La preghiera rappresenta una delle più grandi ricchezze spirituali donate ai credenti. La Bibbia, fin dalle sue prime pagine, accenna alle preghiere innalzate verso il trono della Grazia, e l'altare emergeva come segno visibile di questa devozione. Le Scritture menzionano diversi generi di altari, ognuno portatore di un messaggio peculiare riguardo alla preghiera e all'adorazione.
1. L'Altare della Preghiera Personale
"Il fuoco sarà mantenuto acceso sull'altare e non si lascerà spegnere; e il sacerdote vi brucerà su della legna ogni mattina, vi disporrà sopra l'olocausto, e vi farà fumare sopra il grasso dei sacrifizi di azioni di grazie. Il fuoco dev'esser del continuo mantenuto acceso sull'altare, e non si lascerà spegnere" (Levitico 6:12-13).
Queste parole descrivono il servizio quotidiano del sacerdote presso l'altare del tabernacolo, ma offrono anche un'immagine potente per la preghiera personale del credente. Un commentatore biblico del XVII secolo suggeriva: "Lasciamo che la preghiera sia la chiave al mattino ed il chiavistello alla sera", sottolineando la necessità che il cuore del credente si apra a Dio ogni mattina affinché il "fuoco" della devozione continui ad ardere.
Le parole di Davide, scritte nel deserto di Giuda, esprimono vividamente questa sete spirituale: "O Dio, tu sei l'Iddio mio, io ti cerco dall'alba; l'anima mia è assetata di te, la mia carne ti brama in una terra arida, che langue, senz'acqua. Così io ti ho mirato nel santuario per vedere la tua forza e la tua gloria. Poiché la Tua benignità val meglio della vita; le mie labbra ti loderanno. Così ti benedirò finché io viva, e alzerò le mani invocando il Tuo nome. L'anima mia sarà saziata come di midollo e di grasso, e la mia bocca ti loderà con labbra giubilanti" (Salmo 63:1-5). Queste parole evocano un senso di pace e profonda comunione che dovrebbe ispirare ogni credente.
Tuttavia, la vita frenetica e le molteplici occupazioni possono portare alla trascuratezza dell'altare dell'adorazione personale. In questi casi, è necessario ricostruirlo, ritornando alla preghiera con rinnovato vigore. La Parola di Dio offre tre consigli fondamentali per una preghiera efficace:
- Evitare la fretta: La fretta è nemica della preghiera. L'attesa fiduciosa ai piedi del Signore è il primo passo verso una profonda comunione spirituale.
- Leggere tutta la Bibbia: È importante non tralasciare alcun libro delle Scritture, cercando di metterle in pratica quotidianamente.
- Pregare intercedendo: È essenziale pregare per i fratelli, per i non credenti, per il risveglio nella Chiesa, per i ministri dell'Evangelo, per le autorità e per chiunque lo Spirito Santo ponga sulla nostra mente.
La preghiera personale non è un semplice dovere, ma un piacere irrinunciabile.

2. L'Altare dell'Adorazione
"E Abrahamo disse ai suoi servitori: ...io con il ragazzo andremo fin colà e adoreremo; poi torneremo a voi" (Genesi 22:5).
In questo passo, Abrahamo, pur nel dolore per il potenziale sacrificio del figlio, esprime la sua incrollabile fiducia nel carattere del suo Dio. Egli conosceva l'Eterno come giusto e tre volte Santo, e questa consapevolezza alimentava la sua adorazione anche nelle circostanze più difficili.
Oggi, purtroppo, si rischia di perdere il senso della Santità di Dio. L'adorazione non deve essere un atto superficiale, ma un'espressione sincera che nasce dal cuore e si manifesta in un'attitudine di riverenza: "L'anima mia langue e vien meno, bramando i cortili dell'Eterno" (Salmo 84:2).
