Santi Missionari Italiani e Figure Chiave dell'Evangelizzazione

Il mondo missionario è costellato di figure eccezionali che hanno dedicato la propria vita all'evangelizzazione. Tra questi, spiccano per il loro esempio e la loro dedizione santi e beati che continuano a ispirare generazioni di credenti. La missione, come sottolineato da Papa Francesco, è un "andare instancabile verso tutta l’umanità per invitarla all’incontro e alla comunione con Dio". L'esperienza dei santi missionari è, in maniera specifica, quella di coloro che vanno a impiantare la Chiesa là dove essa quasi non esiste, nascendo a ogni caritatevole battito del loro cuore, a ogni giudizio della loro intelligenza di fede e a ogni opera che esce dalle loro mani: una missione certa della vittoria del “grande Amore”, sostenuta cioè da una indomabile speranza.

Patroni e Pionieri della Missione Universale

Tra i personaggi più significativi per il mondo missionario, troviamo Santa Teresa di Lisieux e San Francesco Saverio, entrambi patroni della missione. Le loro biografie sono così diverse da lasciare sorpresi se si considera che entrambi sono considerati protettori di tutti coloro che dedicano la vita all’evangelizzazione. Eppure, c’è un punto d’incontro che avvicina, quasi sovrapponendole, le due vite apparentemente così differenti: la dedizione totale alla causa evangelica.

Un altro protagonista di spicco è San Daniele Comboni, la cui opera missionaria ha lasciato un'impronta indelebile, specialmente in Africa. Inoltre, la Beata Pauline Jaricot, dalla cui intuizione sono nate le Opere Missionarie, è considerata un vero e proprio pilastro della missione universale.

San Francesco Saverio: L'Apostolo delle Indie

Nato il 7 aprile 1506 nel castello di Saverio, in Navarra, San Francesco Saverio è una figura centrale nella storia delle missioni. A 15 anni si recò a Parigi per studiare all'Università della Sorbona, dove incontrò Ignazio di Loyola e Pietro Favre. Fu conquistato dall'ideale di Ignazio e, il 15 agosto 1534, insieme ad altri compagni, fece i voti di castità, povertà evangelica e di recarsi a Gerusalemme.

Non potendo raggiungere la Terra Santa, i compagni si presentarono a Papa Paolo III, che li accolse e pensò di inviarli in missione. Decisero di costituire un Ordine religioso, la Compagnia di Gesù, eleggendo Ignazio come superiore generale.

Nel 1540, Francesco Saverio fu inviato in missione nelle Indie. Partì dal Portogallo il 7 aprile 1541 e giunse a Goa, in India, il 6 maggio 1542. Qui stabilì il centro della sua attività nell'ospedale, curando i malati e dedicandosi all'assistenza spirituale dei carcerati e dei mercanti portoghesi. Il suo metodo di apostolato consisteva nel percorrere le strade, invitando bambini e adulti ad ascoltare le sue istruzioni in chiesa, utilizzando un linguaggio semplice e adattato alla comprensione degli uditori.

Mappa delle rotte missionarie di San Francesco Saverio in Asia

Francesco Saverio trascorse due anni tra i paravas, una tribù indigena del Sud dell'India, insegnando loro il Credo, il Pater Noster, l'Ave Maria e i 10 comandamenti. Il successo fu tale che i bambini e i giovani lo assediavano, desiderosi di apprendere i rudimenti della fede. Dopo l'India, si recò nelle Molucche e poi a Malacca, prima di sentire parlare del Giappone, un paese che riteneva particolarmente disposto alla conversione al Cristianesimo.

Nel suo desiderio di diffondere il messaggio di Cristo, Francesco Saverio si preparava a raggiungere la Cina quando morì, aprendo la strada a un altro missionario gesuita, Matteo Ricci. La sua vita, durata appena 46 anni e 8 mesi, fu un'incredibile opera missionaria, che lo consacra come uno dei più grandi missionari della storia.

Charles de Foucauld: Il Solitario del Deserto

Charles de Foucauld, nato nel 1858, è un esempio di ricerca spirituale e dedizione radicale. Rimasto orfano, abbandonò la pratica religiosa e si considerò ateo. Dopo un periodo nell'esercito, intraprese un cammino di conversione che lo portò a una vita di preghiera, silenzio e contemplazione nel deserto del Sahara. Scelse come motto "Jesus Caritas".

Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, entrò nella "trappa", un monastero molto povero. Successivamente, visse a Nazareth come domestico delle clarisse, dedicandosi alla preghiera e alla meditazione del Vangelo. Preparato al sacerdozio, si recò a Beni Abbès, nel Sahara algerino, dove costruì un romitaggio. Si dedicò all'accoglienza dei pellegrini e alla redenzione degli schiavi, entrando in contatto con i nomadi del deserto, i Tuareg. L'idea di convertirli lasciò il posto al desiderio di essere un autentico testimone del Vangelo.

La sua giornata era scandita da undici ore di preghiera, sei di lavoro e poche ore di sonno, con una grande disponibilità all'accoglienza e al dialogo. Durante la Prima Guerra Mondiale, il 1° dicembre 1916, fu ucciso da una banda di predoni. La sua vita, tuttavia, ispirò la fondazione di congregazioni come i Piccoli fratelli e le Piccole sorelle di Gesù, che portarono avanti la sua spiritualità. La sua esistenza fu dominata dai due grandi misteri: il Santissimo Sacramento e l'Incarnazione a Nazareth.

Ritratto di Charles de Foucauld nel deserto

Santi Missionari e Testimoni della Fede Italiani

San Giuseppe Allamano: Un Modello di Santità Missionaria

Un esempio luminoso di santità missionaria è rappresentato da San Giuseppe Allamano. Egli dedicò il suo sacerdozio al servizio dei fedeli nel santuario della Consolata e al Convitto ecclesiastico, vivendo per 46 anni con uno zelo pastorale e una passione ineguagliabili per le missioni ad gentes. Il suo motto, "Prima santi, poi missionari", riflette la sua profonda convinzione che la santità personale fosse il fondamento imprescindibile per un'efficace opera di evangelizzazione. Da coloro che seguivano la sua guida, Allamano esigeva radicalità ed entusiasmo, qualità che riassumeva nell’espressione: "Ci vuole fuoco per essere apostoli". La santità, dono del Signore, era celebrata con gioia e gratitudine.

I missionari e le missionarie della Consolata commemorarono la sua figura con una solenne eucaristia nella basilica di San Paolo fuori le mura, una celebrazione gioiosa, rallegrata dalle danze e dai canti dei popoli africani e di altri continenti. Le parole di Gesù nella sinagoga di Nazaret, "Oggi si compie questa scrittura", risuonavano nella vita di Allamano, che, discernendo la propria vocazione, disse: "Oggi Dio mi chiama". Questo "oggi" missionario, questo essere presenti per essere inviati nel mondo, è la forza che muove i santi, i quali lasciano che lo Spirito li plasmi secondo la Sua volontà. Per San Giuseppe Allamano e per coloro che lo seguono, questa forma è la missione ad gentes, la prima evangelizzazione in terre dove la Chiesa non è ancora radicata, da compiersi con lo stile di Maria. Quanto san Giuseppe Allamano teneva alla serietà del volersi bene reciprocamente, considerandola una priorità e un punto di attenzione continua.

Il Santo del giorno Beato Giuseppe Allamano

Il Ministero di San Giuseppe Allamano nella Diocesi di Torino

Oltre al suo impegno al santuario della Consolata e al Convitto ecclesiastico, San Giuseppe Allamano svolse un intenso ministero nella diocesi di Torino. Particolarmente significativo fu il suo servizio tra le comunità di religiose. Dal 1886 al 1891 fu superiore delle Suore di San Giuseppe di Torino e, nel giro di pochi anni, compì un gran bene in quella congregazione. Unendo alla fermezza del comando una bontà longanime e comprensiva e un tatto squisito, diede impulso nuovo allo spirito e all’osservanza religiosa.

L’Allamano svolse in diocesi anche altre mansioni di prestigio tra le quali quella di dottore collegiato alla Facoltà teologica di Torino dal 1877, e quella di membro aggiunto della Facoltà legale pontificia di Torino dal 1887. A tutto ciò si aggiunge l’intensa attività di confessore e direttore spirituale. Il suo domestico Scovero assicurò: «A me dava l’impressione ch’egli avesse giammai niente da fare. Da noi occupava molto bene il suo tempo; mai che mostrasse avere impegni o urgenze, e soltanto più tardi abbiamo saputo che dirigeva mezza diocesi ed era occupatissimo». Canonici e buona parte del patriziato torinese ricorrevano a lui per consiglio sia per le questioni familiari, sia per le circostanze politiche e sociali.

