La "Riveduta 2020" (R2) rappresenta l'evoluzione di un testo biblico solido e autorevole, frutto del lavoro di una commissione editoriale di pastori delle chiese Assemblee di Dio in Italia. Questa edizione ha apportato modifiche mirate per modernizzare il linguaggio, sostituendo termini arcaici come "acciocché", "laonde", "meco", "menare", "salvazione", "potestà", "avventizi" e "orando", pur preservando le caratteristiche letterarie distintive della versione Riveduta Luzzi del 1924. Sono state inoltre effettuate verifiche approfondite sui termini nelle lingue originali e un confronto testuale con altre versioni bibliche italiane e inglesi di rilievo.
Per quanto riguarda il tetragramma YHWH, l'editore ha scelto di mantenere la parola "Eterno", ritenendola più fedele al significato originale di "Io sono Colui che sono" (Esodo 3:14). Tale scelta è supportata dall'interpretazione di numerosi studiosi che vedono nel nome divino un'affermazione dell'esistenza eterna di Dio, "Colui che esiste da Sé".

La Bibbia di Gutenberg: Un Tesoro tra Denaro e Ossessione Collezionistica
La storia di un libro molto particolare, una copia della Bibbia stampata verso la metà del Quattrocento da Johannes Gutenberg, l'inventore della stampa a caratteri mobili, si trasforma in un racconto avvincente che ricorda un romanzo. Tra le rare edizioni della Bibbia gutenberghiana, la Numero 45 (una delle 48 sopravvissute) è particolarmente ambita. Ogni esemplare è unico, caratterizzato da capolettera dipinti a mano, correzioni, copertine e rilegature personalizzate.
La Numero 45, oggetto di devozione e ossessione collezionistica, è al centro del libro "La Bibbia scomparsa" (Mondadori) di Margaret Leslie Davis. La narrazione si intreccia con la biografia di Estelle Betzold Doheny (1875-1958), una figura dal destino romanzesco. Inizialmente operatrice telefonica, Estelle divenne la moglie del ricchissimo petroliere Edward Doheny. Rimasta vedova, gestì con abilità l'impero finanziario del marito, dedicandosi in seguito alla collezionismo di libri antichi e creando una biblioteca di valore inestimabile.

L'Arrivo della Mitica Numero 45 a Los Angeles
Il racconto prende avvio il 14 ottobre 1950, quando un pacco postale ordinario, proveniente da una casa d'aste londinese, giunge a Los Angeles. All'interno di una scatola di legno, con un imballaggio approssimativo, si trovava la Bibbia che nel corso di cinque secoli aveva attraversato monasteri, magioni aristocratiche e continenti. Tra i suoi possessori noti figurano il III conte di Gosford e, successivamente, la Bibbia giunse in Giappone prima di approdare negli Stati Uniti.
Il libro della Davis esplora le origini della stampa, il valore dell'oggetto-libro, l'ossessione del collezionismo, la storia culturale mondiale e la questione morale legata alla proprietà privata di un bene dell'umanità, riconosciuto dall'UNESCO come Memoria del Mondo.
Il prezioso pacco, spedito da Londra via aerea con il nome in codice "commode", arrivò a Los Angeles con misure di sicurezza minime, paragonabili a quelle riservate a un catalogo di grandi magazzini. Estelle Betzold Doheny, una delle poche donne collezioniste di libri rari, con una delle biblioteche più stupefacenti della costa occidentale, acquisì questo esemplare, diventando uno dei più grandi collezionisti dell'epoca.

La Biblioteca di Estelle Doheny: Un Tesoro di Incunaboli e Manoscritti
La ricerca di Estelle per un esemplare della Bibbia di Gutenberg iniziò nel 1911. Ora, a settantacinque anni, ha un fisico morbido e matronale, e i capelli grigi e ondulati. Il lieto evento dell'acquisizione le dona un lampo di giovinezza sul viso.
Estelle invitò Robert O. Schad, conservatore dei libri rari alla Henry E. Huntington Library, con sua moglie Frances e il figlio diciottenne Jasper, a visionare il suo acquisto. La segretaria di Estelle, Lucille Miller, li accompagnò nella "Sala dei libri", un tempo sala da biliardo del marito, trasformata in una biblioteca con lussuose finiture in legno di sequoia. Le pareti erano adornate da dipinti legati all'impero petrolifero di Edward Doheny.
La collezione di Estelle, iniziata quasi per gioco, contava circa diecimila volumi eccezionalmente rari: manoscritti miniati, enciclopedie medievali e centotrentacinque incunaboli, i primi esemplari a stampa dell'Occidente. Opere fondamentali della cultura occidentale, come il De officiis di Cicerone e la Summa Theologiae di Tommaso d'Aquino, affiancavano una sontuosa copia dei Canterbury Tales del 1477.

