Andrew Tate è una figura controversa che ha guadagnato una vasta notorietà globale, spesso associata a idee misogine e dannose. Ex kickboxer e autoproclamato "guru dell’auto-miglioramento", Tate ha saputo costruire un impero online basato sulla promozione di una visione estrema della mascolinità, attrarre un pubblico considerevole e capitalizzare sul disorientamento giovanile.

Chi è Andrew Tate?
Nato negli Stati Uniti il 1 dicembre 1986, Emory Andrew Tate III è un ex kickboxer britannico-americano e imprenditore. Dal punto di vista sportivo, è stato tre volte campione del mondo ISKA (International Sport Karate Association) e una volta campione di Enfusion Live tra il 2009 e il 2013. La sua fama, tuttavia, è legata più alle sue idee controverse veicolate sui social media che ai suoi successi nello sport.
Andrew Tate è diventato famoso dopo aver partecipato alla versione britannica del Grande Fratello nel 2016, da cui è stato cacciato per un video in cui frustava una donna. Da allora, si è presentato online come un guru che insegna come accumulare soldi e "collezionare donne", definendosi «assolutamente misogino» e «assolutamente sessista».
Hustlers University e la diffusione delle sue idee
Nel 2021, Tate ha fondato Hustlers University, una piattaforma online attraverso la quale erogava corsi di business e trading per 49.99$ al mese. Oltre a vendere i suoi corsi, Tate remunerava gli studenti per la promozione delle sue opinioni attraverso un programma di affiliate marketing. I suoi seguaci hanno realizzato moltissimi canali social in cui postano estratti delle sue interviste e dei suoi video, intasando i social e portando Andrew Tate ad acquisire una fama globale. Questo gli ha permesso di restare visibile anche dopo essere stato bandito da molti social media, poiché i suoi video continuano a diffondersi attraverso il contenuto generato dai fan.
Il contesto: la "manosfera" e la mascolinità tossica
I contenuti pubblicati da Andrew Tate e dai suoi seguaci fanno parte della manosfera, una raccolta di comunità online e forum che promuovono la mascolinità tossica, l’opposizione al femminismo e la misoginia. Queste comunità includono attivisti per i diritti degli uomini, Incel (celibi involontari), Men Going Their Own Way (MGTOW), artisti della seduzione (Pickup Artists) e gruppi per i diritti dei padri, oltre a presentare un forte overlap con le comunità di estrema destra e dell’alt-right.
La manosfera è emersa da movimenti sociali come il movimento per la liberazione maschile degli anni ’70 e ’80 e ha acquisito popolarità verso la fine degli anni 2000 e inizio anni 2010 con lo sviluppo del Web 2.0 e l’espansione dei social media. È stata spesso collegata alle molestie online, alla radicalizzazione dei suoi seguaci e alla glorificazione della violenza contro le donne, oltre ad essere stata associata a sparatorie di massa motivate dalla misoginia. In questo contesto, Andrew Tate è stato considerato semplicemente come “un magnete” per gli estremisti e i misogini già presenti online, attingendo dalla manosfera e dalle comunità dell’alt-right.
La manosfera e personaggi come Andrew Tate rappresentano il reflusso di un modello di mascolinità superato, un modello che si sta ripiegando sui suoi tratti peggiori cercando disperatamente di restare rilevante in una società che non gli lascia più alcuno spazio.

Le ragioni del successo di Andrew Tate
Sebbene i fattori citati siano rilevanti, non sono sufficienti a spiegare la risonanza dei messaggi di Tate con l’audience delle sue piattaforme. Una rapida occhiata ai dati mostra come gli uomini sotto i 35 anni compongano tra il 20 e il 40% degli utenti sulle singole piattaforme utilizzate da Tate e dai seguaci che generano contenuti per lui.
Audience e vulnerabilità giovanili
Le coorti della Gen Z e dei Millennials sono tra le più attive sui social e, allo stesso tempo, sono tra le più afflitte da problemi di ansia e depressione, ulteriormente aggravati dalla pandemia. Le ragioni dietro a questa maggiore diffusione di disturbi rispetto alle generazioni precedenti sono molteplici: in parte economiche, ma perlopiù sociali. Tra le cause principali (specialmente per gli individui più giovani) si annoverano fenomeni come il cyberbullismo, la Fear Of Missing Out (FOMO), il senso di inadeguatezza derivante dal costante confronto con gli altri sui social e la scarsità (o assenza) di connessioni sociali reali.
