Il Santuario di Nostra Signora della Guardia, situato sulle alture di Genova, è un luogo di profonda spiritualità e devozione. Al centro della sua gestione e della sua missione pastorale si trova la figura del Rettore, una posizione di grande responsabilità e significato.
Padre Granara: Un Rettore Dedito
La figura di Padre Granara è strettamente legata a numerose opere e azioni di grande impatto, che hanno lasciato un segno tangibile nella comunità. Tra queste, spicca per importanza la Fondazione Antiusura “Santa Maria del Soccorso”, un'iniziativa che riflette il suo impegno verso le fasce più vulnerabili della società. Questa fondazione è un esempio concreto di come la fede possa tradursi in opere di carità e sostegno sociale, offrendo un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà.

L'Emotività e la Fiducia nel Ruolo
Assumere l'incarico di Rettore di un santuario così significativo come quello della Guardia ha comportato per Padre Granara un mix di "tanta emozione, tanta fiducia". Queste parole sottolineano la profonda consapevolezza della sacralità del luogo e della speciale presenza mariana che lo caratterizza. La convinzione che "non siamo abbandonati" riflette una profonda fede e una rassicurazione per sé stesso e per i fedeli, ribadendo la centralità della protezione divina.
La Natura Specifica del Santuario della Guardia
La gestione di un santuario come quello della Guardia presenta delle peculiarità che lo differenziano da una parrocchia tradizionale. Padre Granara ha evidenziato questa differenza affermando: "È un po’ diverso, a Prà c’è gente che abita vicino alla chiesa, vive la parrocchia, in questo luogo dove tanta gente arriva ma nessuno ci abita, nessuno rimane perché giustamente ritorna a casa." Questa osservazione mette in luce la natura transitoria dei visitatori del Santuario, che arrivano per un momento di preghiera o devozione e poi ritornano alle proprie abitazioni. Tale dinamica richiede un approccio pastorale specifico, focalizzato sull'accoglienza e sulla capacità di offrire un messaggio significativo anche in tempi brevi.
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La Riflessione sull'Incarico
La nomina a Rettore ha spinto Padre Granara a una profonda riflessione personale, come testimoniato dalla sua domanda: "Ebbene mi sono fatto la domanda ‘ma perché hanno pensato a me’". Questa interrogazione, seppur priva di una risposta immediata - "la risposta, a dir la verità, non l’ho trovata" - rivela l'umiltà e la sorpresa di fronte a un incarico di tale portata. La conclusione, "però ho detto forse non è neppure giusto cercarla", suggerisce l'accettazione fiduciosa della volontà divina, preferendo concentrarsi sul servizio piuttosto che sull'analisi delle motivazioni personali dietro la nomina.