Mentre l’UNESCO chiede al Governo Italiano d’intraprendere misure urgenti per proteggere Venezia e il suo patrimonio artistico e culturale, pena l’inserimento del sito nella Danger List, in Laguna la Festa del Redentore rappresenta un appuntamento annuale di profonda tradizione e cultura. Dal tradizionale ponte votivo di barche che collega le Zattere con la Chiesa del Redentore alla Giudecca, agli equipaggi per la regata storica, ai fuochi d’artificio per illuminare il bacino di San Marco nella notte tra il sabato e la domenica, gli appuntamenti culturali si spalmano per il fine settimana.
In questo contesto di vivace attività culturale e storica si inserisce la Casa dei Tre Oci, una meraviglia architettonica che offre una prospettiva unica sulla città lagunare e ospita un ricco programma di mostre ed eventi.

La Casa dei Tre Oci: Architettura e Significato
La “Casa dei Tre Oci” è una splendida testimonianza dell’architettura veneziana di inizio ‘900, un affascinante palazzo in stile neogotico che sicuramente non passa inosservato. I Tre Oci sono le tre grandi finestre allineate al centro della facciata del palazzo, da cui prende il nome: "ocio" in veneziano significa appunto "occhio".
Osservare Venezia dalla Casa dei Tre Oci è come fare un salto nel passato. Venezia è incorniciata dalle grandi e sinuose finestre che offrono una porzione della città allo spettatore, che dall’interno della sala guarda fuori, oltre. In qualche modo Venezia entra a far parte dell’ambiente della casa stessa, perché i Tre Oci su Venezia non avrebbero lo stesso impatto se quella casa non si trovasse lì, in fondamenta delle Zitelle, affacciata sul Canale della Giudecca.
Come raggiungere la Casa dei Tre Oci
Per raggiungere la Casa dei Tre Oci e l'isola della Giudecca, è possibile prendere il vaporetto ACTV. Con il vaporetto linea 2, o il 4.1 / 4.2, si scende alla fermata Zitelle, situata a due passi dall'ingresso del museo. La Casa si trova in fondamenta delle Zitelle, affacciata sul Canale della Giudecca.
Storia e Origine della Casa dei Tre Oci
La vera storia legata alla Casa dei Tre Oci, o Casa di Maria, è segnata da un tragico avvenimento. Mario de Maria (1852-1924), pittore ed architetto italiano, la cui storia è segnata dalla scomparsa della figlia Silvia nel 1905, fu il creatore di questo luogo. Sarà proprio questo fatto a portare alla nascita della Casa di Maria.
In ricordo della sua amata figlia prematuramente scomparsa, de Maria crea la Casa dei Tre Oci, dove le tre grandi finestre centrali, gli "occhi della casa", sono un omaggio ai membri della famiglia rimasti: sua moglie, suo figlio e se stesso. Per Silvia crea la bifora posta al secondo piano, situata in alto verso il cielo, un simbolo e un ricordo dell’amata bambina scomparsa troppo presto. In qualche modo quelle finestre mantengono vivo il ricordo del suo fondatore e della sua famiglia, come se le anime di quelle persone fossero incastonate nel palazzo ed osservassero Venezia in eterno.
La storia della famiglia De Maria non è andata persa ed è conservata in due stanze dedicate all'interno della Casa. Gli arredi originali e una notevole selezione di dipinti e di disegni permettono di immergersi nella scena culturale degli anni '80 a Venezia, dando il senso di un luogo che per anni è stato crocevia di incontri culturali e vicende artistiche di rilievo internazionale. Nel tempo la Casa è rimasta un luogo accogliente e aperto ad artisti e persone che volevano farne per un periodo la loro dimora, soprattutto creativa. Dopo la morte di De Maria, la Casa ha visto transitare ospiti del calibro di Renzo Piano.