Alla luce di queste informazioni, risulta più chiaro come un influencer come Tate abbia ottenuto un seguito così vasto. La sua comunicazione riconferma le paure della sua audience, per poi vendergli la soluzione, ossia i suoi corsi su come avere successo nella vita. In questo, Andrew Tate è identico alla marea di guru che vendono corsi su come diventare ricchi rapidamente.
Strategia comunicativa e di marketing
Ciò che ha differenziato Tate è stata la qualità della sua strategia di comunicazione. È stato in grado di identificare molto accuratamente le opinioni dei suoi ascoltatori, il che gli ha permesso di adottare uno stile comunicativo molto efficace, costruendo la sua legittimità di guru su più fronti. Nei suoi video, oltre ad ostentare il suo “successo”, si esprime in una maniera diretta e aggressiva, senza mezzi termini. Mostra una grande sicurezza in se stesso e una totale noncuranza per quello che pensano gli altri. Si mostra come un duro, non ha bisogno di nessuno e può fare quello che vuole, guai a chi osa ostacolarlo. Con la sua narrativa è riuscito a far associare un sogno al suo brand e di conseguenza a monetizzarlo.
Visibilità e amplificazione
Ha adottato un’ottima strategia per ottenere visibilità. Dopo un primo periodo in cui ha costruito la sua base di followers in autonomia sfruttando la sua fama acquisita con il kickboxing e il Grande Fratello, si è fatto strada attraverso gli ambienti più popolari della manosfera, venendo ospitato presso diversi podcast molto conosciuti in quella nicchia. Ha sfruttato tali occasioni per esprimere opinioni sempre più controverse, guadagnando followers e attirando l’attenzione dei media, che gli hanno garantito ulteriori interviste e visibilità.
Infine, attraverso il già menzionato programma di affiliate marketing, ha utilizzato i suoi clienti per amplificare ulteriormente la sua visibilità. In cambio di 5$ per ogni nuova iscrizione alla sua Hustlers University, i suoi seguaci hanno inondato i social di contenuti che lo riguardano, rendendolo un fenomeno globale.
DISCORSO MOTIVAZIONALE DI ANDREW TATE DOPPIATO IN ITALIANO
L'arresto e le controversie
Andrew Tate è stato arrestato in Romania con le accuse di traffico di esseri umani, criminalità organizzata e stupro. Nello stesso anno, era stato anche accusato di sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione. L'arresto è avvenuto pochi giorni dopo uno scontro a distanza con l'attivista ambientale Greta Thunberg, che Tate aveva attaccato dicendo di possedere "33 auto con enormi emissioni". Nel botta e risposta, aveva involontariamente condiviso un dettaglio (due scatole di pizza da asporto di una catena romena, Jerry’s Pizza) che, secondo alcune voci poi smentite dalle autorità, avrebbe permesso alla polizia di individuarlo insieme al fratello Tristan, anche lui accusato di stupro e traffico di esseri umani.
La notizia del suo arresto ha amplificato molto la sua visibilità mediatica. Solo nel febbraio 2025 i fratelli Andrew e Tristan Tate sono rientrati in Florida dopo essere stati agli arresti domiciliari per due anni e mezzo in Romania. La lista degli incontri di Tate su Wikipedia è stata ironicamente modificata aggiungendo una sconfitta con Greta Thunberg. Il riferimento alla cultura incel è tornato alla ribalta anche grazie alla miniserie britannica Adolescence, dove il protagonista viene accusato di essere un "incel", e in concomitanza con la notizia del crimine di Kyle Clifford, accusato di omicidio, che aveva cercato online video e podcast di Andrew Tate ore prima del suo atto violento.
Per Andrew Tate, le vittime di aggressione sessuale sono responsabili delle violenze subite, e in un video ha dichiarato che «nessuna ragazza se ne è mai uscita pubblicamente dicendo che le ho fatto qualcosa di male». Per lui, una donna che lo accusi di tradimento merita una reazione violenta: «Tiro fuori il machete, glielo sbatto in faccia e la prendo per il collo».