Esiste una meravigliosa attrazione del credente verso Dio, poiché tutti necessitiamo del riposo ristoratore che solo il Signore può offrire. È importante apprezzare la libertà dell'adorazione, evitando sia il fanatismo che l'irrigidimento nel formalismo. Dobbiamo adorare il Signore sia individualmente che nella comunione fraterna, riconoscendo la Sua santità e la nostra debolezza, aprendo il cuore al Suo amore e lasciando che la Sua volontà guidi i nostri propositi.

3. L'Altare per la Purificazione dal Peccato
"Noi abbiamo un altare... Perciò anche Gesù, per santificare il popolo col proprio sangue, soffrì fuor della porta" (Ebrei 13:12).
Questo versetto ci introduce al supremo altare spirituale che contraddistingue la Chiesa: Cristo stesso è il nostro altare. Quando un peccatore risponde alla chiamata della salvezza e si accosta a Cristo per ottenere perdono, avviene un'esperienza reale e trasformativa.
Non si tratta di illusione o suggestione, ma di un'autentica purificazione dinanzi all'altare vivente, Gesù Cristo, Colui che perdona e purifica il peccatore. A differenza degli altari dell'Antico Testamento, che richiedevano continue vittime sacrificali, Cristo è sia l'altare che l'olocausto definitivo. La Sua opera redentrice ha compiuto la Legge, rendendo superflui i sacrifici cruenti.
Nell'Antico Testamento, gli altari avevano diverse funzioni e forme. L'altare degli olocausti, costruito in legno rivestito di rame, era situato nel cortile del tabernacolo e serviva per i sacrifici quotidiani. Nel tempio di Salomone, l'altare era di bronzo e oro, e su di esso ardeva un fuoco perenne. L'altare dell'incenso, anch'esso d'oro, si trovava all'interno del tabernacolo e serviva per bruciare un incenso speciale due volte al giorno.
I testi biblici offrono numerosi dettagli sulla costruzione e sull'uso degli altari:
- Altare degli olocausti: Realizzato in legno d'acacia e rivestito di rame, aveva forma di cassa, misurava circa 2,2 metri per lato e 1,3 metri di altezza, con quattro "corni" agli angoli. Era dotato di anelli e stanghe per il trasporto e di una graticola di rame.
- Altare dell'incenso: Anch'esso in legno d'acacia, ma rivestito d'oro, con un bordo d'oro e quattro corni dorati. Misurava circa 44,5 cm per lato e 89 cm di altezza, con anelli e stanghe per il trasporto.
Nel tempio di Salomone, l'altare di rame era considerevolmente più grande, misurando circa 8,9 metri per lato e 4,5 metri di altezza. Data la sua imponenza, si ipotizza l'uso di una rampa inclinata per accedervi, data la proibizione divina di gradini per evitare l'esposizione della nudità.
La storia biblica è ricca di esempi di altari costruiti per commemorare incontri con Dio o per specifici atti di adorazione. Da Noè a Davide, da Abramo a Elia, la costruzione di altari sottolinea il desiderio umano di consacrarsi al Signore e di ricordare le Sue potenti opere.
Nel Nuovo Testamento, il concetto di altare si trasforma radicalmente. L'altare di pietra e metallo lascia il posto a un altare spirituale: Gesù Cristo. Egli è il sacrificio perfetto e definitivo per la remissione dei peccati. La Lettera agli Ebrei afferma che "noi abbiamo un altare" (Ebrei 13:10), intendendo Cristo stesso. Questo altare non è un luogo fisico, ma la persona di Gesù, attraverso il quale i credenti possono avvicinarsi a Dio.
Nella liturgia cristiana, l'altare assume un significato simbolico profondo. Rappresenta la mensa dell'Ultima Cena, il patibolo della croce e il luogo della ripresentazione del sacrificio di Cristo. È il centro della celebrazione eucaristica, dove i fedeli partecipano al Corpo e al Sangue del Signore, uniti nell'unico sacrificio offerto per la salvezza dell'umanità.