Quattordici anni dopo, l’8 maggio 1897, al chiudersi dell’episcopato di monsignor Davide Riccardi, Allamano fu nominato "canonico effettivo", all’età di 46 anni. Nel discorso ai canonici in occasione della presa di possesso, il 10 novembre 1897, Allamano disse tra l’altro che i due venerandi arcivescovi avevano voluto conferirgli tale onore per dimostrare la loro soddisfazione per l’opera prestata nell’educazione del giovane clero.

Padre Alberico Crescitelli: Martire in Cina

Nelle file del PIME è annoverato un santo, P. Alberico Crescitelli, martirizzato in Cina durante la rivolta dei Boxer. Nato ad Altavilla Irpina (Avellino) nel 1863, a 17 anni era entrato nel Pontificio Seminario dei Santi Pietro e Paolo per le Missioni Estere. Nel 1887, poco prima di partire per la sua destinazione, lo Shaanxi meridionale, restò bloccato nel paese natale a causa di un'epidemia di colera, nella quale si prodigò con grande generosità.

Raggiunta con un viaggio avventuroso la Cina, si dedicò ai cristiani del fiume Han e si spinse in altre località, suscitando molte conversioni. Nel 1900 rimase vittima della rivolta contro gli occidentali, missionari inclusi. Dato che gestiva un asilo per bambini poveri, venne ingiustamente accusato di essere un artefice delle privazioni alimentari che la popolazione subiva. Il malcontento si concentrò, ingiustamente, su di lui. Bloccato dentro la dogana di Yentsepien, venne torturato, ucciso, fatto a pezzi e gettato nel fiume.

Immagine di Padre Alberico Crescitelli, martire in Cina

Cardinale Guglielmo Massaja: Missionario dell'Etiopia

A duecento anni dalla nascita del Cardinale Guglielmo Massaja (1809-1889), un comitato nazionale ne ha celebrato la figura di questo grande missionario dell'Etiopia. Frate cappuccino che ha percorso l'Italia e l'Africa: missionario, esploratore, medico, filantropo, scrittore, diplomatico e testimone del Vangelo. Le sue spoglie mortali si venerano nella chiesa di San Biagio in Acireale (CT).

