La Comunità parrocchiale di San Giovanni - San Lorenzo Martire a Ottaviano è un fulcro di tradizioni e partecipazione, guidata dal parroco don Savino Simone. Ogni anno, con dedizione e impegno, la comunità rinnova riti storici e celebrazioni che rafforzano il legame tra i residenti e la loro fede.
Tradizioni e Impegno Comunitario
La Memoria di Santa Barbara e il Ringraziamento per la Terra
Martedì 4 dicembre, nella Chiesa di San Giovanni, la Comunità parrocchiale di San Giovanni - San Lorenzo Martire celebra la “memoria religiosa” di Santa Barbara, un rito che fa parte della storia della città. In questa occasione, si tiene anche la Giornata di ringraziamento per il lavoro dei contadini e per i frutti della terra. L’organizzazione di questo evento è curata nei minimi dettagli dalla Comunità parrocchiale, dal parroco don Savino Simone, dal Comitato e da Vincenzo Caldarelli, e vedrà la presenza del Vescovo di Nola S.E. Ottaviano (Na). Anche per quest’anno, l’iniziativa viene realizzata dalla famiglia parrocchiale di San Lorenzo e San Giovanni e dall’associazione “Incontriamoci, facciamo festa”.

Il Presepe Vivente: Un'Istituzione a Ottaviano
Un appuntamento che si rinnova da anni e che è diventato una vera e propria istituzione in città è il Presepe Vivente. Partita da una piccola cortina con la sola rappresentazione della capanna e della natività, la tradizione del presepe è diventata, nel corso degli anni, un evento che coinvolge l'intero quartiere. Dall’annunciazione dell’angelo a Maria sino alle osterie, è l’intero quartiere a scandire il tempo dell’attesa, nel viaggio conclusivo che porterà i Re Magi alla consegna dei doni nella grotta, dove pazientemente, Maria e Giuseppe attendono la venuta.
Nel frattempo, tra i vicoli, in attesa dei magi, il tempo passa tra una ricamatrice intenta a cucire, un calzolaio che meticolosamente ripara scarpe, il Re Erode e le sue incantatrici, il bottaio che colpisce con forza cerchi di ferro intorno alle botti. Non mancano il ricottaio, il pastore che dorme e teneramente abbraccia il suo fedele amico a quattro zampe. Insomma, una comunità unita sino alla grotta dove, immancabili, ci sono il bue e l’asinello, mentre Maria, sotto l’occhio vigile di Giuseppe, coccola il suo bambino in grembo.
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L'Entusiasmo e la Dedizione del Parroco e della Comunità
L'entusiasmo degli abitanti del quartiere di San Giovanni ad Ottaviano non viene fermato nemmeno dalle condizioni atmosferiche avverse, come i fiocchi di neve e le temperature al di sotto dello zero. Don Savino Simone ha commentato che il Presepe Vivente “è una tradizione ormai consolidata da anni nel quartiere e anche per quest’anno i giovani e tutti i residenti del rione non hanno voluto mancare all’appuntamento”. Quest’anno, il parroco ha sottolineato: “più postazioni, ma soprattutto più personaggi”.
La Creazione di uno Scenario Incantato
Per la manifestazione sono state allestite quaranta scene, con decine di figuranti in abiti d’epoca, attrezzi di lavoro e scenografie che hanno riportato la memoria al tempo passato. Tanti i mestieri riprodotti in uno scenario incantato, e per l’occasione sono stati aperti antichi cellai, cortine storiche e abitazioni del secolo scorso. Vincenzo Caldarelli ha espresso soddisfazione per il risultato annuale, spiegando che “Tutto è andato bene perché ogni volta il lavoro di mesi riesce a concentrarsi in poche ore, il quartiere rivive e si dimostra sempre accogliente e ospitale”.

La Forza della Collaborazione Comunitaria
Anche il parroco si è detto soddisfatto, soprattutto per aver realizzato la manifestazione nonostante le condizioni atmosferiche avverse. “Ci sarebbe dispiaciuto se dopo mesi di sacrificio e dedizione l’allestimento non si fosse realizzato per il freddo”, ha commentato don Savino. Ha evidenziato che “Ci vogliono mesi per preparare il presepe, per trovare le postazioni, gli attrezzi, le figure che faranno da comparse nelle varie scene. C’è un grosso lavoro che si riesce a portare a termine grazie al gruppo realizzativo del comitato, guidato da Enzo Caldarelli.” A dare vita ai personaggi, dalle ore 17 alle 22, sono i giovani, bambini ed adulti del quartiere, che con la loro presenza regalano la magia della venuta di Gesù. Sebbene il parroco auspichi una maggiore partecipazione dei cittadini, è comunque contento, riconoscendo che si tratta sempre di una bella esperienza che “Rievochiamo la vita ai tempi di Gesù e nelle epoche successive.”