I Dottori della Chiesa: figure eminenti nella storia della dottrina cristiana

Alcuni dottori della Chiesa si distinsero per lo stile e il pregio letterario delle loro opere scritte, così come delle trascrizioni dei loro discorsi pubblici. La maggioranza dei dottori compose opere apologetiche di rilevanza teologica, scritte in difesa del deposito della fede cristiana e contro le eresie del loro tempo.

In alcuni casi, fu enfatizzato l'aspetto dottrinale, come nelle opere di Gregorio e Ambrogio; l'aspetto mistico negli scritti di santa Caterina da Siena e di san Giovanni della Croce; quello autobiografico, rinvenibile nelle Confessioni di sant'Agostino d'Ippona.

Pala d'altare con Dottori della Chiesa, opera di Pier Francesco Sacchi (1516)

La Congregazione per la dottrina della fede, citando la Homilia de Pentecoste di san Giovanni Crisostomo, afferma che la Chiesa cattolica è ricolma di dottori che appartengono ai cosiddetti "carismatici", vale a dire a coloro che sono dotati dei carismi dello Spirito Santo. Nell'età apostolica i carismatici erano profeti e dottori, che operavano accanto alla gerarchia di vescovi, presbiteri e diaconi per l'edificazione religiosa dei fedeli.

Distinzione tra Padri e Dottori della Chiesa

Talvolta si è soliti confondere i dottori con i padri della Chiesa. Sono detti padri della Chiesa quelle figure autorevoli e influenti della prima età cristiana i cui scritti costituiscono le basi della dottrina della Chiesa cattolica e che, quindi, hanno contribuito efficacemente alla retta formulazione delle verità di fede; mentre, come precedentemente affermato, i dottori della Chiesa sono eminenti personaggi che hanno contribuito ad arricchire sapientemente il magistero della Chiesa, indipendentemente dalla loro epoca di nascita.

Condizioni per essere dichiarati Padri o Dottori della Chiesa

Pertanto, ci sono alcune differenze tra il riconoscimento del titolo di dottore della Chiesa e di padre della Chiesa.

  • In primo luogo, è necessario che un santo, per essere riconosciuto come padre della Chiesa, sia vissuto entro il primo millennio dopo Cristo: deve rispettare, perciò, il principio di antichità.
  • Inoltre, per essere dichiarato padre della Chiesa non si richiede un'approvazione ecclesiastica esplicita, mentre per essere denominato dottore della Chiesa è necessario il decreto papale o conciliare.

Dunque, questo titolo è concesso postumo a coloro che, una volta concluso il processo di canonizzazione, si sono distinti in vita per eminente dottrina testimoniata per mezzo dei loro scritti e che, quindi, hanno significativamente arricchito la dottrina della Chiesa, sia a livello filosofico-teologico sia sul piano ascetico-spirituale.

Il processo di proclamazione a Dottore della Chiesa

Al giorno d'oggi, prima che la proclamazione avvenga in maniera ufficiale da parte del papa o di un concilio, due dicasteri della Curia Romana si occupano di esaminare le richieste provenienti dai fedeli e vagliare la possibilità di dichiarare dottore della Chiesa un fedele canonizzato.

Il Dicastero delle cause dei santi, per primo, riceve lettere e petizioni da parte di postulatori per quanti chiedono l'attribuzione di questo titolo ad un santo. Il già citato dicastero, poi, interpella il Dicastero per la dottrina della fede, che ha il compito di esaminare nel dettaglio se il candidato è conforme ai criteri stabiliti dal diritto, e deve quindi esprimersi in modo positivo o negativo riguardo la cosiddetta eminens doctrina, ossia la dottrina eminente: questa espressione indica che gli insegnamenti del candidato al dottorato devono caratterizzarsi non soltanto per l’ortodossia della dottrina, ma anche per la profondità teologica e spirituale.

Dopo che questi due organi curiali si sono espressi, la proposizione del titolo viene sottoposta al papa o al concilio generale, ossia alle uniche autorità che hanno facoltà di proclamare un dottore della Chiesa; se queste convalidano la proclamazione, spesso mediante lettera apostolica, essa viene fatta oggetto di una celebrazione solenne.

Il testo della proclamazione in latino e italiano è il seguente:

«Nos, vota plurimorum Fratrum in Episcopatu multorumque christifidelium totius orbis explentes, de Dicasterii de Causis Sanctorum consulto, certa scientia ac matura deliberatione deque apostolicæ potestatis plenitudine Sanctum/Sanctam [Sanctos] N.N., Ecclesiæ Universalis doctor [doctores] declaramus.»

«Noi accogliendo il desiderio di molti Fratelli nell’Episcopato e di molti fedeli del mondo intero, dopo aver avuto il parere del Dicastero delle Cause dei Santi, dopo aver lungamente riflettuto e avendo raggiunto un pieno e sicuro convincimento, con la pienezza dell’autorità apostolica dichiariamo San/Santa [Santi] N.N., Dottore [Dottori] della Chiesa universale.»

proclamazione a Dottore della Chiesa di San Giovanni D'Avila e di Santa Ildegarda di Bingen

Rappresentazioni artistiche dei Dottori della Chiesa

Nell'arte, i Dottori della Chiesa sono stati spesso raffigurati. Nel XVI secolo, Luca Signorelli dipinse nel duomo di Orvieto il gruppo di quindici dottori della Chiesa che erano stati proclamati fino a quell'epoca. Un'altra importante opera è la pala d'altare di Pier Francesco Sacchi, intitolata Dottori della Chiesa, realizzata nel 1516 con colore su pioppo, conservata al Museo del Louvre di Parigi.

Un esempio di polittico raffigurante i Padri della Chiesa è quello realizzato da Antonio Vivarini e il cognato Giovanni d'Alemagna. La loro collaborazione artistica, iniziata nel 1443, è caratterizzata da una tale affinità stilistica da rendere difficile l'attribuzione delle singole parti ai due pittori, elemento che ha suscitato discussioni tra gli studiosi. Il polittico fu commissionato dalla Scuola grande della Carità di Venezia nel 1446 e probabilmente realizzato nello stesso anno.

Polittico con i Padri della Chiesa, opera di Antonio Vivarini e Giovanni d'Alemagna

In queste opere, i santi sono raffigurati con gli attributi che li rendono identificabili, mostrando la consapevolezza della carica che hanno coperto nella storia della Chiesa. La Vergine Maria, quando presente, è spesso raffigurata nella dolcezza e regalità del suo ruolo di madre della Chiesa.

Le opere artistiche evidenziano la profondità e la ricchezza del contributo di questi eminenti personaggi alla dottrina e alla spiritualità cristiana. L'imponente doratura degli elementi e la coloritura intensa dei vestiti non sminuiscono la finezza e la dignità interiore, espresse nell'intensità degli sguardi dei protagonisti.

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