Il Salmo Responsoriale è una componente fondamentale della Liturgia della Parola e della preghiera liturgica. Nel contesto del Rito Ambrosiano, la sua pratica è stata modellata dai principi di riforma del Concilio Ecumenico Vaticano II, che hanno mirato a preservare la ricchezza della tradizione ambrosiana pur adeguandola alle necessità pastorali contemporanee.
La Riforma del Breviario Ambrosiano: Contesto e Principi Guida
Il Concilio Ecumenico Vaticano II, con la Costituzione Sacrosanctum Concilium sulla Sacra Liturgia, emanata il 4 dicembre 1963, ha fornito i principi ispiratori per la riforma dell'Ufficio Romano. L'obiettivo era permettere a Sacerdoti e altri membri della Chiesa di recitare l'Ufficio divino "meglio e più perfettamente nelle condizioni di vita di oggi" (SC n. 87). Già da più anni, per disposizione del Santo Padre Paolo VI, è stato promulgato il Libro della Liturgia delle Ore secondo il Rito Romano.
Per questi motivi, l'Eminentissimo e Reverendissimo Cardinale Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano, ha invitato la Sacra Congregazione del Rito Ambrosiano a predisporre una riforma del Breviario Ambrosiano. Questa riforma doveva ispirarsi ai medesimi principi stabiliti dal Concilio Vaticano, senza tuttavia detrarre alcunché al tesoro spirituale della venerabile tradizione ambrosiana.
Infatti, il Concilio dichiara che "la santa Madre Chiesa considera con uguale diritto e onore tutti i riti legittimamente conosciuti e vuole che in avvenire essi siano conservati e in ogni modo incrementati ove sia necessario, vengano prudentemente e integralmente riveduti nello spirito della sana tradizione e venga loro dato un nuovo vigore come richiedono le circostanze e le necessità del nostro tempo" (SC, n. 4). Tra i principi indicati dal Concilio per l'incremento e la riforma della liturgia "alcuni possono e devono essere applicati sia al rito romano sia agli altri riti" (SC, n. 3).
Principi Ispiratori della Riforma e Rilevanza per la Preghiera Cantata
La riforma del Breviario Ambrosiano ha seguito specifici criteri ispiratori, molti dei quali influenzano direttamente l'esecuzione e la comprensione del Salmo Responsoriale:
- Devono essere conservati quegli elementi della tradizione ambrosiana che non contrastano con i documenti del Concilio Vaticano II e con le necessità pastorali del nostro tempo. Anzi, devono ancor più essere resi manifesti quegli elementi che arrecano nutrimento alla fede e alla pietà, favoriscono la catechesi dei sacramenti, illustrano la storia della salvezza e accrescono sia l'amore della santa Chiesa sia lo zelo apostolico.
- "I riti splendono per nobile semplicità; siano chiari nella loro brevità ed evitino inutili ripetizioni; siano adattati alla capacità di comprensione dei fedeli e non abbiano bisogno, generalmente, di molte spiegazioni" (SC n. 34).
- "Scopo dell'Ufficio è la santificazione del giorno: perciò l'ordinamento tradizionale dell'Ufficio sia riveduto in modo che le diverse Ore, per quanto è possibile, corrispondano al loro vero tempo, tenendo presenti però anche le condizioni della vita contemporanea in cui si trovano specialmente coloro che attendono alle opere di apostolato" (SC n. 88).
- La Liturgia delle Ore, proprio perché è la preghiera pubblica e comune del popolo di Dio, deve inoltre essere riformata in modo tale che siano invogliati a celebrarla nell'assemblea ecclesiastica e anche da soli, non soltanto i membri degli Istituti di perfezione, ma anche i fedeli (SC n. 98-100).
- I Vespri, come preghiera della sera, e le Lodi, come preghiera del mattino, secondo la venerabile tradizione di tutta la Chiesa (e a testimonianza di ciò brilla S. Ambrogio, celebre autore di Inni per le Lodi e per i Vespri), sono il duplice cardine dell'Ufficio Ambrosiano; per questo motivo sono le Ore principali e come tali dovranno essere celebrate (cfr. SC n. 89 a).
- Quella parte della preghiera mattutina che precede le Lodi propriamente dette, nella recitazione in coro conservi l'indole della preghiera notturna; tuttavia sia "adattata in modo da poter essere recitata in qualsiasi ora del giorno, e abbia un minor numero di salmi e letture più lunghe" (cfr. SC n. 89 c).
