Benevento, città dai mille volti, capitale dell'antico Sannio e sede dei principi longobardi, è un crocevia di popoli e merci, ma anche terra di misteri e leggende. Cuore pulsante della Campania interna, Benevento possiede il dono di far innamorare e sorprendere continuamente i suoi ospiti con la sua storia millenaria.
La Chiesa di Santa Sofia rappresenta uno degli edifici dell'alto medioevo tra i più importanti e meglio conservati d'Italia. Fu realizzata nel corso dell'VIII secolo per volontà del Duca Arechi II, sovrano di origine longobarda che desiderava conferire alla cittadina sannita l'aspetto degno di una capitale. Arechi II, consorte dell'illuminata Adelperga, costruì quello che doveva essere il monumento nazionale dei Longobardi, intitolato all'Hagia Sophia (la Divina Sapienza di Cristo), in analogia con la chiesa di Costantinopoli (Istanbul) fatta erigere dall'Imperatore Giustiniano.

La Chiesa di Santa Sofia: Storia e Architettura
Situata lungo il corso principale, la chiesa presenta una facciata molto semplice che cela l'immensa ricchezza custodita al suo interno. Superato l'ingresso, ci si ritrova di fronte a un monumento unico nel suo genere. Nonostante le sue dimensioni contenute, suscita una serie di forti emozioni: un misto di solennità, rigore e fascino.
All'interno, si è immersi in uno scenario raro da vedere, con un ambiente delimitato da una serie di archi e volte, dominato da una piccola "foresta" di colonne, alcune delle quali recuperate da edifici di epoca romana. L'insieme degli elementi architettonici evoca le tende utilizzate dalle tribù longobarde nel loro lungo peregrinare dal Nord Europa verso il Sud Italia, creando al contempo un suggestivo gioco di luci e ombre.
Un tempo, la chiesa ospitava numerosi affreschi con l'obiettivo di narrare episodi biblici. Avvicinandosi all'area dell'altare, è ancora possibile osservare spettacolari scene che riproducono episodi legati alla vita di Cristo e del Battista. Realizzati da maestranze orientali, questi capolavori testimoniano la profonda conoscenza che Arechi e Adelperga possedevano dei testi sacri.
L'originalità e la solennità dell'edificio sono ulteriormente dimostrate dalla sua pianta: presenta un andamento circolare sul lato dell'altare, mentre le mura ai lati dell'ingresso disegnano il profilo di una stella, creando un impianto unico nel suo genere.

Un Patrimonio UNESCO
Dal 2011, questo grandioso edificio, insieme al suo bellissimo chiostro, è entrato a far parte del sito seriale UNESCO "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere".
Storia e Modifiche nel Tempo
La chiesa fu fondata da Arechi II, divenuto Duca di Benevento nel 758, e ultimata nel 762, diventando uno dei simboli del popolo longobardo. Sebbene di modeste dimensioni (si iscrive in un cerchio dal diametro di 23,50 metri), la chiesa è unica per diverse caratteristiche architettoniche.
La pianta presenta un nucleo esagonale, delimitato da sei grandi colonne forse provenienti dal tempio di Iside, antico luogo di culto egizio in epoca romana a Benevento. Attorno all'esagono centrale si sviluppa un anello decagonale, formato da due colonne all'ingresso e otto pilastri, che seguono un andamento circolare nella zona presbiteriale, stellare al centro e nuovamente circolare in corrispondenza del portale d'ingresso.
Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito numerosi danni causati dai terremoti del 1688 e del 1702. I restauri successivi hanno modificato in parte la struttura. Una curiosità riguarda la sua torre campanaria, distrutta dal terremoto del 1688 e ricostruita a una decina di metri di distanza per motivi di sicurezza.
La facciata presenta oggi linee barocche, risultato della configurazione assunta dall'edificio negli anni successivi al terremoto del 1688. Una parte centrale della facciata ospita un pregevole portale, costituito da stipiti e architrave in marmo, sormontato da una lunetta arricchita da preziose sculture in altorilievo su fondo dorato.

Il Monastero e il Chiostro
L'adiacente monastero, costruito tra il 1141 e il 1177 dall'abate Giovanni IV, incorpora elementi della struttura originale dell'VIII secolo distrutta nel terremoto del 986. Il chiostro, con la sua struttura romanico-campana arricchita da influenze arabe, è la sua caratteristica più notevole. Questo chiostro a forma quadrata è composto da quindici quadrifore e una trifora, creando un effetto visivo sorprendente nell'angolo meridionale dove forma un angolo sporgente per accogliere la chiesa. Al centro del giardino, un capitello scavato funge da pozzo.
Le aperture del chiostro sono adornate con 47 colonne fatte di granito, calcare e alabastro, ciascuna con le sue caratteristiche uniche. Queste colonne, poggiate su basi alte 50 cm, mostrano lo spirito creativo e originale del periodo, con capitelli elaboratamente scolpiti e pulvini con intricati disegni come fogliame, allegorie e profili di figure umane e animali catturati in momenti di vitalità e forza. Gli archi delle aperture, con le loro curve in stile moresco abbassato, sostengono la terrazza superiore, offrendo un pittoresco passeggio con vista sulle stanze del monastero.

Il Campanile: Un Guardiano della Storia
Il campanile originale, costruito dall'abate Gregorio II tra il 1038 e il 1056, proteggeva la tomba di Arechi II. Un'antica iscrizione in caratteri longobardi su una placca incastonata nella parete occidentale dell'attuale campanile ne commemora la costruzione. Questo primo campanile crollò nel terremoto del 1688 e un nuovo fu eretto nel 1703 all'interno delle mura del convento.
Nel 1915, il campanile sfuggì per un pelo alla demolizione grazie agli sforzi di Corrado Ricci. Nel 1936, due mappe create dallo scultore Michelangelo Parlato furono collocate sulle pareti del campanile, cementandone ulteriormente l'importanza storica.
Affreschi e Testimonianze Artistiche
Degli affreschi originari, dai colori vivaci, che un tempo ricoprivano tutto l'interno della chiesa, sono rimasti alcuni frammenti nelle due absidi laterali. Questi frammenti rappresentano uno dei documenti più importanti della pittura longobarda nell'Italia meridionale. Le scene raffigurano episodi della vita di Cristo e del Battista, come l'Annuncio a Zaccaria, Zaccaria muto, l'Annunciazione e la Visitazione alla Vergine, testimoniando una precisa illustrazione del primo capitolo del Vangelo di Luca.
Non trascurabili sono anche le statue lignee di San Giovenale (1793) e l'Immacolata dello scultore Gennaro Cerasuolo.
Chiesa di Santa Sofia, Benevento
Benevento: Una Città da Scoprire
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