A partire dagli anni ’60, la città di Nardò ha conosciuto un’importante espansione urbanistica, superando i limiti del centro storico. Questa crescita fu motivata dalla ricerca, da parte dei nuclei familiari, di abitazioni più ampie e confortevoli. Tale espansione generò la necessità di istituire nuove parrocchie per servire le zone periferiche, che distavano sino a qualche chilometro dal centro e dove, in quel periodo, si concentrava la maggior parte della popolazione.

La Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e la Sua Chiesa Madre
Nella zona a nord-est della città, grazie all’opera di Don Gregorio Gaballo, un uomo di fede e fratello dei più poveri, esempio di tenacia, era stata realizzata l’Opera Antoniana. Al centro di quest'opera, il sacerdote cercò di edificare una nuova chiesa che, per mancanza di fondi, non poté portare a termine. Per questi motivi, per volere del Vescovo del tempo, Mons. Antonio Rosario Mennonna, i lavori per il completamento della chiesa furono ultimati e il 12 giugno 1971 fu eretta la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.
Sotto la giurisdizione della nuova parrocchia fu inclusa una zona della città fino a quel momento appartenente alla Parrocchia della Madonna del Carmelo, con un territorio non molto vasto che contava circa 1600 anime, numericamente quindi il più piccolo della città. In quest'area non vi erano insediamenti di edilizia popolare, ma, nella maggior parte, c’erano abitazioni a pianterreno abitate dagli stessi proprietari.
Architettura della Chiesa Parrocchiale (1971)
La chiesa, di ampie proporzioni, è una struttura a pianta basilicale, con tre navate e abside. È interamente costruita nella locale pietra tufacea detta “madregrazia”. La facciata è rivestita in travertino, mentre gli elementi scultorei interni sono in pietra leccese.

La facciata, imponente, mostra il fondo originario in pietra tufacea locale con archetti di stile neoromanico e un rosone centrale in pietra leccese, il tutto inquadrato nel più recente rivestimento in travertino, che si ispira allo stile gotico. È definita da quattro strutture verticali, a modo di pilastri, disposte simmetricamente, con le due centrali più alte di quelle laterali, di forma pentagonale con il vertice rivolto verso chi guarda. La loro superficie è scannellata. Al centro di ciascuna coppia si apre in basso l’ingresso principale, più ampio, e quelli laterali, sovrastati da strutture triangolari scannellate in travertino, quasi fossero degli archi dal sapore gotico. Al centro di ciascuno di tali triangoli vi è un mosaico triangolare a decorazione di ciascuna delle tre porte. La sommità della facciata è lineare per la parte compresa tra i due pilastri interni e a spiovente con archetti per le due parti laterali.
All’interno, la chiesa, sviluppata in altezza, comprende le tre navate, il transetto e l’abside. Le tre navate sono definite da tre archi a tutto sesto per lato poggianti su colonne con capitello; nell’incrocio tra le navate e il transetto le colonne sono due. Alle colonne della navata centrale corrispondono lungo il perimetro altrettante semicolonne. Il transetto, i cui muri di fondo sono allineati al perimetro delle navate laterali, caratterizza uno spazio di maggiore respiro, essendo le coperture della stessa altezza di quelle della navata centrale. Tutte le coperture sono in muratura con volte costolonate. L’abside, a forma semicircolare, ospita il presbiterio, interamente contenuto in essa. È scandita da quattro colonne con archi sovrastanti e sul muro di fondo a mezza altezza presenta una serie di archi aperti che mettono in comunicazione con un matroneo. Accanto all’abside e in corrispondenza delle navate laterali vi sono due brevi cappelle, dedicate una alla riserva eucaristica e l’altra alla Madonna.

La Chiesa in Via Aldo Moro (ex Santa Lucia)
Un'altra chiesa legata al Sacro Cuore di Gesù a Nardò è quella situata in via Aldo Moro. Questa struttura fu edificata tra il 1964 e il 1965 come sede della parrocchia di S. Lucia, eretta nel 1950. Il 12 dicembre 1965 il Vescovo Antonio Rosario Mennonna dedicò la chiesa sotto il titolo del Sacro Cuore di Gesù. Successivamente, il 6 giugno 1986, il Vescovo Aldo Garzia mutò definitivamente il titolo parrocchiale da S. Lucia a quello del Sacro Cuore di Gesù.
Caratteristiche Architettoniche della Chiesa di Via Aldo Moro
La chiesa presenta un’aula unica, con due ambulacri laterali, a sviluppo longitudinale e termina in un’abside poligonale che accoglie l’area presbiteriale. In fondo all’ambulacro di destra si apre, accanto all’abside, una piccola cappella dove è allocata la custodia eucaristica. L’aula è costituita da sei campate, definite dai pilastri in cemento armato che sostengono l’intera struttura e la copertura latero-cementizia ad andamento curvilineo; è preceduta da un avancorpo più basso, comprendente l’atrio di ingresso e ai lati la sacrestia e il battistero.

Prende luce da dodici finestroni lunettati collocati in cima ai muri laterali, sei per ogni lato in corrispondenza delle campate; altri sei finestroni rettangolari per lato si aprono all’altezza dell’imposta dei solai degli ambulacri laterali; altri sei finestroni rettangolari per lato sono posti alla sommità dei muri perimetrali degli ambulacri, mentre tre finestroni lunettati sono collocati sul fronte, nel punto di attacco dell’avancorpo con l’aula della chiesa.
La Chiesa di Boncore di Nardò
Esiste anche una chiesa del Sacro Cuore di Gesù ubicata al centro di un villaggio realizzato nel contesto della Riforma Fondiaria della metà del XX secolo, denominato Boncore di Nardò. Si tratta di un’aula unica, costruita in muratura con copertura in legno a capriate.
Elementi Strutturali della Chiesa di Boncore
Sul fianco destro, in posizione arretrata, si eleva un alto campanile a torre, mentre in posizione più prossima alla facciata, sempre sul lato destro, vi è il battistero circolare, ora dismesso. La facciata a capanna, elevata in altezza, presenta inferiormente un’alta zoccolatura in travertino, che prosegue ai due lati a modo di lesene fin quasi la sommità. All’interno di tale zoccolatura si aprono tre ingressi, di cui il principale al centro è più alto e più spazioso degli altri due. Le porte, centinate in alto, sono inquadrate da una cornice aggettante: quella della porta centrale ha i lati inclinati ed è coronata da una trave regolare orizzontale; quelle delle porte laterali sono perpendicolari e sorreggono una trave non lineare ma con due cuspidi triangolari per parte. Al di sopra delle porte laterali vi sono due coppie simmetriche sovrapposte di piccole finestre archivoltate; al di sopra della porta centrale le coppie di finestre sono quattro e quella più in alto è triangolare, mentre più sopra al centro si apre un rosone. Sul lato destro della chiesa vi è un’ampia cappella circolare, coperta con cupola, nata come battistero. Alle sue spalle si eleva l’alta torre campanaria che sovrasta abbondantemente la chiesa.

L’interno è ad unica navata, sviluppata in lunghezza, culminante in un’abside poligonale, innestata ai muri perimetrali mediante un setto murario obliquo sui due lati. Quattro grandi finestroni posti in alto simmetricamente sui muri laterali illuminano l’ambiente. La copertura è in legno a capriate. L’abside si eleva di tre gradini dal piano della navata; in essa è collocato il presbiterio con la mensa, l’ambone e la sede.