Altri Santi, Beati e Testimoni Italiani

  • Due ragazzi genovesi: Hanno vissuto per portare a tutti il dono dell'ideale evangelico, scegliendo la via del 'farsi santi insieme' in un'amicizia proiettata verso il mondo unito.
  • Mons. Albino Luciani (Papa Giovanni Paolo I): Vescovo di Vittorio Veneto dal 1959 al 1970, il futuro Patriarca di Venezia partecipò con entusiasmo al Concilio Ecumenico Vaticano II. La sua figura è ricordata come il "Papa del sorriso" e il suo insegnamento è tenuto vivo da associazioni e centri di spiritualità.
  • Alcide De Gasperi: Grande statista italiano, del quale è in corso il processo di beatificazione.
  • Mons. Battisti: Arcivescovo le cui vita e opere sono ricordate attraverso una biblioteca telematica di testimonianze.
  • Fra Daniele Natale: Da San Giovanni Rotondo, aiutante di Padre Pio, grande uomo di fede e artista pittore.
  • Antonietta De Vitis (1936-2004): Nascosta al mondo per 53 anni, ha offerto a Gesù le sue sofferenze e preghiere, nutrendosi di sola Comunione.
  • Un grande maestro e riformatore della Trappa, Ordine cistercense, nel secolo XVII, la cui spiritualità è ancora vitale.
  • Don Carlo Zaccaro: Sacerdote della Madonnina del Grappa - Firenze, il cui pensiero e opera sono mantenuti vivi.
  • Venerabile Mariangela Virgili: Donna ronciglionese di grandi virtù e completa dedizione agli altri, taumaturgica.
  • I santi, i beati e testimoni della fede del Terz'Ordine secolare di San Francesco, l'Ordine Francescano Secolare, un progetto nato dall'iniziativa di alcuni francescani secolari e di Amici di San Francesco.
  • Card. Giovanni Colombo: Arcivescovo di Milano dal 1963 al 1979, la cui figura e pensiero sono approfonditi in un sito dedicato.
  • Card. Giuseppe Siri: Per quattro decenni Arcivescovo di Genova, la sua vita e opera sono celebrate a cent'anni dalla nascita.
  • Carlo Acutis: Giovane morto a 15 anni per leucemia fulminante, di cui è stata aperta la causa di beatificazione; ha realizzato una mostra sui miracoli eucaristici diffusa in tutto il mondo.
  • Caterina Cittadini: Il suo spirito ispira incontri e formazione cristiana degli adulti e aggregazione giovanile, sostenendo l'opera missionaria delle suore Orsoline di Somasca.
  • Caterina Farnese: Da principessa bizzarra a carmelitana esemplare, la sua vita si svolge nella Parma del '600, secondo documenti originali delle Carmelitane Scalze di Parma.
  • BsD Giuseppina Berettoni: Terziaria francescana e domenicana, mistica dei nostri giorni, apostola dalla fede ardente che percorse le periferie esistenziali di Roma. La sua Causa di beatificazione è in corso.
  • Servo di Dio Salvo D'Acquisto: Vicebrigadiere dei Carabinieri, di cui è in corso il processo di beatificazione, che ha salvato la vita ad almeno 5000 ebrei.
  • Don Aldo Mei: Sacerdote lucchese, fucilato dai Tedeschi il 4 agosto 1944, definito 'martire della carità'.
  • Don Aldo Prato: Parroco di Cristo Re in San Severo, di santa memoria, che ha saputo promuovere il Divino nelle anime dei numerosi fedeli affidatigli.
  • Don Angelo Lolli (1880-1958): Fondatore dell'Opera di Santa Teresa del Bambin Gesù di Ravenna, ora in via di Beatificazione.
  • Don Arturo: La sua memoria è mantenuta viva da un'associazione che ne diffonde l'insegnamento scaturito dalla preghiera e dal contatto con la Parola di Dio.
  • Don Didimo: Umile sacerdote vicentino, fondatore dei movimenti 'La Dieci' e 'Comune dei Giovani'.
  • Don Dolindo Ruotolo: Sacerdote e terziario francescano del XX secolo, amanuense dello Spirito Santo, taumaturgo, stigmatizzato di Cristo.
  • Don Emilio: Sacerdote le cui opere sono ricordate dai suoi amici, che raccolgono i suoi scritti.
  • Un sacerdote che si dedicò instancabilmente all'educazione di migliaia di ragazzi e di giovani che hanno frequentato l'oratorio Patronato S. Antonio.
  • Don Felice Rosada: Sacerdote buono e sensibile alle sofferenze altrui, la cui memoria è ancora viva nella diocesi di Vittorio Veneto.
  • Don Filippo Luciani: Indimenticato Parroco e Rettore del Seminario Maggiore di Napoli.
  • Servo di Dio Don Gaspare Goggi: Uno dei primi discepoli del beato Don Luigi Orione, sviluppò l'espressione culturale del carisma del Fondatore, morì a 33 anni in concetto di santità.
  • Don Gilberto Pressacco: La sua opera e il suo patrimonio intellettuale sono divulgati dall'Associazione Culturale a lui dedicata.
  • Don Giuseppe: Sacerdote martire ucciso nel 1923 nel Vicariato di Argenta, la cui figura è ricordata per non dimenticare le ingiustizie.
  • Don Giuseppe Dossetti: Una delle figure più significative della chiesa cattolica del dopoguerra, la sua figura ricca e complessa è studiata dai Circoli Dossetti.
  • Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989): Zelante sacerdote salesiano che ha scritto e diffuso moltissimi libretti devozionali ed apologetici.
  • Un sacerdote meratese vissuto a lungo a Busto Arsizio (VA), dove è stato ucciso nel 1991, la cui memoria è mantenuta viva da un'associazione.
  • Don Lorenzo Milani (1923-1967): Le sue opere e la sua testimonianza sono promosse da un apposito comitato e dalla futura 'Fondazione don Lorenzo Milani'. Il Centro di Documentazione Don Milani e Scuola di Barbiana a Vicchio conserva archivi audio e fotografici.
  • Don Mario Gerlin: Missionario, la cui opera e testimonianza sono sostenute da un'associazione di amici.
  • Un finanziere, eremita, sacerdote, morto nel 1968 in concetto di santità; testimone di fede, preghiera, penitenza, lavoro e totale donazione di sé ai fratelli.
  • Don Tonino Bello: Vescovo, la cui vita, opere e preghiera sono celebrate dalla Fondazione Don Tonino Bello e da Pax Christi, con una web TV dedicata al suo pensiero.
  • Don Zeno Saltini (1900-1981): Padre e fondatore di Nomadelfia, popolo di volontari cattolici che vuole costruire una nuova civiltà fondata sul Vangelo.
  • Un medico che ha dedicato la propria esistenza al servizio della Vita, testimone di come la professione medica possa essere vissuta con totale dedizione a Dio e agli altri.
  • Frate Mario da Tolentino (fra Mario Gentili da Colmurano): Ci ha insegnato la semplicità e la gioia del Signore.
  • Venerabile Fra Tommaso Acerbis da Oleram: Frate cappuccino, la cui causa di canonizzazione è ufficialmente seguita da un sito internet.
  • Fra Dionisio Filippi: Frate minore, la cui missione quotidiana ed esempio di fede e carità sono ricordati dall'Associazione 'Amici di Fra Dionisio'.
  • Un sacerdote che si recò a Roma per prepararsi alla vita missionaria in Cina, dove tradusse in cinese la Bibbia, fondò uno Studio Biblico ad Hong Kong ed eresse uno Studio Sociologico a Singapore. Morì il 26 gennaio 1976 e le sue spoglie si venerano nella chiesa di San Biagio in Acireale (CT).
  • Giovanna Spanu: Fondatrice della 'Piccola Comunità Apostolica' di Parma, le cui vita, carisma, testimonianze e pensieri sono raccolti.
  • Altre figure significative nell'ambito missionario e della santità includono Pietro Claver, Damiano de Veuster, Clemente Vismara, Francesca Saverio Cabrini, Paolina Visintainer, Annalena Tonelli.