- L'ora di Prima viene soppressa. Nel coro e da parte di coloro cui spettava a norma di diritto, sono conservate le ore di Terza, Sesta e Nona. Agli altri è invece permesso scegliere una delle tre, quella cioè che meglio corrisponde al momento della giornata (cfr. SC n. 89 d-e).
- Perché realmente sia possibile celebrare la Liturgia delle Ore, aggiornata secondo le norme di cui sopra, il Salterio sarà distribuito non più per decurie e nel periodo di due settimane, "ma per uno spazio di tempo più lungo" (cfr. SC n. 91). Conservando il criterio proprio del Rito Ambrosiano di scegliere i salmi e i cantici per il Mattutino delle domeniche, delle solennità, dei sabati, delle ferie prenatalizie, del Tempo natalizio, della Settimana santa, nulla impedisce che, per il Mattutino degli altri giorni, i salmi siano scelti come canta la Chiesa Romana; il medesimo criterio sarà osservato nei giorni comuni per le Ore minori e per i Vespri, poiché in queste parti l'uso ambrosiano già si conformava al modello vigente a Roma prima della riforma di Pio X.
- Riguardo alle letture si seguano le seguenti norme:
- al Mattutino o Ufficio delle letture, si facciano due letture: la prima biblica e la seconda tratta dalle opere dei Padri o dagli Scrittori ecclesiastici, oppure dalla agiografia (Cfr. più avanti, n. 66).
- "La lettura della sacra Scrittura sia ordinata in modo da rendere più facilmente accessibili e in maggior ampiezza i tesori della parola divina" (SC n. 92 a).
- Le letture tratte dalle opere dei Padri, dei Dottori e Scrittori ecclesiastici (SC n. 92 b) siano scelte in modo tale che risulti ampiamente il tesoro della tradizione della Chiesa Milanese, valorizzando anche le opere dei santi Padri che onorarono le Chiese vicine, come quelle di Brescia, Verona, Vercelli, Torino, Aquileia.
- "Le "Passioni", ossia le vite dei Santi, siano riportate alla verità storica" (SC n. 92 c).
- Poiché la Sede Apostolica (S. Congr. per il Culto Divino, Notificazione 14 giugno 1971, n. 4 c) ha concesso a tutti di recitare l'Ufficio nella lingua parlata, tanto in coro quanto in comune o da soli, i testi del nostro Ufficio Ambrosiano siano rivisti in modo tale da essere adatti sia per la recita in lingua latina sia per quella in lingua italiana.
- Con il permesso del Romano Pontefice (S. Congr. per i Sacramenti e il Culto Divino, Prot. n. CD 989/76), nel nuovo Ufficio è stata conservata la versione latina ambrosiana dei salmi, perché concorda con l'antifonale; inoltre essa non crea alcuna difficoltà dal momento che nella celebrazione pubblica si usa per lo più la lingua italiana.

L'Importanza della Liturgia delle Ore nella Vita della Chiesa
La preghiera pubblica o comune del popolo di Dio è giustamente ritenuta tra i principali compiti della Chiesa. Sin dall'inizio i battezzati "erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere" (At 2,42). Più volte gli Atti degli Apostoli attestano la preghiera unanime della comunità cristiana (cfr. At 1,14; 4,24; 12,5.12; cfr. Es 5,19-21). Anche le testimonianze della Chiesa primitiva attestano che i singoli fedeli, in ore determinate, attendevano alla preghiera. In seguito, si diffuse la consuetudine di destinare tempi particolari alla preghiera comune, come l'ultima o la prima ora del giorno. Con il tempo, si iniziò a santificare con la preghiera comune anche altre ore, che i Padri vedevano adombrate negli Atti degli Apostoli, come l'ora di terza (2,1-15), mezzogiorno (10,9), le tre del pomeriggio (3,1), e la mezzanotte (16,25).
Queste preghiere fatte in comune, a poco a poco, furono ordinate in modo da formare un ciclo ben definito di Ore: la Liturgia delle Ore o Ufficio divino. Essa, arricchita anche di letture, è principalmente preghiera di lode e di supplica, e precisamente preghiera della Chiesa con Cristo e a Cristo.