Il "Vangelo" di Andrew Tate: Un'analisi della mascolinità
La storia di Andrew Tate e del suo seguito ci racconta qualcosa di profondo sull'evoluzione del concetto di mascolinità. Fin dall’antichità, l’uomo è stato un simbolo di forza, autorità e dominazione. Nell’antica Roma il termine virilitas indicava l’insieme di qualità che costituivano un uomo di valore: forza fisica, coraggio, eroismo guerriero e potere sessuale (inteso come fertilità e dominazione).
Nel tempo, questa concezione si è evoluta. Nel Medioevo, con la cavalleria, la mascolinità ha introdotto anche un codice d’onore (rispetto della Chiesa, valori cristiani, amore per la patria, onestà). L’uomo ha assunto così anche una funzione di tutela della propria famiglia, anziché limitarsi alla gestione e al controllo.
Il modello ideale di mascolinità è rimasto sulla falsa riga del concetto di virilitas fino al ventesimo secolo. A seguito delle tragedie delle guerre mondiali e del raggiungimento di una maggiore equità e inclusione per le donne e le minoranze (sia politicamente che nel mondo lavorativo), si è assistito a un grande cambiamento nei valori e nei ruoli tipicamente maschili. Il progressivo sgretolamento del patriarcato ha portato a una crisi di identità per gli uomini, che si sono ritrovati a dover cercare di soddisfare aspettative di ruolo sempre più complesse in un mondo in cui era difficile raggiungere lo stato di egemonia sociale goduto dagli uomini del passato. Nel dopoguerra, i privilegi politici, economici e sociali degli uomini sono progressivamente venuti a mancare.

Mascolinità tossica e insicurezze
È importante sottolineare che non tutti i tratti del tradizionale modello di mascolinità sono negativi. Con il termine mascolinità tossica si fa riferimento a una serie di comportamenti dannosi (sia per gli uomini che per gli altri) e di attitudini negative che nel corso della storia sono state tipicamente associate a una maggiore virilità. La fonte di questa paura deriva proprio da questa concezione di mascolinità come sinonimo di potere.
A un livello più profondo, la mascolinità tossica è un modo per cercare di superare quelle insicurezze alle quali tutti andiamo incontro. In questi momenti di debolezza, l’ideale del “maschio alfa” offre una promessa di salvezza, spostando l’oggetto dell’insicurezza dall’individuo stesso a un suo attributo esterno. Ad esempio: “Non stai avendo successo con le donne? Il problema non sei tu, ma il tuo fisico. Non stai avendo successo sul lavoro? Il problema non sei tu, ma il numero di ore che passi a lavorare.” Il problema è che il più delle volte le questioni con cui questi uomini si scontrano non si risolvono “aumentando la propria mascolinità”. Andrew Tate è un ottimo esempio di questo: nonostante la sua ricchezza, il suo “successo con le donne” (che sarebbe meglio definire "controllo patologico e violento"), la sua forma fisica e la sua rete di conoscenze, non era soddisfatto.
Oltre le norme di genere: la fluidità come soluzione
In questo articolo abbiamo visto come il concetto di mascolinità vada ben oltre gli uomini stessi, portando con sé una serie di attributi e aspettative sociali che incidono sul loro benessere e sui loro comportamenti, quindi sull’intera società. Di conseguenza, è importante per tutti noi realizzare l’impatto che i costrutti sociali come questo hanno sulle nostre vite. Allo stesso tempo, dobbiamo renderci conto che non siamo costretti a conformarci alla narrativa che questi costrutti ci impongono.
Ognuno dovrebbe prendere coscienza della libertà che possiede nella definizione della propria identità e seguire quei valori e quegli stili di vita che sente propri. Dobbiamo passare da una concezione rigida della nostra identità a una concezione flessibile, che dia spazio alla crescita personale e all’esplorazione di sé. È qui che entra in gioco il concetto di fluidità di genere. A differenza di quello che viene spesso raccontato dai media, la fluidità di genere consiste nel superare le norme di genere, ossia le aspettative rigide e limitanti che ci vengono imposte dalla società in funzione del nostro sesso, per esprimere liberamente noi stessi senza necessariamente aderire a determinati ruoli di genere fissi. In parole semplici, la fluidità di genere consiste nel non lasciare che il nostro organo sessuale decida per noi quello che possiamo e non possiamo fare/volere/sentire/essere/ecc., ed è un passo importante verso l’accettazione di sé.