Il grido di pace dei Vescovi di Aleppo
Nel contesto del conflitto siriano, che ha duramente colpito la popolazione civile di Aleppo, i Vescovi cattolici della città hanno rivolto un accorato messaggio ai propri fedeli e all'intera comunità internazionale. Di fronte al riacutizzarsi degli scontri, che hanno coinvolto sia i quartieri governativi che quelli in mano alle milizie ribelli - colpendo persino strutture ospedaliere gestite da Medici senza Frontiere - i leader religiosi hanno espresso il loro dolore e la loro vicinanza.
I Vescovi cattolici di Aleppo rivolgono il loro grido “alle coscienze di chi progetta e chi esegue questa guerra”, implorando ad alta voce “Basta!” per “amor di Dio” e “per misericordia degli uomini”, richiamando il “grido del sangue dei bambini e dei martiri che sale a Dio” e “le lacrime delle madri in lutto”.

La prospettiva cristiana sulla sofferenza
Lungi da qualsiasi strumentalizzazione ideologica o politica, lo sguardo dei Vescovi sulla tragedia è profondamente cristiano. Essi invitano i fedeli a non lasciarsi “vincere dalla tristezza e dalla disperazione”, ricordando che la permanenza dei cristiani in una città martoriata ha un significato profondo:
- “Noi siamo figli della Risurrezione, figli della Speranza”.
- Le sofferenze, sull'esempio dei Santi e dei Martiri, vengono unite alla Passione di Cristo.
- La sofferenza diventa così “santificata e santificante”, offerta per la pace in Siria e la salvezza della città.
Per affrontare questo tempo di prova, i Pastori hanno rinnovato la consacrazione di Aleppo al Cuore Immacolato di Maria, ricordando la richiesta fatta durante le apparizioni di Fatima per ottenere la pace nel mondo.
L'assemblea dei Vescovi di Aleppo
Il messaggio è stato sottoscritto da un'unione di diverse tradizioni cattoliche presenti nel territorio:
| Arcivescovo/Vescovo | Rito di appartenenza |
|---|---|
| Denys Antoine Chahda | Siro-cattolico |
| Jean Clément Jeanbart | Greco-melchita |
| Joseph Tobji | Maronita |
| Boutros Marayati | Armeno-cattolico |
| Antoine Audo | Caldeo |
| Georges Abou Khazen OFM | Latino (Vicario apostolico) |
Siria. Reportage di Tempi a Aleppo. Luglio 2015
Aleppo nella Via Crucis: il parallelo con la Croce
Il dolore di Aleppo è stato al centro di una profonda riflessione spirituale durante la celebrazione della Via Crucis a Roma. La sofferenza della città siriana è stata accostata alla morte di Gesù, descrivendo Aleppo come una città letteralmente “inchiodata alla croce”.
Le meditazioni hanno unito il dramma siriano ad altre realtà di persecuzione e conflitto in Asia, come la testimonianza di suor Ann Rose Nu Tawng in Myanmar, che si è inginocchiata di fronte ai militari per invocare la pace. Il rito, presieduto dal cardinale vicario Angelo De Donatis per conto di Papa Francesco, ha voluto dare voce alle vittime:
- Il dolore di chi fugge da “bombe, coltelli, fame e dolore”.
- La sofferenza dei giovani ucraini e russi, uniti nel lutto per la guerra.
- La perdita dei figli da parte delle madri, un dolore che trova conforto solo nella fede e nelle “braccia di Gesù”.
La preghiera finale ha ribadito il valore della mitezza che “confonde la prepotenza” e della speranza che sostiene nell'ora della prova, offrendo una prospettiva di perdono anche di fronte al tradimento e alla violenza estrema.
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