Scoperte Archeologiche a Pompei: Tra Tombe Monumentali, Podi e Altari

Il sito di Pompei, costantemente visitato da oltre due milioni di persone all'anno nel primo decennio del nuovo millennio, è risultato essere nel 2010 il secondo sito archeologico italiano per numero di visitatori. Emblematicamente, Pompei è stata scelta per motivare l'orgoglio di appartenenza ad una terra e ad un popolo che ha tessuto la storia occidentale dell'umanità. Questo articolo esplora alcune delle scoperte più significative, con particolare attenzione alle strutture funerarie e religiose caratterizzate da podi e altari.

Vista aerea del Parco Archeologico di Pompei

Contesto Storico e Urbano di Pompei

Pompei fu fondata dagli Osci intorno al VII secolo a.C., su un pianoro formato da una colata lavica, poco distante dal fiume Sarno, anche se diverse testimonianze attribuiscono i primi insediamenti umani già a partire dal IX secolo a.C. Durante il periodo osco, il borgo, importante nodo viario con strade per Cuma, Nola e Stabiae, venne cinto da mura e raggiunse un'estensione pari a 63 ettari.

Pompei risentì degli influssi prima dei Greci, grazie alla conquista di Cuma nel periodo compreso tra il 525 e 474 a.C., e poi degli Etruschi, sotto i quali fu costruito il tempio di Apollo. Successivamente, fu conquistata dai Sanniti, che scendendo dai monti dell'Irpinia la posero alle dipendenze di Nocera. Conquistata dai Romani nel III secolo a.C., continuò il suo sviluppo di città commerciale, esportando, in tutto il Mediterraneo, olio e vino, di cui era produttrice soprattutto nel periodo del II secolo a.C. In questi anni si assistette anche ad un forte sviluppo urbanistico, con la costruzione del foro, del tempio di Giove, di Iside e della Basilica, oltre a numerose case e ville residenziali.

Sotto il dominio romano divenne prima municipium, godendo anche di una parziale indipendenza, grazie all'appoggio fornito durante la seconda guerra punica, e poi colonia, col nome di Cornelia Veneria Pompeianorum, a seguito della conquista da parte di Silla nel 89 a.C., durante le guerre sociali. La zona fu colpita da un violento terremoto nel 62 e la città subì notevoli danni, in parte prontamente riparati. Tuttavia, nel 79, mentre alcuni edifici erano ancora in fase di restauro, un'eruzione del Vesuvio seppellì la città sotto una coltre di ceneri e lapilli, cancellandola interamente.

Evoluzione degli Scavi Archeologici

I primi scavi nell'area pompeiana si ebbero a partire dal 1748, per volere di Carlo III di Borbone a seguito del successo dei ritrovamenti di Ercolano. I sondaggi furono svolti da Rocque Joaquin de Alcubierre, che, credendo di essere sulle tracce dell'antica Stabiae, riportò alla luce nei pressi della collina di Civita, diverse monete ed oggetti d'epoca romana, oltre a porzioni di costruzioni, prontamente ricoperte dopo l'esplorazione. Le esplorazioni furono ben presto abbandonate a causa degli scarsi ritrovamenti e ripresero soltanto nel 1754. Nel 1763, grazie al ritrovamento di un'epigrafe, che parlava chiaramente della Res Publica Pompeianorum, si intuì che si trattava dell'antica città di Pompei.

Con il ritorno dei Borbone a Napoli, gli scavi vissero un periodo di stasi: se si esclude Francesco I, con Ferdinando II e Francesco II, le rovine furono usate soltanto come posto da far visitare agli ospiti di corte. A seguito dell'unità d'Italia e soprattutto grazie a maggiori disponibilità economiche, sotto la guida di Giuseppe Fiorelli, si assistette ad una veloce ripresa delle indagini, in modo ordinato, con la prima divisione della città in regiones ed insulae. Nel 1863 venne introdotta la tecnica dei calchi, mentre, tra il 1870 ed il 1885, fu redatta la prima mappa dell'intera area pompeiana.