La Casa dei Tre Oci nel Cinema: "Anonimo Veneziano"
Nel 1970 il regista italiano Enrico Maria Salerno sceglie la Casa dei Tre Oci come location nel suo film "Anonimo Veneziano", pellicola che vede protagonisti Florinda Bolkan e Tony Musante. Tony Musante interpreta Enrico, un musicista del Teatro La Fenice, un uomo triste che non è riuscito a realizzare il suo sogno di essere un grande direttore d’orchestra. Purtroppo Enrico è separato da tempo da sua moglie Valeria (Florinda Bolkan) con la quale ha avuto un figlio Giorgio. Il film racconta il loro tempo insieme sul viale dei ricordi a Venezia, dove lui la invita a tornare a seguito della scoperta della sua malattia.
Ambientata a Venezia, la storia si compie nel tempo di una giornata che i due passano insieme visitando luoghi significativi per il loro passato, tra cui la Casa dei Tre Oci, studio/dimora di Enrico. La scelta non può essere casuale: i Tre Oci sono per Enrico il luogo ideale per essere un artista in qualche modo maledetto; l’ambiente che lo circonda è nostalgico, cupo, oscuro, un luogo dove il male interiore del protagonista è visibile, il suo caos, la sua perdita di identità. I Tre Oci sono quindi diventati anche la Casa dell’Anonimo Veneziano e con il tempo un luogo che non smette mai di affascinare e stupire.
"Anonimo Veneziano" trailer (1970)
Il Nuovo Capitolo: Berggruen Institute Europe
Oggi, la Casa dei Tre Oci ha intrapreso un nuovo capitolo ed è diventata un altro spazio, rinnovato e ancora una volta aperto al pubblico. È nota anche come la Casa delle idee, nonché Berggruen Institute Europe, sede dell’istituto Berggruen a Venezia, un punto di riferimento in Europa con la sua sede principale. Altri istituti si trovano in Cina e a Los Angeles.
Il fondatore è Nicolas Berggruen (1961), milionario americano/tedesco, investitore e filantropo. Il Berggruen Institute Europe attrae filosofi e pensatori politici, artisti e architetti, scienziati e tecnologi, per sviluppare e promuovere risposte a lungo termine alle principali sfide del XXI secolo, elaborando idee che emergono dall’Europa e si rivolgono al mondo. Complementando i centri di Los Angeles e Pechino, il Venice Center collega il lavoro dell’Istituto tra Est e Ovest. Disegnata come casa privata e studio dall’artista Mario De Maria, la Casa neo-gotica dei Tre Oci ha una lunga storia di ospitalità per artisti e intellettuali e serve come luogo per incontri e dibattiti culturali.
Mostre e Attività Culturali alla Casa dei Tre Oci
La Casa dei Tre Oci continua la sua vocazione artistica e culturale, ospitando importanti mostre fotografiche e promuovendo la formazione.
Mostre Passate e Recenti
- La mostra dedicata a Jacques Henri Lartigue, curata da Marion Perceval e Charles-Antoine Revol della Donation Jacques Henri Lartigue, e da Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci, ha raccontato la vita del fotografo francese attraverso 120 immagini dei suoi preziosi album fotografici. Lartigue fece ciò che nessun fotografo aveva fatto prima e che nessuno fece dopo: fotografare la propria vita, salvando "l’attimo dal suo inevitabile passaggio" e permettendo di rivivere momenti felici.
- Attualmente, presso i Tre Oci, è possibile visitare una mostra fotografica gratuita che prevede l’esposizione delle opere del tedesco Matthias Schaller. La mostra, intitolata «Controfacciata» (visitabile fino al 23 novembre 2025), esplora il concetto di "controfacciata", fotografando interni di palazzi nobili veneziani ma non solo. La mostra è visitabile liberamente il sabato e la domenica dalle 10 alle 18.