Il Pacco Misterioso e la Rivelazione del Tesoro
Il pacco di circa 60×90 centimetri attendeva al centro del tavolo, illuminato da una lampada da biliardo. Quando Estelle entrò nella stanza, accompagnata dall'amica e governante Rose Kelly, calò il silenzio. Lucille prese un paio di forbici e le fece passare tra i presenti, mentre il momento era emozionante anche per lei, una donna esile con una bellezza sommessa.
Lucille, che aveva condiviso con Estelle la ricerca della Bibbia di Gutenberg per quasi vent'anni, rimosse l'imballaggio che avvolgeva la scatola. All'apertura del coperchio, si trovò di fronte a un involto logoro: "Sembrava proprio un plico di vecchie cartacce lacere. Non avevo mai visto una cosa impacchettata con tanta trascuratezza", disse in seguito. Il prezioso libro era stato imballato senza imbottitura, avvolto in cartoncino leggero e carta scura, legata con un cordoncino spesso.
Tuttavia, non appena Lucille sollevò l'ultimo strato di carta, si rassicurò: la Bibbia sembrava essere in ordine. Per un esperto come Robert Schad, la rilegatura originale cinquecentesca in pelle di vitello, scurita dal tempo, che ricopriva i pesanti piatti di legno, confermava che la copia in possesso di Estelle Doheny faceva parte della prima tiratura della prima edizione del primo libro stampato con caratteri mobili in metallo, ed era pressoché intatta, con pagine linde e fruscianti.

La Bibbia di Gutenberg: Un'Opera d'Arte e Storia
I motivi floreali e a losanga goffrati sulla copertina di cuoio erano ancora nitidi e saldi al tocco. Cinque borchie di metallo in rilievo proteggevano i piatti, con un ornamento centrale e altri quattro posizionati vicino agli angoli.
Lucille si fece da parte per permettere a Schad di reggere il volume di quasi sette chili per Estelle. Quest'ultima, con gli occhiali cerchiati d'oro sulla punta del naso, toccò delicatamente il prezioso rivestimento di pelle, sollevò lentamente la copertina e aprì il gigantesco volume. Passando la mano destra sui bordi delle pagine increspate, attenta a non toccare la parte stampata, fu sopraffatta da una gioia quieta. La sua ricerca di quell'oggetto, frutto dell'ingegno occidentale, era iniziata molto tempo prima, in giorni più felici.
Schad, con la sua discreta cultura, illustrò le caratteristiche uniche del volume. Ogni esemplare della Bibbia di Gutenberg differisce dagli altri, poiché l'officina stampava le pagine, ma la rilegatura e la decorazione erano a carico dell'acquirente. Il primo proprietario di questa Bibbia non aveva lesinato sugli ornamenti: il volume era ricco di miniature elaborate e grandi iniziali. Sulla prima pagina, una voluminosa "F" maiuscola miniata in verde e oro con decori di tralci rigogliosi e minuscole campanule creava un contrasto con i caratteri di stampa di Gutenberg.
La maggior parte degli studiosi ritiene che Gutenberg abbia prodotto circa centottanta copie, di cui circa centotrentacinque su carta e trenta su pergamena. Il prezzo di un libro all'epoca si aggirava sui trenta fiorini, equivalenti a tre anni di stipendio per un impiegato. La copia di Estelle era una delle quarantacinque note nel 1950, sparse in biblioteche private e musei in tutto il mondo. Meno della metà dispone di tutte le pagine originali, un prerequisito per essere definita "perfetta".
Quella di Estelle è considerata una delle più belle copie cartacee superstiti. Nonostante l'età, il volume non presentava pagine mancanti o danni rilevanti. Le pagine stampate da Gutenberg erano solitamente rilegate in due volumi, e circa la metà delle copie note è considerata "incompleta" per la perdita del secondo volume. Questo è il caso della Numero 45, che contiene il Vecchio Testamento, ma è anche uno dei pochi esemplari a conservare la rilegatura originale, coeva alla stampa. La copertina in pelle di vitello era decorata con un reticolo di piccoli diamanti, detto "motivo a losanga", che circondava sei emblemi differenti, tra cui un'aquila, un trifoglio, un giglio e una stella a sette punte.
Johannes Gutenberg, la stampa ed il Rinascimento
Un Momento di Celebrazione e Conservazione
Schad fece segno al figlio Jasper di scattare alcune foto con la macchina fotografica Kodak Duaflex biottica. Jasper immortala la scena, coprendo la lampadina con un fazzoletto bianco per proteggere gli occhi sensibili di Estelle. In una delle fotografie, Estelle tiene in mano la Bibbia, sbirciandone le pagine.
La giornata proseguì con un pranzo nella "Sala pompeiana". Secondo il diario di Lucille, al termine del pasto, lei ripose la Bibbia nella scatola della spedizione, conservando l'incarto logoro. Durante questa operazione, notò un cartoncino bianco con la scritta: "Dogana: Si prega di maneggiare con GRANDE CURA e reimpacchettare nello stesso modo. Grazie." Sotto l'appunto manoscritto era stampato: "Con le FELICITAZIONI di MAGGS BROS."