La Preghiera di Cristo e della Chiesa
Cristo, "Sommo Sacerdote della nuova ed eterna alleanza", introducendo sulla terra l'inno eternamente cantato nelle sedi celesti (SC n. 83), ha fatto risuonare nel suo cuore la lode di Dio con parole umane di adorazione, propiziazione e intercessione. Il Figlio di Dio ha voluto anche lasciarci testimonianza della sua preghiera, spessissimo presentato dai Vangeli in preghiera in vari momenti della sua vita e del suo ministero. La sua attività quotidiana era strettamente congiunta con la preghiera, anzi quasi derivata da essa. Il Maestro divino dimostrò che la preghiera animava il suo ministero messianico e il suo esodo pasquale. Egli, infatti, "nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà" (Eb 5,7) e, compiuta l'oblazione di sé sulla croce, rese "perfetti per sempre quelli che vengono santificati" (Eb 10,14); infine, risuscitato da morte, vive per sempre e prega per noi (Cfr. Eb 7,25).
Come medita S. Ambrogio: "Il Signore prega, non per implorare per sé, ma per implorare per me; sebbene infatti il Padre abbia dato tutte le cose in potere del Figlio, il Figlio tuttavia, per dare pienezza alla sua condizione di uomo, giudica opportuno supplicare il Padre per noi, perché egli è il nostro avvocato" (In Lucam, V, 42).
Gesù ha ordinato anche a noi di fare ciò che egli stesso fece: "Pregate", "domandate", "chiedete" (Mt 5,44; 7,7; 26,41; ecc.). Insegnò la maniera di pregare nell'orazione domenicale e dichiarò necessaria la preghiera, precisamente quella umile, vigilante, perseverante, fiduciosa nella bontà del Padre, pura nell'intenzione e rispondente alla natura di Dio. A loro volta gli apostoli raccomandano la perseveranza e l'assiduità della preghiera nello Spirito Santo, rivolta a Dio per mezzo di Cristo. La preghiera diretta a Dio deve essere connessa con Cristo, unico Mediatore (1Tm 2,5; Eb 8,6; 9,15; 12,24) e il solo per il quale abbiamo accesso a Dio (Rm 5,2; Ef 2,18; 3,12). Cristo, infatti, unisce a sé tutta l'umanità (cfr. Sacrosanctum Concilium 83), stabilendo un rapporto intimo fra la sua preghiera e la preghiera di tutto il genere umano. In Cristo, e in lui solo, la religione umana consegue il suo valore salvifico e il suo fine. Un vincolo speciale e strettissimo intercorre tra Cristo e quegli uomini che egli per mezzo del sacramento della rigenerazione unisce a sé come membra del suo Corpo, che è la Chiesa.
Il Salmo Responsoriale: Modalità e Significato
Il Salmo Responsoriale fa parte della Liturgia della Parola, che nella Santa Messa segue i Riti introduttivi e precede la Liturgia Eucaristica. Esso è chiamato anche Graduale e segue la proclamazione della Prima lettura (che durante la Santa Messa feriale è anche l'unica). Il Salmo Responsoriale è composto da una antifona, proclamata dal lettore e ripetuta come ritornello dall'assemblea, e da una serie di strofe (di solito da tre a cinque), pronunciate dal lettore o salmista, cui l'assemblea risponde con il ritornello.
Di norma, il salmo responsoriale dovrebbe essere cantato e, essendo Parola di Dio, occorre farlo dall'ambone. "Non c'è nessuna separazione tra l'atto celebrativo e la vita dell'uomo. Ne è prova il fatto che la liturgia si serve sempre della Sacra scrittura per dare forza all'azione rituale. Dal punto di vista della relazione esistenziale, infatti, abbiamo un tesoro incredibile nei Salmi: i canti del Re Davide e della sua tradizione giungono ad essere il tesoro più profondo della preghiera di Israele. Ma questo stesso deposito, questo patrimonio, verrà traghettato nel nuovo Israele nella vita della Chiesa, che si servirà di questi canti straordinari per esprimere le dimensioni più profonde della vita dell'uomo..."
Diverse Modalità di Esecuzione del Salmo
Esistono due modi principali di cantare un salmo:
1. Modalità Diretta
In questo modo, il salmo viene cantato senza la risposta, dal salmista o da un cantore, o da tutti in una unica volta.
2. Modalità Responsoriale
Questa modalità è da preferire nella celebrazione eucaristica. Il salmista o un cantore canta i versi del Salmo e tutta la comunità partecipa attraverso la risposta. Questa forma responsoriale trova diverse varianti più o meno perfette:
- A. La forma perfetta: il salmista canta il salmo e l'assemblea canta la risposta. Il problema principale è che avete bisogno di un salmista, qualcuno che sia in grado di eseguire correttamente la cantillazione del salmo, figura non facile da trovare nelle nostre comunità parrocchiali.
