Il percorso spirituale e la spiritualità di comunione spingono i fedeli "in altum!" verso le profondità della vita cristiana. Il sacerdozio, come dono di Cristo, riveste un ruolo fondamentale in questo cammino, specialmente per quanto riguarda la consacrazione e la santificazione. Quanto maggiore è la somiglianza con Cristo che i fedeli riscontreranno nei sacerdoti, tanto più facilmente si lasceranno guidare da loro.

L'Identità del Sacerdote: Alter Christus
L'ordinazione sacerdotale e lo stesso ministero sacro rivelano una dignità altissima. San Tommaso d'Aquino ci insegna che il presbitero deve tendere alla perfezione ancora di più rispetto a un religioso o una suora. Questo insegnamento si comprende considerando l'alto grado di santità che la celebrazione eucaristica e la santificazione delle anime richiedono da un ministro.
Il sacerdozio di Cristo può essere ricostruito nei suoi elementi essenziali: Cristo Gesù, che il Padre ha santificato o consacrato ed è inviato nel mondo (Gv 10,36), è stato unto di Spirito Santo (At 10,38, cfr. 4,27) mandato su di Lui (cfr. Mt 3,16) per portare la buona novella ai poveri. L'essenzialità del sacerdozio ordinato significa che per essere sacerdote è necessario aver ricevuto l'ordine sacerdotale.
In virtù di questo sacramento, l'uomo viene consacrato, ovvero viene "preso fra gli uomini" e costituito dispensatore dei misteri che si riferiscono a Dio. Attraverso questa consacrazione, l'uomo diviene "ministro di Dio" e "tutto dato" a Dio: Dio lo assume, lo assorbe. Come tale, il sacerdote riceve un incarico speciale: amministrare i doni divini per la vita degli uomini. Si può dire che, mediante il sacramento dell'ordine, il sacerdote viene trasformato nello "stesso Cristo", per realizzare le opere di Cristo.
La consacrazione sacerdotale ha come sua nota inscindibile il carattere indelebile: un dono di Dio che è dato per sempre! Il sacerdote, come Cristo e in Cristo, è inviato. La "missione" salvifica, che viene affidata al sacerdote per il bene degli uomini, è richiesta dalla sua stessa "consacrazione sacerdotale" ed è implicita già nella "chiamata" con la quale Dio interpella l'uomo. Cristo "chiama" i discepoli perché, una volta "consacrati", siano poi "inviati" a ristabilire più ricca la vita divina in tutti gli uomini.
Sai che cos’è il sacerdozio? | La Vocazione | P. Jesús Segura, IVE
L'Agire in Persona Christi
Solo alla luce della fede nel mistero del Verbo incarnato si possono comprendere la natura e il fine del sacerdozio gerarchico cristiano. Giovanni Paolo II nel suo discorso ai vescovi argentini del 24 settembre 1979, ha detto: "Il sacerdozio cristiano non ha senso al di fuori di Cristo. L'insegnamento tradizionale ci ripete costantemente 'sacerdos alter Christus', e lo fa non per esprimere un significato analogo, ma per indicarci come veramente Cristo si faccia presente in ogni sacerdote e come il sacerdote agisca 'in persona Christi'". Queste parole devono essere un forte richiamo per il sacerdote. Oggi i sacerdoti sono chiamati, consacrati e inviati come "proprietà di Dio" per operare "in persona Christi", come Cristo capo sul corpo mistico.
Il sacerdote diocesano, in particolare, si integra e si arricchisce vicendevolmente nel suo ruolo. Il figlio si offre all'altare che viene preparato sopra il monte, e diventa Egli stesso altare, vittima e sacerdote.
La Funzione Sacra: Dispensatore dei Misteri Divini
Il Sacramento dell'ordinazione viene suddiviso in tre diverse parti: il Diaconato, il Sacerdozio e l'Episcopato.
- Il Diaconato è usato nella Chiesa e viene esercitato sotto l'autorità del Vescovo. Il compito del diacono è di servizio alla Parola di Dio nella Liturgia, cura delle Anime e carità.
- Il Sacerdozio è caratterizzato da un indissolubile patto tra Cristo e il sacerdote e fa sì che il sacerdote venga eguagliato a Lui. Il sacerdote è ordinato come stretto collaboratore del vescovo ed ha il compito di predicare il Vangelo, di celebrare la Santa Messa, di offrire i Sacramenti, soprattutto l'Eucaristia, da cui prende la forza per il suo servizio e per essere il Pastore dei Credenti.
- L'Episcopato conferisce la pienezza del sacramento della Consacrazione e fa sì che il Vescovo diventi un discendente diretto degli Apostoli.
La persona del sacerdote è stata circondata da una dignità che richiede una vita esemplare fin dall'Antica Legge. Nel Libro del Levitico, troviamo un doppio appello alla santità: "Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo" (Lv 19,1). Presentarsi macchiato dal peccato davanti all'Altissimo, per esercitare il *munus sacerdotale*, sarebbe un affronto al Creatore. Dal momento che l'Antico Testamento è prefigurazione del Nuovo, si comprende la necessità che, nella Nuova Alleanza, la santità raggiunga un grado maggiore.