Durante il XX secolo, con Vittorio Spinazzola prima e Amedeo Maiuri dopo, furono completati la maggior parte degli scavi nei pressi di Porta Ercolano, della zona meridionale della città e di Villa dei Misteri, mentre si intrapresero importanti sessioni d'indagine lungo Via dell'Abbondanza. A partire dagli anni '60 si resero necessari lavori di restauro per gli edifici esistenti, che hanno di molto rallentato nuovi scavi, anche a causa di problemi di natura economica. Nel 1980 il sito fu gravemente danneggiato dal violento terremoto dell'Irpinia. Tra gli anni '90 e gli anni '10 del nuovo millennio, i nuovi scavi si concentrarono nella zona della IX regio, anche se molti fondi furono dirottati sulla conservazione ed il restauro dei monumenti già scavati.

Architettura Funeraria: La Necropoli di Porta Sarno

Le indagini archeologiche, realizzate su concessione del Ministero della Cultura e inserite nell'ambito del progetto "Indagare l'archeologia della morte a Pompei. Necropoli di Porta Sarno", hanno come obiettivo principale l'indagine, lo studio, la documentazione, la conservazione e la valorizzazione dell'area e dei monumenti funerari di questa necropoli. Il programma della campagna di scavo 2022 si è concentrato principalmente nella prosecuzione delle indagini del settore D, ossia nello spazio situato tra il recinto funerario della tomba a camera su podium e il recinto funerario di Marcus Venerius Secundius, che comprendeva la tomba a nicchia e l'area ad ovest della tomba di Secundius. A est del recinto funerario di Marcus Venerius Secundius, già nella campagna di scavo 2021 era stato evidenziato, fino al piano di spiccato, un monumento funerario a nicchia (US 4028).

Il Rilievo Funebre della Coppia

Un rilievo funebre di una coppia, uomo e donna - a dimensioni quasi reali - pertinente a una tomba monumentale presso la necropoli di Porta Sarno, è affiorato nel corso di un recente scavo archeologico. Il simbolismo degli accessori scolpiti della donna potrebbe identificarla come una sacerdotessa di Cerere. Le due sculture ad alto rilievo sono state trasferite presso la Palestra grande degli scavi per avviarne il restauro e saranno tra i reperti di particolare spicco in esposizione nella mostra “Essere donna nell’antica Pompei” che inaugurerà il 16 aprile prossimo. Gli scavi del 1998 avevano già registrato la presenza di oltre 50 sepolture a cremazione, segnate da stele e da un monumento funerario ad arco.

Rilievo funebre di coppia da Pompei

Edifici Religiosi: Il Tempio di Asclepio con Altare sul Podio

Il Tempio detto di Asclepio (VIII 7, 25) si trova nel Quartiere dei Teatri, all’incrocio tra la via del Tempio di Iside e la via Stabiana, in adiacenza alla Casa detta dello Scultore (VIII 7, 24). Il tempio è di tipo italico, su altissimo podio, tetrastilo, prostilo; le due pareti laterali e quella di fondo coincidono con quelle del peribolo. L’edificio, di forma approssimativamente rettangolare e sviluppato su un asse centrale di circa 22 metri di lunghezza, è delimitato da una recinzione in opera incerta.

Dall’ingresso, posto sul lato orientale e aperto sulla via Stabiana, si accede a un piccolo vestibolo con una copertura sostenuta da due colonne laterizie (resta oggi solo una ridotta parte della colonna meridionale). Il vestibolo immette in un cortile scoperto dal quale si accede alla scala del podio. Al centro del cortile, a ridosso della scalinata, su un basamento in blocchi di tufo è collocato l’altare. Questo è del tipo a pulvino con volute ioniche e fregio dorico, e parte inferiore a doppio cuscino con kyma rovescio, anch’esso in tufo.

Ricostruzione del Tempio di Asclepio con altare a Pompei

Altre Strutture e Aspetti della Vita Pompeiana

Ville e Abitazioni

Sono relativamente poche le ville d'otium ritrovate a Pompei: queste particolari costruzioni residenziali, a cui sempre veniva aggiunta una parte dedicata alle attività agricole, come celle vinarie, torchi e presse, erano costruite solitamente in luoghi isolati e panoramici, lontano dal centro abitato. Pompei infatti aveva un sobborgo, chiamato Pagus Augustus Felix Suburbanus ed oggi riconducibile ai territori di Boscoreale, Boscotrecase e Terzigno, in cui sorgevano numerose ville di questo tipo, mentre ville propriamente d'otium si ergevano nella zona di Oplontis e sulla collina di Varano, a Stabiae.