Le Canonizzazioni nel Pontificato di Papa Francesco

Il pontificato di Papa Francesco è stato caratterizzato da un numero considerevole di canonizzazioni: novecentoquarantadue santi, inclusi quelli canonizzati per equipollenza, e diciotto cerimonie di canonizzazione. Papa Francesco, pur raramente soffermandosi sui dettagli biografici, ha spesso fatto risuonare la Parola di Dio, lasciando ai fedeli la libertà di associare le figure appena elevate agli altari alla propria esperienza spirituale.

Già nella sua prima cerimonia di canonizzazione, il 12 maggio 2013, Papa Francesco canonizzò Antonio Primaldo e compagni, gli 813 martiri di Otranto, insieme a Madre Laura di Santa Caterina da Siena e Madre María Guadalupe García Zavala. Nel corso del suo pontificato, sono state canonizzate figure per le quali è stato riconosciuto un miracolo, ma anche altre per le quali è stata concessa la dispensa da esso, attraverso apposite celebrazioni. Tra queste figurano Papa Giovanni XXIII, Fra Junipero Serra, i trenta martiri del Brasile, i tre protomartiri del Messico, Monsignor Giovanni Battista Scalabrini e gli undici martiri di Damasco.

Le canonizzazioni equipollenti hanno riguardato personaggi il cui culto è stato confermato nel tempo, come Angela da Foligno, Pierre Favre, François de Montmorency-Laval, José de Anchieta, Maria dell’Incarnazione Guyart Martin, Bartolomeo dei Martiri, Margherita da Città di Castello e le sedici Carmelitane Scalze di Compiègne.

Sono state concluse e celebrate da Papa Francesco anche le cause di Madre Teresa di Calcutta e di Papa Giovanni Paolo II, iniziate con deroga ai termini previsti per l’avvio delle rispettive inchieste diocesane. Ha inoltre celebrato le canonizzazioni di cinque candidati beatificati durante il suo pontificato: don José Gabriel del Rosario Brochero, Monsignor Óscar Arnulfo Romero y Galdámez, Papa Paolo VI, Madre Maria di Gesù Santocanale e Maria Antonia di San Giuseppe de Paz y Figueroa (Mama Antula).

Questi santi, secondo Papa Francesco, incarnano l'intento evangelizzatore della Chiesa. Tra loro spiccano santi missionari come don Brochero, donne che hanno aperto nuove vie al Vangelo come Madre Laura, figure che hanno affrontato sfide storiche come Mama Antula, e persone che hanno vissuto la santità nella quotidianità familiare, come Marguerite Bays.

Il pontificato ha visto anche la canonizzazione di sacerdoti fondatori di nuove famiglie religiose, come don Vincenzo Grossi e don Giuseppe Allamano. Non mancano esempi di santità adolescenziale e giovanile, come José Sanchez del Río e Nunzio Sulprizio, provati dalla vita ma coraggiosi nel testimoniare la loro amicizia con Gesù. Vescovi come Monsignor Manuel González García hanno mirato alla santità del loro popolo, mentre Bartolomeo dei Martiri è stato un modello per il clero. Vescovi come Romero e Scalabrini hanno difeso i più deboli, a volte pagando di persona. Il magistero dei tre Papi canonizzati da Francesco è stato uno sprone a guidare la Chiesa nel solco del Concilio Vaticano II, con un tocco personale.

Mosaico di Santi canonizzati da Papa Francesco

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