La Santa Messa in Onore di San Michele Arcangelo: Liturgia, Tradizione e Culto

L’Arcangelo Michele è una figura centrale nella tradizione cristiana, venerato come il Principe che lotta contro il male e difensore perenne della fede e della Chiesa. Il suo nome, citato per cinque volte nella Sacra Scrittura, deriva dall’espressione ebraica “Mi-ka-El”, che significa “chi è come Dio?”. La sua secolare popolarità è testimoniata non solo dalla liturgia, ma anche da numerose cattedrali, santuari, monasteri e cappelle, oltre a monti, grotte e colline a lui intitolati in tutto il mondo. La celebrazione della Santa Messa in suo onore è un momento di profonda riflessione sulla sua funzione celeste e sulla sua intercessione.

Iconografia di San Michele Arcangelo che sconfigge il drago con la spada

La Liturgia della Parola nella Messa di San Michele

La liturgia dedicata a San Michele Arcangelo include testi biblici che ne evidenziano il ruolo di capo delle schiere celesti e protettore.

Antifona d'Ingresso

«Benedite il Signore, voi tutti suoi Angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti al suono della sua parola.»

Letture Bibliche

Dal Libro del profeta Daniele (Dn 7,9-10.13-14)

«Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto. Parola di Dio.»

Oppure dal Libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (Ap 12, 7-12°)

«Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell'Agnello e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita, fino alla morte. Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.»

Salmo Responsoriale (Sal 137)

R. Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

  • Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca. Non agli dèi, ma a te voglio cantare, mi prostro verso il tuo tempio santo.
  • Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà: hai reso la tua promessa più grande del tuo nome. Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto, hai accresciuto in me la forza.
  • Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra, quando ascolteranno le parole della tua bocca. Canteranno le vie del Signore: grande è la gloria del Signore!
  • Benedite il Signore, voi tutte sue schiere, suoi ministri, che eseguite la sua volontà.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,47-51)

«In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Vedrete il cielo aperto e gli Angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo.»

Preghiera sulle Offerte

«Accogli, Signore, l'offerta della tua Chiesa; fa' che per le mani dei tuoi Angeli sia portata davanti a te e diventi per tutti gli uomini sorgente di perdono e di salvezza.»

Antifona alla Comunione

«Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore, a te voglio cantare davanti agli Angeli.»

L'apparizione principale di San Michele Arcangelo - Monte Gargano

San Michele Arcangelo nella Tradizione Cristiana e Culturale

La figura dell'Arcangelo Michele trascende la sola liturgia, radicandosi profondamente nella cultura e nella fede popolare. Secondo la tradizione, l’Arcangelo Michele è il Principe che lotta contro il male, dai cui assalti difende perennemente la fede e la Chiesa.

Il Culto nella Divina Commedia

Anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri trova spazio il mortale confronto tra quello che nella Bibbia è descritto come il comandante “supremo dell’esercito celeste” e il capo degli angeli che decisero di fare a meno di Dio e furono precipitati negli inferi, ovvero Michele e Lucifero. Nel Purgatorio, al Canto XIII, il Poeta si aggira commosso fra le anime degli invidiosi. L’aria del cerchio in cui si svolge la scena è attraversata da voci misteriose che ricordano esempi di carità, e anche dalle ombre tormentate, ammassate contro la roccia e con le palpebre cucite, si alzano delle litanie. Queste anime implorano l’intercessione della Vergine e subito dopo Lei - e prima di Pietro e di tutti i Santi - invocano il nome di “Michele”. Si mostra così come, anche nel 1200, fosse riconosciuto il potere d’intercessione attribuito a questa figura.

La Preghiera di Leone XIII all'Arcangelo Michele

L’Angelo guerriero che con la sua spada sguainata veglia da Castel Sant’Angelo sulla Cupola di San Pietro è anche al centro di numerose storie e aneddoti. Una di esse risale al 13 ottobre 1884. In quella data, finito da poco di celebrare Messa nella cappella vaticana, Papa Leone XIII si bloccò una decina di minuti. Il suo viso, diranno i testimoni, rivelava insieme terrore e meraviglia. Poi Papa Pecci raggiunse in fretta il suo studio, si sedette al tavolo e scrisse di getto una preghiera all’Arcangelo Michele. Mezz’ora dopo chiamò il segretario e gli consegnò il foglio con l’ordine di stamparlo e inviarlo a tutti i vescovi del mondo perché recitassero la supplica alla fine della Messa. Leone XIII racconterà di aver avuto, in quei pochi minuti, un’agghiacciante visione di “legioni di demoni” attaccare la Chiesa fin quasi a distruggerla e di aver assistito all’intervento difensivo e decisivo dell’Arcangelo. “Poi - soggiunse - ho visto San Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo”.

La Diffusione del Culto e i Santuari Micaelici

Dall’Oriente, il culto dell’Arcangelo Michele si diffuse e si sviluppò rapidamente nelle regioni mediterranee, in particolare in Italia, giungendo assieme all’espansione del cristianesimo. Questo ha portato alla costruzione di innumerevoli luoghi di culto dedicati a lui, spesso in luoghi elevati o suggestivi.

Il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo (Gargano)

Nel V secolo, sul promontorio del Gargano, sorse il più antico e più famoso luogo di culto micaelico dell’Occidente: il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. Molto presto questo Santuario divenne un luogo importante per la diffusione del culto micaelico in Europa e in Italia e rappresentò il modello ideale per tutti i santuari angelici successivi, che furono appunto eretti ad instar di quello garganico. Le cime dei monti, i colli, i luoghi elevati e le grotte profonde furono dalle origini considerate come la sede più appropriata per il culto degli angeli e di Michele in particolare.

Foto panoramica del Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo al tramonto

Mont-Saint-Michel in Normandia

In Francia, tra il 708 e il 709, su un altro promontorio sulla costa della Normandia, fu consacrato all’Angelo un santuario detto di Mont-Saint-Michel au péril de la mer, a causa del fenomeno dell’alta e bassa marea che rendeva pericoloso quel luogo.

Vista aerea del Mont-Saint-Michel, abbazia in Normandia

La Sacra di San Michele in Val di Susa

La Sacra di San Michele, in Piemonte, è dedicata all'Arcangelo perché nasce e cresce con la sua storia e le sue strutture attorno al culto di San Michele, che approdò in Val di Susa nei secoli V o VI. La sua ubicazione in altura e in uno scenario altamente suggestivo, richiama immediatamente i due insediamenti micaelici del Gargano e della Normandia. L'indirizzo è: Via alla Sacra, 14 - 10057 S.

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