La Villa dei Misteri è situata poco fuori porta Ercolano e la sua costruzione risale al II secolo a.C. Deve il suo nome ad una serie di affreschi presenti nel triclinio, con figure a grandezza naturale, tecnica chiamata megalographia, che rappresentano o uno spettacolo di mimi, o momenti di un rito, oppure i preparativi per un matrimonio. La Villa di Diomede, situata sempre nei pressi di porta Ercolano, deve il suo nome ad una tomba posta di fronte l'ingresso, appartenuta a M. Arrius Diomedes. La Villa Imperiale si trova invece nei pressi di porta Marina e fu scoperta nel 1943. La Villa di Giulia Felice, situata nei pressi di Porta Sarno, fu esplorata tra il 1755 e il 1757 e poi nuovamente tra il 1953 e il 1953.

Erano tre i tipi di case presenti a Pompei: le grandi domus, che appartenevano ai ricchi patrizi, dotate di ampi spazi, giardini e quartieri termali; domus di dimensioni ridotte, appartenenti al ceto medio, spesso sviluppate intorno ad un cortile; e le case-bottega dei commercianti, con un vano sulla strada ed uno interno usato sia come abitazione che come magazzino.

Edifici Pubblici e Commerciali

Il Foro di Pompei era il cuore della città: fu sistemato nel II secolo a.C. e l'enorme piazza fu abbellita con statue, mai ritrovate, di dei o di cittadini illustri. A delimitare lo spazio del foro erano gli archi onorari, di cui se ne conservano tre, rivestiti completamente in marmo ed erano dedicati ad Augusto, a Tiberio e a Caligola. Intorno al foro si affacciavano gli edifici più importanti della città, come quelli dell'Amministrazione Pubblica e la Basilica. Il Macellum era il mercato della città: costruito nel II secolo a.C., con decorazioni in quarto stile, presentava un cortile porticato sotto il quale si aprivano le botteghe.

Molto utilizzato nell'antica Pompei era il pane: esistevano circa trentaquattro panifici, con forni a legna, macine e un banco per la vendita. I termopoli erano edifici nel quale venivano venduti cibi caldi e bevande e a Pompei se ne contavano poco meno di un centinaio. Tra questi, il Thermopolium di Vetutius Placiudus e il Thermopolium delle Aselline sono stati oggetto di significative scoperte, inclusi larari con affreschi e suppellettili.

Sviluppata a Pompei era la lavorazione della lana, con tredici officine che lavoravano il materiale grezzo. L'Edificio di Eumachia, dal nome della sacerdotessa che ne aveva voluto la costruzione, era o il mercato della lana, oppure sede della corporazione dei fullones. La Fullonica di Stephanus, originariamente una casa, fu trasformata in magazzino per la lavorazione della lana, con vasche per il lavaggio e aree per l'asciugatura.

Infrastrutture e Spazi di Intrattenimento

Il Castellum Aquae era il principale edificio per il rifornimento idrico della città, situato ad un'altezza di quarantadue metri, nei pressi di Porta Vesuvio. La Schola Armaturarum fu costruita negli ultimi anni di vita di Pompei ed era un edificio di stampo militare dove i giovani venivano istruiti alla lotta e alle arti gladiatorie; inoltre fungeva da deposito per le armi, come testimoniato da un elevato numero di armature ritrovate al suo interno.

L'Anfiteatro di Pompei fu costruito tra l'80 ed il 70 a.C. ed, in seguito, ristrutturato dopo il terremoto del 62: risulta essere uno dei più antichi, nonché uno dei meglio conservati al mondo ed aveva una capienza di circa ventimila persone. Il Teatro Grande fu costruito durante l'epoca sannita e subì nel corso degli anni numerosi rifacimenti, mentre il Teatro Piccolo, chiamato anche Odeion, fu costruito intorno all'80 a.C. Le Terme Stabiane, risalivano infatti al IV-III secolo a.C. ed avevano subito nel corso degli anni numerosi rifacimenti.

Pompei: La Città Sepolta Viva dal Vesuvio

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