- B. Forme valide: il lettore proclama il salmo e la comunità canta la risposta o il ritornello.
- C. La forma minima: il lettore proclama il salmo e l'assemblea recita la risposta. È la meno corretta ma anche la più comune.
Linee Guida per l'Esecuzione
Dall'ordinamento del Messale Romano, "Conviene che il salmo responsoriale si esegua con il canto, almeno per quanto riguarda la risposta del popolo." Il salmista, quindi, o cantore del salmo canta o recita i versetti del salmo all’ambone o in altro luogo adatto; tutta l’assemblea ascolta restando seduta, e partecipa di solito con il ritornello, a meno che il salmo non sia cantato o recitato per intero senza ritornello. Per permettere al popolo di ripetere più facilmente il ritornello, sono stati scelti alcuni testi comuni di ritornelli e di salmi per i diversi tempi dell’anno e per le diverse categorie di Santi. Questi testi si possono utilizzare al posto di quelli corrispondenti alle letture ogni volta che il salmo viene cantato. Il Rito Ambrosiano utilizza la lettura del salmo con gli stessi principi del Rito Romano.
Risorse e Formazione
Un sussidio e un percorso formativo-liturgico promosso da Paoline in collaborazione con la Cappella Musicale della Cattedrale di Padova è rivolto a organisti, cantori e liturgisti. Il progetto offre una raccolta organica di spartiti musicali per il Salmo Responsoriale nel tempo di Quaresima, accompagnata da un video introduttivo di inquadramento liturgico e da tracce video di ascolto musicale a supporto della preparazione celebrativa.
Un esempio di esperto nel campo è un presbitero nato a Padova nel 1965, ordinato nel 1990, con Licenza in Teologia Dogmatica e Scienze Ecclesiastiche Orientali, e Dottorato in Scienze Ecclesiastiche Orientali. È docente di Liturgia presso la Facoltà Teologica del Triveneto e l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova. Ha numerosi incarichi a livello diocesano e nazionale, tra cui vice-Presidente della Commissione per la Liturgia della Conferenza Episcopale Triveneta, membro della Consulta Nazionale per la Liturgia della CEI, Direttore dell'Ufficio per la Liturgia della Curia Diocesana di Padova e segretario della Commissione Diocesana per la Liturgia.
Esempi di Salmi Responsoriali
Di seguito alcuni esempi di Salmi Responsoriali, probabilmente utilizzati in contesti liturgici e musicali, con indicazioni di data e autore (m. G.C. indica probabilmente "musica G.C."):
- Salmo 87 - Salvaci Signore nostro Dio - 421-1, 13/3/2022, m. G.C.
- Signore nella tua luce vediamo la luce - 422-1, 18/3/2022, m. G.C.
- Lodate il Signore invocate il suo nome - 424-1, 30/3/2022, m. G.C.
- Salmo 87 - Signore in te mi rifugio - 507-1, 2/4/2022, m. G.C.
- La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare - 508-1, 15/5/2023, m. G.C.
- Noi siamo suo popolo gregge che egli guida - mp3 (voce e chitarra) - 312-1, 6/12/2019, m. G.C.
- Benedite il Signore voi tutti suoi servi - 490-1, 29/4/2023, m. G.C.
- Grandi sono le opere del Signore - 491-1, 3/5/2023, m. G.C.
- La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare - 508-1, 15/5/2023, m. G.C.
- Dove la carità è vera abita il Signore - 509-1, 10/5/2024, m. G.C.
- Ascende il Signore tra canti di gioia alleluia - mp3 (voce e chitarra) - 130-2, 31/5/2019, m. G.C.
- Gloria e lode al tuo nome o Signore - 418-1, 28/1/2022, m. G.C.
- Benedici il Signore anima mia - 403-1, 17/11/2021, m. G.C.
- Del tuo Spirito Signore è piena la terra - 132a-1, 7/11/2015, m. G.C.
- Beato l'uomo che teme il Signore - 510-1, 23/1/2022, m. G.C.
- Cantate a Dio inneggiate al suo nome - 492-1, 3/6/2023, m. G.C.
- Ti ho cercato Signore per contemplare la tua gloria - 514-1, 17/6/2024, m. G.C.
- Amo il Signore e ascolto la sua parola - 495-1, 30/9/2023, m. G.C.
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