Il Santuario della Madonna del Monte a Campobasso

Il Santuario della Madonna del Monte, conosciuto anche come Chiesa di Santa Maria Maggiore o di Santa Maria del Monte, si trova nel centro storico di Campobasso, sull’altura che domina la città, proprio di fronte al maestoso Castello Monforte. La chiesetta è situata in cima al Viale della Rimembranza, un viale dedicato alla memoria dei caduti in guerra, e il suo ingresso guarda direttamente il castello.

Veduta panoramica del Santuario della Madonna del Monte con il Castello Monforte sullo sfondo

Architettura e Struttura

La chiesa è una realtà medievale, la cui costruzione originale è attestata sin dal XIV secolo. Si ritiene che occupi il posto di una più antica cappella votiva. Originariamente contraddistinta dallo stile gotico, la distruzione causata da numerosi terremoti ha portato alla sua ricostruzione con un carattere romanico, stile che si può osservare oggi.

Esterni del Santuario

La facciata, formata da pietra viva, è ampia e caratterizzata da tre portali d'entrata, ai quali si accede mediante una piccola scalinata. Anticamente, questi portali permettevano l'ingresso alle tre navate. Nella porzione superiore della facciata si apre un rosone di piacevole semplicità, così come il portale al di sotto, incastonato nel muro.

Il portale centrale presenta la classica foggia ad arco, mentre la porta è rientrante rispetto alla facciata. La lunetta sovrastante è costituita da un affresco che raffigura la Madonna col Bambino e, sullo sfondo, il Castello e il Santuario. Internamente al portale ad arco a tutto sesto, si posiziona il portale di ingresso, dai meravigliosi bassorilievi che raffigurano episodi della vita di Cristo.

Dettaglio della facciata e del portale principale del Santuario della Madonna del Monte

Interni del Santuario

All'interno del Santuario si nota la presenza di una sola navata, in perfetto stile romanico. Le piccole cappelle, oggi presenti, sostituiscono quelle che un tempo erano le navate laterali del santuario mariano, costituendo accoglienti luoghi di religioso silenzio. All'interno è stata ricavata una stanzetta dedicata a San Pio da Pietrelcina.

Sull'altare maggiore, di taglio barocco e decorato da marmi policromi, si trova il trono della Madonna del Monte. Dietro l'altare maggiore è custodita una statua trecentesca, più volte restaurata, raffigurante la Madonna del Monte, a cui gli abitanti del posto sono molto devoti. Questa antica scultura bizantina in legno, arricchita da molteplici ornamenti, sostiene nella mano destra l'ancora e nella sinistra Gesù Bambino in atto di benedire. La statua si offre alla vista del visitatore come da ripristino ottocentesco, con abiti ottocenteschi, restaurata nel 1824 ma risalente al 1334, come si legge scolpito sul piedistallo ligneo.

All’interno si possono ammirare splendidi affreschi, realizzati da Trivisonno durante il restauro del Novecento, e un grande dipinto che illustra la Glorificazione della Vergine. L’aria di profondo raccoglimento della chiesa è data dall'essenzialità degli arredi e degli ornamenti.

Interno del Santuario della Madonna del Monte, con enfasi sull'altare maggiore e la statua

Storia e Origini

La prima attestazione storica della Chiesa di S. Maria del Monte si trova nel Codice Vaticano Latino 8222, parte I, fogli 2/4, dove si fa riferimento alla diocesi di Boiano. Il documento riporta l’elenco delle principali chiese campobassane esistenti in data 20 agosto 1241.

La chiesa dei “Monti” era nominata “Ecclesia Sanctae Mariae”. Il contesto del documento riferisce che Federico II diede ordine ad Andrea di Cicala, capitano e maestro giustiziere, di requisire i beni appartenenti alle chiese di alcune diocesi, tra cui quella di Boiano. La “Ecclesia Sanctae Mariae” fu privata di una minutam unam de zendato oricellato, pro tarenis duobus, cioè un piccolo drappo di seta violacea del valore di due tari (l’oricello era una sostanza usata per tingere lana e seta di viola).

Restauri e Affidamento ai Cappuccini

Il 19 settembre 1903, monsignor Felice Gianfelice, Vescovo diocesano, a causa della scarsità di clero e per desiderio del popolo, aveva chiesto per iscritto al Padre Generale il ritorno dei Cappuccini a Campobasso. Per mancanza di locali adatti all’abitazione dei Religiosi, non fu possibile accontentarlo inizialmente.

Il 15 dicembre 1904, contemporaneamente, l’arciprete don Carlo Pistilli e monsignor Gianfelice scrissero al Provinciale, P. Pio da Benevento, proponendogli la custodia e l’officiatura della chiesetta posta fuori dell’abitato, in cima al monte sovrastante la città. Questa era stata in precedenza cappella funeraria dei Monforte e poi chiesa arcipretale dal titolo “S. Maria Maggiore” e Santuario dedicato alla “Madonna del Monte”, incoronata solennemente con decreto Vaticano il 15 giugno di quello stesso anno 1904. Il Vescovo proponeva anche sette condizioni, alle quali subordinava l’affidamento del Santuario.

Il 3 febbraio 1905, il Provinciale accettò sia la cura della chiesetta, sia le sette condizioni, alle quali, però, furono apportati alcuni ritocchi notificati al Vescovo e da questi accolti. Il ricorso di un canonico locale alla Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari bloccò l’auspicato ritorno dei Cappuccini a Campobasso. Il 15 febbraio 1905, monsignor Gianfelice, con un lungo esposto al Cardinale Prefetto della suddetta Congregazione, difese e motivò la sua decisione. Il ricorso venne archiviato e il 25 maggio dello stesso anno, tre Cappuccini, tra cui lo stesso Provinciale, P. Pio da Benevento, presero possesso del Santuario.

Dopo la presa di possesso, si decise di restaurare e abbellire la chiesetta, affidandone la decorazione ad Abele Valerio. Il 30 maggio 1911, si tenne la solenne inaugurazione; il giorno dopo, seguì la solennissima processione di fine maggio, che annualmente si ripete.

Un Rescritto pontificio del 18 maggio 1921 ratificò e approvò la cessione perpetua del 1905 del Santuario del Monte ai Cappuccini, con la clausola a beneplacito della Sede Apostolica, in maniera che né l’Ordinario diocesano potesse riprenderne il possesso, né i Cappuccini potessero lasciarlo senza il beneplacito della Santa Sede. Un altro Rescritto della Sacra Congregazione dei Religiosi, del 26 luglio 1921, concesse alla religiosa Provincia la facoltà di assumere in perpetuo l’impegno di officiare la suddetta chiesa.

Quando nell’ottobre 1931 si aprì il grande convento del “Sacro Cuore”, per una disposizione della Congregazione Capitolare (dell’agosto precedente), la piccola fraternità del Santuario divenne Ospizio dipendente dal Superiore del suddetto convento; tale restò fino al 1954, quando venne dichiarata indipendente.

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