La questione dell'identità di Elena Ferrante, pseudonimo dietro cui si cela l'autrice della celebre saga de "L'amica geniale", ha acceso un acceso dibattito, portando alla luce ipotesi suggestive e connessioni familiari.
L'ipotesi su Marcella Marmo
Il filologo Marco Santagata, basandosi su indizi linguistici, lapsus e omissioni presenti nei testi della Ferrante, ha avanzato l'ipotesi che dietro lo pseudonimo si celi Marcella Marmo, apprezzata storica contemporanea e docente presso l'Università Federico II di Napoli. Santagata ha notato la coincidenza tra gli anni in cui Lenù, protagonista del secondo volume della quadrilogia ("Storia del nuovo cognome"), studia alla Normale di Pisa, e il periodo in cui Marcella Marmo fu effettivamente allieva della prestigiosa istituzione.
Tra gli elementi che hanno alimentato l'ipotesi di Santagata vi sono:
- La permanenza di Marcella Marmo a Pisa in anni compatibili con quelli narrati nel libro.
- Un presunto "lapsus" rivelatorio di Marmo riguardo a problemi con un professore che non amava i meridionali, suggerendo un possibile legame con le dinamiche sociali descritte nei romanzi.
- L'assenza di riferimenti agli eventi del '67 che segnarono l'inizio della stagione sessantottina a Pisa, un dettaglio che, secondo Santagata, potrebbe indicare un affidamento esclusivo alla memoria personale da parte della Ferrante.
Tuttavia, Marcella Marmo ha categoricamente smentito l'ipotesi: "Proprio no, non sono io Elena Ferrante", ha dichiarato, definendosi una persona trasparente e incapace di mentire. Ha inoltre sottolineato la sua natura "timida e riservata", ritenendo improbabile potersi celare dietro una scrittrice di tale successo.

La figura di Arianna Sacerdoti
Ulteriori sviluppi nell'indagine sull'identità della Ferrante hanno coinvolto la figlia di Marcella Marmo, Arianna Sacerdoti, docente associata di Lingua e Letteratura latina presso l'Università della Campania "Luigi Vanvitelli". La stessa Arianna ha scherzosamente affermato: "Lo confesso: Elena Ferrante sono io", pur ammettendo che le ambientazioni e i dettagli pisani potrebbero derivare dai ricordi della madre.
Le coincidenze tra Arianna Sacerdoti e Elena Ferrante, sebbene più sottili, non sono mancate:
- Arianna Sacerdoti è autrice di racconti, poesie e un libro di favole per bambini, "Le sognanti avventure di Carciofino", mentre Elena Ferrante ha scritto per bambini "La spiaggia di notte".
- Arianna ha studiato a Toronto nell'autunno del 2005, periodo in cui Elena Ferrante descrive il trasferimento delle sue figlie nella stessa città, con un'analisi dei propri sentimenti di leggerezza e distacco.
- La sua formazione di latinista, poetessa e traduttrice è stata accostata alla "penna letteraria" attribuita alla Ferrante.
Tuttavia, il curriculum di Arianna Sacerdoti, nata nel 1979, rende improbabile che lei sia l'autrice di "L'amore molesto", pubblicato nel 1992, quando aveva solo quattordici anni.

Analisi degli indizi e delle smentite
Marco Santagata, nel ricostruire la sua analisi, ha evidenziato come la presunta autrice abbia lavorato attingendo principalmente alla propria memoria. Ha notato, ad esempio, che nel libro non vi è alcun accenno agli eventi che segnarono l'inizio della contestazione studentesca a Pisa nel febbraio 1967, un periodo in cui Marcella Marmo era presente.
Nonostante le smentite di Marcella Marmo, alcuni dettagli da lei forniti sembrano confermare parte degli elementi analizzati da Santagata. Ha ricordato di aver vissuto nel palazzo Timpano, il collegio delle studentesse della Normale, e di aver conosciuto personaggi come Adriano Sofri e Franco Piperno. Ha inoltre menzionato il ritorno a Napoli nel 1966, dove si laureò con il professor Giuseppe Galasso.
Marcella Marmo ha anche suggerito che, dopo di lei, ci sia stata un'altra studentessa napoletana alla Normale, ipotizzando che potesse essere lei Elena Ferrante, o Silvio Perrella. Tuttavia, Maria Mercogliano, un'altra ex allieva della Normale dello stesso periodo, è stata esclusa da Santagata come possibile candidata, data la sua carriera da italianista e critica d'arte, e le omissioni presenti nei testi di Ferrante relative a eventi significativi del 1966-67.
Laura Goggi Carotti, compagna di studi di Marcella Marmo alla Normale, ha descritto Marmo come una persona solare ma più matura delle altre, interessata alla politica e legata a un fidanzato a Napoli, suggerendo che non si fosse mai ambientata pienamente a Pisa. Goggi Carotti ritiene Marcella Marmo più compatibile con il personaggio di Elena Greco rispetto a Maria Mercogliano.
La casa editrice E/O, tramite un comunicato, ha smentito fermamente l'identificazione di Elena Ferrante con Marcella Marmo, esprimendo il desiderio che l'attenzione torni sui libri e non sull'identità dell'autrice.
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Un legame familiare e artistico
La famiglia Sacerdoti-Marmo è profondamente legata al mondo della cultura. Il padre di Arianna, Guido Sacerdoti, era un noto allergologo e pittore, nipote dello scrittore Carlo Levi. La madre, Marcella Marmo, è stata una stimata storica della camorra. Arianna Sacerdoti stessa è una studiosa di letteratura latina, poetessa e traduttrice, con una passione per gli haiku.
La stessa Marcella Marmo, pur negando di essere Elena Ferrante, ha ammesso di aver amato i "trabocchetti di napoletanità" nei libri, il confronto tra le donne e il racconto delle periferie, dimostrando un apprezzamento per l'opera della Ferrante.
L'intera vicenda solleva interrogativi sulla natura della scrittura, sulla memoria e sui legami familiari, intrecciando la vita reale con la finzione letteraria in un affascinante mistero ancora irrisolto.