Il Sacro Cuore di Gesù e la Presenza Salesiana in Italia

La presenza dei Salesiani di Don Bosco in Italia è storicamente legata a molteplici opere educative e pastorali, tra cui diverse chiese dedicate al Sacro Cuore di Gesù. Queste istituzioni riflettono il carisma di Don Bosco e la profonda devozione al Sacro Cuore.

Mappa delle principali opere salesiane in Italia

La Presenza Salesiana a Napoli e la Chiesa del Sacro Cuore

La storia dell'opera salesiana a Napoli e della relativa chiesa del Sacro Cuore di Gesù ha radici profonde. Alla fine di marzo del 1880, don Bosco visitò Napoli - unica volta nella sua vita - che fu la città più meridionale da lui visitata. Il futuro santo già godeva di notorietà presso i napoletani per aver ospitato nei suoi istituti ragazzi napoletani in occasione del colera del 1865 e per aver esposto nel 1870 alla “Mostra didattica napoletana” la produzione tipografica dei suoi giovani. Questa visita accelerò la crescita dei Cooperatori salesiani nel territorio.

La Fondazione della Chiesa e l'Inizio dell'Opera Salesiana

L'idea di una presenza stabile dei Salesiani a Napoli si avviò a realizzazione quando alle pie richieste si affiancò la concretezza della proposta di donazione di un suolo per erigervi una chiesa e una casa per i religiosi. L'offerta del suolo partì dalla "Pia dama sig.ra Isabella de’ Baroni de’ Rosis", che donò un terreno di sua proprietà al Vomero. Su questo terreno, peraltro, la baronessa aveva già edificato una piccola cappella dedicata al "Sacro Cuore" tra il 1884 e il 1885.

Nel 1889, la nobile ne fece dono ai padri Salesiani, che posero la prima pietra per gli ingrandimenti. Nel 1901, scesero a Napoli i primi tre Salesiani, i quali cominciarono con l’officiare la cappella provvisoria e animare un Oratorio, subito molto seguito da centinaia di giovani (nel 1911 contava 250 iscritti). Intanto, il cardinale Guglielmo Sanfelice, il 28 aprile 1889, grazie alle iniziative della sig.ra de’ Rosis, aveva benedetto la prima pietra della costruzione della chiesa del Sacro Cuore di Gesù. La chiesa sarà consacrata il primo giugno 1911 ed eretta a parrocchia, affidata alla Congregazione Salesiana, il 10 maggio 1915.

Nel 1902 fu dato inizio ai lavori della contigua Casa salesiana, che venne poi ampliata nel lato nord nel 1909. All'interno di questo complesso, i Salesiani gestiscono istituti paritari, tra cui una Scuola Secondaria di 1° grado, un Liceo Classico, un Liceo Scientifico (anche con indirizzo sportivo) e percorsi di Finanza e Marketing, confermando il loro impegno nell'educazione giovanile.

Foto storica di Don Bosco a Napoli

Architettura e Opere d'Arte della Chiesa di Napoli

La chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Napoli presenta una facciata tipicamente neorinascimentale. L'interno, di gusto neoromanico, è a navata unica con tre cappelle di scarsa profondità per lato, una grande abside poligonale e un soffitto cassettonato ligneo intagliato e dipinto. Sopra l'ingresso vi è il coro con un grande organo del 1915.

L'arco trionfale è ornato dai busti in gesso dei santi Pietro e Paolo, mentre lungo la navata si ammirano quelli dei quattro Evangelisti. Gli affreschi dipinti nei riquadri tra le finestre della navata sono del 1927, opera di Luigi Tagliatela.

Interno della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Napoli, con il soffitto cassettonato

Il Santuario del Sacro Cuore di Gesù a Bologna e l'Opera Salesiana

Un altro importante centro di devozione al Sacro Cuore, che ha visto l'intervento dei Salesiani, è il Santuario di Bologna. Fatto erigere dal Cardinale Domenico Svampa, arcivescovo di Bologna, è opera dell’architetto Edoardo Collamarini (1863-1928). Posta la prima pietra nel 1901, il tempio fu aperto al culto il 15 ottobre 1912.

La storia del Santuario è segnata da eventi difficili: il 21 novembre 1929 crollò la maestosa cupola, e nel bombardamento aereo del 25 settembre 1943 l’edificio fu gravemente colpito, con il crollo di parte della facciata e della fiancata destra.

Nel 1930, la Parrocchia venne affidata ai Salesiani e fu nominato parroco don Antonio Gavinelli, il quale si mise all’opera per ricostruire il Tempio, che venne riaperto il 19 maggio 1935. Don Gavinelli, finita la guerra e rientrando dal confino a cui l’aveva condannato il fascismo, si dedicò nuovamente alla ricostruzione. Nella cripta del Tempio riposano le salme del Card.

Facciata del Santuario del Sacro Cuore di Gesù a Bologna

La Presenza Salesiana nel Territorio e l'Approccio Pastorale

Diffusione delle Opere Salesiane

Le 27 case salesiane sono inserite in contesti popolari e popolosi delle città italiane meridionali (in Campania, Basilicata, Puglia, Calabria) e in Albania, Kosovo e in Montenegro, testimoniando la vasta opera della congregazione. Dal mese di settembre 2017, in seguito ad una richiesta del Vescovo di Vercelli, la Comunità Salesiana ha accolto la responsabilità dell’animazione di tre Parrocchie a nord della città che sono riunite nella Comunità Pastorale 18 della Diocesi, formata dalla Parrocchia Santa Cecilia (Caresanablot), dalla Parrocchia Sant’Antonio (nel quartiere Isola) e dalla Parrocchia Sacro Cuore nel rione Belvedere in Vercelli. L’avvio del cammino come Comunità Pastorale è stato accompagnato da don Augusto Scavarda; dal settembre 2023 le tre comunità sono affidate alla cura pastorale di don Claudio Giovannini.

Il Catechismo come Esperienza di Fede

È desiderio della comunità parrocchiale salesiana che il catechismo sia un buon incontro con Gesù. Per questo motivo non ci sono aule per il catechismo, piuttosto degli spazi di incontro dove le catechiste provano a far sperimentare la gioia di imparare a vivere la fede. Le catechiste vogliono che il catechismo non si riduca alla dottrina, ma diventi esperienza di fede. Preme, sicuramente, aiutare i bambini e i ragazzi ad avere senso critico, a discernere ciò che è buono da ciò che non lo è. Per questo si fa appello a tutti i gruppi parrocchiali perché aiutino i più giovani a fare sintesi di tutte le informazioni che ricevono.

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