Il Cuore della Consacrazione: L'Eucaristia
La vita divina e trinitaria vive nell'Eucaristia. È attraverso il ministero ordinato che il sacrificio spirituale dei fedeli si consuma in perfetta unione con il sacrificio di Cristo, offerto nell'Eucaristia in modo incruento e sacramentale. A questo tende e in questo si consuma il ministero dei presbiteri. Garrigou-Lagrange sintetizza con precisione questa dottrina: "Il sacerdote deve considerarsi ordinato principalmente per offrire il Sacrificio della Messa. Nella sua vita, questo Sacrificio è più importante dello studio e delle opere esteriori di apostolato."
Il Santo Curato d'Ars, modello di sacerdote, aveva una radicata e ardente devozione alla Santa Messa, affermando: "Se conoscessimo il valore della Messa, moriremmo. Per celebrarla degnamente, il sacerdote dovrebbe essere santo." Egli sottolineava l'insostituibile ruolo del sacerdote: "Senza il sacramento dell’Ordine, non avremmo il Signore. Chi Lo ha collocato lì in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la tua anima nel primo momento dell’ingresso nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di realizzare il suo pellegrinaggio? Chi ha da prepararla a comparire davanti a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest’anima arriva a morire [col peccato], chi la resusciterà, chi le restituirà la serenità e la pace? Ancora il sacerdote. [...] Dopo Dio, il sacerdote è tutto!".
La Santità Personale del Sacerdote
La relazione tra efficacia del ministero sacerdotale e santità personale di coloro che lo esercitano è cruciale. Questa è una questione di scottante attualità, perché il maggiore o minore successo del suo ministero a favore dei fedeli può dipendere, in particolare, dal sacerdote stesso. Benedetto XVI evidenzia che il sacerdote deve apprendere da San Giovanni Maria Vianney "la sua totale identificazione col proprio ministero".
Nella teologia tomista, il ministro ordinato è elevato ad una dignità regale, nel mezzo di altri fedeli di Cristo, poiché rappresenta e, in diverse occasioni, agisce in persona Christi. Sant'Alfonso Maria de' Liguori, basandosi sull'autorità di San Tommaso, delinea la figura del sacerdote come colui che, per il suo ministero, supera in dignità gli stessi Angeli e, per questo è costretto ad una maggiore santità, dato il loro potere sul Corpo di Cristo. La dottrina tomista ricorda la necessità che i ministri del Signore abbiano una vita santa: "In omnibus ordinibus requiritur sanctitas vitæ". Devono, pertanto, soprattutto loro, essere il più possibile simili allo stesso Dio: "Siate perfetti così come il vostro Padre Celeste è perfetto" (Mt 5,48).
La gloria del maestro è la vita virtuosa del discepolo, come la salute dell’infermo ridonda a lode del medico. Ciò che Gesù recriminava a coloro che conoscevano la Legge, era proprio il fatto di non vivere quello che insegnavano. Pretendendo di apparire agli occhi degli altri come illustri esecutori dei precetti mosaici, non avevano una retta intenzione, né vero amore per Dio. I loro riti esteriori non erano accompagnati dalla compunzione di cuore.
Anche coloro che sono chiamati ad essere mediatori tra Dio e gli uomini, devono esercitare il loro ministero per amore. Un comportamento irreprensibile, infiammato dalla carità, che dà testimonianza della bellezza della Chiesa e della verità del messaggio evangelico, parlerà molto più profondamente ed efficacemente alle anime che il più logico ed eloquente dei discorsi. È in Cristo che il sacerdote deve configurarsi, non solo per il carattere sacramentale, ma anche per l’imitazione delle sue perfezioni, in modo che in lui i fedeli possano vedere un altro Cristo. Solo allora questi si sentiranno attratti dal buon esempio del loro pastore e guida.
Un elemento connesso al buon esempio è la proporzionata rispettabilità di cui deve circondarsi il ministro di Dio - non solo per il comportamento inattaccabile, ma anche per la postura, per il modo di essere e per l’abito - in modo che le sue azioni esercitino più influenza nell’anima dei fedeli.
Il Sacrificio del Sacerdote e la Spiritualità Diocesana
Il sacerdozio richiede integrità di vita e di servizio. È essenziale che il sacerdote, per salvare coloro che gli sono affidati, offra il proprio sacrificio, unito a quello di Cristo, ad esempio di San Paolo: "Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa" (Col 1,24). Benedetto XVI ha ricordato: "Le anime costano il Sangue di Cristo e il sacerdote non può dedicarsi alla sua salvezza se si rifiuta di contribuire con la sua parte per l’‘alto prezzo’ della Redenzione".
La santità si vive in un tempo e in un luogo che è la diocesi. La spiritualità diocesana è essa stessa un dono per la Chiesa particolare e per le necessità dell'uomo in un determinato luogo e tempo. In questo contesto, il servizio fraterno e l'impegno nella comunione presbiterale sono una dimensione costitutiva del sacerdozio diocesano. Il sacerdote è chiamato a promuovere la pienezza della santità sacerdotale e a manifestare la paternità di Dio.
Il Ruolo Insostituibile di Maria
Non si può infine non evocare il ruolo insostituibile della Madre di Dio nella vita sacerdotale. Giovanni Paolo II, nella sua Enciclica Ecclesia de Eucharistia, si chiedeva: "Chi può, meglio di Maria, farci assaporare la grandezza del mistero eucaristico?". Nel "memoriale" del Calvario, è presente quanto Cristo ha realizzato nella sua Passione e Morte, e per questo, non può mancare ciò che Cristo ha fatto per sua Madre a nostro favore, dicendo anche ad ognuno di noi: "Ecco la tua madre" (cfr. Gv 19,26-27).
tags: #sacerdote #nella #consacrazione