Mostre Future
- A partire dal 28 marzo 2026, la Casa dei Tre Oci ospiterà una mostra dedicata a Joseph Kosuth, protagonista del movimento concettuale. Si rafforza così il legame tra Venezia e Joseph Kosuth, che nella città lagunare ha vissuto e lavorato e ha partecipato per ben otto volte alla Biennale Arte, rappresentando nel 1993 il Padiglione dell’Ungheria. Dal 28 marzo al 22 novembre 2026, «A Chain of Resemblance», il nuovo intervento di larga scala ideato da Kosuth ispirandosi a un testo di Michel Foucault, accoglierà il pubblico della Casa dei Tre Oci. Questo percorso si snoda lungo il primo piano dell’edificio riunendo una serie di opere storiche, testimoni dell’interesse dell’artista verso le dinamiche del linguaggio, inteso sia come soggetto sia come contenuto. Opere come The Fifth Investigation (1969), Text/Context (1978-1979) e Where Are you Standing? (1976), collocate nelle sale adiacenti, evocano il ripensamento dell’idea di pubblico, comunità e collaborazione suggerito da Kosuth nel solco di un diverso approccio all’autorialità. In particolare, Where Are you Standing?, il poster originariamente realizzato dall’artista per la Biennale di Venezia del 1976 come parte del collettivo International Local, sarà riproposto in occasione della mostra.
Direzione Artistica e Formazione
Il Direttore Artistico della Casa dei Tre Oci è Denis Curti, anche direttore del mensile "Il Fotografo", consulente della Fondazione di Venezia per la gestione del patrimonio fotografico e direttore artistico del Festival di Fotografia di Capri. Oltre alle mostre, la Casa dei Tre Oci organizza workshop e corsi di fotografia tenuti da fotografi di fama tra cui Gianni Berengo Gardin e Franco Fontana.
L'Isola della Giudecca: Contesto e Fascino
La Casa dei Tre Oci si inserisce nel contesto dell'isola della Giudecca, un luogo ricco di storia e fascino. L’isola della Giudecca era chiamata anticamente “spina longa” per la sua forma stretta e allungata. Successivamente prese il nome di Giudecca dal toponimo Zudeca (luogo per la concia delle pelli) o Zudegà (in veneziano antico “giudicato”). Formata da otto isolotti, collegati tra loro da ponti e ponticelli, è costituita da una fondamenta continua che costeggia il Canale della Giudecca e fronteggia le Zattere.
Sul lato opposto, quello che guarda la laguna, si trovano giardini, orti, cantieri per il rimessaggio delle imbarcazioni, officine di artigiani e piccole fabbriche. Da questo lato si possono godere degli splendidi tramonti. Un tempo i giardini e gli orti erano la vera caratteristica di questa isola, ne è testimonianza una mappa di Ludovico Ughi del 1729, in cui è documentato in modo dettagliato tale patrimonio, con il disegno delle singole aiuole. Nei giardini, che spesso erano privati e inaccessibili, c’erano orti botanici, piante e fiori esotici, erbe medicinali e piante rare provenienti da terre lontane.
Dopo un periodo di declino a seguito di una lunga fase di deindustrializzazione, l’isola della Giudecca attualmente vive un momento di grande espansione. Per una visita veloce dell’isola è preferibile partire dalla fermata del vaporetto “Redentore” e ripartire dalla fermata “Palanca”.

Altri Punti di Interesse sulla Giudecca
Tra i punti di interesse sull'isola, si trova lo Showroom Fortuny (Fondamenta di San Biagio 806), dove è presente la famosa fabbrica dei tessuti di Mariano Fortuny, con l’esposizione in showroom di materiali, disegni, tessuti pregiati e altri lavori, inclusi cuscini, accessori e luci. La fabbrica è stata fondata nel 1919 quando Fortuny comprò i terreni sull’isola di Giudecca da Stucky, un caro amico nonché proprietario del Mulino accanto. La terra era un tempo di proprietà di un antico convento successivamente chiuso da Napoleone.