San Michele Arcangelo e il mondo angelico nell’arte di Luca Giordano

La figura di San Michele Arcangelo occupa un posto di rilievo nell'iconografia sacra e trova in Luca Giordano (Napoli, 1634-1705) uno dei suoi interpreti più dinamici e potenti. L'analisi della produzione dell'artista, spesso oggetto di mostre antologiche, permette di comprendere non solo la maestria tecnica del pittore napoletano, ma anche la profondità teologica e simbolica che egli imprimeva alle sue tele.

Dipinto

Il conflitto celeste: teologia e rappresentazione

La tela raffigurante il San Michele Arcangelo che scaccia gli angeli ribelli è un'opera emblematica che illustra le ragioni del contrasto tra le schiere angeliche. Al centro del dramma si pone Lucifero: mosso da un peccato d'orgoglio, egli intendeva paragonarsi all'Altissimo. La sua superbia è sancita dalla scritta che appare sul trono rimosso: “similis ero altissimo”.

La risposta divina non si fa attendere: Dio Padre, seduto sul trono con lo scettro e la sfera terrestre, scaccia Lucifero dalla sua presenza. In questo scontro, l'Arcangelo Michele interviene armato, opponendo al grido di ribellione la celebre esortazione “quis ut Deus?” (chi è come Dio?).

La dinamica della battaglia

La composizione pittorica di Giordano è pervasa da un movimento concitato:

  • Le schiere celesti: Sullo sfondo, la milizia degli angeli fedeli si dispone in alto, pronta all'intervento.
  • L'attacco: Michele e i suoi angeli, dotati di spade fiammeggianti, si lanciano contro i ribelli.
  • La caduta: I ribelli, armati di spade, pugnali e forconi, vengono schiacciati sul fondo, mentre i loro corpi mutano progressivamente in sembianze diaboliche, urlando per il terrore.
Schema iconografico della lotta tra l'Arcangelo Michele e gli angeli ribelli basato sul dipinto per la chiesa dell'Ascensione a Chiaia.

L'Arcangelo Michele tra pittura e oreficeria

Un momento di particolare importanza nella fortuna critica di questo tema è rappresentato dal confronto tra la tela di Giordano e la scultura di Lorenzo Vaccaro. Nella sala dedicata al mito di Giordano nelle chiese di Napoli, domina la statua del San Michele Arcangelo del Vaccaro, capolavoro di oreficeria del Museo Diocesano.

La similitudine della posa tra la statua e il dipinto realizzato per la chiesa dell'Ascensione a Chiaia è avvalorata da documenti storici del 1689. Essi attestano che i “Deputati della Padronanza” ricompensarono Luca Giordano per aver supervisionato i lavori del modello della statua d'argento, creando un legame indissolubile tra l'opera pittorica e quella plastica.

Il genio onnivoro di Luca Giordano

L'opera di Giordano non si esaurisce in una singola tipologia di soggetto. Il pittore è stato definito un maestro “onnivoro”, capace di assimilare le lezioni di grandi maestri come Carracci, Rubens e Tintoretto. La sua carriera, ricca di spostamenti tra Firenze, Venezia e la Spagna, ha contribuito a una continua evoluzione stilistica.

Opera Caratteristica principale
San Michele (Vienna/Berlino) Dinamismo barocco e iconografia classica
Buon Samaritano Influenza del caravaggismo e del naturalismo di Ribera
Miracolo di San Nicola Evoluzione verso la "Metamorfosi del Barocco"

San Michele sconfigge gli angeli ribelli - Luca Giordano

Il percorso artistico di Giordano, che spazia dal vigore dei “domatori di Leoni” fino alla drammaticità del “Trionfo della morte” in tempo di peste, dimostra una capacità unica di adattare il proprio linguaggio pittorico a esigenze sacre, civili e devozionali, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'arte europea.

tags: #san #michele #arcangelo #ed #il #mondo