'ostinato di marcia con cui si inaugura solennemente l'episodio dello svelamento del Graal nel primo atto dell'opera estrema di Wagner.
Anche i possibili richiami tematico-motivici meriterebbero di essere indagati più a fondo. Ad esempio, i gruppi di cinque semicrome che si ripetono, in tortuoso, dolente movimento rotatorio, nel motivo classificato da Carnelli con la lettera 'e', non possono non far tornare alla memoria gli analoghi gruppi della cosiddetta Heidensklage, che nel Parsifal tornano a più riprese a evocare il dolore di Amfortas. Infine, un'integrazione alla ricca bibliografia proposta da Carnelli sarebbe le pagine dedicate a Verklärte Nacht in E. Haimo, Schoenberg’s Transformation of Musical Language, Cambridge 2006, pp. 23-41. Va inoltre notato come una sola riserva nel pur lodevole lavoro di Carnelli sia che resti in ombra, appena implicita, la sorprendente sincronia (1899) tra Verklärte Nacht e la Traumdeutung di Sigmund Freud.
Esecuzioni Notevoli e Rilevanza Attuale
Schoenberg: Verklärte Nacht, Op. 4 - Janine Jansen - International Chamber Music Festival Utrecht HD
Per chiudere, è caldamente consigliata la lettura del bel libro di Carnelli. Per quanto riguarda le esecuzioni, una particolarmente cara è quella fissata in disco nel 1951 dallo Hollywood String Quartet con Alvin Dinkin e Kurt Reher. Verklärte Nacht rimane un'opera fondamentale per comprendere la fase iniziale del percorso creativo di Schönberg, mostrando la sua impressionante perizia nel creare straordinari capolavori tardo-romantici con un linguaggio ancora ai confini della tonalità, prima di intraprendere i suoi più rivoluzionari percorsi.
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